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SGRevolution Vol. I

Etichetta: SG Promotion
Anno: 2007
Durata: CD 1 - 69 min / CD 2 - 44 min
Genere: vari


L'italiana SG Promotion ci presenta una bella compilation di ben due CD. In essa sono contenuti nomi più o meno noti dell'underground nostrano, e la qualità artistica della selezione è veramente elevata. Si tenga presente che la canzone meno buona tra quelle qui presenti, potrebbe essere una delle migliori in un altro tipo di compilation. Mi complimento quindi con i ragazzi della SG Promotion, e se proprio dovessi trovare un neo forse potrei accusare l'artwork di essere un po' raffazzonato, soprattutto il retro copertina male impaginato. Ma in fondo è la musica che conta. Certo che il Papa in copertina è provocatorio, e forse qualche metallaro particolarmente anticlericale potrebbe far sua questa accoppiata di CD solo per questo motivo!
Apertura con i Resurrecturis (http://www.resurrecturis.com/), probabilmente uno dei gruppi italiani più interessanti, ma ancora poco noti nel nostro paese. Sono infatti più famosi all'estero, e questa è una vergogna. Ho potuto vederli dal vivo, e vi giuro che spaccano. La loro canzone è "The Last Sun", tratta dal loro ultimo album ("The Cuckoo Clock Of Hell", in caso non ce l'aveste procuratevelo). Che dire? Un death metal tiratissimo, che non dimentica le sue radici thrash. La musica è molto violenta, il gutturale del cantante è estremamente cattivo. Consigilatissimi: d'altro canto dalle mie parole avrete capito che sono un sostenitore di questo gruppo!
Anche i Memories Of A Lost Soul (http://www.memoriesofalostsoul.com/) non sono un nome nuovo per i lettori di Shapeless. Con "The Curse Of Eternity" il gruppo mette in mostra il suo black metal sinfonico e melodico, di facile presa. L'abilità musicale c'è, mancano forse solo un po' le idee. Con un pizzico di genio in più, potrebbero fare dei grandissimi passi in avanti. A poco serve una struttura complessa, con parecchi cambi stridenti di melodia o di ritmo. Talvolta mi dà l'impressione che certe variazioni siano incollate l'una all'altra quasi innaturalmente. "The Curse Of Eternity" manca un po' di scorrevolezza.
Passiamo subito ai Cruor (http://www.cruor.it/) ed alla loro "Chained Up". La struttura del brano ed il riffing sono di chiare origini heavy o power, mentre la voce alterna o un gutturale profondo o un digrigno black. Insomma, questa canzone potrebbe essere definita come un esempio innocuo di death metal melodico, ma lontano dalle tentazioni svedesi. Un brano piacevole, ma nulla più.
I Room6 (http://www.room6.net/), con "Thru My Look", si dimostrano bravi nell'utilizzo della melodia su riff granitici, ed arrangiamenti arricchiti dall'elettronica. Un crossover dai tratti emo e nu, ben prodotto e che nulla ha invidiare ai concorrenti stranieri. Da tenere d'occhio.
Overdeadinover (http://www.overdeadinover.org/): un nome che è tutto un programma! "The Essence I Need" è un brano cadenzato, molto malvagio, pesante. Almeno questo per quanto riguarda la sua prima parte. Segue poi un'accelerazione che non perde in pesantezza, ma introduce elementi melodici in grande abbondanza. Ecco quindi che questo death/thrash melodico talvolta sia penalizzato dall'utilizzo di idee già sfruttate, altre volte ci guadagni per l'innato gusto ritmico del gruppo.
"Salomè" è la canzone dei Firestorm (http://www.firestorm.it/). E qui sì che la melodia ha il suo trionfo: si senta l'attacco, con voce pulitissima e pianoforte su chitarre acustiche in fase ritmica. La canzone poi parte con grinta, ed il cantante si esibisce in vocalizzi altissimi, mentre la traccia si spreca in richiami al heavy, al power ma soprattutto al prog. L'arrangiamenti è infatti molto complesso, ricco di finezze e di passaggi morbidi. Presenti molte melodie mediorientali.
E' il turno ora dei Perpetual Fire (http://www.perpetualfire.net/) e la loro "Superstitions". Un heavy/power melodico e particolare, che prende a piene mani dalle tradizioni del genere. Che altro dire? Buona tecnica, realizzazione professionale, ma tutto molto prevedibile.
Con "The Hand Refrain" gli State Of Mind (http://www.stateofmind.it/) vogliono dimostrare di saper dire la loro, con un'introduzione di classe, con la chitarra in primo piano ma anche un arrangiamento pomposo e variegato. Non male, però bisognerebbe poter ascoltare di più! Parrebbe uno strumentale se non che la voce, intervenendo attorno ai due minuti, trasforma il brano in una canzone fatta e finita di quasi nove minuti.
Seguono i Duality (http://www.duality.it/) con "Immaterial". Un death metal di buona fattura, che alterna passaggi più tecnici e nervosi a rallentamenti atmosferici. Buona prova.
I Bloody Slave (http://www.bloody-slave.com/) si presentano con "Evil And War". Il loro è un heavy metal oscuro ben suonato, cazzuto, cantato con una voce normale (mi ricorda quella di Sanctus Gorham) che fa molto Italia anni '80.
Spingiamo sull'acceleratore con i Thy Gate Beyond (http://Www.thygatebeyond.it/) e "React". Thrash vecchio stile con voce strillata ed isterica, molto coinvolgente e cattiva. Bravi e grezzissimi, avanti così!
"Unforgivable Mistakes" è il biglietto da visita degli Axestroke (http://www.axestroke.com/). Un buon death melodico che sfora su più generi, con una discreta alternanza con i vocalizzi puliti. Bella l'esibizione del cantante. Esecuzione sicura di tutto il resto del gruppo.
E con "The Syndrom Of Decline" è il turno degli Ira (http://www.ira-band.com/). Death melodico molto cattivo e suonato con tanta grinta. L'attitudine è quella giusta, peccato che manchi quel pizzico di originalità in più che potrebbe significare molto. Ogni tanto si avverte qualche erroruccio, forse frutto di una registrazione affrettata.
A concludere il primo CD ci pensano i Violent Sutura (http://www.violentsutura.tk/) con "Nella Morte Delle Tue Certezze". Una traccia cattivissima, di ottimo livello. Una mazzata con le radici nel thrash/death, resa più diretta da un'attitudine "core" di ottima qualità, che stimola alla conoscenza del gruppo. Arrangiamento rabbioso e ben fatto, sezione ritmica pazzesca. Bravi.
Il secondo CD vede all'opera gli Antagonism (http://www.forart.it/antagonism), con "Unexpected End Of Life". Death metal semplice ed oscuro, che punta molto sul groove più che sulla brutalità.
A seguire, i Kaos Engine (http://www.thekaosengine.com/) con "Big Dust". Musica molto arrabbiata, che ingloba in sè elementi thrash, death e altro. Molto catchy, senza nulla concedere alla facilità. Buona tecnica dei musicisti, e tanti suggerimenti che potrebbero fare presagire un ottimo futuro per questo gruppo.
Eccoci ora ai Cancrena (http://www.forart.it/cancrena) con "Criminal Contamination". Già recensiti su Shapeless, danno qui prova del loro ottimo death metal. Sicuramente tra i rappresentanti più convincenti della scena death tricolore, peccato siano ancora relegati all'underground. Un gruppo da seguire con sicurezza.
I Crysalys (http://www.crysalys.it/) si distinguono per l'utilizzo di una voce femminile in un contesto heavy/epic. "Phoenix" è il titolo della loro traccia. Presto alla voce femminile si unisce un gutturale maschile. Nulla di eccezionale, anche se non si può dire che si tratti di una brutta traccia.
"Alone As Death" è invece la carta d'identità dei thrashers Bothers (http://www.bothers.tk/). Non male, a metà strada tra il lato più moderno del genere, e quello più retrò. D'impatto, ma non sempliciotta.
"Niobe", degli Anima Naive (http://www.animanaive.com/), è una traccia dark/gotica con elementi elettronici. Voce maschile molto teatrale che duetta con una voce femminile più canonica. Ben prodotta e realizzata.
I Motus Tenebrae (http://www.motustenebrae.com/) ho avuto la fortuna di vederli dal vivo, e devo dire che sul palco mi hanno convinto (invero più che sul CD!). "Someday" rappresenta bene il loro stile malinconico ma grintoso al tempo stesso. La bella voce del cantante su tutto, ma anche gli ottimi exploit della chitarra. Un gruppo validissimo, che meriterebbe di essere più conosciuto.
"Divine Enchant" vede all'opera gli Hatred (http://www.hatred.it/). Death metal incazzato e suonato con la giusta attitudine. La traccia trascina e non lascia superstiti. Piacevoli.
In chiusura, gli Emperial Abyss (http://www.emperial-abyss.tk/) con "Hide". Un black artificiale e macchinoso, gelido e distorto. Spesso però vengono lasciati spazo per passaggi in voce pulita, molto più sofisticati e delicati.
Come ho scritto in apertura, la qualità musicale di questa compilation è eccezionale. Testimonia al meglio il valore del nostro underground, e spero proprio che questa mia recensione convinca qualche lettore a far sua "SG Revolution Vol. I". E' l'occasione giusta per conoscere tanti gruppi nuovi e meno nuovi!
(Hellvis - Luglio 2007)

Voto: 8


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