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Black
Etichetta: MetalruleZ Prod.
Anno: 2004
Durata: 75 min
Genere: principalmente black metal in varie forme
Questa è la seconda compilation edita dall'etichetta polacca Metalrulez Prod. e permette di conoscere quindici band provenienti dalla scena black underground europea. Dico europea perché questa volta la MetalruleZ ha voluto promuovere anche una manciata di gruppi stranieri: fatta eccezione per gli svizzeri Eluveitie, i francesi Heol Telwen, gli austriaci Nocturnal e gli slovacchi The Cryptosy, comunque, tutti gli altri provengono dalla Polonia.
Aprono le danze proprio gli Eluveitie
(http://www.eluveitie.ch/),
fautori di un folk metal dalle fortissime contaminazioni pagane, che vede la presenza di strumenti tipici della musica popolare e l'utilizzo frequente di voci pulite. Se non fosse per il cantato aggressivo, qui non staremmo neppure a parlare di musica estrema. "Vis Elveti", tratta dal'album "Vên", è una canzone senza dubbio interessante e personale, ben suonata e registrata altrettanto professionalmente.
Tocca ora ai Forecast
(http://www.forecast.glt.pl/),
un gruppo certamente più canonico, che si fa portavoce, con "My Key - My Pain" (da "The Fool"), di un black/thrash efferato e diretto, ma anche discretamente tecnico, che conosce comunque qualche rallentamento sporadico. La voce alterna screaming e growl in modo efficace e spontaneo, mentre non mancano cambi di tempo abbastanza frequenti a movimentare la struttura del pezzo. Anche la registrazione è buona, seppur del tutto naturale.
Gli Hegenmoon
(hegenmoon@wp.pl)
si presentano con "Opetaj Mnie", tratta da uno split con i Rune Of Dianceht. Il gruppo si fa portabandiera di un black di scuola svedese, caratterizzato da una certa essenzialità nei riff e nei cambi di tempo. Nulla di originale, anche se si può sentire qualche bel passaggio, mentre i suoni sono crudi e grezzi come vuole la tradizione.
"Mutilated Corpse Of God", presa dal demo "Execution 666", è la traccia scelta per presentare i Pogrom 1147
(http://progrom1147.w.interia.pl/),
il cui black è portato a velocità esasperate dall'utilizzo di una drum machine. Si tratta di una band poco originale, anch'essa ispirata principalmente alla scena black svedese, ma che comunque ha confezionato un pezzo con dal tiro davvero notevole, non c'è che dire, nonostante all'inizio stenti a decollare. Un gruppo dal potenziale distruttivo indubbiamente alto, che farà la gioia dei fan più oltranzisti.
Neanche con gli Inner Silence
(http://www.innersilence.metal.pl/)
si raggiungono vette di creatività: "Lapse Of Memory", presente in uno split con i Preludium, viaggia su ritmiche ragionate, orientate verso un death cupo e melodico, di scuola svedese, con pochi accenni al black. Sono presenti voci pulite e rari assoli, che comunque non riescono a vivacizzare più di tanto il pezzo. Peccato che la band si concentri su soluzioni già abbastanza trite, per cui il risultato finale si mantiene su livelli poco più che mediocri.
Molto più confusa e difficile da seguire è "Among Ices He Has Arosen" (da "There's No God Except Me") dei Fortision
(http://www.fortision.com/),
rovinata da dei suoni pessimi. Al di là di tutto, si tratta di una canzone veramente brutta, in pratica un collage di parti black, orrendi stacchi di tastiera e cori epicheggianti fatti con voci pulite accostati senza alcuna decenza. Neanche l'esecuzione è scevra da errori, nonostante i nostri ci facciano sentire qualche stacco discretamente tecnico.
Già dal monicker, i Nuklear Antikrist
(http://nuklearantikrist.w.interia.pl/)
mettono in chiaro ciò che vogliono suonare: trattasi di un black sparatissimo, sulla scia degli Anaal Nathrakh, portato all'estremo in ogni suo particolare, dalle voci tirate al limite, probabilmente effettate, alle ritmiche indiavolate sulle quali è stata programmata la drum machine. Anche i titoli della canzone, "War", e del demo da cui è stata scelta, "Satanik Nuklear Destruktion", ripercorrono una serie di luoghi comuni imbarazzante. Nulla di originale neppure qui, dunque, solo qualche riff semplice ma efficace e tanto tanto odio; il tutto, purtroppo, è penalizzato da una registrazione scadente.
Ecco ora un gruppo piuttosto noto nell'underground polacco: trattasi dei Besatt
(http://www.besatt.net/),
che qui si presentano con "Kingdom Of Hatred", presa dal loro ultimo album "Sacrifice For Satan", uscito quest'anno per la Undercover Records. La band si dimostra abile nell'inframezzare il pezzo con rallentamenti piuttosto melodici, spezzati da improvvise ripartenze. Anche in questo caso non c'è grande sfoggio di personalità, però il pezzo si assesta su livelli discreti. Setherial, primi Marduk e Handful Of Hate sono i paragoni che mi vengono in mente ascoltando questa band.
Seguono gli Heol Telwen
(http://www.heoltelwen.fr.st/),
già recensiti ed intervistati su Shapeless, che si fanno conoscere con "Heol Telwen", una magnifica traccia tratta dal loro demo "Mor Braz". Per una descrizione più dettagliata, vi invito a leggere la relativa recensione.
A quello che è uno dei migliori episodi dell'intera compilation, fa seguito il peggiore in assoluto. I Nocturnal
(http://www.nocturnal.temple.at/)
sono etichettabili come black metal sulla fiducia, visto che le chitarre sono lontanissime, praticamente irriconoscibili. Questa one man band, nata tra l'altro oltre dieci anni fa, è uno di quei gruppi che suona questo genere perché non sarebbe in grado di fare nient'altro, e cerca di mascherare in tal modo la propria incapacità: basti sentire quanto la batteria sia fuori tempo nell'arco di questi pochi minuti. "Ripping Christian Carrion" è presa da "Fucking Cleric Pedophile", un demo che si preannuncia inascoltabile. Mi chiedo se non ci fossero dei gruppi più meritevoli da far conoscere.
Curiosamente, i MasseMord
(http://www.massemord.metal.pl/)
si presentano con una cover! La scelta è caduta su "Ion Storm" dei Dødheimsgard, presente nel loro ultimo demo, "Hatred Towards Mankind And Life Itself". Nonostante si tratti di una canzone piuttosto impegnativa, il quartetto se la cava più che bene. Non che la qualità di registrazione sia paragonabile all'originale, questo è scontato, però i nostri si sono dimostrati coraggiosi e hanno riarrangiato alcune parti rendendo questa prova qualcosa più di una semplice copiatura dall'originale. Lascia perplessi il fatto che non abbiano proposto una canzone loro, così da farsi conoscere per quello che suonano, visto che ne avevano la possibilità.
I Black Altar
(http://www.black-altar-horde.com/)
sono un altro gruppo piuttosto noto, che ho finalmente l'opportunità di ascoltare. E devo dire che la mia attesa era giustificata, vista la qualità di "The Accuser". Questo pezzo è presente nel loro album omonimo e contende la palma di miglior episodio della compilation agli Heol Telwen. E' un black particolare, tecnico e dalle atmosfere futuristiche. Chitarre granitiche e morbose, batteria precisa e impeccabile, impatto devastante, tempi dispari, cambi frequenti e mai scontati: tutto questo, assieme ad una regitrazione superlativa, sono i Black Altar, un gruppo da seguire assolutamente per chi ama Thorns e Satyricon!
Con i The Cryptosy
(http://www.thecryptosy.szm.sk/)
torniamo a solcare i sentieri del black più ortodosso. "Heartless Mercyles", tratta dal loro terzo demo "Heartless Mercyles Blasphemous", è una canzone in buona parte suonata su ritmiche ultra-veloci, frutto di un drumming letteralmente inumano. I The Cryptosy sono una promettente realtà da tenere in considerazione.
Gli Opus Nocturne
(fuckmejesus@poczta.onet.pl)
sono un altro gruppo dotato di un talento non comune, fautore di un black veloce e basato su riff ricercati e dinamici, che garantiscono un impatto dirompente. Questi ragazzi hanno dalla loro anche una certa dose di fantasia, e lo dimostrano optando coraggiosamente, in certi frangenti, per ritmiche particolari e molto azzeccate. Il pezzo sembra concludersi con un episodio acustico soave, molto disteso e sereno, lontano dalle atmosfere esasperate che si respiravano in precedenza. A sorpresa, però, la band torna alla ribalta con un attacco furioso, con la batteria in perenne blast-beat fino alla fine.
Nonostante il monicker lasci intravedere come i Marduk dei primi dischi siano tra le loro fonti di maggiore ispirazione, gli Opus Nocturne si sono dimostrati una band conscia dei propri mezzi e da tenere in seria considerazione, visto che "Imprisoned" (da "Opus Nocturne") è una canzone che non conosce cedimente nei suoi otto minuti e mezzo di durata. Anche la qualità di registrazione è davvero notevole, e permette di apprezzare appieno le ottime doti tecniche del gruppo.
Chiudono la compilation i Medievil
(http://www.medievil.net/),
esponenti di un black metal opprimente ed a tratti teatrale, con ritmiche ora veloci, ora marziali, a sostenere riff lugubri e ricercati, stranianti e difficili da assimilare. "Toljki Sozny I Neba Unachy", scelta dall'album "Across The Gloomy Realm", è la canzone più lunga del lotto, durando ben dieci minuti, ma anche troppo prolissa e sostanzialmente poco incisiva. La band denota ancora ampi margini di miglioramento, nonostante abbia fatto vedere qualcosa di buono.
In definitiva, questa compilation contiene solo un paio di canzoni brutte, mentre le altre viaggiano mediamente su livelli più che discreti. L'originalità non è l'arma vincente di questi gruppi, salvo qualche caso sporadico; gli amanti delle sonorità più estreme, tuttavia, troveranno certamente qualche bella sorpresa, anche perché qui dentro abbiamo quindici modi diversi di intendere ed interpretare il black. I nomi più interessanti sono senza dubbio Heol Telwen, Black Altar e Opus Nocturne, seguiti da Eluveitie e The Cryptosy. Anche i MasseMord sembrano molto promettenti, ma da una cover non è semplice trarre un giudizio sicuro. Gli altri gruppi in buona parte si assestano su livelli più che accettabili, ma, un po' perché assomigliano troppo ai nomi più noti del panorama black, un po' per la registrazione spesso scadente, finiscono per non mettersi in luce più di tanto. In definitiva, però, qui abbiamo qualche acuto in più rispetto a "Death", la precedente compilation edita dalla MetalruleZ.
Considerando che sei tracce su quindici sono davvero molto buone ed altrettante raggiungono tranquillamente la sufficienza, il giudizio complessivo di questa compilation è sicuramente positivo. Inoltre, visto che il prezzo è di soli 5 euro, spese di spedizione comprese, e tenuto conto che è stata stampata in sole 120 copie numerate a mano, ne consiglio caldamente l'acquisto entro breve. Il libretto è di otto pagine, stampate in bianco e nero.
(BRN - Ottobre 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://www.metalrulez.prv.pl/