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Italian Experiences III

Etichetta: Path Of Experiences
Anno: 2002
Durata: 55 min
Genere: vari


Quando ho ricevuto questa compilation da recensire mi sono sentito particolarmente interessato. E' stimolante apprestarsi all'ascolto di diverse giovani band, nella speranza di trovare qualche realtà promettente. Tutti i gruppi presenti in questo CD provengono da diverse parti d'Italia o dal Canton Ticino. Le band sono rappresentate da una canzone, troppo poco per dare un giudizio veritiero sulle effettive capacità di ognuna. E' anche vero però che ogni brano è un indizio ed un punto di partenza per un successivo approfondimento.
Passo al commento delle tracce seguendo l'ordine con cui compaiono nella tracklist.
Il CD si apre con "Il Male Che Mi Fa" dei napoletani Dianira (e-mail: soul_luca@libero.it / faberk@libero.it). La canzone è un discreto esempio di rock alternativo dalle lievi tinte grunge. Il brano è ben strutturato e suonato professionalmente, ma manca della giusta personalità. Con un po' più di rabbia la resa sarebbe stata migliore.
La seconda traccia vede all'opera i romani Living Dream (e-mail: maxrix@tin.it) con la traccia "Too Easy For You". Questa canzone è un potenziale hit nonostante anche questa sia piuttosto mainstream. Il riff è molto orecchiabile e catchy; la band è grezza quanto basta. Il punk alternativo americano è il punto di riferimento a cui i Living Dream possono essere accostati.
Molto grintosi, i Falling Silence (info@fallingsilence.ch) da Lugano dimostrano che la personalità non gli manca proprio! La loro "Libera Nella Mente" è un brano dalle tinte sicuramente più violente dei due precedenti, a mio modesto parere uno dei pezzi più validi della compilation. Gli svizzeri hanno personalità e la cantante possiede un carisma (almeno su CD) invidiabile. Da tenere d'occhio.
Da L'Aquila, gli Spellcraft (spellcraft@tin.it) ci regalano un brano gothic molto professionale intitolato "Equilibrium". Lo spettro dei Moonspell aleggia su ogni nota della loro canzone, pertanto consiglio vivamente agli abruzzesi di personalizzare un po' di più il loro suono. Solo così le loro qualità possono risaltare al meglio senza dar vita a sensazioni di dejà-audi.
Più folk che rock, "Distruzioni Per L'Uso" è una bellissima canzone degli italo/svizzeri Ali Perdute (aliperdute@hotmail.com). Le atmosfere sono malinconiche e suadenti, originale l'utilizzo del flauto traverso che sottintende una tacita proprensione al progressive. Dall'ascolto di questa canzone mi sembra che questi Ali Perdute siano molto promettenti. "Distruzioni Per L'Uso" è senza dubbio uno degli highlight di questo CD.
La sesta traccia è "Raccontami" dei genovesi Gamila (gamila@katamail.com). E' un morbido brano rock dalle tinte psichedeliche. Ottime le sonorità della tastiera, memori della più classica fusion: è un peccato che la melodia non sia molto efficace. E' necessario che la band curi di più questo aspetto.
Di nuovo da Roma, ecco i Kardia (p78a@hotmail.com), interpreti di un aggressivo brano "dark/hardcore" intitolato "Brucia". La loro è un'interessante sintesi tra due generi apparentemente inconciliabili. E' vero che lo stacco tra le parti più aggressive e quelle più gotiche è molto evidente, però è un buon inizio dal quale si attendono interessantissimi sviluppi futuri.
Con i sardi Fucktotum ci addentriamo nei soffocanti territori del doom. La loro canzone "Attimo" è molto ben composta, il suono è caldo ed inquitante, oscuro come non mai. Questa band può vantare, proprio grazie alla produzione della P.O.E., uno split CD con nientedimeno che Paul Chain. Penso che nel loro genere possano ritagliarsi una pregevole nicchia.
Chi ama il grindcore troverà pane per i propri denti nella violenza assoluta dei Nuclear Devastation. Questa band di Milano sembra essere molto padrona del genere che suona. Possono vantare nel loro curriculum concerti con gruppi grind del calibro di Agathocles, Haemorrhage o Regurgitate. La loro canzone si intitola, coerentemente, "Radioactivity" ed è una mazzata sullo stomaco. Senz'altro il brano più estremo della compilation. Assieme ai Fucktotum, i Nuclear Devastation sono i "big ones" della P.O.E.
I Meschalina (info@meschalina.com), con la canzone "Shut Up", sfornano un discreto esempio di crossover. Peccato che siano troppo simili ai loro idoli Rage Against The Machine. Il timbro del cantante è sputato a quello di Zack De La Rocha! Questo è più un male che un bene: dovrebbe personalizzare un po' di più il proprio stile. Tutta la band ne trarrebbe giovamento.
Da Livorno ecco i Bright Corner (quercioline@virgilio.it) con la progressiva "Ouverture 2002". Sicuramente la tecnica è invidiabile, quella che manca è la grinta. Il brano risulta poco convincente in alcuni passaggi, soprattutto quando gli strumenti si intrecciano in melodie incerte e timide. Con qualche piccola revisione il gruppo può migliorare in maniera esponenziale.
Chiudono la compilation gli Hollywood Vampyres (tracixxx@libero.it) con la travolgente "Ten Methods To Die"! Questi epigoni degli L.A. Guns (il loro stesso monicker è indicativo) ci sanno fare, hanno tiro e qualità! Consiglio vivamente a chi ha nostalgia del vecchio e sporco rock'n'roll di dare un'ascoltata a questa canzone! Saranno loro a riuscire dove i vecchi Miss Daisy hanno gloriosamente fallito, ovvero a regalare all'Italia un posto al sole nel panorama rock'n'roll estero? Vedremo! Questa ottima band è di Reggio Emilia.
Siamo giunti quindi al momento di dare un giudizio globale a questo "Italian Experiences III". Sicuramente è lodevole il fatto di dare spazio a così tanti gruppi emergenti. Quindi è inutile stare a sindacare sulla scelta dei brani, sull'eccessiva diversità degli stili (dal gothic all'alternative, al grindcore) o sul valore delle band qui presenti. E' un utile occasione per accostarsi all'underground italiano e per conoscere nuove e interessanti realtà. Non un must ma comunque il suo acquisto non sono soldi buttati.
(Hellvis - Gennaio 2003)

Voto: 7


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