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Might Is Right - Nordic Warchants Part I

Etichetta: Det Germanske Folket / Twilight Vertrieb
Anno: 2007
Durata: CD 1: 79 min / CD 2: 79 min
Genere: vari


A prima vista, "Might Is Right - Nordic Warchants Part 1" si prospetta come una raccolta poderosa: confezione digipack della dimensione di un 7", grafica accattivante e raffinata, un libretto enorme con tutti i contatti e la bellezza di 26 gruppi condensati in 2 CD, per un totale di quasi due ore e quaranta minuti di musica. Non tutti i gruppi, però, si dimostreranno degni di una presentazione così sontuosa. Inoltre, alla luce di questo grande sforzo compiuto a livello di grafica, è un peccato che la tracklist del primo CD sia stata stampata totalmente errata.

CD 1

Iniziamo con i Nydvind (http://nydvind.free.fr/). Sono note malinconiche ed epiche quelle che introducono "Heart Of The Woods", tratta dall'album "Eternal Winter Domain". A metà, il brano assume un volto diverso, indirizzandosi verso atmosfere celtiche e medievali, con tanto di flauti. Due soli giri compongono l'intera canzone, che nella sua semplicità risulta quanto meno piacevole, pur senza stupire.
I Kampfar (http://www.kampfar.com/), nonostante siano ben più conosciuti, non riescono a far meglio. "Ravenheart", presa da "Kvass", al solito ci propone un black epico, nordico e basato su melodie folcloristiche ed antiche. Solo la voce può dirsi aggressiva, mentre la musica, per buona parte lenta, punta all'atmosfera.
Passiamo ora agli Hel (http://www.pagan-midgard-art.de/): "Zwielicht, Nebel, Dunkelheit" è un brano acustico tratto da "Tritheim". Chitarra acustica e voci pulite, a volte sussurrate, sono accompagnate da percussioni e sottofondi. Semplici e calmi, sono adatti a chi ricerca un po' di tranquillità.
Gli Ironwood (http://www.ironwoodsound.com.au/) presentano "The Tree" una canzone presa dal MCD omonimo che dovrebbe essere appena uscito. Anche qui voci pulite, arpeggi acustici e tastiere d'accompagnamento costituiscono l'ossatura della canzone.
E' tempo di ridestarsi: tocca gli Aes Dana (http://www.myspace.com/trueaesdana/), un gruppo che unisce alla base black melodie celtiche e medievali. Non saranno originali, ma "Les Griffes Des Oiseaux" (dall'album "Formor") riesce comunque a scuotere l'ascoltatore, se non altro per le parti suonate con lo zufolo. Le chitarre appaiono invece anonime; c'è ancora da lavorare.
Torniamo ai Nydvind. Questa volta si tratta di un black più ruvido e viscerale, i suoni sono freddi e il tutto suona decisamente più spontaneo. "Eclipse Over The Shadowed Land" è una composizione abbastanza canonica, lineare e priva di colpi di scena, nella quale ritmiche veloci e rallentamenti evocativi si alternano dall'inizio alla fine, senza stridere. Carina la declamazione prima del finale. Altra buona canzone di "Eternal Winter Domain".
I Myrkgrav (http://www.myrkgrav.com/) ci riportano su territori più epici: pagan metal con inserimenti di voce pulita accanto allo scream e melodie che si fondono con la musica tradizionale sono quello che ha da offrirci "Finnkjerringa", una delle canzoni di "Trollskau, Skrømt og Kølabrenning". Discreta ma incapace di farsi notare, priva di punti particolarmente interessanti.
Facciamo un salto di qualità con i Belenos (http://www.belenos.biz/), sicuramente il gruppo più veloce di questa compilation: "Sacrifiés" (presa da "Chants De Bataille") è una canzone tirata, spezzettata da qualche stacco assassino. Il loro è un black metal efferato e maestoso, ma non eccessivamente pomposo nei suoni. Ancora una volta troviamo cori epici e voci pulite accanto allo scream, oltre ad un innesto di tastiere e un arpeggio nel finale, ma la canzone rimane diretta, aggressiva e affascinante. Consigliati a chi ama gli Emperor da "Anthems To The Welking At Dusk" in poi, con qualche elemento pagan in più.
"Everything Ends" dei Dantalion (http://http.//www.dantalionband.com/) inizia come black metal lento e cadenzato, semplice, oscuro, notturno. A metà, il brano accelera e diventa più freddo e aggressivo, per poi riprendere i fraseggi iniziali in chiusura. Anche questo gruppo merita almeno un ascolto. La canzone è presa dall'album "When The Raven Flying Over Me".
Con gli Irminsul (http://www.caveofirminsul.se/) approdiamo ad un miscuglio mal riuscito di melodie medievali, rari accenni al black, voci pulite e cantato femminile, il tutto registrato senza grosse pretese. "Häxhammaren" è troppo candida per poter pensare di lasciare il segno.
Torniamo a fare sul serio con gli Orlog (http://www.orlog.org/) e la loro "Schatten". Per informazioni vi rimando alla recensione dell'album "Reinigende Feuer".
Tocca ora agli svedesi Yggdrasil (http://www.yggdrasil-sweden.com/). "Nordmark" fonde un black metal ruvido e ortodosso con arpeggi e ritornelli celtici. Ci sono sezioni leggermente aggressive, ma come per gli Irminsul, le voci pulite e il cantato femminile storpiano il brano. Nessuno spunto degno di nota e, per di più, i diversi stili non si amalgamano.
Di ben altra pasta è "Danermordet" del progetto solista Angantyr (http://www.angantyr.dk/); ottimi riff in apertura, altri più classici e meno particolari, produzione gelida e attitudine malvagia sono le caratteristiche principali. Non un capolavoro, ma comunque tra le migliori tracce della compilation. Per informazioni vi rimando alla recensione di "Haevn".
Gli Himinbjørg (http://himinbjorgwebsite.free.fr/) di "Last Day In Alesia" propongono invece un black metal cantato con una strana voce pulita alternata ad uno scream basso e bestiale. L'effetto è strano e, dopo qualche ascolto, la canzone riesce anche a farsi piacere, pur scadendo nel finale. La traccia è pescata dall'album "Europa".
I tedeschi Vrankenvorde (http://www.vrankenvorde.de/) suonano invece un black sinfonico e moderno, che ha in se qualcosa di elettronico/industriale, accompagnato da tappeti di tastiere onnipresenti e da una batteria dal suono pomposo e pestato. La voce è effettata, le ritmiche martellanti e cadenzate, le tastiere ariose; le chitarre, invece, puntano su riff stoppati e non riescono a imporsi, complice anche un suono per nulla potente e aggressivo. "Zu Früh... Zu Jung", dall'album "Schlachtensang", è un brano commerciale, non certo entusiasmante.
Chiudiamo questo primo CD con gli Slechtvalk di "Thunder Of War", una delle canzoni di "At The Dawn Of War". Stiamo parlando di un discreto esempio di black metal sostenuto, ben suonato e con qualche riff personale. Ci sono anche dei cori di voci pulite, che comunque non aggiungono molto.
In sintesi, questa prima parte di "Might Is Right - Nordic Warchants Part 1" ci presenta gruppi di indubbio valore ed altri ben più modesti. A mio parere, i nomi da segnarsi sono Belenos, Orlog e Angantyr, seguiti da Slechtvalk, Nydvind, Himinbjørg e Dantalion .

CD 2

Iniziamo con gli Helheim (http://www.helheim.com/), storico gruppo norvegese, apparso su questa compilation con il brano "13 To The Perished". Negli anni il loro stile si è evoluto in un qualcosa di più tecnico e ricercato: gli armonici della strofa aggiungono un che di futuristico, ed assieme alla registrazione nitida danno un tocco moderno alla musica.
Passiamo la palla agli Helritt (http://www.helritt.de/), autori con "Brennende Stürme" (da "Trotzend Dem Niedergang") di un heavy/black melodico, capace di alternare frangenti tirati ad altri ragionati e che a sprazzi potrebbe ricordare gli Amorphis del primo disco, oppure qualcosa del death melodico svedese dei primi anni '90. Non eccezionali, ma almeno dignitosi.
Con gli Astaarth cambiamo decisamente aria: la title-track di "Gloria Burgundia" è una canzone etichettabile come black con arrangiamenti celtici. Peccato per la registrazione degna di una rehearsal dello scorso decennio, nella quale le chitarre sprofondano sotto gli altri strumenti. Suoni orribili anche per quanto riguarda i synth (non so se siano stati utilizzati anche strumenti tradizionali; quasi sicuramente c'è un violino). A parte la voce in scream, c'è poco o nulla di aggressivo: il gruppo punta a sonorità evocative, ma non riesce a trasmettere particolari emozioni.
Al contrario, i Minas Morgul (http://www.minasmorgul.org/) si presentano con una registrazione pulita e pompata. Il loro è un black cadenzato con riferimenti fantasy, cori gotici e voci pulite. "Wulf" fa colpo per via dei suoni, ma musicalmente non va oltre una risicata sufficienza.
Per saperne di più su "Sølverpilens Skald" degli Angantyr (http://www.angantyr.dk/) vi rimando alla recensione dell'album "Sejr".
Con "Enobolicus" degli Cyhiriaeth (http://www.cyhiriaeth.com/) passiamo ad un folk/black nel quale gli strumenti tradizionali ricoprono ampio spazio. Il brano risulta aggressivo per via di un'interpretazione vocale animata dallo spirito black dello corso decennio. Per il resto, la registrazione scadente non rende giustizia al gruppo: qualche spunto degno di nota qua e là riesce in parte ad arginare la situazione, ma i Cyhiriaeth meriterebbero senza ombra di dubbio un suono più nitido.
"Genom B&aslash;rldar Nio" dei Manegram (http://www.manegarm.com/)è un brano heavy/power con doppia cassa in evidenza e una voce aggressiva alternata a quella pulita. Troppo prolissa in relazione a quello che ha da dire, specialmente per colpa della strofa, anche questa canzone finisce per stancare dopo mezzo ascolto. A parte i suoni cristallini e la voce pulita molto potente e grintosa, il gruppo non manifesta la minima personalità, ricalcando idee trite e ricorrendo a soluzioni sempre prevedibili.
Rimaniamo su livelli bassi anche con "Medley" degli Hel: gothic metal sinfonico, monotono e teatrale, enfatizzato da continui cori, voci femminili e synth, ai quali si aggiungono alcuni scream. La struttura semplice del brano, per giunta non molto scorrevole in corrispondenza dell'unico cambio netto presente, la registrazione plasticosa e l'assenza totale di spunti interessanti mi portano a bocciare anche questo gruppo, che negli oltre cinque minuti di durata non prova neppure a mettersi in discussione. Commerciali.
Ancora un episodio incolore: trattasi di "Tomhet Aska Och Eld" dei Griftefrid (http://www.myspace.com/griftefrid). Brano lento, senz'anima, incentrato su un banale arrangiamento in stile pagan e cantato con una voce insopportabile. Altri cinque minuti buoni di agonia.
Finalmente è tempo di ridestarsi con qualcosa di più diretto: gli Ancestors Blood (http://www.ancestorsblood.tk/) non saranno dei geni, ma il loro black metal evocativo riesce quanto meno a farsi apprezzare. Le urla disperate e strazianti caricano il brano di note depressive, al punto da rievocare il primo MCD di Godkiller. Per la cronaca, stiamo parlando di "Fatherland", presa dall'album "Return Of The Ancient Ones".
"People Of North" degli Heiden (http://www.heidenhorde.com/) ha un inizio da brivido, sicuramente una delle cose migliori di tutta la compilation. Peccato che nel giro di poche battute il brano regredisca fino a diventare noioso. Bisogna attendere l'ingresso della voce perché i nostri tornino su livelli più che discreti. Black metal ruvido, con qualche spunto personale e una voce acerba. Gli Heiden potrebbero nascondere un talento notevole.
Tocca ora ai Koldbrann (http://www.koldbrann.net/), gruppo piuttosto noto in ambito underground. "Moribund", dall'album omonimo, è una canzone negativa, che fonde assieme Kvist, Burzum del periodo centrale, accenni ai Mysticum (ma privati del tocco acido e industriale) e qualche altro nome importante della storica scena norvegese. Grandi.
Siamo ormai in dirittura d'arrivo: sorvoliamo sull'ottima strumentale "Stille" degli Orlog (http://www.orlog.org/), già menzionata nella recensione di "Reinigende Feuer", per concludere con "Altes Feuer" dei Barg. Lo stile è un black veloce che incorpora elementi propri del death melodico. C'è spazio per un break con l'innesto della chitarra acustica. Non malaccio, ma alla fin fine anche questo gruppo stenta a mettersi in luce.
Questo secondo CD di "Might Is Right - Nordic Warchants Part 1" è fatto di luci e ombre: accanto a qualche gruppo interessante, troviamo più di una band davvero anonima e priva di qualsiasi talento. Peccato, perché buona parte dell'ascolto non offre spunti interessanti.
I gruppi migliori sono Koldbrann e Orlog, ma non sono da trascurare neppure Ancestors Blood, Heiden e Helritt.
(BRN - Gennaio 2008)

Voto: 6.5


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