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Granducato Di Metallo - Invasione Totale Mini

Etichetta: Pianeta Musica / Granducato di Metallo
Anno: 2008
Durata: 79 min
Genere: vari


Questa compilation, di cui sono in possesso della copia numero 434, mi è stata inviata dal nostro fido collaboratore Linho. La morte stessa, vestita nei panni di Dante, punta l'indice verso noi ascoltatori: è difficile rimanere indifferenti di fronte ad una copertina così metallara! E il Sommo Poeta fiorentino non è stato scomodato inutilmente. Infatti, "Invasione Totale Mini" è nata dalla collaborazione del forum/zine Granducato Di Metallo, una solida realtà dell'undeground toscano, con il gruppo Dragonia, che con questa compilation ha voluto promuovere un suo singolo, posto in apertura del CD. Ma non è soltanto questo. "Invasione Totale Mini", sponsorizzata anche dalla sala prove Pianeta Musica, è l'antipasto di "Invasione Totale Vol. 1", già pubblicata, in vista di una prevista "Invasione Totale Vol.3", che sarà aperta alla collaborazione di band di tutta Italia.
Bando alle ciance, e passiamo subito al commento di questa compilation. Ovviamente, il brano di apertura spetta ai Dragonia (http://www.myspace.com/dragoniaband): il suo titolo è "Gods Wish You To Die". Nati dalle ceneri degli Evil Zone, nello specifico dalla mente di Massimo Menichetti (voce e chitarra), i Dragonia hanno trovato linfa ed ispirazione grazie ad una solida formazione a quattro che include anche Marco Menichetti (basso), Lorenzo Coppola (tastiera, già nei Weird Dream) e Filippo Ferrucci (batteria). "Gods Wish You To Die" è un brano violento, dalle sonorità pesanti e rabbiose. Ma è anche una canzone decisamente melodica, sia nella strofa caratterizzata da un cantato in growling, sia nel ritornello melodico e di stampo schiettamente metal, nel quale spicca l'utilizzo della voce pulita. L'arrangiamento è complesso, reso particolare dalla tastiera di Lorenzo Coppola, ma anche da scelte spiazzanti, che fanno sì che lo stile altaleni tra generi decisamente diversi quali heavy metal, death metal melodico, gothic e progressive. La tecnica dei musicisti è indiscutibile, e la qualità di registrazione è impeccabile. "Gods Wish You To Die" è senz'altro un buon singolo, catchy, ma decisamente ambiguo. E' adatto agli ascoltatori dai gusti più eterogenei: i puristi del heavy metal potrebbero non apprezzare l'utilizzo del gutturale, mentre chiunque navighi in mari più estremi potrebbe non gradire la forte componente heavy.
"World Is A Whore" è il biglietto da visita, piuttosto sfacciato, dei Rattlesnake (http://www.myspace.com/rattlesnakehardrock). Questa band, che ha pubblicato da poco il nuovo album "Just Better", si presenta con il suo stile ruvido e caldo, tipicamente americano. "World Is A Whore" rende omaggio, in ogni suo particolare, a tutta la scena street degli anni '80, con un occhio di riguardo (almeno in questo caso), agli Skid Row ed ai Guns'n'Roses. Ogni particolare è curato attentamente per riportarci con la mente a quegli anni roventi, quando l'hard rock riusciva a riempire le arene. Ottime le prove alle chitarre di Matteo Buti ed Andrea Vitelli. L'unico limite di questa band, probabilmente, è l'eccessiva aderenza ai modelli che hanno fatto la storia del genere. Per i nostalgici di tali sonorità, comunque, si tratta di una band imperdibile.
Passiamo ora ai Caos Core (http://www.myspace.com/thecoreofchaos), un gruppo death metal di Pistoia. La band ha all'attivo due demo. "Lust For Pain" è un buon esempio di death metal melodico, che si distingue per un cantato in growling davvero violento, e per un suono pesante e devastato, ma attento ai particolari. Ovviamente, l'utilizzo della melodia consente al gruppo una moltitudine di possibilità espressive che vengono sfruttate con maggiore e minor successo. Ad esempio, la scelta di smussare il suono in alcuni passaggi risulta un po' superflua, un'aggiunta della quale la canzone avrebbe fatto comodamente a meno. Anche perchè "Lust For Pain" dà il suo meglio nei momenti più arrembanti, o quando durante gli stacchi possenti.
I Delyria (http://www.myspace.com/delyriaband), da Grosseto, torturano le nostre orecchie con l'iperviolenta "Engraved In A Web Of Hate". La voce è uno strillo al vetriolo, le chitarre feriscono come lame acuminate; la sezione ritmica alterna passaggi carichi di groove a sfuriate di matrice thrash metal. Infatti, il death metal della band è fortemente influenzato dal thrash, cosa che dona alla musica un dinamismo eccezionale. L'ascolto di questa canzone mi ha invogliato a conoscere meglio questo combo, autore nel 2006 di "At The Wane Of The Sun". Tra l'altro, il gruppo sta attualmente lavorando su un nuovo lavoro.
E' tempo degli Exence (http://www.myspace.com/exence) con la loro "We Will Never". Non si tratta di una band giovanissima (è nata nel 2000), ed i musicisti in essa coinvolti godono di una grande esperienza (il chitarrista Federico Puleri suona infatti anche con i Vision Divine). Il suo death metal melodico e tecnico, influenzato dai generi più disparati, ha fatto guadagnare al gruppo una certa fama. Tra le ultime notizie relative agli Exence, si segnala la data di supporto ai Cynic e la prossima pubblicazione del nuovo lavoro, sotto l'egida della Punishment 18 Records. "We Will Never" è una canzone complessa, ricca di spunti e suonata con un'ottima tecnica. Tale tecnica non dà però vita a ritmiche spezzettate o melodie ultracerebrali... no. Il gruppo preferisce un sound schietto, e riff ben definiti. La musicalità del brano ha priorità su tutto il resto. La tecnica emerge solo dopo tanti ascolti, quando si lascia da parte l'impatto per concentrarsi sul virtuosismo del basso, o sulle scelte di note e suoni da parte delle chitarre. Buona canzone, che stuzzica l'ascoltatore in attesa del nuovo lavoro. "We Will Never" è apparsa originariamente nel demo "Dynamics" del 2005, il secondo della band dopo "Ferocity" del 2000.
I Weirdream (http://www.weirdream.it/) suonano un thrash/death metal che non disdegna qualche strizzatina d'occhio alla melodia. Comunque, spesso l'elemento thrash prende il sopravvento sugli altri. "Slaves" è una canzone discreta, che parte molto bene ma che, a parer mio, perde molto della sua verve mano a mano che le variazioni si succedono, e che la struttura si fa complessa. Credo che se i Weirdream si fossero limitati a picchiare, seppur con classe, senza dilungarsi in passaggi melodici o rallentamenti, forse "Slave" non mi avrebbe lasciato un retrogusto amaro in bocca. E' un peccato che una band nata nel 1995 si perda ancora in queste ingenuità.
Abbandoniamo i binari estremi con gli Underskin (http://www.myspace.com/underskin2006), che con "For All Eternity", ci riportano sui sani territori del heavy metal. Un heavy metal arricchito dal lavoro assolutamente non distrubante della tastierista. La voce ruvida del cantante, e la schiettezza dell'arrangiamento, ci riportano di botto negli anni '80, complice anche una produzione essenziale seppur moderna. Il lavoro di tutti i musicisti è buono e sentito. Insomma, questo è l'heavy metal: senza infamia e senza lode, ma pur sempre heavy metal. Un piacevole ascolto per i nostalgici, sempre che non urlino allo scandalo al suono della tastiera, eheh!
E' il turno dei Seventh Seal (http://www.myspace.com/seventhsealitalia), che con "The Sacred Test" ci ricordano come l'epic metal italiano goda di una buona salute, seppure non riesca ad imporsi a livelli internazionali. La bella voce della cantante Chiara Luci si adatta perfettamente al ruolo, grazie ad una duttilità e ad un'energia innate. Belli i cori, veramente adatti ad aizzare una folla di defenders. Il lavoro della band è preciso e potente, con una sezione ritmica puntuale e le due asce attente a non perdersi in passaggi inutili. La My Graveyard Productions ha fatto bene a metterli sotto contratto, perchè si tratta di un gruppo credibile nell'ambito epic / heavy metal. La produzione è potente e professionale. Davvero bravi.
Che musica potrebbe suonare un gruppo chiamato Dirty Rockers (http://www.myspace.com/dirtyrockersfromhell)? Beh, non solo rock sudato ed appassionato, ma anche metal. E a fianco di tante cover, il gruppo ha anche pezzi propri. La canzone qui presente, "Personal Hell", però non mi ha impressionato più di tanto. Dopo un'introduzione lenta, la traccia si sviluppa in modo piuttosto vario ma privo di vero e proprio mordente. Sinceramente, è una delle canzoni che più mi ha lasciato indifferente. Non che sia brutta, ma "Personal Hell" non brilla nè come songwriting, nè come personalità. Almeno, questo è il mio punto di vista.
Più vivaci, i Vice Dolls (http://www.myspace.com/vicedolls69) ci regalano un clima festoso con la programmatica "Sleazy Girl". La voce squillante di Leon, più adatta forse al heavy metal che al glam/street, riesce comunque a fare la sua bella figura, complice anche la buona prestazione del gruppo. Anche i Vice Dolls non brillano in quanto ad originalità, ed il loro glam è imbastardito con una strana malinconia di fondo, di matrice street. In compenso, la convinzione ed il look sono quelli giusti, perciò... avanti per questa strada, ragazzi!
"The Day Of Judgement" è un titolo consono ad un gruppo chiamato Bleed Someone Dry (http://www.myspace.com/bleedsomeonedry). Un gruppo giovane, nato nel 2006 da ex membri dei Revolt. Del 2007 è l'album "The World Is Falling In Tragedy". La loro proposta è un deathcore/metalcore furioso, privo di compromessi. L'energia espressa dalla band è fenomenale, sia nelle sezioni più tirate che nei momenti maggiormente carichi di groove. Si tratta di un gruppo convincente, e "The Day Of Judgement" è sicuramente una bella canzone, non particolarmente originale, ma di buona fattura.
I Revel (http://www.myspace.com/therevelband), all'opposto, propongono una musica molto più catchy, grazie alla loro attitudine spudoratamente glam. Nati nel 2003, hanno pubblicato "The 4 Freaky Songs EP" nel 2008. Come i Rattlesnake, anche i Revel non si schiodano dai modelli ottantiani, ripetendone con cura ogni particolare, in maniera praticamente anastatica. Certo, nel loro caso il termine glam è da intendersi nel significato che esso ha assunto in nella seconda metà degli anni '80. "R'n'R Will Save Your Soul" nasce sull'esempio di gruppi quali Pretty Boy Floyd, Poison, Motley Crue, e così via.
"Shouting Youth" è una canzone dei Nameless (http://www.myspace.com/namelesshrm). Nel sito di MySpace c'è scritto che suonano hard rock, e citano come gruppi di ispirazione Motorhead, Saxon e Motley Crue. Mah... "Shouting Youth" è in realtà una canzone crossover, con basso slappato in evidenza, un'attitudine funkeggiante, più un cantato a metà strada fra John Lydon e Jello Biafra. Ora, ascoltando le altre canzoni presenti sul MySpace, mi sono reso conto che effettivamente il gruppo potrebbe rientrare nella categoria hard rock. Ma "Shouting Youth" è un ibrido... particolare.
Dei Luthien (http://www.myspace.com/luthienmusic), ecco "Faust". Il gruppo, fresco di pubblicazione di "Alpha", il nuovo promo, ci regala una canzone di gothic intrigante, ma che si apre anche a contaminazioni più estreme. Al growling marcio del cantante, si unisce la bella voce di Lyle: due voci quindi, maschile e femminile, come da tradizione. Francamente, "Faust" risulta una canzone abbastanza originale, seppure fermamente legata a certi stilemi, ed è pienamente godibile. Credo che i Luthien siano in posseso di un buon talento, che potrà crescere con il passare degli anni.
Passiamo ora ai Mistyland (http://www.myspace.com/mistylanditaly), e ad un'altra voce femminile. "The Fearsome Call" può, in un certo senso, ricordare qualcosa dei Nightwish mista ad una componente heavy/power più accentuata, ed arricchita di spunti sinfonici e gotici (ma solo come atmosfera, in quest'ultimo caso). Bella la costruzione della canzone, molto catchy. Il songwriting è essenziale, deciso, e ben focalizzato. La produzione è ottimale, e la cantante, Francesca, è pure molto carina. Credo che il gruppo abbia i numeri per sfondare, basta solo che renda un po' più originale la propria proposta musicale.
"The Aesthetic Project" (http://www.myspace.com/theaestheticproject) si presentano con "What Women Can't Live Without". Il titolo è tutto un programma, ma la canzone è un serio strumentale che vede all'opera il chitarrista Matteo Buti (che suona anche nei Rattlesnake e nei Subhuman) ed il tastierista Lorenzo Pinto. Ambedue in possesso di una grande tecnica, non fanno però a gara a chi abbia le dita più veloci, ma creano melodie malinconiche su un accompagnamento programmato benissimo. Consiglio a tutti di dare un'occhiata al MySpace del gruppo, o meglio, a tutti gli uomini. Le donne si astengano, perchè la misoginia dei due artisti è abbastanza palese, eheh.
Gli H.A.R.E.M. (http:// http://www.myspace.com/haremspace) sono il gruppo dell'ex Death SS Freddy Delirio, che assieme ad altri tre brutti ceffi dà vita ad un rock glam diretto ed essenziale. "Manimal" non è il non plus ultra, sebbene lo stile sia abbastanza peculiare. In effetti, gli H.A.R.E.M. non riprendono le sonorità degli anni passati, ma riorganizzano il proprio stile in linea con i tempi correnti. Via i riffoni, a favore di un suono possente e deciso. Bravi, e bello l'assolo di chitarra.
Entriamo in territori più oscuri con "Requiem For A Son" dei Sextum Sepulcrum (http://www.myspace.com/sextumsepulcrum). La voce del cantante è in grado di passare da tonalità più alte ad altre molto gravi, ed è il punto di forza della band. La loro musica è un heavy gothic nero ma intrigante, dalla struttura creativa. Un duo inventivo, questo, che potrebbe dire la sua nel panorama nazionale. Buon gusto estetico nella scelta dei suoni. Da seguire.
La compilation è chiusa dagli Onyricon (http://www.onyricon.it/), con "Il Tuono Dell'Anima". Nato nel 1999 dalla mente di musicisti ex D.I.Y., è un progetto che unisce spunti rock, metal e progressive, nell'intenzione di creare belle canzoni cantate in italiano, con voce femminile. "Il Tuono Dell'Anima" è una traccia piacevole, che però non mi ha preso come sarebbe stato lecito attendersi. E' comunque palese la classe dei musicisti, sebbene tecnica ed arrangiamento siano tesi alla realizzazione di una canzone vera e propria, e non ad un'esibizione di classe.
Dunque, questa "Invasione Totale Mini" (e meno male che è mini: dura ben settantanove minuti!) ci ha presentato tanti gruppi della ricca scena toscana, una scena molto interessante ed unita, che si sostiene con passione. Nessuno dei gruppi qui presenti è poco professionale: si tratta di realtà solide, composte da musicisti capaci ed ispirati.
Spero che questa recensione spinga i nostri lettori a conoscere i gruppi dei quali ho scritto, ma anche a scoprire l'attività del Granducato Di Metallo. L'underground vive grazie al lavoro di gente appassionata come questa! Sosteniamola con passione.
(Hellvis - Ottobre 2008)

Voto: 8


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