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Dew
Etichetta: Nacht & Nebel Tonträger
Anno: 1996
Durata: 74 min
Genere: vari
Questa compilation me l'ha girata il teonzo. L'ha ricevuta da un tizio dal quale ha acquistato dei dischi. Considerato il fatto che Shapeless non si tira mai indietro quando c'è da diffondere il verbo dell'underground, eccomi qua a recensire "Dew"!
Si tratta di una compilation un po' vecchiotta: è datata 1996. Non so quante di queste band siano ancora in circolazione o se qualcuna di esse ha guadagnato un po' di fama. Non sono indicati siti internet dai quali leggere notizie recenti. Per ogni band c'è soltanto il normale indirizzo di posta (lettori, occhio che essendo di 8 anni fa non è sicuro che questi contatti siano rimasti validi... - nd teonzo).
A parte due eccezioni, i gruppi presenti sono tutti tedeschi. Vediamo un po' come se la cava l'underground in Germania!
"Failure" è un brano degli Unknown (c/o M.Schneider, Remscheider Str. 16, 34497 Korbach). Lo stile del gruppo è un crossover funkeggiante, alla Living Colour ma più semplificato. Ritornello a parte, le vocals possono ricordare il rap old style. Tre minuti e mezzo che scorrono via lisci senza suscitare particolari emozioni.
I Social Disease (c/o Patrick Bohr, Taunusstr. 4, 76676 Graben-Neudorf) sono rappresentati da "Lost Identity". Ben suonata ed interpretata, questa canzone è figlia delle influenze più disparate: il thrash, l'hardcore e i Faith No More. I miei complimenti per come il gruppo è riuscito a dare una struttura omogenea e coerente a "Lost Identity". Peccato che, a conti fatti, questa traccia sia solo discreta.
"Human Saurian Being" vede all'opera i Dissolute Paradise (c/o Pierre Clemens, Rich.Böhm-Str. 7, 96528 Rauenstein). La parte iniziale è molto lenta e pesante. Le tastiere donano morbidezza al suono. Dopo una breve pausa, la traccia muta completamente. Il ritmo è ora veloce, le tastiere sono sparite, la chitarra produce suoni insulsi e le vocals sono più energiche! Non c'è alcun legame tra queste due parti. In seguito "Human Saurian Being" rallenta nuovamente per concludersi in un finale tastieroso. La mia impressione è che i Dissolute Paradise abbiano cercato di creare un qualcosa di originale. Sono riusciti soltanto a suscitare perplessità nell'ascoltatore...
Cohagen o Cohagan? Boh, sul CD è scritto in tutte due le maniere! L'unica cosa sicura è che "No One Depend On" è una buona canzone. Stilisticamente è un ibrido fra diversi generi, con una percentuale altissima di thrash nel DNA. L'arrangiamento è ben curato, con un'attenzione particolare alle vocals. L'esecuzione è valida e grintosa. Ah, dimenticavo, il gruppo può essere contattato a quest'indirizzo: c/o Patrick Donath, Schubertstr. 5, 46236 Bottrop.
"Räder Des Schicksals", dei Lacrima Christi (c/o K. Goebel, Bayernstr. 12, 34131 Kassel), è un esempio onesto di death metal melodico. I musicisti sono grintosi al punto giusto. Il suo ascolto è gradevole.
I Krawler (c/o Dahl Fricker, Konradstr. 75, 8005 Zürick, Switzerland) si presentano con "Nimm Meine Hand". E' una traccia industriale, piuttosto interessante. La musica è costruita, credo, mediante un utilizzo sapiente di vari samples. La composizione ha una struttura rigida, da musica elettronica, ed è sovrastata dal continuo declamare della voce. L'atmosfera è oscura e cibernetica. Non male!
"Steiniger Weg" è suonata dai B.M.W. (c/o Oliver Heinig, Birkenstr. 2, 82386 Huglfing). Metal melodico? Rock alternativo? Boh. C'è solo una cosa sicura: è meglio passare in fretta alla traccia successiva!
"Departure" dei Krusher (c/o Alexander Pischel, Ottowinder Str. 33, 96484 Meeder) ha almeno una sua dignità. E' un brano lento e cadenzato di death metal. Il suono è cupo; il growling profondissimo.
Passiamo subito ai Depression (c/o Kai Sattelkau, Markhahn 29, 5853 Lüdenscheid): il loro death dalle tinte hardcore mi ricorda i Macabre. Parallelo è anche l'uso delle due voci, una isterica e l'altra che rugge. Divertenti. La canzone si intitola "Eroded Epitaph".
Gli Scum (c/o Markus Horak, Immichenheiner str. 1, 34626 Neub.-Nausis) sono un'altra death metal band, questa volta più tradizionale. La loro "End Of Sanity" è ben costruita e suonata con passione. Il songwriting non è affatto originale ma va bene così.
"Who'll Cry If I'll Die" è l'ambiziosa canzone dei Toxic Death (c/o Ingo Schultz, Fritz Reuter Str. 68, 18057 Rostock). Il loro techno-death è buono come idee ma incerto come realizzazione. Il gruppo dovrebbe migliorare la propria tecnica e poi provare a riproporsi. Si segnalano sezioni atmosferiche, suonate da chitarra acustica e sintetizzatori.
Gli Antitox (c/o Alex Göppert, Poststr. 7, 69151 Neckargemünd) interrompono la carrellata di gruppi metal presentandoci un punk melodico che guarda in faccia gli Stati Uniti. "Stagnation" è una canzoncina bella e spensierata. Ci sanno fare, bravi!
Ecco ora un gruppo che deve aver vissuto a pane e "Individual Thought Patterns"! Si tratta dei Blackend (c/o Michael Goldschmidt, Mattestr. 3, 7463 Öhringen). "Absend Minded" è una traccia complessa e suonata ottimamente. La voce non è tipica del death, anzi, è relativamente pulita nonostante non intoni nessuna linea melodica. Impeccabili dai punti di vista esecutivo e dell'arrangiamento, arrancano un po' in quanto ad originalità. Ottimo il lavoro del bassista.
Ecco ora i Mastic Scum (Bugwiesweg 155, 5724 Stühlfelden, Austria). "Mental Confusion" è una gran bella traccia brutal! Potente e tecnica, riesce a coinvolgere. Notevoli!
Death melodico e scontato per i Velvet Thorns (c/o Florian Erhart, Vogelrohrsheide 68, 48167 Münster) di "Follow". C'è bisogno di aggiungere altro?
Gli Echo (c/o Chris Schlage, Urnenstr. 12, 49392 Westerkappeln) di "Life Sucks" suonano nu-metal. La voce del cantante, non so se sia un pregio o un difetto, somiglia a quella di Ozzy eheh! A parte tutto, "Life Sucks" è suonata bene ed è discretamente ruffiana. Ci sanno sicuramente fare.
Eccoci arrivati all'ultimo brano della compilation: "Don't Go Away" degli Scriptoris Irae (Ulrich Gurski, Baumgärtlessdlg. 20, 86505 Münsterhausen). Non è certo una canzone sorprendente. E' il classico gothic con vocals femminili alternate a growling maschile. La tastiera crea atmosfere raffinate. Il tutto è realizzato con cura ma sono le idee che latitano.
A parte le poche eccezioni (Krusher, Antitox, Blackend e Mastic Scum) i gruppi presenti in "Dew" non sono molto talentuosi. E' una delle compilation meno riuscite che mi sia capitato di ascoltare di recente. Quasi tutti i brani hanno una certa dignità ma il livello qualitativo è piuttosto basso.
Eh sì, è proprio vero: non è tutto oro ciò che è underground!
(Hellvis - Ottobre 2004)
Voto: 6.5
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