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Mediterranean Scene - Compilation 2008
Etichetta: Inch Productions
Anno: 2008
Durata: 49 min
Genere: vari
Quando ho acquistato questa compilation dalla Inch Productions,
sembrava che ormai la cosidetta Scena Mediterranea stesse per
concludere la sua eroica epopea. Per i pochi che non lo sapessero, con
"Scena Mediterranea" è indicato un collettivo di gruppi siciliani,
della provincia di Agrigento, che da tempo propongono vari tipi di
musica estrema strettamente collegati alla loro terra d'origine. Di
questi gruppi, il più noto è quello degli Inchiuvatu, con a capo
quell'Agghiastru che ha da poco intrapreso una felice carriera solista.
E proprio dalle sue parole, sia recenti che datate, anche espresse
direttamente al sottoscritto via e-mail, si avvertiva un senso di
grande disillusione, come se tante riflessioni amare stessero portando
la Scena Mediterranea, o come lui stesso ama definirla la "famiglia
sicula", al suo canto del cigno. Una cosa angosciante, considerata
l'alta qualità della musica proposta da alcuni dei gruppi coinvolti, e
la loro originalità.
Poi, vuoi perchè il tempo è galantuomo, vuoi perchè la troppa
passione, vuoi perchè i lavori targati "Agghiastru" stanno ottenendo un
ottimo successo di critica, ecco che improvvisamente, tra la fine del
2008 e l'inizio del 2009, la Inch Productions ha pubblicato tutta una
serie di lavori relativi alla Scena Mediterranea: "33", un MCD degli
Inchiuvatu, "La Pietà" di Maleficu Santificatu, "Santu Rusariu" di 3,
"In Assenza Di Luce" degli Ultima Missa e, dulcis in fundo, un CDr ed
un nuovo album di Agghiastru: rispettivamente "Agghionna" e
"Disincantu".
E' quindi con piacere che mi appresto a recensire questa
compilation di brani inediti, pubblicata dalla Inch Productions nel
2008, ed acquistabile presso il sito dell'etichetta a soli 5 euro. E'
una recensione spontanea, perchè ho sempre sostenuto ed apprezzato la
Scena Mediterranea, e difatti ho acquistato negli anni praticamente
tutto il suo catalogo. Ne ho parlato spesso agli amici, e ne ho citato
spesso i gruppi nelle mie recensioni. Ma, a conti fatti, Shapeless Zine
avrebbe potuto fare molto di più, ad esempio recensendo la discografia
intera degli Inchiuvatu e così via. Ho cullato più volte questo
desiderio, ma i tanti impegni mi hanno sempre obbligato a posporre il
tutto. Grazie a questa compilation, però, ho l'occasione di presentare
tutte le realtà musicali della Scena Mediterranea ai nostri lettori.
Così anche i più distratti potranno avvicinarsi ad una delle scene
migliori e più sottovalutate del panorama italiano, e non solo. Perchè
alcuni dei gruppi coinvolti hanno una caratura decisamente
internazionale.
La confezione che racchiude il CDr (come al solito autografato,
per garantirne l'autenticità) è stampata su una carta piuttosto spessa,
ed è decorato dall'immagine di una folla radunata attorno ad un
individuo in toga, dal volto noto, che tiene alto fra le mani il
simbolo della Trinacria, modificato lievemente dall'inserimento di un
pentacolo rovesciato.
Si parte con la canzone "Malamore" di 3, progetto solista di
Rosario Badalamenti, già noto per aver suonato negli Astimi. Nel corso
degli anni ha pubblicato "Antichristian Kaos" (2001), "666 Knives To
The Son's Heart" (2003) e "Onnipotenza III" (2005), a parer mio il suo
lavoro migliore (il nuovo non l'ho ancora acquistato). "Malamore"
sorprende parecchio per la bontà della registrazione e del suono, così
distante da quello dei primi lavori. Il suono sintentico di un flauto
porta alla mente le sonorità tipiche di altri gruppi della scena. Dal
punto di vista ritmico, c'è molto dinamismo, e vengono alternati
passaggi tipicamente black ad altri più vicini a certo metal mescolato
con l'elettronica. Il ritmo è tenuto da una batteria decisamente
sintetica, e nonostante le chitarre siano sempre presenti, sono le
tastiere a sviluppare la melodia. Il testo è di difficile comprensione,
data la forte distorsione con cui è trattata la voce di Rosario.
L'influenza degli Inchiuvatu è più evidente che in passato, ma 3
mantiene intatto comunque un suo stile, grazie all'inventiva ed alla
forte personalità dell'artista.
Sempre legati a Rosario, o meglio 3, sono i Maleficu Santificatu.
A differenza del progetto solista che ho commentato in precedenza, i
Maleficu Santificatu prediligono un suono molto più grezzo e diretto.
Ecco, vengono spesso definiti "raw black metal" e non si può dire che
la descrizione non calzi. La discografia della band consiste ne "Il
Male" (2003), "L'Odio" (2005) e "Il Dolore" (2005). Da poco è uscito
"La Pietà". La canzone che qui li rappresenta è "Infernale". Bastano
poche battute per capire, in primo luogo, che questo progetto non ha
nulla a che spartire con il precedente da un punto di vista musicale e,
secondo, che nonostante venga proposto un black metal tradizionale, i
Maleficu Santificatu hanno personalità e talento da vendere. La
registrazione è piuttosto buona. Pur mantenendo intatti dei clichè
tipici del black di inizio anni '90, compresi anche i richiami a certo
death oscuro degli stessi anni, "Infernale" riesce a distinguersi per
la bontà del songwriting, per la freddezza del testo italiano, per la
capacità dei musicisti di creare atmosfere di grande valore. Ecco, la
melodia di un flauto (ovviamente sintetico) ci ricorda comunque che
abbiamo a che fare con un gruppo della Scena Mediterranea. Questa
canzone l'avrò ascoltata mille volte! Non vedo l'ora di comprarmi il
nuovo lavoro di questa band prodigiosa!
Ed ecco ora gli Astimi, uno dei pochi gruppi della Inch
Productions ad avere nel carniere un full-length vero e proprio.
"TrinaCapronuM", del 2001, era un validissimo CD di death metal brutale
ed aggressivo, forse un po' inflazionato da un uso esagerato e quasi
irritante di trigger per quanto riguardava la batteria. Prima di
"TrinaCapronuM", gli Astimi avevano registrato due demo, datati 1996 e
1997, riuniti in seguito nel CDr "Opus I & II". La prova più
recente della band è stato comunque il demo "Hammurabi", pubblicato nel
2005 e recensito sulle pagine di Shapeless. In questo lavoro si
avvertiva un deciso salto in avanti dal punto di vista compositivo, con
l'inserimento di tematiche mesopotamiche. Negli Astimi si sono
avvicendati tanti artisti, ad esempio Sateo e soprattutto Nadur, ma la
formazione attuale vede Astru (Agghiastru) alla voce ed alla chitarra,
Fantasima al basso, 3 alle chitarre e Totò Vulgata alla batteria. La
canzone qui presente si intitola "Supremu". Si tratta di un brano molto
aggressivo, discretamente tecnico e legato alla tradizione death metal
americana, con influenze che includono i Morbid Angel e i Deicide
(influenze dichiarate). Però la canzone presenta anche spunti
decisamente personali, come passaggi improvvisamente morbidi, se non
addirittura melodici. Ma non la melodia arabeggiante tipica di un
lavoro come "Hammurabi", una melodia più particolare e strana. Anche in
questa occasione, non si può che rimanere stupefatti dalla capacità di
questi gruppi di ricrearsi, di evolversi lungo territori musicali
inaspettati e decisamente affascinanti. Curiosi i vocalizzi puliti
nella distanza, verso la fine del brano.
Anche La Caruta Di Li Dei ha pubblicato un full-length ufficiale:
"Mediterraneo Atto I" (1998). In tutta sincerità, dei progetti relativi
alla Scena Mediterranea, La Caruta Di Li Dei è stato per tanto tempo
quello che mi ha appassionato di meno. Soprattutto "Mediterraneo Atto
I" non mi aveva convinto per la scelta dei suoni, troppo sintetici per
i miei gusti, sebbene fossi costretto ad ammettere che alcune sezioni
erano decisamente geniali ed innovative. La mia opinione è cambiata con
la pubblicazione di "Scilla & Cariddi" del 2002, CDr davvero ben
fatto e impeccabile sotto ogni aspetto. La discografia comprende ancora
il CDr "La Caruta Di Li Dei" del 1997 e "La Coscienza" che non ho mai
ascoltato, e che dovrò acquistare quanto prima. La Caruta Di Li Dei
vede Astru coadiuvato dal bassista Nadur e dalla cantante Lifinia, più
numerosi altri ospiti. La loro canzone presente in questa compilation
si intitola "Prei". Canzone molto dinamica, parte con eroici squilli di
tromba che ci introducono nel consueto clima epico. Ma, con i suoi
vocalizzi distorti e le forti componenti black, "Prei" ha in sè
un'oscurità sensibile che non si dipana neanche nei momenti più
arrembanti. Lo stile è particolarmente eclettico e suadente. Una
deliziosa sezione più morbida, con tanto di delicato assolo di
chitarra, reca impresse su di sè delle forti stimmate prog, sulle quali
si inserisce il bel cantato pulito in inglese. La mescolanza di stili
de La Caruta Di Li Dei altro non è che uno dei tanti veicoli espressivi
tramite i quali, gli artisti della Scena Mediterranea tentano di
portare avanti il loro discorso, e di dare nuova linfa alla musica
metal e non solo.
Gli Ultima Missa sono stati per lungo tempo rappresentati dal solo
"L'Abbandono Della Gioia", ma sono tornati di recente con "In Assenza
Di Luce". Agghiastru (chitarra, organo e voce), Faidda (batteria) ed
Ossarium (basso) hanno sempre suonato una musica cupa, personale ed
hanno costantemente manifestato, tramite questo progetto, una
fascinazione fatale con la Morte. E quindi "Tenebra" non può certo
essere un inno alla gioia, ma anzi, è caratterizzata da un riffing
strisciante vagamente settantiano, e comunque memore di Paul Chain e
dei primi Death SS. Il testo in italiano è fantastico, davvero.
Un'ottima band, che mi spiace non abbia prodotto di più. Un culto tra i
gruppi di culto. Se proponesse un album intero verrebbe tacciato come
derivativo, però ha in sè un fascino retrò ed oscuro capace di lasciare
il segno. Agghiastru alterna cantato pulito a cantato distorto, ed il
suono d'assieme, lento e potente, e reso più sinistro dalle
onnipresenti note dell'organo.
E' ora il turno di quella bizzarra miscela di stili che porta il nome
di Lamentu. Ricordo di aver comprato "Liack" nel 2001, proprio alla sua
uscita, ma non dalla Inch, proprio in negozio! In seguito sono riuscito
ad accaparrarmi anche i demo "Erva Tinta" (1998) e "Aggrissu" (1999).
Mescolando black e death con passaggi tribali, con un immagine molto
vudù, i Lamentu si sono dimostrati sin dall'inizio un gruppo d'impatto.
Ritengo però che il CDr "NiurAfrica", recensito su Shapeless, sia
comunque il loro lavoro migliore. Sarà la presenza di Agghiastru, o
comunque l'esperienza maturata, ma il suono sembra decisamente più
omogeneo e convincente. La formazione è completata da Liatu (chitarra),
Liotrum (voce, chitarra), Lord Timpesta (chitarra), Ummira (basso) e
Jafà (chitarra). "Ammatula", la loro canzone, è caratterizzata dalle
percussioni che arricchiscono il ritmo, ma anche da un'inedita chitarra
col wah-wah a tutto spiano. I vocalizzi davvero crudeli danno un senso
di malvagità all'intera composizione. Il suono è caldo, eccessivo, e
seduce con le sue sonorità intriganti. L'utilizzo delle percussioni, e
i vocalizzi rituali dei cori sono molto evocativi. E poi c'è la solita
scelta di suoni e melodie libere da qualsiasi vincolo, e capaci di
staccarsi dal passato senza farlo rimpiangere. Un'altra grande realtà
della Scena Mediterranea che, speriamo, continui a dare i suoi frutti.
E' ora il turno di Addraunara, progetto solista di Nadur. Ispirato
ad antichi miti relativi alla zone di appartenenza dell'artista, nel
2000 ha pubblicato "Addraunara" e nel 2002 "Izael". Ho avuto modo di
acquistare ed apprezzare i due lavori all'epoca della loro
pubblicazione. E' con vero piacere quindi che commento "Addraunara"
stessa, canzone nuova di black particolare, sebbene semplice e privo di
sfumature bizzarre. Certe successioni armoniche, l'utilizzo di tastiere
(nonostante sia un uso garbato e non invadente), inseriscono di
prepotenza il progetto di Nadur tra le più tipiche espressioni della
Scena Mediterranea.
Segue Visina, un progetto nato a metà degli anni '90 quando alcuni
membri della famiglia sicula hanno deciso di sperimentare con
l'elettronica. "Ixia Vilenu", del 2001, è il primo lavoro del progetto,
che contiene tre tracce registrate nel 1997. L'esordio è stato seguito
nel 2004 da "Ixia Zunt". "Gelsuminu" è il brano che ci viene presentato
in questa compilation. E le chitarre pensati ci sono, ma inserite in un
contesto soltanto ritmico. Il resto è costituito da un ritmo quasi
trip-hop, anche se non riverberato, e da tante soluzioni elettroniche
di indubbio gusto. Agghiastru si dedica ad un cantato contenuto, in
siciliano ed in inglese, di buona fattura.
"Angelic" è la canzone di Inquietu, un trio composto da Lord Timpesta
(chitarra e voce), War Cunanna (batteria) e Fantasima (basso). Hanno
partecipato con due canzoni alla prima compilation della Scena
Mediterranea nel 1997, riprese poi nel demo d'esordio "South's Torment"
del 2000. Ad esso sono seguiti "Restless God" del 2002 e "Angelic Fall"
del 2004. Stilisticamente, gli Inquietu ci propongono un black metal
davvero ben suonato, legato alla tradizione ma non privo di spunti
personali: "Angelic" ne è una perfetta rappresentazione. Riff violenti
ed una ritmica aggressiva, unita a melodie improvvise e sempre
originali. La voce di Lord Timpesta è uno strillo acuto e violento,
perfettamente integrato nell'insieme del sound. C'è anche una sezione
con la voce pulita, e la melodia inaspettatamente in primo piano.
Originali.
Eccoci ora arrivati al gruppo probabilmente più famoso dell'intera
Scena Mediterranea: gli Inchiuvatu. Formatisi agli inizi degli anni
'90, hanno sfornato nel corso degli anni album sempre più belli,
confermandosi in assoluto come una delle migliori realtà musicali
estreme d'Italia e del mondo. Croce e delizia di Agghiastru, gli ha
procurato sia soddisfazioni, sia tante disillusioni. Infatti gli
Inchiuvatu hanno raccolto tantissimi elogi, ed obiettivamente sono
superiori a tante realtà italiane ed estere, ma non hanno ottenuto quel
successo e quel riconoscimento unanime che avrebbero meritato e
meriterrebbero ancora. E' un progetto musicale personale, che si è
evoluto nel corso degli anni. La storia della band, e l'elenco dei suoi
demo, necessiterebbero di una recensione a parte. Si tratta comunque di
un grande progetto musicale, che attraverso gli album ufficiali
"Addisiu" (1997), "Viogna" (2000), "Piccatu" (2005) e "Miseria" (2008)
ha dato vita e linfa a quella che era e che è la Scena Mediterranea.
"Miseria", al momento della pubblicazione, aveva tutta l'aria di essere
l'ultimo atto degli Inchiuvatu. Eppure da poco è uscito il MCD "33",
che mantiene viva la speranza di tutti quelli che siano stati rapiti
negli anni dalla musica di Agghiastru. La canzone qui presente si
intitola "Impura": lo stile con il quale è stata realizzata è il
solito, molto melodico e caldo, aggressivo ed attraente. Le melodie
mediterranee sono sorrette da un accompagnamento vigoroso e creativo,
che non può che trascinare. I vocalizzi di Agghiastru sono decisamente
marci e violenti, e le atmosfere oscure e malsane. Rispetto ad altre
composizioni di Inchiuvatu, "Impura" non risulta particolarmente
complessa, però riesce bene nel suo scopo di raggiungere l'ascoltatore
e di toccarne corde nascoste. L'utilizzo del solito flauto sintetico e
delle ritmiche che si adattano alle micromelodie popolaresche, è
impeccabile come al solito. Un ennesimo esempio di classe.
A chiudere la compilation ecco "Scuru" di Agghiastru. Questo
progetto è decisamente diverso musicalmente dalle band che lo hanno
preceduto, perchè non tocca in alcun modo i territori dell'estremo. Per
chi non avesse mai ascoltato l'esordio "Incantu" (o il CDr
"Straviari"), si tratta di una specie di rock/folk indie, mosso da
frequenti incursioni elettroniche ed effetti sonori, dalle tinte cupe e
malinconiche. Adesso è tornato sul mercato con il secondo full-length,
"Disincantu", ed un altro CDr, "Agghionna". Questo progetto pare stia
riscuotendo un discreto successo non solo tra i soliti simpatizzanti
della Scena Mediterranea, ma anche fuori dal circuito strettamente
metal. Infatti la musica qui proposta non ha nulla a che fare col
metal. Nell'album d'esordio, tra l'altro, dei classici degli Inchiuvatu
sono stati riproposti in questa nuova veste, dotati di nuovo fascino e
potenziale evocativo. "Scuru", già presente in altre uscite (e quindi
non un inedito), ci riempie di mestizia grazie alla voce pulita di
Agghiastru, al suo pianoforte, ed ai tanti effetti sonori, come voci e
scampanellii. Un delicato esempio di potenza compositiva, che parla al
cuore ed alla mente.
Siamo giunti quindi al termine di questa lunga carrellata di
gruppi prodigiosi. Che altro aggiungere, che già non ho scritto in
precedenza? Beh, che questa Scena va assolutamente sostenuta. Visitando
il sito della Inch Productions, oltre a trovare un profilo per ognuno
dei gruppi coinvolti, tante news ed anticipazioni, potrete trovare un
mailorder affidabile e serio. La maggior parte dei demo costa 5 euro, e
credetemi se vi dico che è roba buona. Insomma, nessun gruppo della
Scena Mediterranea è da buttare. Ognuno ha qualcosa da dire, e lo fa in
maniera fantastica. Sarebbe un peccato se tutto questo dovesse sparire.
Sosteneteli con tutte le vostre forze, andateli a cercare, tentate di
conoscerli. Ma non scaricate, non con l'underground per favore.
L'underground ha bisogno dell'aiuto di tutti.
(Hellvis - Marzo 2009)
Voto: 8.5
Contatti:
Sito Inch Productions: http://www.inchproductions.com/