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Heavy Rendez-Vous Vol.3

Etichetta: New LM Music
Anno: 2008
Durata: 71 min
Genere: vari


Un paio d'anni fa avevo avuto modo di sentire e di apprezzare il secondo capitolo della compilation "Heavy Rendez-Vous", che riprendeva il discorso iniziato addirittura vent'anni prima dalla LM Records. Adesso eccomi di fronte al terzo volume, che conferma la buona qualità degli artisti di questa attenta ed intelligente etichetta italiana. Certo, magari una compilation nel 2008 non ha più lo stesso significato che aveva un paio di decenni fa, quasi sicuramente non avrà un grandissimo mercato e di certo ormai ci sono tantissimi modi per conoscere nuova musica; tuttavia nel mare infinito dei MySpace, dei sistemi p2p, dei Pandora e dei LastFm, è un piacere poter tornare ad ascoltare una buona vecchia compilation.
E allora via, partiamo subito a presentare i gruppi e iniziamo con i Burnin' Gaze (http://www.burningaze.it/): "What In God's Name" è un bel pezzo heavy/thrash, suonato con perizia, possente e aggressivo al punto giusto, ma comunque dotato di quel gusto negli arrangiamenti che fa la differenza.
Il secondo brano della compilation è un pezzo strumentale di Davide Dal Bo' (http://www.myspace.com/davidedalbo), chitarrista che conosco per alcuni suoi lavori che ho recensito in passato: "In 'n Out" conferma quanto di buono avevo già detto allora e cioè che Davide appartiene a quella schiera di strumentisti che sanno costruire ottime trame strumentali, raffinate e melodiche, senza mai scadere negli esercizi di stile. Lo stesso discorso si può fare anche per Filippo Martin (http://www.filippomartin.it/), che con la sua "Happy Hour" firma uno dei brani migliori di tutta la compilation, un bel rock strumentale, trascinante, coinvolgente e solare.
Andando avanti nell'ascolto ci imbattiamo nei DangerLies (http://www.dangerlies.com/), gruppo glam/street di ispirazione Guns N' Roses / Skid Row, e i Denied (http://www.denied.tk/), che invece puntano ad un heavy metal più classico e lineare. In entrambi i casi i brani non sono male, dei buoni pezzi di genere, che non stupiscono particolarmente ma si lasciano ascoltare con piacere.
È arrivato il momento dei Geminy (http://www.geminyproject.com/), formazione prog che sceglie una delicata ballad come biglietto da visita. Una scelta particolare che, però, risulta vincente: la struttura del brano è molto classica, con l'inizio soffuso per pianoforte e voce e poi un progressivo crescendo fino alla conclusione; però la classe c'è tutta e gli arrangiamenti mostrano un gruppo che sa come valorizzare i propri strumenti. Allo stesso modo non posso non spendere delle buone parole anche per i Kerosene (http://www.kerosenetheband.com/) che con il loro hard/metal caldo e sanguigno danno una bella spinta alla compilation. Anche loro nella rosa dei migliori.
Continuiamo l'ascolto ed ecco un'altra vecchia conoscenza, i Motus Tenebrae (http://www.motustenebrae.com/), che con "Soul Expression" ci dimostrano come sia possibile comporre grandi canzoni gothic metal, oscure e sensuali, senza per forza scadere in un facile decadentismo adolescenziale.
Ormai siamo nel pieno di questa bella compilation ed ecco arrivare una mazzata da ben 11 minuti con i Nefesh (http://www.nefesh.eu/): il loro stile è indefinibile perché è sfaccettato come pochi, un metal oscuro che potremmo accostare al doom, al prog e a tante altre cose. Non so bene ancora cosa pensare di questa band, perché in questa lunga composizione ci sono momenti entusiasmanti ed altri un po' sottotono. Una cosa è certa, non lasciano indifferenti e sicuramente sono curioso di sentirli alle prese con un full-length. Ah, se vi interessa il loro demo è stato recensito su Shapeless da Pasa.
Non mi ha particolarmente impressionato l'hard/heavy degli Overtures (http://www.overtures.it/), un po' troppo canonico per i miei gusti, mentre sono stato completamente rapito dai P.C. Translate di Paolo Catena (http://www.paolocatena.it/), una sorta di dark/doom sperimentale, ipnotico, desolato e senza speranza. Il mio brano preferito in assoluto (e ci credo, si tratta di Paul Chain, mica pizza e fichi - nd Hellvis).
Il thrash metal degli S.R.L. (http://www.s-r-l.it/) ci riporta alla realtà con una mazzata di potenza spaventosa e ormai ci avviamo alla fine della compilation con gli ultimi tre brani, "Perfect Love" dei Synthesis, "Eyes Of The Wolf" dei Tarchon Fist (http://www.tarchonfist.com/) e "Automa" dei What Eye See (http://www.whateyesee.it/): i primi sono dei vecchi leoni del metal italiano e la loro canzone, pur senza stupire, mostra una band che ormai sa perfettamente come costruire un brano vincente; i secondi mi sono piaciuti tantissimo perché pur giocando la carta del power/heavy più classico con melodie che sappiamo già tutti a memoria, ci mettono un'energia e un tiro da antologia. Mi hanno ricordato i vecchi Rage. Infine chiudono i What Eye See con un alternative metal che, purtroppo, a me non piace per niente. Non mi sbilancio nel dare un giudizio: it's not my cup of tea, come direbbero in Inghilterra.
Eccoci qui, quindi, la musica è finita e il lettore si è spento: abbiamo fatto un bel viaggetto tra alcune interessantissime realtà del sottobosco nostrano e spero che vi siate segnati qualche nome degno di attenzione. Personalmente, tra coloro che non conoscevo, mi hanno colpito Filippo Martin, i Tarchon Fist e, soprattutto, i P.C. Translate. Adesso tocca a voi!
(Danny Boodman - Marzo 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito New LM Records: http://www.crotalo.com/