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From Colombia With Hate

Etichetta: Sylphorium Records
Anno: 1999
Durata: 69 min
Genere: vari


La Sylphorium Records è una piccola etichetta di Bogotà specializzata in metal estremo. Volendo far conoscere all'estero la scena metal colombiana, ha deciso di pubblicare la compilation "From Colombia With Hate" (1999). In seguito ne ha pubblicata una seconda, contenente brani di band non presenti nella prima.
Il CD viene aperto dagli Agony (agonyreborn@comcast.net), band nata nel 1992. Il brano "Snake Land" è piuttosto tirato e coinvolgente. Arrangiamento e ritmo sono ispirati al thrash della Bay Area. La parte centrale, più cadenzata, fa l'occhiolino ai Pantera. La voce del cantante è incazzata il giusto, la tecnica della band è buona, precisa. "Snake Land" si lascia ascoltare: è una canzone onesta.
I Neurosis Inc. (neuro_music99@yahoo.com) sono gli autori della seconda traccia di questa compilation, con "The Whiteman". La band è death metal, ma nella sua musica l'elemento thrash è predominante. Sia come scelta dei riff che come ritmica. "The Whiteman" è una canzone semplice, quasi naif considerata l'acqua che è passata sotto i ponti di questo genere musicale. Sembra che il quintetto sia rimasto fermo ai tempi di "Slowly We Rot" degli Obituary (ai quali si ispirano)! Questa traccia non fa schifo ma penso sia lecito aspettarsi qualcosa di più da una band che si è formata addirittura nel 1987!
Più convincenti, sebbene non esenti da pecche, sono i Posguerra di "Atentado". La loro musica è un misto fra death, hardcore ed elementi vari. La traccia in questione, ad esempio, presenta inaspettate cadenze bluesy. Nel finale, soprattutto, queste vengono in superficie con prepotenza. La struttura compositiva è semplice, ed anche l'esecuzione. Un difetto è dato dalla voce del cantante, francamente disturbante e poco convincente. La qualità di registrazione può essere migliorata.
Ai Posguerra seguono gli Occisor, autori di un brutal molto nella norma. "Cyclon B" è una traccia lurida, non eccessivamente veloce. Il suono è sporco, ribassato al limite. Il cantante possiede un buon gutturale. Peccato che nella seconda parte del brano scelga un effetto ridicolo che lascia perplessi. A parte questo, gli Occisor sono bravini.
Di tutt'altra pasta sono gli Ablepsia (http://www.geocities.com/SunsetStrip/Cabaret/5165/), il cui brutal/death è molto più evoluto rispetto a quello della band precedente. Peccato che "Internal Demolition" soffra di una registrazione discutibile, perché non è affatto male. Alla cieca aggressività delle battute iniziali, supportate da un gutturale profondissimo, seguono una serie di passaggi tecnici il più delle volte vagamente melodici. L'arrangiamento è ricco, la struttura complessa ed interessante. Un buon brano. Gli Ablepsia meritano attenzione.
Se la qualità di registrazione della traccia precedente lasciava a desiderare, per i Deathless la situazione è ancora peggiore. Assolutamente piatta e poco potente, rovina del tutto un brano figo! "Lack Of Will" è infatti una gran bella canzone, nella vena dei Death di "Spiritual Healing". L'elemento melodico è perfettamente equilibrato con le parti atonali, dimostrando un songwriting superiore alla media. La precisione di esecuzione è invidiabile. A "Lack Of Will" va la palma di miglior canzone del CD!
Gli Inoculation, con "Nocturnal Loneliness", si dimostrano autori di un discreto death melodico. L'ispirazione è naturalmente svedese. Questa traccia è apprezzabile, ripete luoghi comuni forse un po' troppo triti ma ha dalla sua parte una grande potenza di esecuzione. La band dimostra di aver mestiere.
Se vi dicessi che gli Obitor somigliano vagamente agli Obituary, ci credereste?! Naturalmente non c'è un tipo alla John Tardy alla voce, ma la formula espressiva che gli Obitor adottano è molto simile a quella della band floridiana. L'unico elemento veramente personale è la deriva hardcore che si rivela nei ritornelli. Nella sua semplicità "State Of Mind" è un buon brano.
"Immortalidad" è la traccia scelta per presentare i Planta Cadaver. Si tratta di puro brutal cattivo e senza compromessi, con la voce che arriva direttamente dallo scolo del lavandino! I punti di forza della band stanno nella compattezza sonora e nella precisione d'esecuzione. Niente di speciale ma neanche da buttare.
I Leishmaniasis, con la traccia "Degradacion Corrosiva E Infecciosa", dimostrano il loro amore verso i primi Carcass. Questo grind vomitoso è suonato molto bene. Purtroppo non presenta nulla di personale, se non nei testi in spagnolo.
Il death zoppicante dei Gore Insanity ci regala "Amor Eterno". Non è un brano brutto ma è suonato con una tecnica che lascia molto a desiderare. A questo c'è da aggiungere che la fedeltà di registrazione è pessima. Insomma, la situazione si commenta da sola.
Ad essi seguono gli Anima, i quali definiscono il loro stile "mythological dark metal". In realtà il loro è un black melodico di ottima fattura. La band ha due cantanti che si esibiscono in strilli acutissimi (il registro principale), gutturale e voce pulita. "Viuda Negra" è una canzone ricca di atmosfere, date dai cambi di riff. L'assenza di tastiera fa sì che il suono sia più potente e dotato di verve. Proprio una bella composizione! Anche in questo caso però la qualità di registrazione fa schifo.
"Totenlaut" rappresenta i Nosferatu. Black sinfonico e melodico corredato da vocals isteriche. E' presente qualche cadenza thrash. Non c'è altro da dire.
I Seol, con "Luciferian Wisdom And Beauty", dimostrano una buona creatività. Peccato che la traccia manchi di tiro: è piatta dall'inizio alla fine per colpa della registrazione. La canzone diventa interessante nei suoi momenti più black'n'roll. Le sue sezioni sinfoniche invece sono banali. Fossero eliminate il brano sarebbe più catchy.
Gli Infernal, con "A Forgotten Place", ci presentano un black tradizionale ben suonato e registrato. Forse è la band più famosa del lotto. Ogni tanto l'assalto sonoro, molto diretto, viene alternato da momenti atmosferici, creati dagli arpeggi delle chitarre. Senza infamia e senza lode.
Sempre sui territori del black più tradizionale, ecco gli Occultus con "Luto Perpetuo". La registrazione è dignitosa. Il brano è basilare, piuttosto primitivo nella sua concezione. Non offre spunti di interesse.
La compilation viene conclusa da "The Initiation" dei blacksters Inquisition. Si tratta di un black lentissimo, dalle tinte doom e folk. Molto piacevole il ritornello. E' una canzone valida. La voce è però strana, un mormorio irritante. Alla fine rovina un po' il brano ed è un peccato.
"From Colombia With Hate" lascia un po' di amaro in bocca alla fine, perché la qualità dei brani scelti è medio-bassa. Tra le diciassette band proposte non ce n'è una che sia effettivamente geniale. Oltretutto, la qualità di registrazione è generalmente così bassa da penalizzare le cose interessanti. Il meglio è rappresentato da tutte quelle band che dimostrano un minimo di creatività e di personalità: Deathless, Anima e Ablepsia. Anche gli Agony non sono malaccio: creatività zero ma il tiro è piuttosto buono. Il resto è evitabile, perché si assesta su livelli di mediocrità.
Anche la scaletta dei brani è discutibile. Perché lasciare tutti i gruppi death ammassati nella prima parte e quelli black nella seconda? Non sarebbe stato meglio alternare un po' i generi, per vivacizzare un po' il tutto? Altra curiosità. Da questa compilation pare che in Colombia i gruppi black siano registrati meglio rispetto a quelli death!
Do un 6 come giudizio finale perché sono sicuro che le band qui presenti ce l'hanno messa tutta. Oltretutto è apprezzabile il fatto che qualcuno voglia far conoscere la scena del proprio paese all'estero.
(Hellvis - Luglio 2003)

Voto: 6


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