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Gods Of Guts: A Tribute To Carcass
Etichetta: Metalrulez Productions / Metal Centre
Anno: 2005
Durata: 49 min
Genere: death metal
"The most greatful tribute to Carcass of the world": così recita
una nota serigrafata sul CD. E se c'è un po' di ironia in questa
affermazione, è anche vero che il disco in questione sia davvero
interessante. Un must per tutti gli amanti dei Carcass. I gruppi
coinvolti, infatti, sono tutti di ottimo livello. Nessun nome
altisonante, questo no. Chiunque però frequenti l'underground, troverà
tanti gruppi noti, tutti appartenenti ad una delle migliori scene metal
del mondo intero, ovvero quella polacca. Molte di queste band sono
state recensite nella nostra zine, ed è un piacere personale riproporne
il nome, così da rinfrescare la memoria dei lettori.
La copertina ci mostra un cervello, mentre sul retro viene ripreso
il disegno principale di "Heartwork". Nel libretto, di otto facciate,
sono presenti le fotografie dei gruppi coinvolti, dei quali sono
riportati formazione e contatti.
Aprono i Cremaster (http://www.cremaster.prv.pl/)
con "Rot'n'Roll". Introdotta da un breve passaggio parlato in polacco,
"Rot'n'Roll" viene presentata in una versione registrata e suonata
ottimamente, il cui dinamismo è riprodotto in maniera efficace. I
Cremaster mettono in mostra un buon tiro e un'agilità di tutto
rispetto. Una versione da headbanging, carica di groove ed interpretata
benissimo da uno dei nomi più curiosi dell'underground polacco. Finale
cantato con voce pulita, piuttosto schizzato.
Segue Turin Turambar (http://www.turambar.metal.pl/)
con "Rectum Imperatrix Mundi (Corporal Jigsore Quandary)". La
produzione di questo brano è davvero scadente. La batteria mi sembra
tanto programmata ed è distantissima: si sente a malapena. Il suono
della chitarra è stramarcio, e la voce è un gutturale aggressivo. Nel
suo insieme però il lavoro di Turin Turambar funziona, anche perchè la
capacità strumentale c'è. Certo, la professionalità del gruppo scompare
rispetto a quella dei precedenti Cremaster, però questa canzone non è
affatto da buttar via. Buono l'assolo di chitarra. Tra l'altro, il
testo è stato completamente riscritto: ecco anche il motivo del doppio
titolo. Ah, dimenticavo: Turin Turambar è il progetto solista di uno
dei membri degli Heathenic Noiz Architect.
"Die In Pain" è rivisitata dal progetto solista Thedead (http://www.thedead.glt.pl/): ventisei secondi di elettronica sguaiata e malatissima. Ovviamente, non c'è molto altro da aggiungere!
E' quindi il turno dei Faeces (http://www.faeces.prv.pl/),
un altro nome noto ai nostri lettori, come quello dei Cremaster. Come
noterete nel corso della recensione, ci sono parecchi gruppi dei quali
abbiamo commentato uno o più lavori. La versione di "Black Star" che ci
propongono è abbastanza simile all'originale, ed è suonata con perizia
e passione. E' anche bello ascoltare gruppi come i Faeces, quando
suonano una musica così diversa da quella che propongono solitamente.
"Death Certificate" è invece rivisitata dagli schizzatissimi Heathenic Noiz Architect (http://www.hna.ataman.pl/):
una versione molto tecnica e cerebrale, carica di dissonanze, con la
voce molto strillata. Siamo molto distanti dai modi di intendere il
death dei Carcass, e lo stile musicale è decisamente moderno. Questa è
una cover davvero buona, perchè gli Heathenic Noiz Architect si sono
sforzati di far suonare "Death Certificate" come una loro canzone.
Molti gruppi infatti tendono a limitarsi a riproporre il brano così
com'è stato suonato originariamente (vedi in parte i Faeces).. Gli
Heathenic Noiz Architect invece ci mettono molto del loro, dando vita
così ad una delle cover più personali e belle dell'intero CD.
In sette secondi i Lustmord (lustmordband@io2.pl) tributano i Carcass con "Psychopatologist".
"Keep On Rotting In The Free World" è interpretata dagli Interior (http://www.interior.metal.pl/).
La versione è molto rockeggiante, suonata molto bene, con un'attitudine
spensierata e trascinante. Tali caratteristiche sono tipiche della
canzone in sè, però gli Interior ci mettono molto del loro per non
sfigurare di fronte ai maestri.
Anche i Neuropathia (psychoradek@wp.pl)
fanno parte delle vecchie conoscenze di Shapeless. La loro versione di
"Malignant Defecation" non tradisce le aspettative: il classico viene
riletto in chiave grind'n'roll, tipica della band polacca. E'
impossibile star fermi e non liberarsi in un pogo sfrenato, della breve
durata di un minuto e mezzo. Un piccolo gioiello di grinta da parte di
una band ancora troppo sottovalutata.
Seguono i Sacrilege (kirtabus@tlen.pl)
con "Polarised" (ma quante canzoni ci sono da "Swansong"?). Una
discreta versione per questo duo underground. La batteria è
programmata, ed il suono è sottoprodotto (non come quello di Turin
Turambar, ma quasi). Davvero sorprendenti le parti melodiche e morbide,
cariche di malinconia, che trasfigurano la violenza death dei Carcass
in qualcosa di atmosferico. Presenti molti echi di black atmosferico.
Esibizione dal vivo per i Patologicum (http://www.patologicum.prv.pl/),
che rifanno "Genital Grinder". Scelta coraggiosa di proporre una cover
dal vivo in un CD di brani in studio. Evidentemente il quartetto è
sicuro di sè, ed anzi crede fermamente nelle proprie capacità sul
palco. Un minuto e venti secondi di musica, nulla più. Ma quanta
potenza e passione!
I Devilyn (http://www.devilyn.metalkings.com/)
danno vita ad una versione emozionante e potentissima di "Heartwork",
accompagnata da una folla plaudente. Davvero bravi dal punto di vista
tecnico, i Devilyn realizzano una delle cover più professionali
dell'intero CD, risutando interpreti credibili e musicisti di ottimo
livello. Non ci sono sbavature, e le sezioni melodiche sono enfatizzate
in maniera credibile.
Ecco ora i Mala Fides (malafides@interia.pl),
con il rifacimento di "Incarnated Solvent Abuse". Suonata benissimo, è
resa alla perfezione grazie ad un suono livido e sguaiato, ed è
arricchita da qualche tecnicismo extra. Molto potenti, i Mala Fides
stupiscono piacevolmente, confermando per l'ennesima volta il valore
dell'underground polacco.
"This Mortal Coil" rende ancora più emozionante questo tributo ai Carcass. Il gruppo che la rifà si chiama Requiem (http://www.requiem.metal.pl/).
L'esecuzione è precisa; il tiro discreto. La voce è un digrigno black.
La canzone è rivista in chiave ipermelodica. Ben fatta.
I Mastabah (http://www.mastabah.prv.pl/)
rivisitano "This Is Your Life" in chiave marcia e influenzata dal
black. La qualità di registrazione è scadente: se la resa funziona nei
passaggi più melodici, quando parte il blastbeat si sente solo una
martellata della grancassa e poco altro. Anche questa canzone è suonata
con competenza, ma la qualità di registrazione è davvero infima. Tutti
quanti però conosciamo il valore dei Mastabah, quindi non c'è molto da
recriminare: tale sonorità è una scelta.
Il CD è chiuso dai Manipulation (http://www.manipulation.pl/),
con "R**k The Vote". La versione qui presente è influenzata dal death
metal svedese, cosa che tra l'altro ben si adatta all'originale, già
melodica di suo. Una chiusura piacevole.
"Gods Of Guts" è una pubblicazione estremamente valida, ed è un CD
che l'appassionato dei Carcass non dovrebbe farsi mancare. Perchè non
sempre le interpretazioni migliori arrivano dai grandi nomi della scena
metal, ma i gioielli risplendono anche nell'underground. La Polonia poi
è ricca di gruppi di valore, magari non famosissimi, ma impeccabili da
ogni punto di vista. Sicuramente, un tributo curioso da avere, se non
altro per sostenere una scena formidabile.
(Hellvis - Novembre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Metalrulez Productions: 6ancient@interia.pl
Sito Metalrulez Productions: http://www.metalrulez.prv.pl/
Sito Metal Centre: http://www.metalcentre.pl/