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New Order Volume 2

Etichetta: On Parole Productions
Anno: 2006
Durata: 78 min
Genere: vari


La On Parole Productions è un'etichetta slovena e "New Order Volume 2" è la sua compilation ufficiale. Il promo in nostro possesso è privo di copertina, però dal resto dell'artwork si può dire che la realizzazione grafica sia professionale.
La mancanza della copertina comporta anche l'assenza del libretto, ragion per cui non so affatto dirvi come siano presentati i vari gruppi che hanno contribuito alla compilation. Di conseguenza, nella descrizione seguente delle traccie mancherà, ahimè, qualunque link o e-mail relativo ai gruppi.
Si comincia con i Dickless Tracy e la loro "Promised For Eternity". Il loro death metal è molto diretto e semplice. I riff basilari fungono da accompagnamento ad un growling profondo, ma nulla sembra andare al di là della solita routine. Non che siano malvagi, per carità. Ma, alla fine della fiera, si tratta di un gruppo come tanti, rappresentato da una canzone come tante.
Heavy metal classico, arricchito da innocue tastiere, in "Invasion" dei Sentimental. Il gruppo si distingue per l'utilizzo di una voce femminile, espressiva anche se a volte un po' "strascicata". La band non sembra indenne dalle influenze power, soprattutto per quanto riguarda le parti della tastiera, forse un po' superflue e puerili. Per il resto, la canzone funziona abbastanza: sicuramente è più stimolante della precedente. Molto belli gli assoli incrociati di chitarra. Se tutte le loro composizioni fossero simili a questa, sicuramente i Sentimental avrebbero un futuro, e potenzialità per poter crescere.
E' ora il turno degli Eventide, con "See You In Hell". Ancora heavy metal, questa volta più rabbioso, anche grazie all'interpretazione del cantante, virile ed aggressiva. Come melodia però è molto meno interessante di "Invasion". Gli Eventide non riescono andare oltre al clichè e "See You In Hell", per quanto carina, non va oltre la sufficienza.
Gli Zvier, con "Pride Once Lost", ci propongono una miscela di melodie pagane e spunti black, decisamente priva di mordente. La qualità di registrazione è pulita, ma non c'è "vita". Tutto è molto limitato, ed i vari suoni non hanno espressività. Sembra un compitino svolto con la giusta sufficienza. Per questo, non sembra che gli Zvier possano essere un nome sul quale puntare.
"In Dread Of Insanity", degli Amon Din, risveglia finalmente il mio interesse, sia per la sua brutalità, sia per la personalità più spiccata. Death metal di buonissima fattura, giocato sulle armonie di due chitarre, e con un basso dinamico e travolgente. Peccato duri così poco.
"Roka Pravice", dei Separatus, è una canzone che più heavy non si può. Ogni sua nota affonda le radici nel metal classico più puro, e ci catapulta direttamente nei primi anni '80. La semplicità della proposta musicale, l'utilizzo della lingua slovena, la voce pulita ma mediocre ricorda, con nostalgia, la schiettezza del heavy metal europeo (non inglese) ed underground di quegli anni. Un gruppo anacronistico, la cui musica è dedicata ad una ben precisa frangia di ascoltatori. Nei suoi sei minuti e passa di durata, comunque, qualche spunto di buon livello si trova anche!
I Bleeding Fist non sembrano andare per il sottile: la qualità di registrazione è pessima, ma "Primordial Need" sembra guadagnarci da tutto questo grezzume. Thrash metal maleducato e violento, privo di fronzoli, con i piedi ben saldi sul territorio europeo. Esecuzione approssimativa, poche idee... l'attitudine però è quella giusta.
"Invoke The Warrior", nonostante il titolo, non è certo un brano epic, ma ha tutte le tinte del prog. I Lexo Talea dimostrano di avere le idee chiare, ed ecco quindi una qualità di registrazione molto pulita, capace di far risaltare tutti gli strumenti. Ovviamente, la ritmica è dispari e gli accordi strani, o le dissonanze, si sprecano. Comunque sia, il brano non è male perchè conserva una sua coerenza. La tastiera ha un ruolo fondamentale, anche se il suo utilizzo è molto simile a quello che ne fanno i Dream Theater, la cui influenza è così spiccata da sembrare quasi un plagio. Soprattutto nella progressione centrale, con prima il basso in evidenza, e poi la band al gran completo, sembra attingere a piene mani da "Metropolis Pt.2", salvo poi arrestarsi su una sezione più lenta. Tanto per non essere troppo simili all'originale. La tecnica comunque c'è, eccome.
Il gruppo dal bellissimo nome di Ambassador Of Sifilis, ci strappa dalle raffinatezze dei Lexo Talea con un death metal violento e crudele. C'è anche molta melodia, in "Death Area": la musica non è scevra da influenze svedesi. I classici figli del nostro tempo, mi viene da dire. Comunque bravi, e molto grintosi.
"The Beast Within" è il biglietto da visita dei Children Of The Night. Come titolo e nome possono far supporre, anche la musica del gruppo è abbastanza "risaputa": heavy metal classico, però con lo sguardo puntano verso gli Stati Uniti. Ci sono anche i coretti, ed il tutto è abbastanza accattivante, se non fosse così basilare.
Anche i Dedicated For Life non è che ci sorprendano più di tanto: basta ascoltare le prime due note, per capire che suonano death metal meldico di matrice svedese. "Forever Gone" è proprio la canzone che vi aspetterste da un gruppo del genere, con in più il difetto di suonare come nei demo di metà anni '90.
"Rebirth", dei Chaosstar, è un brano prog/power ricco di spunti oscuri. Niente male, soprattutto per via della voce sguaiata (molto street) che dà al tutto un aspetto più cazzuto. Mi pare di udire anche un hammond di tanto in tanto, che garantisce un sapore settantiano. Peccato che in alcuni momenti la canzone sembra perdersi nelle variazioni, alcune belle, altre senza capo nè coda. Molta tecnica, e forse un briciolo di personalità in più dei Lexo Talea.
"Contaminated Hate", dei Toxicdeath, è cattiva ed oscura. Death metal diretto, ben realizzato ma senza quella verve in grado di distinguerlo dalla massa.
Davvero bravi e professionali i Forgotten Eden, con "Nightfalls". Il loro hard rock dall'appeal radiofonico, sembra arrivare direttamente dagli Stati Uniti. Non c'è un difetto nella produzione, nell'interpretazione: insomma, questi qui hanno fatto le cose in grande. Non sono un super-estimatore di questo genere musicale, però i Forgotten Eden meritano una parola a favore, anche perchè riescono a far grondare di spunti prog la loro composizione. E sicuramente è il gruppo più professionale dell'intera compilation. Da tenere d'occhio!
Eccoci arrivati ai Sarcasm, con "Mutantski Hrcki". Thrashcore nella vera accezione del termine, quella degli anni '80: cioè un misto tra il thrash metal e l'hardcore. Sembra stupido dover specificare questo, ma ormai il termine thrashcore indica altre cose, al giorno d'oggi. Carini, divertenti.
Con i Mortifera si arriva nei territori del black metal, e la loro "Shadowstorm" si dimostra essere un brano niente male. L'esecuzione non convince del tutto, però la traccia è suonata con cattiveria. La produzione è gelida e zanzarosa, come da consuetudine. Non il meglio, ma neanche il peggio. La struttura è abbastanza complessa.
A chiudere, i Rain Delay con "Renaissance Of Winter". Non poteva mancare il doom/gothic. Voce maschile narrante, e vocalizzi femminili in sottofondo. Ho scritto doom/gothic, anche se forse il termine gothic poteva bastare. Ma alcuni passaggi, e l'arrangiamento, ricordano parecchio i gruppi funeral doom, o comunque ne è simile l'estetica. Bravini. Talvolta ricordano un po' i Tiamat, anche se... a un certo punto, ecco partire un blastbeat e la canzone, senza preavviso, si rivolge verso il black. La cosa mi lascia interdetto, perchè non ha senso. Quel pezzo di raccordo centrale è proprio inutile, e fuorviante. Nel finale poi, con il growling del cantante, sembrano una copia sputata dei Theatre Of Tragedy del primo album. Mah...
Andando oltre alla simpatia che mi suscita la On Parole, questa compilation non sembra il non plus ultra. La maggior parte delle band presenti è molto derivativa, priva di personalità. Qualcosa di buono c'è, ed è questo uno dei motivi per i quali i curiosi potrebbero acquistare questo CD. Oltre che per il dovere morale di sostenere l'underground (questo non deve mancare mai). Il gruppo migliore è senza dubbio Forgotten Eden, seguito da Amon Din, Chaosstar, Sentimental e, anche se molto derivativi, i Lexo Talea.
Vi siete segnati i nomi? Dunque il mio dovere di recensore è stato fatto. Sostenete l'underground, e non abbiate mai riluttanza ad acquistare le compilation. Anche se, ripeto, "New Order Volume 2" non eccelle in quanto a qualità.
(Hellvis - Ottobre 2007)

Voto: 6


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