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Lugburz Compilation III

Etichetta: Lugburz Productions
Anno: 2005
Durata: 68 min
Genere: vari


Il progetto Lugburz, fondato nel 1997, si è posto come scopo quello di promuovere al meglio la scena estrema del Belgio. Tramite un sito internet enorme, una distribuzione capillare delle uscite underground, tante compilation e l'organizzazione di festival, Lugburz è cresciuto fino a diventare una vera e propria istituzione.
Una suddivisione di questo progetto, l'etichetta Lugburz Productions, è nata nel 2004. Al suo attivo ha già quattro album (alcuni dei quali già recensiti su Shapeless) e due compilation.
Lo scopo delle "Lugburz Compilation", delle quali sto per commentare il terzo capitolo, è quello naturalmente di pubblicizzare le migliori realtà dell'underground estremo belga. Tutti questi gruppi sono privi di contratto (a parte quelli di casa Lugburz), e grazie a queste compilation cercano di suscitare l'interesse di qualche etichetta. Per rendere il tutto più interessante, la maggior parte delle tracce presenti sono inedite, registrate apposta per questa uscita. Un attestato di stima da parte delle band per la Lugburz, e una dimostrazione di intelligenza da parte della label stessa, nell'interesse dei possibili ascoltatori.
La copia in mio possesso non ha una vera e propria copertina da CD. Si tratta di un cartoncino spesso, di color blu scuro che raffigura un'immagine spettrale. Nel retro, è presente la tracklist con tanto di contatti.
La prima canzone della compilation è "Assyria" degli Aguynguerran (http://aguynguerran.blackmetal.be/). Si tratta di un valido esempio di black metal tellurico e senza compromessi. La proposta non è affatto originale ma la canzone è ben suonata e ben prodotta. I musicisti sembrano affiatati e dotati di una discreta tecnica. L'aggressività viene spesso bilanciata da un sapiente uso della melodia, che dona alla composizione una certa spinta epica, talvolta marziale. Intensa.
I Bunker (http://bunker.lugburz.be/) si presentano con "Folter". La produzione scadente fa subito capire su che fronte ci troviamo: black metal misantropico ed ultraortodosso. Riff minimali, esecuzione istintiva, digrigno sgradevole del cantante: il tutto all'insegna di un sound marcio e suicida.
Ben più variegata è la proposta musicale dei Creature (http://www.creature666.tk/), a metà strada tra black melodico e tentazioni death. Questo ibrido tra i due generi (con predominanza del primo) si intitola "Angra Mainya". Il cantante, molto duttile, si esibisce sia in growling profondo che in vocalizzi aspri. Tenta anche di cantare pulito, ma con minor fortuna. La struttura del brano, in continuo mutamento, tradisce velleità artistiche ancora da affinare. L'impressione è che i Creature vogliano fare più di quanto siano in grado attualmente. La produzione poco consistente non aiuta. Il gruppo ha idee, ma deve ancora maturare. Questo almeno alla luce di quanto ascoltato in "Angra Mainya".
Passiamo ora ai Garmenhord (http://battle.at/garmenhord/), gruppo di casa Lugburz. Il loro biglietto da visita è "Guur Op Den Buyten". Sebbene la loro musica sappia di già sentito, è onesto ammettere che il riff portante della composizione sia molto intrigante. Si tratta di un black/folk di buona fattura, grazie a melodie che avrebbero fatto la felicità degli Storm. Le vocals sono distorte, in puro stile black. Non si può parlare di non plus ultra, ma questa "Guur Op Den Buyten" è una traccia stimolante. Curioso l'utilizzo dell'armonica a bocca...
Black metal intelligente per i Gorath (http://gorath.blackmetal.be/), la cui "A Pond Without Drops" può ricordare qualcosa degli ultimi Mayhem. La qualità di registrazione è buona ed il songwriting, pur senza chissà quali invenzioni, denota un certo carattere, che spinge i Gorath a distinguersi dalla massa di gruppi tutti uguali. Da tenere d'occhio. "A Pond Without Drops" è veramente una buona canzone di black metal moderno.
Gli Histoire Noir (http://www.histoirenoir.tk/) si dimostrano alfieri del black ortodosso con la malprodotta "Hecatomb Of Men". Nonostante i suoni siano veramente scadenti, da vecchio demo, è possibile distinguere comunque tutti gli strumenti ed intuirne la melodia anche nei momenti più arrembanti. Si nota allora che la cattiveria del gruppo nasconde un germe eroico, pronto a rinvigorire i vari riff. Ho definito black ortodosso questo gruppo, però vanno segnalati alcuni passaggi di death metal lento e freddissimo, memore della prima fase dei DarkThrone.
Ecco ora un'altra band sotto contratto con la Lugburz: gli Iconoclasm (http://iconoclasm.blackmetal.be/). "Shores Of Madness" conferma i pregi ed i difetti di questa black metal band: la loro musica è ben suonata e cattiva il giusto, ma alla fin fine non si discosta molto dalla norma. Black metal sincero e diretto, che potrebbe piacere un po' a tutti senza appassionare nessuno.
Anche i Kludde (http://klugge.cjb.net/) suonano black metal nella norma, sebbene molto diverso da quello degli Iconoclasm. Il black dei Kludde è opprimente e misantropico. Mi vengono in mente i Satyricon più lenti, e tanti altri gruppi che suonano musica simile. "De Paardenneukeraar" non è una brutta canzone, peccato che sia solo uguale a tante altre!
I Lemuria (http://www.lemuria.be/) portano una ventata d'aria fresca in questa compilation, con il loro black melodico e sinfonico, in bilico a tratti col death melodico svedese. In realtà "Verdoemenis" non è tutta sta gran canzone: è semplicemente un po' diversa da quanto ascoltato finora. Per questo risalta. Gruppi che suonano così però ce ne sono a bizzeffe. I Lemuria sono in possesso di una buona tecnica ed amano gli arrangiamenti sinfonici ed eccessivi, ai limiti del power. Il cantante si produce in un growling potente. Questa canzone porta alla mente scenari fantasy, ma non fa gridare al miracolo. Alla fin fine, una canzone normale e kitsch come da copione.
Depuriamoci dalle atmosfere pacchiane con i Morrigu (http://www.morrigu.tk/), gruppo che devo aver incontrato in qualche altra compilation. "The Morrigu" è un mazzata senza compromessi di metal estremo. Lo stile prende un po' da tutte le parti: il riffing è principalmente death metal, ma spesso ha slanci hardcore e grind o deviazioni black. La voce è un urlo straziante. Il tutto è molto diretto e spaccaossa. Nessun compromesso, a parte qualche lieve accenno melodico. Gran bel pezzo, davvero!
"Darkness... (An Eternity)" dei Satyrus (http://satyrus.lugburz.be/) è un discreto esempio di black metal sinfonico, vagamente pacchiano, memore di Morgul. Alcuni momenti sono degni di nota, altri invece trascurabili. Questo è indice di una maturazione ancora da raggiungere. Talvolta le atmosfere sono veramente inquietanti. Sospetto che si tratti di un progetto solista ma, dato che il sito è in costruzione, non posso averne certezza.
"Onderdaan Van Haat", degli Stormkraai (http://stormkraai.lugburz.be/), è una solida prova di black metal ortodosso. Non mi ha suscitato una particolare impressione, perciò non trovo spunti per aggiungere altro a quanto già abbia scritto...
I Theudho (http://www.theudho.com/) sono un gruppo ben più noto dei due precedenti. "The Black Chariot Of Horst" esibisce un songwriting di livello, essenziale e pulito, privo di sbavature. La qualità di registrazione è una delle migliori di questa compilation. I richiami al metal classico sono insistenti, e la voce berciante dà un aspetto più selvaggio al tutto.
"The End", titolo quanto mai azzeccato per una canzone conclusiva, è il biglietto da visita dei Wanhoop (http://www.despair.be/). Si tratta di un brano funereo e pesante, doomeggiante. Ben suonato, ben prodotto, si lascia apprezzare e seduce per uccidere tra le sue spire di depressione.
Compilation conclusa? No! Sorpresa, c'è una ghost-track! Si tratta (lo leggo dal sito della Lugburz) di "Als Den Duister Valt II" dei Gotmoor. Una prova gelida e cadenzata di black metal ostile. Di buon livello, ma riservo il mio commento ai Gotmoor nella recensione del loro album.
Nel suo complesso, questa "Lugburz Compilation III" non è male. Nessuna band fa il botto, ed alcuni gruppi sono per ora abbastanza anonimi. E' però un motivo di notevole interesse il fatto che quasi tutte le tracce siano inedite, o incise appositamente per questo CD. L'ascoltatore sa quindi che potrà trovare brani esclusivi, e ciò non è poco! In più, sebbene nessun gruppo sia eccezionale, è piacevole potersi perdere tra le note di ottimi operai quali Theudho, Garmenhord, Wanhoop, Morrigu e Aguynguerran. "Lugburz Compilation III" è l'occasione giusta per conoscere meglio l'underground estremo belga. Al prezzo di 5 euro, io ci farei un pensierino!
(Hellvis - Febbraio 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Lugburz Productions
c/o Jeroen Van Hiel
Schoonhoudtstraat 23
9111 Belsele
BELGIUM
Mail: info@lugburz.be
Sito internet: http://www.lugburz.be/