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Defenders Of Metal Vol. 2 - The Darkside

Etichetta: Man In Black Music
Anno: 2005
Durata: 70 min
Genere: vari


La Man In Black Music è un'etichetta statunitense (Portland) dedita principalmente alla promozione di band classicissime. Dopo poco meno di un anno dalla prima compilation, "Defenders Of Metal Vol. 1 - The Seduction", arriviamo quindi al secondo volume: un completo ed esaustivo sguardo sullo stato di salute di questa etichetta.
L'album si apre con "Reach For The Sun" dei Babylon, band in cui milita Bryce Van Patten, polistrumentista che ha curato e prodotto questa compilation. Il brano è decisamente uno dei migliori del lotto, grazie alle sue melodie azzeccate in pieno stile heavy metal americano e un songwriting maturo e ben articolato.
Si continua con i COD (http://www.cod.nospono.com/index.php), band australiana dedita a un metal di stampo classico caratterizzato da un cantato grezzo ed anche piuttosto irritante. Il pezzo proposto, "Armies Of The Elephant God", non riesce davvero a convincere, colpa forse di un ritornello stucchevole e di un lavoro di batteria piatto e monotono. L'unico momento di interesse lo si trova in un paio di intermezzi arpeggiati di buona fattura.
Torniamo negli Stati Uniti con i Prowler Inc. (http://prowler-inc.com/) che, con la loro "Mountains Of Madness", tributano il genio letterario di H.P. Lovecraft (l'autore più citato nei testi metal, secondo solo a Tolkien). La loro proposta è un heavy metal roccioso, giocato su riff pesanti e sulla voce ruvida del cantante Brad Kubik. Il risultato scorre discretamente, pur senza impressionare particolarmente l'ascoltatore.
Restiamo ancora in campo classico con i Violent Power (http://home.no.net/blofeld/Biography.htm): la band norvegese si diletta con un power metal propriamente europeo, che trova il suo punto di forza nelle belle melodie di chitarra e nelle linee vocali capaci di coinvolgere fin dal primo ascolto. Certo, niente di nuovo sotto il sole, ma questi ragazzi vengono promossi a pieni voti.
Curiosa, ma al tempo stesso interessante, la scelta degli One Fallen di inserire nella compilation un brano strumentale. "An Empty Diary Of A Lost Soul" è una composizione in cui a farla da padrone sono, ovviamente, gli assoli di Jon Johnson, con il suo stile vagamente neoclassico, che però non perde di vista l'importanza del pezzo nella sua interezza. Proprio questa attenzione impedisce al brano di trasformarsi in una semplice passerella di virtuosismo e la candida, anzi, come uno degli episodi più interessanti della compilation. Non ho trovato alcuna nota informativa su questa band ma la presenza di Van Patton alla batteria mi fa pensare che si tratti di un progetto parallelo dello stesso, piuttosto che di una band a tempo pieno.
Passiamo invece alla vecchia Inghilterra con i Mercury Rain (http://www.mercuryrain.com/). Il gruppo suona un power metal infarcito di tastiere e giocato sul contrasto tra il growling e un'angelica voce femminile. Sfortunatamente questa soluzione (ormai abusata), non riesce a sollevare il pezzo proposto, "The Messenger", dalla mediocrità.
Gli statunitensi J.A.T.A., invece, propongono una miscela tra power metal americano e sonorità più moderne, sorrette dallo screaming di Tony De Rienzo, la cui voce sembra un incrocio tra il Jon Oliva più acuto e l'ugola al vetriolo di Axl Rose. La loro canzone, "Eyes Of Fire", si lascia ascoltare ma non la si può annoverare tra i pezzi migliori dell'album.
E' la volta degli Slaw (Stati Uniti), che segnano un cambio di direzione nella compilation, dato che suonano una specie di incrocio tra hardcore, grunge e punk sporco alla Misfits. Un po' fuori luogo in questa compilation, la loro "Mindless" si mantiene comunque su livelli discreti.
Si continua con gli austriaci Art Of Fear (http://www.art-of-fear.com/) che, nonostante le loro origini europee, si cimentano in un power americano venato da riff vagamente thrash. La loro "Prisoners Of Hate" è davvero un buon brano, suonato con convinzione ed energia. Bravi!
Torna ancora alla carica Bryce Van Patten alla batteria con un altro progetto musicale: i LocoMotive. La band ci propone un altro bel brano strumentale in pieno stile hard rock, con delle splendide chitarre incrociate che, pur senza lanciarsi in funambolici assoli, riescono a creare un feeling davvero invidiabile. Spero che questo progetto non venga accantonato ma che possa essere valorizzato come merita.
Ennesimo cambio di direzione con i Falling Closer (http://maninblackmusic.com/falling_closer.php), una band statunitense dedita a un emocore melodico e trascinante. La loro "Grounded" convince pienamente e, sebbene il gruppo non riesca a discostarsi dalle coordinate del genere, dà vita a un pezzo di sicuro impatto.
Restiamo oltreoceano con i Wild Dogs che con "High Roller" creano un brano in pieno stile hard rock americano. In particolare la voce del cantante riporta alla mente in più di una occasione l'Alice Cooper del periodo "Trash" e "Hey Stoopid". Promossi anche loro.
Il rintocco di lugubri campane e l'ululare di cani ci introducono a "Metalness" degli italiani Reapers (http://www.reapers.net/), che ci riportano a sonorità più classiche. Un brano decisamente buono che mantiene alto il nome del nostro paese in questa compilation.
Altrettanto bravi anche i canadesi Celestial Dawn (http://www.celestialdawn.com/), che spingono l'acceleratore con "Queen Of The Damned", una vera e propria cavalcata metal, melodica e potente.
La seconda band italiana presente in questa compilation sono i The Prowlers (http://www.theprowlers.com/main.htm) che non solo reggono perfettamente il confronto con le altre band del CD, ma addirittura si candidano come una delle proposte più interessanti con il loro heavy metal classico potente e pieno di grandi riff, impreziosito dall'ottima prova del cantante. Anche in questo caso il testo della canzone è un omaggio a un grande scrittore, visto che "A Descent Into The Maelstrom" è anche il titolo di un racconto di E. A. Poe.
Ci spostiamo ora in Brasile per ascoltare "Messiah Of The Sun" degli Agatta (http://agatta.com/), che però non si rivelano all'altezza della situazione. Il loro metal progressivo, infatti, annoia già al primo ascolto e non riesce davvero a fare presa sull'ascoltatore.
La compilation si chiude con i russi Rest In Pain (http://www.restinpain.com/), unica concessione al metal estremo, che con la loro "Invented Heaven" ci regalano un buon brano di death metal.
Una buona compilation, dunque, che ci mostra alcune band sicuramente interessanti della Man In Black Music e ci presenta un personaggio poliedrico e infaticabile come Bryce Van Patten.
(Danny Boodman - Giugno 2005)

Voto: 7


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