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Indigestible Sounds

Etichetta: Noisy Hours
Anno: 2003
Durata: 76 min
Genere: vari


La Noisy Hours (http://www.noisyhours.it/) ha realizzato questa compilation allo scopo di pubblicizzare il lavoro di alcune interessanti band italiane. Disponibile in sole 1000 copie, il CD verrà supportato dai gruppi stessi con concerti nelle loro città di appartenenza.
Passiamo subito a recensire "Indigestible Sounds" traccia per traccia. Va da sé che il mio commento è relativo alla singola canzone e non va preso come un giudizio globale sull'operato di una band. Tra l'altro, di alcuni gruppi se ne è già scritto su Shapeless. Invito pertanto i lettori a consultare gli archivi per maggiori informazioni su di essi.
La compilation si apre con "Grow In Hell" dei veneziani Zero Signal (http://www.zerosignal.it/). La canzone è tratta dall'album che porta il nome del gruppo. Questo quartetto suona un metalcore estremamente aggressivo. "Grow In Hell" è un brano diretto e forse un po' scontato in alcune soluzioni sonore. Quello che lo rende notevole è la grinta con cui i musicisti violentano i propri strumenti e la furia con cui Ross sputa fiamme sul microfono. Una prova onesta sulla scia dei primi Machine Head con qualche cadenza panterosa.
Da Bologna ecco i Rain (http://www.raincrew.com/). La canzone che li rappresenta si intitola "Headshaker", esattamente come l'album da cui è tratta. Si tratta di una traccia heavy metal, molto tirata e suonata professionalmente. I riff sono efficaci e la melodia è accattivante. Non è il caso di gridare al miracolo, ma questi cinque ragazzi dimostrano di avere tutte le carte in regola per fare grandi cose.
I Last Rites (http://www.last-rites.net/), da Savona, propongono un thrash metal discretamente tecnico. La voce abrasiva di Dave (anche chitarrista) sembra uno strillo black ma la musica non lascia dubbi sul genere che il quartetto vuole suonare. "Mind's Prison", la traccia qui presente, è una cavalcata violenta e diretta che spesso fa un occhiolino al metal classico. L'esecuzione è precisa e gli assoli sono melodici e ben fatti. Un ascolto piacevole. La canzone è tratta dall'album omonimo.
Non tutte le tracce della compilation provengono da altri CD. Nel caso degli Agabus (http://www.agabus4.org/) la canzone è inedita. Si intitola "The Have Of Damage". Il loro stile è un bel casino, in bilico tra nu-metal e thrashcore. Però è realmente irresistibile! Questa canzone è così violenta e grintosa che non si può fare a meno di annotare il nome della band di Lecco nel taccuino. Questi sì che spaccano il culo ai passeri! Come descrivere la canzone? Beh, visto che amalgama così bene tanti generi diversi è d'obbligo parlare di crossover. Quando il cantante rappa si sentono echi dei Biohazard mentre le parti più thrash mi riportano in mente gli ultimi Necrodeath (soprattutto per via degli strilli di Andrea). Ma è inutile sprecarsi in paragoni. Gli Agabus sanno il fatto loro e questa traccia è stupefacente! Una delle perle di questa compilation.
"Pensiero Criminale", canzone dei brianzoli Dolly Varden (http://www.dollyvarden.it/), è un altro inedito. Pietro e Marco si occupano di tutti gli strumenti e il ritmo è tenuto da una drum-machine. Ecco, questo gruppo mi ha lasciato perplesso. Suona un rock profondamente elettronico, appesantito da chitarroni distorti. Il testo in italiano è mortalmente serio. Non sorridete pertanto se vi dico che l'unico termine di paragone che mi viene in mente sono i primi Skiantos (elettronica a parte, naturalmente). La progressione armonica e la cadenza della voce sono simili a quelli della band di Freak Antoni. Come ho scritto precedentemente, questo commento è da intendersi solo per questa singola canzone. Visitate il loro sito e scaricatevi qualche mp3.
Sempre da Lecco, ecco i Melancholy Soul (http://www.melancholysoul.it/). "Watching The Whole World Burning", dall'album omonimo, riesce nell'intento di annoiare dopo soli tre minuti. La traccia infatti è troppo prevedibile e l'esecuzione è insicura. Il quartetto deve lavorare se vuole dire la sua. Inoltre occorre più verve nell'esecuzione, onde evitare un'eccessiva piattezza.
"Vortice", dall'album "Cenobio Isterico", è la vigorosa traccia dei Captura (http://www.captura.it/). Il quintetto di Sondrio suona un post-thrash molto grintoso ma poco personale. Non che la canzone sia brutta, anzi, ma manca quel qualcosa in più che li distingua dalla massa degli emuli di Pantera e soci. Bravi e trascinanti ma poca originalità.
Da Torino, i Cold Void (http://www.coldvoid.net/) ci portano negli oscuri reami del black metal. La traccia, inedita, si intitola "Fistfucking Armageddon (Perverted Edition)". Si tratta di black tradizionale, con qualche spunto originale. L'inizio è molto atmosferico e il cantante dimostra una discreta padronanza del cantato pulito. In seguito la traccia si assesta su un black venato di thrash. Interessanti.
I Killing Creed (http://www.killingcreed.com/) sono degli ottimi mestieranti del death melodico di matrice svedese. "Hollow Man", tratta da "Havoc", è ideale per appagare l'amante di certe sonorità. Violenta e tirata ha il suo punto di forza nel growling cannibale di Ale e nell'esecuzione furiosa del gruppo. Anche loro sono di Lecco. Sono sicuro che dal vivo rendono cento volte meglio.
Il nu-metal dei Brainsick (http://www.brainsick.it/), da Sondrio, è mutevole e interessante. Le qualità della band sono evidenti nella raffinatezza dell'arrangiamento, soprattutto nelle sezioni più morbide. Quando c'è da picchiare, il sestetto non si tira indietro e sa far male. Ascoltare questa "Snow White" (da "Semplicemente Stabile E.P.") per credere.
Ora è il turno dei comaschi Lab01 (http://www.fly.to/lab01). L'inedito presente nella compilation si intitola "Mix (I'm)". La musica è vigorosa e diretta però mi lascia un po' perplesso. Certo, avessero una produzione più pompata questa canzone sarebbe più appetibile. Ma almeno così è sincera, priva di fronzoli, e non nasconde l'immaturità di una band che ha margini di miglioramento. Se tutto il mondo del crossover fosse così schietto... "Mix (I'm)" non è il non plus ultra ma questo gruppo merita di essere supportato e fatto crescere.
Anche la canzone "Black Society" dei Bloody Tears (http://www.bloodytears.it/) è sincera. Uno speed/thrash molto old school, non originale ma ben suonato. Per fare qualcosa di importante occorre necessariamente che rimodernino il proprio suono e cerchino soluzioni originali. Il songwriting però c'è, così come il tiro e l'espressività. Un piacevole intrattenimento. Vengono da Lecco.
Gli Holy Martyr (http://www.holy-martyr.com/) sono una vecchia conoscenza di Shapeless, se non altro perché ci suona il recensore Muad'Dib (che saluto). La canzone che li rappresenta si intitola "The Call To Arms" ed è inedita. Si tratta di metal epico allo stato puro. Lo stile è molto tradizionale e l'esecuzione precisa. Il brano è strutturato in un crescendo di feeling eroico. Purtroppo la qualità di registrazione non rende giustizia al quintetto cagliaritano che, dal canto suo, si dimostra un po' troppo derivativo in questo caso.
Da Bergamo ecco Los Pirates (http://www.lospirates.com/) con la canzone omonima (non solo del gruppo ma anche dell'album). Si tratta di un heavy/power piratesco che non può non portare in mente i Running Wild. Se non musicalmente almeno concettualmente. "Los Pirates" è una traccia divertente, con evidenti cadenze thrash. Tutto ben fatto ma occhio a non diventare una tribute band di Rock'n'Rolf e soci!
I Crenshaw (http://www.crenshaw.it/) sono una band che gravita attorno a Sondrio e Lecco. Sono in possesso di un sound deprimente e malato. Complice la voce non impeccabile del cantante Chino, che riesce goffamente a rendere il tutto molto sofferto. "Fly Up" non è male come canzone, ma bisogna cercare di caratterizzarla un po' di più: così sembra suonata con scarsa voglia e poca convinzione. Su, ragazzi!
Ancora da Lecco (che provincia prolifica!) ecco gli Anna Void (annavoid@lycos.it). "Morpho", da "AnnaVoid", è un buon esempio di come si possa fare buona musica pesante in Italia e cantando in italiano. Certo, il sound è fortemente influenzato dal nu-metal americano. Questo però non toglie che all'interno del nostro paese si possano togliere qualche soddisfazione, soprattutto facendo circolare la loro musica negli ambienti giusti. Sono in possesso di un discreto potenziale commerciale: dovrebbero sfruttarlo.
I Maledicta (http://www.maledicta-team.com/) sono un quartetto umbro che ho avuto l'onore di recensire personalmente qualche tempo fa. Rimando alla recensione del demo "Eruption From The Inside", da cui è tratta questa "The Dark Alchemy Of The Elements". Vi basti sapere che in questa traccia si mescolano bene le due anime della band: quella black sinfonica e quella death/black. Un buon brano, uno dei migliori della compilation, ma nel loro demo ce ne sono di più belli!
La band che chiude questo CD si chiama SKW (http://www.skw.it/). Nu-metal di qualità, con elementi elettronici e tanta grinta. Inoltre la band milanese può contare su uno spiccato talento melodico e una qualità di registrazione potente. La canzone si intitola "White Noise" ed è inedita. Da tenere d'occhio.
In conclusione non mi resta che congratularmi con la Noisy Hours per l'iniziativa. E' importante supportare l'underground nostrano anche perché il talento ha bisogno di fiducia per potersi esprimere. Su "Indigestible Sounds" ce n'è per tutti, dai metallari tradizionalisti agli amanti del nu-metal. C'è musica senza compromessi e musica ricca di appeal commerciale. Il panorama è ricco e spendere 5 Euro per questo CD non può farvi male!
Ah, dimenticavo di indicare gli highlights del disco (secondo me): Agabus su tutti, seguiti da Killing Creed, Anna Void e Maledicta.
(Hellvis - Novembre 2003)

Voto: 7


Contatti:
Mail: info@noisyhours.it
Sito internet: http://www.noisyhours.it/




La raccolta contiene molti ottimi punti di partenza per band che potranno in futuro tentare lo sfondamento con la pubblicazione di qualcosa di piu` che semplici dischi.
Andando in ordine: gli Zero Signal hanno questo suono molto claustrofobico che mi ricorda molto i Machine Head (che sinceramente non mi sono mai piaciuti) e una grinta che assomiglia molto a quella dei primi Pantera, e questa e` la caratteristica che preferisco. Se riuscissero a svilupparla meglio e ad avere un suono piu` originale migliorerebbero di parecchio.
I Rain sono quanto di piu` si avvicina ai vecchi Judas, come composizione e come stile: erano loro gli headliner alla presentazione del disco al Transilvania Live di Milano e si sente molto la ricerca dei suoni in vecchi stile. Ottimi e consigliati, anche se non sono il massimo dell'originalita` in questo caso, ma chissene!
La canzone dei Last Rites e` una delle migliori del disco, suonata ottimamente e con una buona tecnica. Mi fa venire in mente i classici gruppi thrash e death tecnico, ma a nessuno in particolare si avvicinano come suono. Ottimi.
Gli Agabus, lecchesi anche questi, erano gli altri che hanno suonato alla presentazione del disco. Sebbene live mi abbiano fatto una ottima impressione, la canzone in molti punti non mi dice granche`. C'e` la prima parte con quegli innesti nu-metal che proprio non li sopporto, e una parte quasi rappata con la voce che mi fa senso. Se lasciassero perdere queste cose moderne sarebbero degli ottimi eredi dei Pantera.
I Dolly Varden, vicini di casa, non mi piacciono per niente. Il cantato in italiano rappato e` molto strano e le sonorita` nu-metal proprio non le digerisco. Lasciare perdere.
Melancholy Soul: roba depressiva. Io lascerei perdere.
Captura: altro gruppo di thrash energico, veloce, suonato bene. Ripeto quello che dice Hellvis pero`: originalita` poca, anche se comunque il pezzo e` molto bello. Bisognerebbe ascoltare un intero album per giudicarli meglio. Confido in questi comunque.
I Cold Void presentano una canzone Black particolare, con un cantante che fa un po' il verso a Vintersorg, alternando parti da voce screm a parti pulite. Il suono, a parte una lunghissima intro melodica (che poi si innesta anche in piu` parti della canzone) che magari si poteva risparmiare, ricorda i gruppi Black in stile Emperor di "In The Nightside Eclipse". Verso la fine il suono cambia ancora per soffermarsi su un thrash/black particolare, che in alcuni momenti mi ricorda i Necrodeath. Carini, anche per questi pero` sarebbe meglio ascoltare piu` canzoni. Spero continuino su questa strada.
Killing Creed: suonano il classico Death Svedese, che sinceramente mi appassiona poco. La canzone sembra comunque buona, con parecchi cambi di tempo e nelle parti piu` veloci e sparate mi piace parecchio. La registrazione e` appena sufficiente pero`. Mi piacerebbe vederli dal vivo, anche se questi sono vicini di casa non sono mai riuscito a beccarli dal vivo.
Brainsick: ancora Nu Metal. Le parti veloci sono ok, ma il resto... brrrrr
Lab 01: questa canzone non saprei in che genere inserirla... ci sono parti lente quasi nu con distorsioni in lontananza e un cantante che grida qualcosa di strano e poi parti con veloci stop and go del chitarrista e del batterista che sono interessanti. In generale: bho, non capisco pero` sono piu` le volte che la salto questa canzone che quelle che l'ascolto.
E ora, come faccio a commentare i Bloody Tears, dove suona mio cugino e un vecchio compagno di bevute e uno che conosco da 2 mesi che pero` mi sbatte sempre in mano una bottiglia di Jack Daniels quando vado a vedere le loro prove!? In generale, la canzone e` un buon vecchio thrash influenzato dal piu` classico Heavy Metal. Qualcosa che non mi piace e` la resa della voce: il missaggio mi pare l'abbia ripulita e aggiunto una leggerissima eco strana che non mi soddisfa. Ora nel gruppo si e` aggiunto un secondo chitarrista e fra poco spero se ne escano con il demo.
Gli Holy Martyr, con questa nuova canzone, si assestano sul loro classicissimo sound Epico, Classico, Forte e veramente Ottimo. Per loro e` meglio leggere la recensione completa del demo che c'e` qui su Shapeless. A breve dovrebbe uscire il loro disco nuovo. Speriamo in bene e che si mantenga su questi ottimi livelli.
I Los Pirates sono stati una buona scoperta di questa compilation: il sound lo riporterei piu` al thrash che al power, come ha detto Hellvis. Ritmo sostenuto, veloce, 3 minuti con dei riff che si stamano nella testa e assoli molto old thrash. Spero di recuperare il loro disco.
Crenshaw: roba depressiva. Passo.
AnnaVoid: roba nu metal. Lascio perdere, l'unica cosa che mi piace sono le parti gridate del cantante, lo vedrei bene in un gruppo death.
I Maledicta si propongono con un Black Melodico, in alcune parti forse troppo melodico, in altre ben tirato con chitarre piu` ribassate che si pone sulla sottile linea che separa Black e Death. Ascoltare per intero un disco non farebbe male per identificarli meglio.
SKW: roba nu metal, anche se questi sono discretamente famosi nel regno lombardo. Non mi piacciono proprio le parti in cui si inserisce la voce, le parti solo musicali piu` pestate sono discrete e molto thrash moderno.
(gg - Novembre 2003)

Voto: s.v.