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Heavy Rendez Vous Vol. II

Etichetta: New LM Records
Anno: 2005
Durata: 73 min
Genere: vari


Chi ha un minimo di dimestichezza con il metal italiano degli anni '80, non può ignorare il fatto che all'epoca le compilation avevano un ruolo molto importante nella "carriera" di un gruppo. Certamente questi dischi, assemblati da etichette, giornali, fanzine ecc. non vendevano cifre da capogiro, però consentivano al gruppo di ottenere una buona esposizione pubblicitaria, facendo girare il nome tra i veri appassionati. Fondamentale, in quest'ottica, può ritenersi la famosa "Heavy Metal Eruption", assemblata grazie a sua maestà Beppe Riva, che dalle pagine di Rockerilla diede il "la" al tutto.
Ne seguirono altre negli anni a venire, ad esempio "Not Just Spaghetti E Mandolini", "Metal Maniac", "Lethal Noise", "Surgery Of The Power"... e il primo volume di "Heavy Rendez Vous", appunto, edito dalla volenterosa LM Records, contenente brani di Drunkards, Napalm, Adramelch, Moon Of Steel, Creepin' Death, Masterstroke, M.A.C.E. e BlackBurn (poi divenuti Wrest): come potete notare quasi tutti i gruppi presenti raggiunsero almeno l'esordio su vinile che a quei tempi era un traguardo tutt'altro che trascurabile.
Giunge oggi inaspettatamente a noi il secondo volume di "Heavy Rendez Vous", edito dalla New LM, nata dalla ceneri della LM.
L'avvento di internet ha privato però le compilation del proprio "senso di esistere" (o quantomeno lo ha ridotto parecchio!), e questo genere di CD finisce spesso solo nelle mani dei componenti dei gruppi partecipanti e pochissimi altri, indipendentemente dal valore della raccolta. E a volte è un peccato... Ora non voglio dire che "Heavy Rendez Vous Vol. II" sia un capolavoro, però... come dire... è fatta bene. Ci sono belle canzoni. Chi ama l'heavy metal più o meno classico e anche certe contaminazioni "meno ardite" può trovare qui pane per i propri denti.
Vado subito ad elencare quelli che a mio avviso sono i migliori brani del CD, o quantomeno i più interessanti. E mi rimane difficile non partire dai Rex Inferi, band attiva sin dal 1980 in quel di Forlì. Il brano qui contenuto si intitola "Angel Of Might" ed è tratto dal CD "Like A Hurricane", uscito l'anno scorso in coproduzione tra Andromeda Relix, New LM Records, Sonic Age (per la Grecia) e Forgotten Steel (per la Germania). Un bell'album che raccoglie registrazioni risalenti al 1988, quindi successive al mini-LP "The Damage Has Been Done" del 1986. "Angel Of Might", che apre anche l'album di cui sopra, ci assale con una terremotante doppia cassa e suona come un incrocio tra i primissimi Agent Steel e i Fates Warning dei primi tre album. Un riff tagliente e assassino su cui si staglia alta la grande voce di Chris De Rossi, assolutamente a proprio agio anche quando c'è da arrivare lassù, dove osano in pochi. Gli arrangiamenti sono quasi inesistenti, il pezzo è una scheggia, assolutamente diretto e scarno ... questa è l'essenza di certo heavy metal. E un cantante così non si trova(va) tutti i giorni, credetemi.
Sono rimasto molto colpito anche dai tedeschi Exotherm e dal loro metal-rock privo di eccessive rifiniture, dal vago sapore NWOBHM: però, che bella canzone! Si intitola "Icarus" e sfodera un bellissimo ritornello spezzato. I riff cadenzati sono molto classici, e anche piuttosto risentiti, ma l'insieme suona bene. Il crescendo ha il giusto tiro, il cantante interpreta i pezzi con molto trasporto, la solista bada più a quali note mettere che a quante metterne. Una canzone molto bella, che non avrebbe sfigurato in una compilation dei primi anni '80 proveniente dall'Inghilterra.
Molto bravi anche i toscani Motus Tenebrae, all'opera con "Someday". Qui siamo in territorio gothic-metal, in linea di massima. Un brano cadenzato, dall'incedere trascinante e dalla melodia strisciante che cattura solo dopo qualche ascolto (il ritornello è assolutamente vincente, per quanto non orecchiabilissimo!) A me hanno ricordato un po' i Lacrimas Profundere. Non ho capito se questo pezzo sia tratto da un promo o dall'album uscito recentemente (nelle note di copertina si dice "taken from the promo album "Wayside"). Comunque sia, date un ascolto a questi ragazzi perché mi sembrano assolutamente meritevoli.
In linea di massima possiamo parlare sempre di gothic metal anche a proposito degli ottimi Gallery Of Lore. "Ash" è un ottima canzone, con un bel cantato femminile che rimanda - ovviamente - ai The Gathering e ai primi Lacuna Coil. La strofa è puntellata su un ipnotico giro di basso, mentre il ritornello è più elaborato e non troppo immediato. Molto curati gli arrangiamenti, a partire dal tempo intricato tenuto dal batterista per finire alle tastiere effettate che lanciano il ritornello. Ma vorrei sottolineare il lavoro delle chitarre, assolutamente non invadenti ma fondamentali per il risultato finale. Bravissimi.
Questi sono i brani che mi hanno maggiormente colpito. Il disco contiene comunque altre buone cose, e non ci sono, a mio parere brani irrimediabilmente brutti. C'è qualcosa che mi ha colpito meno, naturalmente; il livello medio è comunque piuttosto buono.
Ad aprire l'album, ad esempio, ci sono gli ungheresi Wisdom con il loro power metal anni '90 ben suonato; non mi piacciono i suoni della batteria in primis e l'interludio neoclassico di chitarra mi suona troppo forzato. Per il resto sanno il fatto loro e mi ricordano, a tratti, anche i bravi toscani Seventh Seal. Ci sono anche i Rain, che non hanno certo bisogno di presentazioni. Sono però dell'idea che i bolognesi rendano molto più dal vivo che su disco. La buona "Energy", tratta dal loro "Headshaker" non fa eccezione. Heavy metal anni '80 a palla, ovviamente, ma su disco sembrano un gruppo dei tanti, dal vivo direi proprio di no.
I Graal impregnano "The Crown" di plumbei riff di matrice sabbathiana, alternandoli con malinconici arpeggi di chitarra pulita e momenti dal vago sapore blueseggiante. Bravo il cantante, che comunque cerca di esprimersi in maniera personale giocando anche con le note alte. Un buon pezzo.
Gli umbri Synthesis meritano un discorso a parte. Gruppo che viene dagli anni '80 e si sente. "Firebound" sarebbe un pezzo spettacolare, sicuramente avrebbe tutti i crismi per essere considerato un piccolo classico del metal italiano. La produzione però (sia in questa incisione live che nella versione inclusa nell'album uscito l'anno scorso per l'Andromeda Relix) toglie molta carica all'insieme, con le chitarre ritmiche che a volte sembrano scomparire e la voce troppo acuta e in primo piano. Preferisco questa versione a quella del CD "Synthetic History" citato sopra. Però continuo a considerarla un'occasione mancata perché, non oso immaginare cosa succederebbe se questo pezzo venisse coverizzato da Malmsteen o dai Riot.
I tedeschi Presence Of Mind invece innestano su una base molto potente una voce femminile molto duttile che passa con disinvoltura da aperture quasi melodiche a dure sfuriate trasheggianti. Quando dico voce femminile mi riferisco più a Karyn Crisis che non ad Anneke Van Giersbergen.
I Fear Traders sfoderano un bel brano thrasheggiante, con un cantato che a tratti ricorda veramente Dave Mustaine. E anche la musica non è esente dall'influenza dei Megadeth, penso soprattutto ai riff cadenzati e spezzati. Li ho visti anche dal vivo e direi che sanno il fatto loro (ottimo il bassista!).
Per chiudere la carrellata mi sembra giusto citare anche gli altri gruppi partecipanti, ovvero i Fuoco Fatuo (ottima produzione, struttura molto intricata e forse indecisa per un pezzo, a metà tra il power e il prog metal, che stenta a decollare), gli svizzeri Pylon (la loro "Eye Of The Anaconda", registrata malino, potrebbe uscire da una raccolta come "Dark Passages"s, tanto è il loro amore per il doom e l'universo che lo circonda), i tedeschi Vanilla Rex (prog-metal, produzione scadente e gruppo bravo ma forse un po' acerbo nei continui rimandi anche velati alle cose dei primi Dream Theater), gli Exposed To Noise (sembra di ascoltare un interessante e curioso mix tra nu-metal, stoner e piccole dosi di rock ...), i Braindeadz (il loro thrash pesca a piene mani dal thrash anni '80, soprattutto quello tedesco) e i Bullet Train (pezzo molto melodico, con alcuni arpeggi evocativi e belle rifiniture di chitarra solista ma con una voce da rivedere per impostazione e timbro, che rimanda a certe cose di prog/pop italiano anni '70).
In conclusione, una bella compilation. Non è da avere a tutti i costi però non è neppure di quelle messe su per spillare un po' di soldi ai gruppi sprovveduti di turno. Alcuni pezzi sono belli, alcune volte siamo lontani dalla professionalità ma si respira l'anima dei gruppi, il che non è poco. In un'epoca appiattita da lavori fatti con il copia-incolla e a gruppi che mirano più a saturare le frequenze piuttosto che a scrivere pezzi, fa piacere ascoltare un disco, "Heavy Rendez Vous Vol. II", che contiene anche delle belle canzoni heavy metal.
(Linho - Maggio 2006)

Voto: 7.5


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