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The Iron Force - Metal Compilation Vol. I

Etichetta: Risestar Promotions
Anno: 2004
Durata: 79 min
Genere: vari


La cilena Risestar Promotions ha pubblicato una compilation divisa in due capitoli: "Chapter I - The Black Legions" e "Chapter II - The Iron Force". Lo scopo di questo CD, naturalmente, è quello di promuovere gruppi ancora poco conosciuti. Per raggiungere il proprio scopo in maniera ancora più efficace, "The Iron Force Metal Compilation Vol. I" viene distribuita gratuitamente. Basta semplicemente richiederla via e-mail alla Risestar Promotions.
Passiamo subito al suo commento iniziando dalla prime undici tracce che vanno a formare il capitolo intitolato "The Black Legions".
Si parte con un gruppo veterano delle compilation: i tedeschi Suidakra. La loro canzone si intitola "Trails Of Gore". E un esempio onesto di death metal melodico. La produzione è buona, l'esecuzione anche. Ogni nota di questa traccia esprime un notevole spirito eroico: questo particolare la rende discretamente originale. "Trails Of Gore" si segnala anche per l'ottimo cantato, sia in gutturale che pulito. Una prova interessante per una band solida.
Dopo i tedeschi, ecco una vecchia conoscenza di Shapeless: gli italiani No More Fear. "Squall", la traccia che li rappresenta, è ricca di spunti interessanti tra i quali spicca un arrangiamento di qualità notevole. Peccato che, a mio avviso, questo brano sia viziato eccessivamente dall'influenza del death melodico svedese. Molti passaggi, tra i quali il riff principale, sanno di già sentito. Credetemi, i No More Fear possono e sanno far meglio! Mia opinione personale a parte, va riconosciuto a "Squall" un certo appeal commerciale ed una buona potenza d'impatto.
L'ascolto di tanto death melodico non poteva che farci finire in Svezia, eheh! Gli Skyfire, con la loro "Effusion Of Strength", ci propongono lo stesso genere di musica dei gruppi precedenti. A differenziarla ci pensano un'evidente inflessione progressive e l'utilizzo ad oltranza della tastiera. Nonostante gli Skyfire si sforzino di essere originali, il risultato è un po' scontato. Le emozioni sono poche ed il tiro è penalizzato da una produzione piatta.
Torniamo in Germania per ascoltare "Doomsday" dei Serpent Soul. Come descrivere la loro musica? Immaginate i Running Wild con le chitarre ribassate ed un growling profondo come voce! Ci riuscite, eheh? Ritengo che questo paragone sia azzeccato perché rende bene l'idea sia della ritmica thrash/power, sia del tipo di riffing melodico in minore. L'esecuzione è rozza, molto efficace. I Serpent Soul interpretano il death melodico in maniera sincera ed appassionata.
Come gli Skyfire, anche i Loss sono svedesi. A differenza però dei primi, i secondi sono in possesso di un tiro spaventoso. Il loro death metal guarda direttamente alla tradizione. La melodia è presente ma viene corrotta da un suono opprimente e malvagio. "Reverent One" è una traccia intensa. I Loss si tengono a distanza di sicurezza da tutti quei gruppi che suonano uno stile simile ma all'acqua di rose.
Gli Eversinceve sono un gruppo d'oltreoceano: degli Stati Uniti per la precisione. "Tangled Web Of Misery" è un'ottima traccia caratterizzata da uno stile difficilmente definibile. Situati a metà strada tra gli Iced Earth ed il death melodico, questi americani hanno costruito un brano estremamente eterogeneo. L'arrangiamento è molto bello ed ha garantito alla traccia un alto potenziale evocativo. Gran parte del merito va al grandioso lavoro della tastiera ed agli effetti sonori che fanno da sfondo alla composizione. Gli Eversinceve riescono a modernizzare la tradizione con un gusto oscuro e quasi, come dire, "cinematografico". Alcuni potrebbero considerarli pacchiani. Personalmente, apprezzo il loro stile. "Tangled Web Of Misery" è una gran bella canzone!
"Sick, Sick, Sick" è la traccia rappresentativa degli australiani Enforce. Si tratta di una composizione molto diretta, contraddistinta da riff aggressivi ed una ritmica poderosa. Nonostante i musicisti sembrino in possesso di una buona tecnica, "Sick, Sick, Sick" è priva di fronzoli. In alcuni frangenti questa traccia potrebbe essere considerata thrashcore ma troppi fattori spiazzanti la rendono inclassificabile. Posti di traverso tra thrash, black e heavy metal, gli Enforce incuriosiscono l'ascoltatore.
Con gli Stillbirth si ritorna nel bel paese. "Victims Of Nuclear Age", equilibrato assalto dall'anima malinconica, è ben strutturato ed arrangiato con una semplicità vincente. Sicuramente questa canzone rende al suo meglio negli spettacoli dal vivo. L'ascolto su CD, per quanto piacevole, non coinvolge appieno. Il death di "Victims Of Nuclear Age" non presenta grosse sorprese e anche la melodia è nella norma.
Piuttosto scontata è anche "What You Are" degli inglesi Gutworm. Deathcore tirato, violentissimo ma senza troppe pretese. Lo si ascolta con coinvolgimento, si gode per qualche minuto e lo si dimentica in fretta appena terminato l'ascolto.
Incazzata e brutale, ecco "Sudden Death" dei belgi Surhim. Le chitarre suonano riff azzeccati accompagnati da una sezione ritmica distruttiva e precisissima. Il growling devastato del cantante urla la propria rabbia su un tappeto sonoro compatto e carico di groove. Il sound dei Surhim è oscuro e diretto. La tradizione del death metal viene rispettata con devozione. Senza infamia e senza lode. Molto potenti, però.
Lievemente più sensibili alle tentazioni melodiche rispetto ai precedenti, i brasiliani Arum si presentano con l'infame "The Skies Of Armaggeda". In realtà la canzone si muove su binari principalmente atonali. Sono però ben inserite le sezioni meno ostili tipo il rallentamento a metà brano. "The Skies Of Armaggeda" è una buona canzone.
Passiamo alla seconda parte del CD, quella intitolata "The Iron Force".
Ad aprire le ostilità ci pensano gli svedesi Steel Attack con "Enslaved". Si tratta di un brano power/heavy di buon livello. Nulla di trascendentale, ovviamente, ma è chiaro che il gruppo ci sa fare. La voce del cantante è squillante e decisa. Il resto della band svolge il suo ruolo con perizia. Potrebbero essere apprezzati da molti fan del genere.
Dal Portogallo, ecco i Forgotten Suns. "Senses" è una valida traccia progressive arricchita da qualche rado spunto hard rock. Lo stile è un po' derivativo ma la canzone è bella. Entra subito in testa e non si perde in fronzoli inutili. Non so come sia la restante produzione dei Forgotten Suns ma questa traccia fa ben sperare sulle loro qualità!
Bravi anche i francesi Moonstone, autori della trascinante "Mindlord". Il loro power è ricco di sfaccettature e rallentamenti, lontano dalla banalità spesso ricorrente in questo genere. Va segnalata la prova della cantante Paula, dotata di un bel timbro. Una canzone degna di nota!
Meno emozionanti, i tedeschi Sky's Shadow sono fautori di un metal molto melodico ma discontinuo. Alcuni spunti veramente interessanti, soprattutto della tastiera, si alternano a riff e fraseggi un po' scontati. "Stroke Of Fate II" non è affatto da buttare ma, allo stesso tempo, non convince al cento per cento. Anche perché certi passaggi progressive sembrano inseriti un po' a forza e non riescono a comunicare naturalezza.
Metal appassionato e molto americano per gli statunitensi A Lower Deep. Peccato che la batteria suoni così piatta! Un po' Iced Earth, un po' tante altre band. "New Dimension" è una canzone apprezzabile ma che cade troppo velocemente nel dimenticatoio.
Più cazzuto è lo speed dei nostrani Reapers! "Metalness" appassiona grazie alla sua schiettezza! E' ricca di una sincerità tutta metallica! Si sente che i musicisti sudano sui loro strumenti! La voglia di headbanging è irrefrenabile! Questo sì che è metal!! Un po' retrò ma coinvolgenti!
Catchy: questo aggettivo in inglese è la parola che descrive al meglio gli Aesthesia di "Raisin' Hell". Ben fatta, è piacevole all'ascolto. Forse il loro stile potrebbe sembrare un po' troppo leggerino per gli amanti delle sonorità più rudi. Non c'è però di che dispiacersi!
Bene, "The Iron Force Metal Compilation Vol. I" è giunta al suo termine. Un lungo ascolto che ci ha presentato tante band interessanti. La qualità complessiva è piuttosto buona. Non ci sono pezzi da buttare via. Considerato che il CD è distribuito gratuitamente, consiglio a tutti di farvene spedire una copia!
(Hellvis - Febbraio 2005)

Voto: 7


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