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Bulgarian Assault (A Blaze In The Southern Sky Compilation - Volume 1)

Etichetta: Xebesheth Distro
Anno: 2004
Durata: 74 min
Genere: vari


"Bulgarian Assault" è una compilation pubblicata dalla Xebesheth Distro, l'etichetta di Dimo Dimov di Svarrogh e Hatred Divine. Fiero della propria nazionalità bulgara, Dimo ha deciso di riunire in un unico CD diciannove dei migliori gruppi del suo paese. Lo scopo è quello di promuovere la scena metal bulgara, ancora poco conosciuta.
La confezione del CD è molto semplice. La custodia è slim. La copertina, in bianco e nero, raffigura un mostro che si aggira tra i covoni di fieno. Il libretto di due pagine contiene tutte le informazioni relative ai gruppi e all'etichetta di Dimo. Una frase esprime al meglio lo spirito di "Bulgarian Assault": "C'è un underground che merita di essere scoperto. Guardate oltre l'orizzonte e liberate la tempesta dei Balcani!".
Ad aprire le danze ci pensano i Demonism (mephistophel_666@hotmail.com), uno dei gruppi più famosi del paese slavo. La canzone si intitola "Бюрнороз" ed è tratta dall'album omonimo. Il loro death metal, molto melodico, è influenzato parimenti dall'heavy e dal black metal. Il growling del cantante è molto acuto. La qualità di registrazione non è impeccabile ma si sente che il gruppo ha tiro ed una buona capacità tecnica. Da segnalare qualche passaggio malsano nel quale fa la sua comparsa la tastiera. La traccia non è velocissima e non si segnalano particolari influenze. Senz'altro una prova positiva! I Demonism sono un gruppo da tenere d'occhio!
A seguire ecco i Suffer H (vasko_mm@abv.bg) con "The Sickness", dall'album "Code 187". Il loro metalcore non è particolarmente originale ma non ha nulla da invidiare a quello di altri gruppi più affermati. Grande tiro, cantato incazzato, riffing ritmico di una pesantezza letale. Per personalizzare la proposta musicale, i Suffer H hanno puntato molto sull'utilizzo della poliritmia. Il risultato finale è veramente buono, ma sono convinto che potranno migliorare ulteriormente in futuro.
Gli amanti di Tolkien troveranno evocativo il monicker dei Moria (cultoftanora@abv.bg ). (cultoftanora@abv.bg). La loro musica è molto atmosferica: le chitarre creano paesaggi sonori distesi mentre una voce gracchia il testo. Sembra quasi che la composizione sia mossa da uno spirito ambient. In tal senso potrebbero essere paragonati, almeno nella prima parte di "Into The Secrets Of Thy Mountains", agli ultimi Summoning. Nella seconda parte del brano il growling lascia il posto al cantato pulito. Un coro a più voci amplifica la vena fantasy del brano. Provate ad immaginare una collaborazione tra i già citati Summoning ed i Blind Guardian! Ci riuscite? La canzone è tratta da "Mountains In Sorrow".
Dimo Dimov non ha resistito alla tentazione di inserire un brano dei suoi Svarrogh (welkesblatt@gmx.de)! Si tratta di "Siromashkite Lzvori" dall'ottimo "Lady Vitosha". Il lettore è rimandato alla mia recensione dell'album e all'intervista per commenti più approfonditi. In questa sede posso dire soltanto che la canzone ben rappresenta le due anime di Svarrogh: quella estrema e quella folk. Il tutto infettato da quella vena malata che da sempre contraddistingue il songwriting del talentuoso artista.
Anche gli Zaratustra (counterattack@dir.bg) godono di una piccola fama internazionale. "Kisses Of The Ice Graving", dall'album "It Was A Night", è una strana traccia gothic. Il suono è carico di effetti e la qualità di registrazione è veramente bassa. La musica è tremendamente malinconica; il cantante si lamenta sul lento incedere della band. In tutta sincerità, non è che questa prova degli Zaratustra mi abbia detto molto...
Doom depresso e trascendente per i Darkflight (dreamfbo@yahoo.com) la cui "Marching North" si distingue per la pesantezza delle chitarre resa più sopportabile dei delicati accordi della tastiera. Il growling del cantante è profondo: il suo timbro è ben amalgamato con il suono del gruppo. Seppur non personalissimi, i Darkflight dimostrano un certo talento nel creare atmosfere disperate e soffocanti. Bravi!
Ecco ora gli Mrakobez (nstefanov@ntlworld.com). "Flesh Of The Snake" è una traccia di black articolato e ben suonato, con qualche passaggio al limite del thrash. Tipo ultimi Immortal per intenderci, anche se un po' meno estremi. Il timbro delle vocals è odioso. Peccato che la traccia sfumi dopo appena tre minuti. Non male.
"Voices From Infinity", tratta dall'album "The Land Of The Dead Warriors", è il biglietto da visita dei Dark Inversion (counterattack@dir.bg). Questa traccia di ottimo black/death melodico è imbevuta di feeling epico fino al midollo. Lo stile non è molto personale, tanto che è facile intuire certe influenze svedesi. Aldilà di tutto, "Voices From Infinity" è suonata e registrata in modo impeccabile. I Dark Inversion meritano una chance per poter dimostrare il proprio valore.
Lontana anni luce dal metal è "Vetre" dei Kajno Jesno Slunce (counterattack@dir.bg). Si tratta di un brano folk suonato da strumenti popolari a corda e a fiato. La voce intona una nenia in bulgaro che ha il suo fascino. Diciamo che "Vetre" sta bene nell'economia della compilation, facendo rifiatare l'ascoltatore dopo tanta musica pesante. Chi ascolta solo metal deve però rivolgere lo sguardo altrove.
I Sarakt (bloody_earth_bride@yahoo.com) si presentano con "Moyat Dvorac Bred Planinite", dall'album "Sarakt". Si tratta di black melodico pagano registrato in maniera pietosa. Oddio, è suonato discretamente bene. Ma la fedeltà è talmente bassa che tanti particolari si perdono dietro al fruscio. Bisogna fare attenzione per seguire la canzone. Il volume della voce è troppo alto rispetto al suono complessivo. Non mi hanno fatto un'impressione positiva. Tra l'altro mi è venuto il dubbio che potrebbe trattarsi di una one-man-band.
Che musica può suonare un gruppo chiamato Pagan Fears (agarvaen@yahoo.com)? Black naturalmente! Di più: black metal alla Mayhem di "De Mysteriis Dom. Sathanas"! La stessa voce del cantante ricalca in maniera impressionante quella di Attila Csihar! Qualcosa di personale c'è però: una tastiera e qualche breve slancio heavy. Troppo poco, purtroppo, per prendere seriamente questo gruppo! Il loro brano si intitola "Forgotten Chant Of Pure Blood And Immortality", dal demo "From The World Of Agartha".
Bravissimi, strepitosi ed originalissimi: ecco gli Inspell (cometosin@yahoo.com)! "The Little Match-Seller" è un ottimo esempio di black d'avanguardia libero da particolari influenze. Nota di merito al tastierista per il suo lavoro: lo strumento crea una miriade di suoni inediti, lontani dai soliti cliché. Gli Inspell dimostrano un carattere e una creatività non comuni. Se il resto delle canzoni di "Fairy Tales: Chapter One" fossero come questa, cazzo, sarebbe un disco da comprare ad occhi chiusi! Ora corro ad informarmi per saperne di più su questo gruppo formidabile!
Metal estremo e melodico per i Bleeding Black (ivan_the_death@abv.bg). Le radici della loro musica sono solidamente piantate nel black metal, ma le soluzioni adottate dal gruppo sono originali. Strani, di difficile classificazione, sinceramente curiosi. Le vocals acutissime del cantante possono ricordare quelle del Dani Filth dei tempi d'oro. "Mortal Void" è tratta dall'album "Too Black".
Passiamo ora ai Bolg (cometosin@yahoo.com) e alla loro inedita "Pagan Forces". Il titolo dice tutto: black metal furioso dalla verve eroica. Registrazione pessima ma che fa la sua figura.
"Within The Soul Of Autumn", dall'album "From The Cradle To The Grave", è una particolare traccia gothic/folk dei Korozy (korozy2002@yahoo.com). In sottofondo si possono sentire delle percussioni mentre le voci femminile intonano dei cori popolari, in stile slavo. Una voce maschile si produce nel classico digrigno black ma la musica è tranquilla e tastierosa. Potrebbero ricordare i primi Empyium in salsa balcanica. Particolari.
I Dark Moon Rising (cometosin@yahoo.com) potrebbero essere considerati la risposta bulgara ai Solefald. Molte delle soluzioni adottate dal gruppo bulgaro ricordano da vicino il sound del duo norvegese. Ciò nonostante "Stigmatic Signs" è un brano sinceramente apprezzabile, figlio di una genuina ispirazione. Molto interessanti i dialoghi tra le chitarre e la qualità dell'arrangiamento.
"Erebus", da "Omnipotentia", è la traccia con cui si presentano gli Shambless (bloody_earth_bride@yahoo.com). Melodie gotiche e malinconiche fanno da sfondo ad un growling profondissimo, quasi brutal. C'è qualche spunto interessante. Nulla di veramente convincente.
Black melodico, sinfonico e sottoprodotto per i Noctiflorous Thorns (cometosin@yahoo.com). La loro musica è ben suonata ma necessiterebbe di una resa sonora migliore. Così gli strumenti si sentono tutti ma il volume complessivo è bassissimo! Inoltre il mixaggio non è dei migliori. Secondo me hanno potenziale, dovrebbero solo trovare un pizzico di personalità in più. Perché "Unleash The Mighty Ravens" (da "Symbolic Immortality") è troppo derivativa.
"Bezmulvie" è un brano di dark ambient fantasy, relativamente sperimentale. Il nome del progetto è Kingdom Silence e dal suo indirizzo e-mail (welkesblatt@gmx.de) deduco che c'è lo zampino del già citato Dimo Dimov. Non male, potrebbe piacere agli amanti del genere.
Eccoci giunti alla fine di questo lungo viaggio nel mutevole paesaggio bulgaro. Spero non vi siate annoiati! La qualità complessiva della compilation è alta perché Dimo Dimov ha scelto intelligentemente dei brani di valore. La palma della miglior canzone va senza dubbio agli Inspell, seguiti a ruota da Svarrogh, Suffer H, Demonism e Darkflight. Altri gruppi meritevoli di una citazione sono i Dark Inversion, i Bleeding Black, i Moria, i Dark Moon Rising ed i Mrakobez. Se siete restii ad acquistare le compilation, fate un eccezione per questa "Bulgarian Assault". E' l'unica occasione che avete per poter ascoltare del buon metal bulgaro.
(Hellvis - Gennaio 2005)

Voto: 7.5


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Dimo Dimov
Millauer Str. 32
83024 Rosenheim
GERMANY
Mail: welkesblatt@gmx.de