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Metal Age Productions Compilation Vol. 1
Etichetta: Metal Age Productions
Anno: 2002
Durata: 75 min
Genere: vari
Questa compilation promozionale dell'etichetta slovacca Metal Age è un'ottima occasione per conoscere le band che ha messo sotto contratto. Il volume 1 è limitato al piano di pubblicazione relativo all'anno 2002. Saltiamo i preamboli e passiamo direttamente al sodo.
Il CD si apre con la canzone "What Do You Want" dei fiorentini Kiju
(info@kiju.it):
una piccola soddisfazione per il Bel Paese. Combinazione vuole che proprio io abbia recensito tempo fa l'album "Nothing To Play For" dal quale è tratta la canzone. Ho anche avuto modo di intervistare la band, convinta esponente di un poderoso e sudaticcio neothrash/metalcore. Ricordo che la traccia in questione non era risultata una delle mie preferite, garantisco però che l'album "Nothing To Play For" vale la pena dell'acquisto. "What Do You Want" è breve e aggressiva, ideale per scatenarsi in un headbanging da lussarsi il collo!
Il secondo brano è "Animal" dei Desecrated Dreams
(jozzo@pobox.sk).
Questa band slovacca è autrice di un death metal melodico suonato in maniera professionale. Nulla di trascendentale ma pur sempre godibile. Ciò che manca alla band, almeno per quanto posso giudicare da questo ascolto, sono la potenza e la personalità. Per la prima, forse "Animal" patisce la vicinanza alla folgorante traccia dei Kiju. Per la seconda, gli slovacchi devono lavorarci un po' su perché così rischiano di non uscire dal limbo della mediocrità. La traccia è tratta dall'album "Feelings Of Guilt".
Dalla Polonia, ecco i Ravendusk
(ravendusk@go2.pl).
Nome banale a parte, la loro musica è una specie di black metal sinfonico ed atmosferico. Il brano si intitola "Nocturnalia", dal CD "Shadowcast". La struttura compositiva è complessa, con richiami al metal classico e al death melodico svedese. Tecnicamente il sestetto è molto preparato e gli arrangiamenti sono suggestivi. L'unico neo è la proposta musicale scontata. Non è colpa loro, a dir la verità: purtroppo è il genere (o meglio, un certo modo di intenderlo) che si è inflazionato.
Dalle atmosfere sofisticate dei Ravendusk si passa subito alla cattiveria senza compromessi degli americani Descend
(souldger@en.com).
Dall'album "Requiem Of Flame" ecco la canzone "Inversion". Brutali e sanguinosi come non mai, il quartetto propone un death metal nel più ligio rispetto della tradizione floridiana. Non so come sia tutto l'album ma questa canzone non è male. Nate, Shawn, Gary e Mike ci sanno fare e picchiano duro senza guardare in faccia nessuno.
I tedeschi Draconis Sanguis
(mordor@surfeu.de)
riportano la melodia in prima linea con "Bei Den Eichen", estratta da "Between Insanity And Brilliance". Definiti dalla Metal Age come band "progressive black/death", mi danno tanto l'impressione di essere una band di death melodico e basta. La qualità di registrazione è poco potente. Come risultato, la prestazione dei musicisti sembra moscia. Non il massimo della vita, francamente.
"Tired Face" è una canzone della one-man-band inglese Ewigkeit
(artuk@globalnet.co.uk).
Ho avuto modo di ascoltare tutto l'album "Land Of Fog" e posso affermare che questo non è il brano migliore. E' però rappresentativo del genere musicale della band, ovvero "epic pagan folk metal". Le altre canzoni osano spingersi su lidi psichedelici e sicuramente risultano più interessanti. Per maggiori informazioni, si legga la recensione apposita su Shapeless.
Ecco ora un altro gruppo slovacco: i Protest
(metal.age@stonline.sk).
La loro musica è un brutal death molto tecnico. La violenza totale della band nasconde arrangiamenti arditi e una precisione d'esecuzione stupefacente. Da metà del brano, la vera sorpresa! L'arrivo della tastiera trasforma il tutto in un qualcosa di atmosferico e progressivo allo stesso tempo. Techno-brutal d'avanguardia che non lascia scampo! "Twilight Of Gods": uno dei brani più interessanti della compilation! L'album da cui è stato selezionato si intitola "About Human Idols".
Si ritorna negli USA con i Chopcore
(chopcore@hotmail.com).
"Mama Cass" (da "Bloody Little Mess") è un'accozzaglia di strani accostamenti. La base è un hardcore metal con voci incazzate e strutture marziali, però... ci sono passaggi in growling, una voce femminile che interviene di tanto in tanto ed inquietanti progressioni atipiche per il genere! Troppa carne al fuoco per questi tre minuti e mezzo o piccolo gioiello di creatività? Questo sta al vostro gusto. Io propendo per la prima ipotesi.
I Galadriel
(dodo_galadriel@hotmail.com)
ci riportano nei reami della melodia e delle atmosfere delicate. Il brano "Strong One Against The Storm" propone un gothic tanto professionale quanto ovvio. La formula del cantato femminile e growling maschile non rappresenta più una sorpresa. Presto avrò modo di recensire il loro album "From Ashes & Dust". Rimando ad esso per un giudizio globale più attendibile sulla band.
Non solo black dalla Norvegia! I Tonka
(yjmetal@frisurf.no)
sono pronti a far faville! "My Last Abduction" (da "...This Present Darkness...") è un mid tempo molto valido. Bella la parte di Teo, cantante dal timbro molto americano. Bernt, Bernardo e Yngwe ci sanno fare coi loro strumenti, donando una tensione latente ad ogni nota suonata. Definiti "thrash heavy metal" propendono molto di più all'heavy americano. Questa canzone potrebbe ricordare qualcosa degli Iced Earth di "The Dark Saga".
Gli slovacchi Wayd
(waydsk@yahoo.com)
propongono all'ascoltatore un techno-death molto particolare. Nella canzone qui presente, ovvero "Mindstorm" (da "Barriers"), se ne vedono di tutti i colori. Se i Faith No More avessero fatto death metal, questo sarebbe ciò che ne sarebbe venuto fuori! Il cantante è folle, un Mike Patton sotto acido... ma che dire dell'intermezzo fusion con tanto di saxofono tenore? Forse non una band per tutti, ma sicuramente una realtà interessante e diversa. Uno degli highlight della compilation.
Se la complessità dei Wayd non fa per voi, gli Into The Gore
(slime@intothegore.com)
sono pronti a venire in vostro soccorso. Questa band greca è interprete di un brutal/grind che più grezzo non si può. Le note di "Where It All Get Down To" trasudano di marciume e sangue. Nonostante questo, non è una delle band brutal più interessanti. L'album da cui il brano è estratto si intitola "Pain Must Be Amplified".
La canzone successiva, "Choose Your Path" (da "Death Falls Silent") dei Malefactor
(malefactor5@hotmail.com),
non è malvagia. Questi americani suonano un death metal tradizionale con parecchie parti atmosferiche, dai toni dimessi. Il brano è lento con un occhio di riguardo per la melodia. Ci sono parecchie parti malsane, che spiazzano l'ascoltatore pur senza turbare il regolare svolgimento del brano. Forse non è una delle band migliori della compilation ma sicuramente si fa notare per una certa originalità.
Altra band slovacca, gli Erytrosy suonano un death metal preciso ma in fin dei conti molto nella norma. Non credo ci sia altro da dire sulla canzone, a parte il titolo: "Lobotomy" (da "Delight"). La band non ha un indirizzo e-mail. Per contattarla scrivere a Erytrosy, c/o Stanislav Lastivka, Ludmanska 3, Kosice 040 01, Slovakia.
Il duo americano Inner War
(frozendown@aristotle.net)
non può ottenere un giudizio molto differente dalla band che l'ha preceduto. Il suo death metal è dichiaratamente old school, con qualche sprazzo di doom. "The Cursed" (da "The Profane Vulgar") non è nulla di più che un brano ordinario.
Dopo due tracce di secondo piano, ci pensano i Morgain
(richard@morgain.sk)
a rialzare nuovamente la qualità della compilation. La caratteristica più evidente di questi doomster è l'utilizzo dell'armonica a bocca! Oltre a questa curiosità vi è l'evidenza che "In The Shadow Of Nibiru" è una bella canzone. La voce caratteristica di Richard rende particolare il suono della band. Il brano è tratto da "Rhymes From The Forest Of Weariness". Una band onesta ed inconfondibile.
A chiudere la compilation ci pensano gli americani Coma Void
(comavoid@hotmail.com).
Essi definiscono la loro musica "astropagan metal"! Cosa vuol dire? Solo loro lo sanno! Il loro è un death metal molto tecnico e brutale, sicuramente non convenzionale! La qualità di registrazione è bassa, le voci sono filtrate ed ogni tanto appare in distanza una tastiera. Quando i musicisti non sono assorbiti in veloci riffing da caos in ebollizione, rallentano fino a territori decisamente sludge. Il brano "Opal Hill Miining Distaster" è schizzato quanto basta per assicurare la camicia di forza ai tre musicisti! Tra l'altro, temo che il titolo sia ispirato alla canzone dei Bee Gees "New York Mining Disaster"! Divertente anche la foto dei musicisti nel sito della Metal Age, con tanto di tettona al loro fianco!
Terminato questo viaggio tra le meraviglie della Metal Age, giudico questa compilation interessante anche se il valore delle band presenti è molto incostante. A parer mio, le tracce più interessanti sono quelle dei Protest, dei Wayd e dei Coma Void. I Kiju sono la band col tiro maggiore mentre una nota di merito va ai Morgain e ai Malefactor.
(Hellvis - Luglio 2003)
Voto: 7
Contatti:
Mail: metal.age@stonline.sk
Sito internet: http://www.metalage.sk/