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A Place In Hell - Chapter 1

Etichetta: NeroStorm Promotion
Anno: 2004
Durata: 68 min
Genere: vari


E' con un ammirevole spirito underground che la NeroStorm Promotion ha finalmente pubblicato la sua prima compilation: "A Place In Hell - Chapter 1". Essa consiste in quindici brani di promettenti band italiane. Questo CD non è nato con finalità di lucro. Semplicemente è un modo di divulgare il più possibile della buona musica. La stessa NeroStorm Promotion invita a masterizzare e a diffondere il CD. "A Place In Hell - Chapter 1" può essere anche messo in vendita ma ad un prezzo che non superi i 4 euro. La copertina è un foglio fotocopiato piegato in quattro parti. Di ogni band che ha partecipato alla compilation è indicato il sito internet.
I Mind Snare (http://www.mindsnare.too.it/) si presentano con "Reborn From My Death", tratta dall'album "The Noble Ancestry". Si tratta di un gran bel brano death: brutale, tecnico e ben suonato. La pulizia di esecuzione è notevole, complice anche un'ottima registrazione. La loro proposta musicale è molto tradizionale e guarda al death d'oltreoceano. Si distinguono per la qualità del songwriting. Bravi!
La seconda traccia spetta ad una mia vecchia conoscenza: gli Ensoph (http://www.ensoph.it/). Ho avuto modo di recensire buona parte della discografia di questa band. L'ultimo album, "Opus Dementiae", non fa eccezione. "Proudly Divine" è tratto proprio da questo. Non mi dilungo: rimando i lettori all'apposita recensione, senz'altro più approfondita. Per chi non lo sapesse, gli Ensoph suonano una sorta di metal sperimentale, vicino al black, ma molto melodico e pesantemente elettronico.
I Delirium X Tremens (http://www.deliriumxtremens.com/) danno prova di potenza e cattiveria con l'aggressiva "...Inside Me" (da "CyberHuman"). Ma non solo. Il loro death metal è anche un'esibizione di grinta esecutiva e di gusto nell'arrangiamento. Il lavoro delle chitarre è ottimo sotto tutti i punti di vista e raggiunge picchi notevoli durante gli assoli. "...Inside Me" è senz'altro uno dei punti artisticamente più alti dell'intera compilation!
Più goliardica è la proposta dei porno-deathster Machescazo (http://www.machescazo.tk/). La canzone "Today's Special Offer" (da "Oral Lesson... For A Fast Degree") è un esempio di deathcore supportato da una registrazione abbastanza grezza. La voce del cantante è un po' particolare, non so se può piacere a tutti. Una traccia abbastanza insignificante.
Tutt'altro genere è quello dei Deforge (http://www.deforgeband.com/). Dal demo "Freedoom Release", ecco la canzone "Immortality". Si tratta di un death melodico che guarda dritto in faccia la Svezia. La traccia è ben suonata ma soffre di una registrazione poco potente. Il gruppo ci sa fare. Peccato che il loro stile sia abbastanza inflazionato. "Immortality" ha qualche spunto di classe ma si perde nell'anonimato di tante canzoni tutte uguali. Non dovrebbe comunque dispiacere agli amanti del genere.
I Dolcinian (http://www.dolcinian.cjb.net/) si professano eretici. E, per uno che abita in Piemonte come me, l'eresia dolciniana è di casa. Per questo mi sono stati simpatici sin dal loro nome. Il loro stile è un black metal dalle tinte pagane, molto melodico. Almeno, questo è quanto ho dedotto da "Penitenthiagite", dal lavoro omonimo. Il gruppo dimostra di saperci fare in materia di black. Il brano è molto semplice nella sua costruzione e gelido come atmosfera. Una prova valida per i Dolcinian.
Una traccia dal vivo, "Angel Of Apocalypse", per i thrasher estremi Endless Pain (http://www.endlesspain.too.it/). In realtà non è che questa canzone impressioni più di tanto. Probabilmente è colpa della presa diretta, con il pubblico quasi impercettibile sullo sfondo e qualche imperfezione nel mixaggio. Ma, escludendo tutto questo e concentrandosi solo sul riffing e sulla composizione, "Angel Of Apocalypse" mi sembra originale tanto quanto il suo titolo. Cioè, per niente.
I Common Grave (http://www.commongrave.tk/) sono rappresentati da "The Beauty Of Darkness" (dall'album "Common Grave"). Il loro black metal è melodico e ben suonato. Questa canzone non rende al meglio perché la registrazione lascia molto a desiderare. Eppure la qualità del gruppo è evidente, soprattutto nell'originalità dei riff e nell'ottimo arrangiamento, privo di fronzoli. La traccia dura più di sette minuti. Odio a profusione.
"Metamorphosis", dall'album omonimo, è il brano degli Stigma (http://www.stigmahc.com/). E si tratta di un'esibizione veramente maiuscola, dotata di una registrazione potente. Il death metal di questa band, che nasconde una vela ispiratrice grindcore, è avvincente e spaccaossa. Da conoscere!
I Dysthymia (http://www.dysthymia.it/) si presentano con "Fear", tratta da "Mind...Will...Action". Il death metal tecnico di questa band è valido e non troppo cerebrale. I musicisti danno priorità all'impatto ma evitano le banalità puntando su ritmiche bizzarre. Discretamente creativo il lavoro dei chitarristi. Ottima la prova del cantante. Non c'è altro da dire.
Tocca agli Imposer (andreacarcasss@libero.it), con "Torment" (da "War Throne") ci propongono un brutal death fatto discretamente, con tanto di produzione fangosa. Nulla di che. Trascurabili.
Ecco ora i Lifend (http://www.lifend.org/) con "Inner Scars", un inedito. In esso vengono alternati momenti gotici, arrangiamenti sofisticati e momenti più vigorosi. Questo gruppo dimostra una certa freschezza di idee che lo distingue dalla massa. Sicuramente un nome da tenere d'occhio, anche se questa canzone mette in luce qualche piccolo limite (ad esempio, l'irritante giro elettronico durante il ritornello: evitabile).
I Subliminal Crusher (http://www.subcrush.it/) si presentano con "Life Drought" dal''omonimo "Life Drought". I riff sono solidi, tutti di ottima qualità, nonostante la semplicità esecutiva. Si tratta di un gruppo dalle forti tinte thrash, sebbene la loro proposta musicale sia estremamente potenziata. Un brano accattivante. Da tenere d'occhio.
Molto tecnica e raffinata è la proposta musicale dei Mourn In Silence (http://www.mourninsilence.com/). Il loro modo di interpretare il death melodico è fatto di riff grintosi, vocals ultraviolente e atmosferiche coloriture della tastiera. Senz'ombra di dubbio, una band dignitosa. Occorrerebbe ascoltare di più per una valutazione completa delle loro effettive qualità.
La traccia conclusiva spetta ai violenti Slowdown (http://www.slowdown.splinder.it/). Si intitola "Look Inside", dall'album omonimo. E' una canzone brutale, costituita da riff molto semplici e da una ritmica devastante. Anche il cantante è devastato. In realtà il brano non suscita grandi sensazioni.
"A Place In Hell - Chapter 1" è una compilation con alti e bassi. Questo però non importa visto lo spirito che la muove. Le prove migliori sono quelle di Mind Snare, Ensoph, Delirium X Tremens, Dolcinian, Stigma, Lifend e Subliminal Crusher. Visto che si tratta di tante valide band del nostro bel paese, procuratevi questa compilation. E, mi raccomando, spargete il verbo.
(Hellvis - Giugno 2004)

Voto: 7


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