AA VV
Support The Underground
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 73 min
Genere: vari
La compilation "Support The Underground" ci è stata inviata da Matt degli One Step Beyond. Il CD presenta una confezione essenziale. Oltre alla tracklist ed ai contatti delle band, non ci sono altre informazioni. Nessuna nota indica l'anno di pubblicazione né il curatore di questa iniziativa. Ho ragione però di credere che questo CD-R abbia visto la luce nel 2003 o, al massimo, agli inizi del 2004.
La copertina presenta parecchi refusi, in particolare in sede di punteggiatura. Quello più evidente è il "SuppoErt the Underground" stampato su una costa della back-cover. Mi scuso con i lettori se alcuni titoli o indirizzi potrebbero risultare imprecisi: mi sono limitato a riscrivere quanto ho trovato stampato in copertina.
Ad aprire le ostilità ci pensano gli statunitensi Fallen Empire (Jeremy Partin, 4008 Fox Hill Road, North Little Rock, AR 72116, USA). La traccia si intitola "Storm Of Annihilation" ed è tratta dall'album "Through The Blackened Gates Of Immortal Hell". Si tratta di una canzone molto ben suonata e strutturata, che gode tra l'altro di una valida produzione. L'unica pecca è che lo stile è troppo simile a quello degli Emperor di "IX Equilibrium", solo meno complesso. Le vocals del cantante e l'arrangiamento sono ai limiti del plagio. Si tratta di un difetto maggiore che deve essere eliminato, se i Fallen Empire vogliono dire la loro.
I Nordafrost
(http://www.nordafrost.de/),
dalla Germania, propongono un'interessante miscela di black e death melodico. La qualità tecnica della band è indiscutibile; le vocals del cantante ricordano quelle di Abbath degli Immortal. "Nocturnal Cult", dal CD "Dominus Frigoris", non è un brano velocissimo. E' pregno di un pessimismo che diventa sempre più consistente battuta dopo battuta. I musicisti sono in possesso di un buon tiro che si concretizza in una tensione palpabile. Una prova onesta per questi tedeschi.
Andiamo ora in Grecia per incontrare i Corona Bor (Konstantino Chaikalis, Dodekanisou 101, N.Ionia, 14235 Athens, Greece). La traccia porta il titolo curioso di "Batida De Coco" (da "Like The Giant Hits The Dwarf"). Si tratta di un buon esempio di heavy metal ruffiano, dai tratti americani. La voce del cantante non è pulitissima ma riesce ad essere efficace, vista la grinta di cui è dotata. Il brano è piuttosto spedito. La struttura è tradizionale: strofe, ritornelli e assolo di chitarra in chiusura.
Gli iberici Leyenda (David Ramos Fernandez, C/Paredes de Nava -6°, 28017, Madrid, Spain) sono rappresentati da "Llegarte Al Final", dall'album "Leyenda". E' una discreta canzone di epic metal cantata in spagnolo, cadenzata e fiera come da copione. Il risultato finale è però poco convincente, forse perché è la band stessa ad essere un po' fiacca.
Torniamo negli Stati Uniti per incontrare i Fall Of Empyrean (Richard Medina, 1 South Poplar Way, Chandler, AZ 85226, USA). La loro "The Catatonic", da "Anhedonia", è fedele al suo titolo. E' un brano di doom soffocante, ben suonato e sicuramente convincente. Nelle parti più lente mi porta alla mente i primi Esoteric con meno psichedelia. C'è spazio anche per le tastiere in sottofondo. Peccato per l'accelerazione a metà brano, sicuramente fuori luogo e poco evocativa.
Gli Astral Demise (Philip Almaraz, 3360 Quartz Lane # F-11, Fullerton, CA, USA) sono un'altra band americana, autrice di un black metal con tastiere veramente scadente. Potrebbe anche trattarsi di un progetto solista. Poco importa. Quello che so è che "My Horizon" (da "Heart Of Cosmos") è una delle canzoni più scarse che mi sia capitato di ascoltare da tempo. Va bene supportare l'underground, però...
Meglio tornare nel vecchio continente per rifarsi le orecchie con gli italiani Entirety (Macchi Davide, via Girola 1, 21050 Gorla Maggiore (VA), Italy). "Spuerco", dal CD "...To Fuck", è una vivace traccia black. La produzione è buona, l'esecuzione altrettanto. La batteria è in costante blastbeat, le vocals sono molto espressive e la qualità tecnica è ineccepibile. "Spuerco" è una valida canzone debitrice del black svedese.
Passiamo agli olandesi Noctambulant Grimness (Audioshape, Achter De Hoven 330, 8933 Da Leeuwarden, The Netherlands), rappresentati da "I Hope That Tears Will Bind". Considerato che la canzone in questione è tratta da un demo occorre chiudere un occhio sulla produzione non ineccepibile. Il loro stile è un death metal melodico piuttosto personale, dalle tinte oscure e malinconiche. Il gran lavoro è svolto, naturalmente, dalle chitarre, ma anche la tastiera ha un ruolo non indifferente. Si sente che la band deve maturare esperienza ma, a parer mio, già così dimostrano di essere in possesso di un buon talento da sgrezzare.
Ecco ora i greci Kinetic (Dimakopoulou Str. 19-21, 10445 Kato Patisia, Athens, Greece). Per chi non lo sapesse questo è il gruppo di Savvas, ex bassista e cantante dei compianti Acid Death. La traccia si intitola "The Realms Of Nightmare" ed è tratta dal CD che porta il nome della band. Conoscendo i precedenti techno-death di Savvas, lo stile dei Kinetic lascia un po' stupefatti. La canzone è infatti molto diretta ed incazzata, tra il thrash e il death'n'roll. L'unico eco dal passato è la parte centrale, seguita dall'assolo, che fa molto Death. Complessivamente, si tratta di un brano soddisfacente.
"Plains Of Azure Light", dal CD "Three Face Of Eve", è una canzone dei Vespers Descent (4 Bessant Crt, Westfield 6111, Western Australia). Potenza, tiro e gusto nell'arrangiamento non impediscono agli australiani di inciampare nei luoghi comuni più banali del death melodico svedese. I musicisti sono preparati ma occorre più personalità. Una piccola nota di merito per i begli assoli.
I Soulless Heart (Roger Rienkens, Cacilienhohe 19, 31241 Ilsede, Germany) suonano un techno-death di buona fattura. Occorrerebbe che cambiassero il cantante: quello attuale ha un growling troppo debole. La canzone omonima è in fin dei conti interessante. Ad esempio, la parte strumentale a metà canzone dimostra la creatività dei musicisti. La qualità di registrazione non rende giustizia alla musica. Peccato, perché "Soulless Heart" è una degli highlight della compilation!
Gli Elenium
(http://www.eleniumband.cjb.net/)
sono una vigorosa death metal band dall'Inghilterra. Il loro death è arricchito da innumerevoli episodi melodici e da un massiccio uso delle tastiere. Il cantante ha un growling devastante che dona quel qualcosa in più al suono del gruppo. "Up The Long Ladder" (dall'album "For Giving - For Getting") è una traccia professionale sotto tutti i punti di vista. Bisogna vedere se gli Elenium reggono su full-length.
"Killed In Action" è un brano del progetto Deathfrost
(deathfrost@c4.org).
Le atmosfere sono terribilmente oscure; il ritmo è tenuto da una drum-machine. La musica è molto semplice e la realizzazione amatoriale. Il growling è debole e distorto come se il microfono fosse tenuto troppo vicino alla bocca. Niente di che.
I Sadok
(thrashinmad@hotmail.com)
si presentano agli ascoltatori con "La Miranda De Co Incierto". Si tratta di un thrash/death ultragrezzo cantato in spagnolo. L'esecuzione è sicura. Senza infamia e senza lode.
Dalla Spagna, i Belyerath (Daniel Ortega Del Pozo, C/Caja de Arrohos Municipal 9 1d, CP 09001 Burgos, Spain) contribuiscono alla compilation con "Revenge" (da "The Eternal Fight"). Finalmente una voce femminile! Questo è l'unico tratto distintivo della loro musica (tra il death, il power e il gothic), penalizzata da una registrazione che mette in evidenza la tastiere ma nasconde la batteria. C'è un'altra cosa da dire: i musicisti dovrebbero farsi una cura ricostituente. Non si può suonare metal ed essere così mosci!
Rimaniamo sempre in Spagna con gli Angelus Apatrida (c/Fernandez V. Gonzalez 4, 4°, 02001 Albacete, Spain). Questa canzone è tratta dal promo "Unknown Human Being" e si intitola "Supremacy In Chaos". Lo stile è tipicamente heavy, molto tirato e vagamente influenzato da altri stili (thrash, speed, power). Nonostante la qualità di registrazione non sia il massimo, "Supremacy In Chaos" si evidenzia per la bellezza del songwriting. Non è certamente originale ma la melodia è veramente buona. Ha qualcosa dei primi Angel Witch. Gli Angelus Apatrida svolgono il loro compito con umiltà e bravura: gli auguro di migliorare sempre di più.
Ecco nuovamente gli elettronici Death Frost con "Idle Brain". Una traccia sola non era già abbastanza? Beh, posso soltanto dire che bisogna portare questo progetto su di un livello più professionale se si vuole fare qualcosa di interessante. Comunque, "Idle Brain" è migliore della traccia precedente.
Ecco ora gli italiani Hinthruna
(hinthruna@hotmail.com).
Ho già avuto modo di recensire il loro demo "Black Woods Of Oblivion" e rimando il lettore all'apposita recensione per approfondimenti. Il brano qui presente è "And The Black River Flows". Secondo me questa non è la traccia migliore del demo. Rimane comunque un onesto esempio di black.
Gli One Step Beyond
(gligster666@hotmail.com),
dall'Australia, chiudono questa compilation con "Cropsy", un brano tra il grind e l'hardcore. Una traccia di buon impatto, vivace e adrenalinica. Anche in questo caso, il lettore è invitato a leggere la mia recensione del loro album "Life Imitates Art" su Shapeless.
"Support The Underground" presenta alti e bassi. Le band non sono tutte di pari valore e i gruppi più validi si distinguono nettamente dagli altri. I migliori sono senza dubbio gli One Step Beyond, gli Entirety, i Kinetic, gli Elenium e i Soulless Heart. Altri nomi da segnare sono quelli degli Angelus Apatrida e degli Elenium.
(Hellvis - Maggio 2004)
Voto: 7