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Heavy Metal Killers
Etichetta: Earache Records
Anno: 2009
Durata: 53 min
Genere: heavy metal
C'era una volta "Metal For Muthas", e sfido chiunque sia legato alle
sonorità heavy, giovane o meno giovane che sia, a sostenere di non
averne mai nemmeno sentito parlare... la prima di due edizioni, uscita
agli inizi dei gloriosi anni '80 per la Sanctuary Records, vedeva
alcune fra le migliori formazioni underground inglesi, primi fra tutti
gli Iron Maiden che di lì a poco sarebbero diventati una leggenda
vivente, ed ancora i grandi Angelwitch e Samson...
E' proprio grazie a compilation come questa che tantissimi degli
attuali big sono venuti alla luce, grazie all'interesse di chi, in una
epoca che contemplava centinaia di difficoltà per una piccola realtà
prima di riuscire ad uscire allo scoperto, non si lasciava spaventare
dal difficoltoso ed irto cammino discografico da compiere per giungere
al successo, con molti meno aiuti, soprattutto informatici, di cui
chiunque dispone oggigiorno... proprio per questo supporto più
immediato, per la semplicità con cui ci si possono procurare gli album
più disparati senza muoversi da casa e senza attendere tempi biblici, e
dulcis in fundo poiché non esiste nemmeno più la necessità "fisica"
della presenza del CD (ambientalmente parlando ottima soluzione, dal
punto di vista del collezionista, pessima piega presa dal music
business...), le compilation non assumono più il significato di un
tempo, diventando vere e proprie raccolte dei migliori esponenti del
genere proposto. Se poi si aggiunge l'accresciuta visibilità che
fornisce la selezione da parte di una etichetta come la Earache, il
gioco è fatto... e pensare che è stata proprio questa label una delle
principali cause scatenanti l'ibernazione dell'heavy metal, insieme al
thrash, durante gli anni '90, con l'uscita allo scoperto delle fazioni
più estreme ed aggressive di cui la stessa si è fatta portavoce!!! Ma
si sa, alle volte le mode ritornano, e chi segue la scena sa sempre in
cosa è meglio investire le proprie forze, e soprattutto le proprie
finanze... e il gioco è fatto, che poi sia un ottimo risultato è un
altro paio di maniche...
Dopo il successo della compilation "Thrashing Like A Maniac", che
ha raccolto alcune fra le migliori bands della rinascita del thrash old
school, ecco che la Earache ci riprova con quelle che sono le nuove
leve dell'heavy metal classico, pescando fra bands del proprio roster,
ed ovviamente andando ad inserire i nomi più blasonati della scena
attuale, che si sono ricamati a suon di performance live, sacrifici e
tanta passione, il cuore di migliaia di fans mai stanchi del metallo
così com'è stato concepito, duro e puro, e non per forza di cose
obsoleto e non originale come lo si vuol far passare.
13 bands per 13 brani, 53 minuti di sano heavy metal che scorrono
piacevoli, passando da episodi maggiormente "impegnati" e melodici a
veri e propri assalti frontali all'arma bianca, capaci di scatenare
immediatamente l'istinto animale del metal maniac attratto
dall'headbanging furioso ed impulsivo...
Si parte con gli olandesi Powervice, nuova scoperta della stessa
Earache, con la loro "Behold the Hand of Glory" dalle atmosfere che
subito rimandano ai capisaldi della NWOBHM, per passare ai giovanissimi
e più "radiofonici" White Wizzard, con il loro tributo alla Pontiac
GTO; proseguono il discorso i canadesi Cauldron (anch'essi attualmente
in forza alla Earache), e la sognante "Chained Up in Chains" con il suo
heavy metal schietto e sincero, gli svedesi RAM molto diretti e più
europei, transitando per i detentori dello scettro di miglior nuova
scoperta (ad opera stavolta della Heavy Artillery), proprio quegli
Enforcer che raccolgono proseliti ogni giorno sempre più, qui
rappresentati dall'inno speed "Mistress From Hell". Gli Hospital of
Death incupiscono l'andazzo con "Kicked to the Kerb", tratta dal loro
album gratuitamente disponibile in rete, mentre i Crowning Glory
vengono valorizzati dalla voce calda e carica di Robert Alexander, vero
mattatore del gruppo; non manca un tributo ai Mercyful Fate, e ci
pensano i Portrait a scaldare gli animi con la loro proposta fortemente
debitrice del quintetto danese... gioia, gaudio e tripudio, udite,
udite!!! Anche una band italiana è presente all'interno, e si tratta
dei piemontesi Alltheniko coinvolti con "Feel The Power", tratta dal
loro ultimo album "Devasterpiece" uscito per My Graveyard, prima di
passare agli In Solitude ed all'oscura "Witches Sabbath", traccia
esclusiva presente solo su questa raccolta. Non convincono del tutto i
Celtic Legacy, ottimi musicisti e dal potenziale songwriting, ma non a
proprio agio all'interno della tracklist, i messicani Voltax ed il loro
heavy diretto e senza fronzoli, ma veramente troppo derivativo, ed i
finlandesi Cast Iron, che col loro demo homemade "Leather & Metal"
ed i loro chiari riferimenti a Rock 'n Rolf e soci, stanno facendo
parlare molto di sé, senza però aver sviluppato un discorso più
personale come hanno cercato di fare le altre band citate... ma tengo a
sottolineare la soggettività del discorso.
Non vi spaventano le critiche dei sostenitori di "nuove emozioni
musicali"? Non vi soffermate particolarmente a pensare a dove avete già
sentito un riff simile nella canzone famosa di quel gruppo famoso? Non
vi scandalizzate se le produzioni sono molto dirette ed in your face,
senza avere tutto il potenziale delle pompatissime band di oggigiorno?
Benissimo, questo è proprio il cd che fa per voi, e sicuramente vi
aiuterà a scoprire tante nuove bands di cui ignoravate l'esistenza e la
carica... motivo in più per scoprirlo, a voi la scelta!!!
(PaulThrash - Marzo 2009)
Voto: s.v.
Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/heavymetalkillers