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Death

Etichetta: MetalruleZ Prod.
Anno: 2004
Durata: 61 min
Genere: vari, fondamentalmente death metal in varie forme


Questa è la prima uscita in assoluto che porta il marchio della neonata etichetta polacca MetalruleZ Prod. In questa compilation sono raccolte 17 band pressoché sconosciute, ciascuna presente con una canzone.
Si inizia con "Blood", canzone presa dal demo "Matra Te/Blood" dei Ketha (http://ketha.prv.pl/). Il gruppo suona un metalcore estremo e particolare, che non disdegna qualche contaminazione. La voce è quasi nu-metal, mentre la canzone è un continuo susseguirsi di cambi di tempo e ritmi particolari e alienanti, inframezzati da pause e ripartenze improvvise. Si tratta di un gruppo dalle buone potenzialità, ma per ora ha ancora da lavorare.
Molto più violenta e massiccia risulta "My Key" dei Nomad (http://www.nomad-band.com/), un assalto black/death in piena regola. Il pezzo in questione è stato estratto dal loro ultimo album, "Demonic Verses", edito per la Baphomet Records, e mostra una band dalle buone doti tecniche e compositive, anche se non si tratta di un capolavoro.
Con i Bunder Nekromunda (http://www.bundernecromunda.metal.pl/) ci avventuriamo nel brutal/grind più malsano e virulento. La registrazione di "Skullcrusher", presa da "Songs Of Filth And Deviation", non agevola molto l'ascolto, tuttavia si intuisce che la proposta della band è assolutamente nella norma. Nulla di originale, né di particolarmente tecnico o interessante.
Gli Eskaton (http://www.eskaton.prv.pl/) ci propongono invece un bell'esempio di death polacco sulla scia dei Devilyn, con qualche accenno ai Cannibal Corpse. "3 Seconds To Extinction", scelta dal demo "G.E.N.O.C.I.D.E.", gode tra l'altro di una registrazione nitida, che permette di apprezzare la loro proposta, compresi alcuni stacchi di basso tecnici e veloci.
Con i Dragula (http://www.dragula.prv.pl/) si fa un ulteriore salto di qualità: suoni potenti e cristallini, voce rabbiosa, grandi ritmiche e riff assassini rendono "True For Oneself" (dall'album "True Pain") una delle canzoni migliori del lotto. Per gli amanti del death più veloce e brutale questo è un nome da seguire.
"Tearing The Vaginal Tissues For Soup" è la breve quanto anonima testimonianza (mezzo minuto appena) concessaci dai Sexual Organs Discharging Liquid Substances (brown_eye@interia.pl). Si tratta di un grind che tende a sfociare verso la pura demenza.
I NeWBReeD (http://newbreed.metal.pl/) ci propongono invece un death abbastanza cadenzato e martellante, col basso molto in primo piano. "Shelter" è la canzone che li rappresenta, ed è stata pescata dal loro demo "Lost". La qualità di registrazione non è il massimo, tuttavia si possono ascoltare impreviste aperture acustiche con voci pulite ed assoli melodici. La band mostra una certa personalità, nonostante il risultato finale pecchi ancora di inesperienza, cosicché la canzone non si mantiene su buoni livelli per tutti i suoi sette minuti di durata.
I Deception (http://deception.prv.pl/), con "In The Shadows Of Apocalipse" (dall'album "Holy Deception"), rappresentano uno dei momenti di maggior interesse di questa prima metà di compilation. Probabilmente sanno di avere un batterista fuori dal comune, visto che lo lasciano sfogarsi in stacchi di sola batteria a più riprese. E' un peccato che, così facendo, la canzone risulti troppo frammentaria e sembri nascondere una mancanza di idee in fase compositiva. Per di più i suoni sono esageratamente triggerati e finiscono per annoiare abbastanza. Se riusciranno a migliorare queste imperfezioni, di sicuro il loro sarà un nome da tenere in seria considerazione, visto che, in quanto a velocità, non temono confronti. Per ora è solo un altro dei nomi da tenere a mente per un futuro prossimo.
Pure i Katedra Patologii (katedrapatologii@interia.pl) sanno difendersi: il loro brutal/gore è piuttosto vario e trascinante, grazie ad una dose massiccia di cambi di tempo e riff curiosamente catchy. La voce è del tipo water intasato, malsana e putrescente come vuole il genere. "Purulent And Ulcered" è una canzone interessante e godibile, tratta dal demo "From The Hospital Table".
I Moulded Flesh (http://www.moulded-flesh.prv.pl/) propongono un death vecchia maniera, che ricorda un po' i Carcass, non fosse per la registrazione amatoriale. "In Love", presa dal demo "Indulgence", è una canzone mediocre e piuttosto anonima; aggressiva, sì, ma nulla più.
Sicuramente, uno dei gruppi più strani dell'intera compilation sono gli Odium (http://www.odium.w.pl/), che qui partecipano con "Whore Of The Darkness", proveniente dal demotape "Miserycordia". Il loro stile è un misto di thrash e death ben definiti tra loro, nel senso che la band accosta parti pesanti, che vedono la presenza di voci basse ed aggressive, ad altre molto più orecchiabili, cantate con una timbrica quasi progressive. L'impatto non è il massimo, anzi, complice, pure stavolta, una registrazione non certo da incorniciare, però almeno si tratta di qualcosa di diverso dal solito.
Ben più convincenti risultano i Sothoth (http://www.sothoth.metal.pl/), autori, con "Deformity Of All Creation" (dal demo "Infected With Hate") di un massacrante brutal death, farcito di assoli malati e cantato con una voce incazzatissima. Le armi vincenti di questo gruppo sono, oltre alla voce, una sezione ritmica poderosa e un riffing work fantasioso e mai banale. Peccato che l'uso dei trigger penalizzi leggermente il risultato finale: dei suoni più naturali avrebbero garantito un impatto davvero letale.
Tocca ora agli Unborn Suffer (http://www.unbornsuffer.prv.pl/), che si fanno portavoce di un grind violento quanto canonico, privo di un benché minimo lampo di genio. Purtroppo la registrazione di "Mass Suicide", presa da "Procreated Suffering", li penalizza notevolmente, visto che il suono del rullante non c'entra assolutamente un cazzo col resto.
Ma ecco che finalmente arriva il miglior gruppo della compilation! Gli Element (http://www.element.metal.pl/) ricordano per certi versi i mai troppo compianti Sadist, sia per come sanno usare le tastiere in un contesto death, sia per la voce del cantante, che assomiglia quella di Zanna. Ma le somiglianze si esauriscono qui: gli Element, infatti, sono molto più indirizzati verso il death vero e proprio, suonano assai più veloci e violenti, e, inoltre, a volte usano le tastiere in maniera avanguardistica, ricreando atmosfere industriali. Tecnicamente sono molto preparati, hanno una gran personalità e non temono di sperimentare nuove soluzioni: cosa volete di più? Se poi ci aggiungete una registrazione coi fiocchi, non si può che concludere definendo "Sanctum" ad un passo dall'essere un autentico capolavoro, succulenta anticipazione di "Psycho Phenomenon", un album di debutto che si preannuncia strabiliante. Hanno ancora qualche piccolo margine di miglioramento, ma per ora non ci si può lamentare, ve l'assicuro!
Con i Soulless (http://www.soulless.metal.pl/) torniamo a solcare territori più triti: i nostri propongono un mediocre brutal death con voce quanto mai animalesca, ma sostanzialmente il tutto è ampiamente nella norma e un po' troppo prevedibile. Qualche stacco bizzarro risolleva la situazione; purtroppo, però, anche in quest'occasione la registrazione non permette un ascolto facile. "The Creature" è presente nel demo "Total Desecration".
"Desolated", tratta dal demo "Killing One By One (When the Night Becomes the Battlefield)", è invece la canzone con cui si presentano i VilgefortZ (http://www.vilgefortz.glt.pl/). Si tratta del classico gruppo death polacco, anche se ogni tanto i nostri strizzano l'occhio alla scena americana. La loro preparazione tecnica è più che buona, così come la scelta dei suoni. Manca, invece, un minimo di personalità, se si esclude un intermezzo cadenzato e molto cupo verso il finale, ma di sicuro non deluderanno i fan del genere.
Concludono la compilation i Vedonist (http://www.vedonist.metal.pl/), con "The Dead House", canzone presente sul demo "The First Scream". Si tratta, anche in quest'occasione, di un death discretamente vario, che propone ben poco di originale, ma che alla fin fine raggiunge l'obiettivo di regalare all'ascoltatore quattro minuti di musica violenta e suonata con tanta passione, impreziosita da una produzione adeguata.
Questa compilation ci mostra band di ottima caratura a fianco di altre molto meno dotate. Attraverso diversi modi di intendere e suonare il death, si possono apprezzare alcuni validi gruppi, che potrebbero riservare qualche gradita sorpresa in un futuro prossimo. Peccato che alcune tracce deludano le aspettative e facciano calare l'interesse durante l'ascolto, tuttavia mediamente il livello delle canzoni è più che discreto. Sicuramente la sorpresa migliore sono gli Element; altri che meritano attenzione sono, nell'ordine, Sothoth, Dragula, Katedra Patologii, Nomad, Eskaton e Vedonist. Ci sono poi gruppi che hanno le carte in regola per togliersi qualche bella soddisfazione, tipo VilgefortZ, Deception e Odium, ma per ora hanno ancora da lavorare. Gli altri si mantengono nell'anonimato, un po' perché non propongono nulla di nuovo, un po' perché sono penalizzati eccessivamente dalla bassa fedeltà dei suoni, oppure semplicemente perché non risvegliano il minimo interesse ascoltandoli.
Peccato che, quanto a registrazione, spesso ci sia un abisso tra chi ha la possibilità di scegliere canzoni da un album registrato professionalmente e chi, invece, abbia all'attivo solo dei demo, quasi sempre autoprodotti.
E' curioso che tra queste 17 band, nessuna proponga death melodico. Solo gli Odium ricorrono a soluzioni piuttosto orecchiabili, ma il loro stile è sicuramente particolare e diverso in molti altri aspetti. Si sa che la Polonia è la patria di un death violento ed aggressivo, però conta tra le proprie file anche alcuni esponenti piuttosto noti di un genere più votato alla melodia. Qui è il death più brutale a farla da padrone, seguito dal grind/gore.
Quest'uscita può senza dubbio interessare i fan del death in generale, così come coloro che vogliono scoprire qualche altro nome interessante oppure vogliano approfondire la loro conoscenza nei riguardi della scena polacca, certamente una delle scene più floride al mondo in quest'ambito. Se siete tra questi, allora vi consiglio di sbrigarvi, perché la suddetta compilation è stampata in sole 120 copie numerate a mano, e al prezzo di soli 5 euro, comprese le spese di spedizione, mi sa che andrà finita in fretta. Il libretto è di otto pagine stampate in bianco e nero, purtroppo scritte solo in polacco.
(BRN - Ottobre 2004)

Voto: 7


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