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Akompilation Vol. 4
Etichetta: Akom Productions
Anno: 2008
Durata: 67 min
Genere: vari
Le compilation della Akom Productions, ottima etichetta veneta, sono
arrivate finalmente al quarto capitolo. Per noi di Shapeless è un
appuntamento immancabile, sempre utile per tastare il polso
all'underground nostrano. L'"Akompilation Vol. 4" ha abbandonato, dal
punto di vista grafico, le immagini industriali e i colori pastello, a
favore di una copertina più scura e misteriosa: un volto trasparente
sopra un collage di immagini poco nitide, con il nero come colore
dominante. Il libretto, di otto facciate, contiene le solite minischede
dei gruppi presenti, con tanto di logo, foto, contatti e provenienza
della canzone. Alcuni gruppi sono accasati presso la stessa Akom, altri
invece sono ancora svincolati da contratti.
Come primo gruppo della compilation, la Akom ha deciso di giocare in casa: ecco quindi i Nowhere (http://www.myspace.com/nowhere3)
dalla provincia di Rovigo. Questo gruppo è sempre stato presente nelle
raccolte dell'etichetta, ed ha sempre spiccato per la sua qualità.
Spesso mi domando come mai i Nowhere non abbiano ancora sfondato,
perchè i presupposti c'erano (e ci sono) tutti. La canzone qui presente
è "Lula Hope", tratta dal CD "M.O.U.W": un brano atipico, o comunque
distante anni luce dal classico stile della band. Qui di nu-metal c'è
ben poco, e le cadenze alla Korn sembrano essersi dissolte come neve al
sole. I Nowhere invece si lanciano in un rock'n'roll potenziato e
sporco, carico di grinta e sudore. L'intepretazione del gruppo è
ottima, ed il tutto suona davvero fresco ed originale. Di gran rilievo
la prestazione del cantante, che gigioneggia al microfono che è una
meraviglia. La canzone poi si indurisce, aprendosi a variazioni
decisamente moderne, con tanto di vocalizzi distorti. Il tutto condito
con un pizzico di follia che ci riporta con la mente ai Faith No More
periodo Patton.
Seguono i Kid On Moon (http://www.myspace.com/kidonmoon),
un gruppo che come i Nowhere ha già trovato spazio nella nostra zine.
La canzone che li rappresenta, tratta di "Keep Your Eyes Closed", si
intitola "Last Place". Stilisticamente, non si notano particolari
differenze rispetto al passato: i Kid On Moon continuano a proporre il
loro hardcore melodico, ben costruito e di facile presa.
L'arrangiamento è sempre azzeccato, ed anche l'alternarsi di voce
pulita e voce distorta non tradisce, fedele com'è alle regole del
genere. Un gruppo interessante, che si farà strada se renderà il
proprio stile sempre più personale.
Lasciamo ora il Veneto per andare in Campania, a Salerno. Ecco i From Depths (http://www.fromdepths.com/),
con la loro "Lord Of War" (da "Resoaring From The Depths"). Il gruppo
propone un black metal sinfonico di ottima fattura, registrato
ottimamente ed arrangiato con uno spiccato gusto decadente. La band non
cade nella tentazione di adagiarsi in situazioni atmosferiche, ma
bilancia alla perfezione l'evocatività di vari passaggi con una
violenza esecutiva di tutto rispetto. In più, a differenza delle
miriadi di band simili, i From Depths riescono a mantenere una patina
d'inquietudine e di perversione, elementi essenziali del black. Una
proposta musicale forse un po' scontata, ma di grande fascino.
I Lights Off (http://www.myspace.com/lightsoff1),
da Rovigo, mettono in mostra una pesantezza notevole e un groove deciso
in "Sheeps Go To Heaven And Goats Go To Hell", dal CD "Look Closer". La
loro musica, semplice all'apparenza ma ben congegnata, è minacciosa,
oscura: il loro stile è accattivante, piuttosto moderno anche se non
disdegna cadenze dal vago sapore sludge. Davvero un buon gruppo, ed
un'ottima canzone.
Gli Storm Of Damnation (http://www.stormofdamnation.com/),
da Frosinone, ci propongono "My Tears Catch Fire Giving Off Paranoic
Rage (Part III)", dal CD omonimo. Nonostante il nome, il gruppo ci
propone un metal alternativo, che unisce malinconie di matrice grunge a
melodie deliziose ed originali. Ciò che più sorprende di questo gruppo,
è la naturalezza del songwriting, che appare comunque abbastanza
libero. La canzone sfuma in maniera relativamente psichedelica.
Seguono i ben noti Juglans Regia (http://www.juglansregia.com/)
da Firenze, con "Così Vicino" (da "Visioni Parallele"). Ho già
commentato questa canzone nella mia recensione dell'album, perciò il
lettore è rimandato ad essa per un maggiore approfondimento. "Così
Vicino" è comunque una delle canzone più evocative e meno spedite del
CD, con il cantante Alessandro particolarmente ispirato, autore di
un'ottima prova.
"Far From Luxor", da "The Century Begins", è il biglietto da visita dei lombardi Century Of Luxor (http://www.myspace.com/centuryofluxor):
heavy metal classico, sia come stile d'arrangiamento che come
attitudine. Al posto della voce acuta e pulita, troviamo un contatto
rozzo e grintoso, che lega bene con la musica d'assieme. C'è qualche
tocco di modernità, sia nella scelta di alcuni riff ritmici, sia
nell'utilizzo sporadico del gutturale.
Da Savona, ecco gli Youthanasia (http://www.myspace.com/youthanasiaband)
con "I Believe In Nothing". Il loro è un ottimo metal, contraddistinto
da una grande tensione di fondo e da un gusto creativo per
l'arrangiamento. L'attitudine è quella giusta. Molto valida la prova
della chitarra solista.
"Sick Aids", dal "Promo 07", ci introduce gli Antagonism (http://www.antagonism.eu/),
da Macerata. Il gruppo si esprime tramite un death metal semplice ma
efficace, che unisce sezioni molto pesanti e marce ad altre più veloci.
Il songwriting essenziale non fa altro che aumentare il senso di
putridume già insito nel songwriting. Davvero efficaci: questa band va
diritto al sodo.
Molto diversi inveci gli InnerTheatre (http://www.innertheatre.it/),
da Parma. "Morning Sun", dal CD "Xgotten Room", è caratterizzata da una
melodia molto catchy intonata da una bella voce femminile, sostenuta da
un'arrangiamento a metà strada tra ruvidezze metal e raffinatezze
sinfoniche. La qualità di regsitrazione non è molto cristallina, ma la
qualità del songwriting non dà spazio a critiche. Gli InnerTheatre
hanno, secondo me, delle buone possibilità commerciali nel mercato
metal: chissà che non ci riservino delle sorprese per il futuro!
Gli Shivers Addiction (http://www.shiversaddiction.com/),
da Varese, si presentano con "Dust & Wind". Il loro è un metal
melodico realizzato discretamente, ma che non riesce a colpire il
segno. In più, non ho apprezzato molto la prestazione del cantante,
spesso in difficoltà nel reggere le note più alte. Se questa è una
delle loro canzoni più rappresentative, allora gli Shivers Addiction
dovrebbero lavorare ancora un bel po', per poter smussare i propri
difetti.
Dalla provincia di Ancora, arrivano gli Specially Mild (http://www.myspace.com/speciallymild),
con la loro "Mrs. Dalloway" (da "Autoreverse"). Non male il loro rock
alternativo e sanguigno, caratterizzato da testi in italiano. Molto
duri per il pubblico mainstream, hanno dalla loro comunque una buona
capacità realizzativa ed una forte carica espressiva.
"Il Tempo", da "Corde", vede all'opera gli Aegon (http://www.myspace.com/aegon).
Si tratta di una canzone carina, a metà strada tra rock alternativo
cantato in italiano e tentazioni prog. Non sono molto distanti,
stilisticamente, dai già citati Juglans Regia, ma neanche dagli irpini
Guernica. Da tenere in seria considerazione, perchè "Il Tempo" è una
canzone di livello.
Punk melodico di stampo americano per i Made Special For (http://www.myspace.com/madespecialforitaly):
"Mary Jane", ben suonata, racchiude in sè tutti i clichè del genere,
senza che il gruppo ci metta nulla di suo. Professionali.
I Lori's Hole (lorishole@gmail.com)
sono un gruppo hardcore di buona fattura, non eccessivamente originale,
ma coinvolgente: "Leave All" è selvaggia, nella sua semplicità.
Promettenti.
I Burning Snakes Armpits (http://www.myspace.com/burningsnakesarmpits)
ci intrattengono con "In The Armpits Of My Rotten Cat", da "WC-Demo".
Siamo sempre sui territori punk/hardcore di stampo americano, con
un'interpretazione irriverente del cantante. Rozzi e privi di
compromessi, anche se qui manca sempre un po' di personalità.
Sghembi e malati, i White Widow (http://www.whitewidow.it/),
con "La Febbre Del Sabato Sera" ci propongono un rock scanzonato e
strafottente, di matrice punk, che mi ha ricordato parecchio i torinesi
Fucktotum. Davvero bravi, perchè genuini e indipendenti.
La compilation si chiude con i Forty Drunks (http://www.myspace.com/fortydrunks).
"Fragments", da "Main Thing", è un esempio di deathcore rabbioso,
registrato con una produzione marcia. Cattivi e senza compromessi,
questi sardi convincono molto di meno quando le vocals pulite prendono
il posto di quelle distorte.
Il quarto capitolo delle compilation Akom è forse quello che mi ha
intrigato di meno, perchè priva di vere e proprie sorprese. I gruppi
qui presenti sono tutti validi, alcuni molto validi, ma sono veramente
pochi quelli che si distinguono: a parte i soliti Nowhere e Juglans
Regia, citerei i From Depths, i Lights Off, i White Widow e gli Aegon.
Un gradino sotto i Kid On Moon e gli Youthanasia. Gli altri, bravi ma
senza quel qualcosa in più.
Ciò nonostante, la vetrina offerta da queste compilation della
Akom è sempre interessante, e consiglio ai nostri lettori di
acquistarne una copia, così da sostenere l'underground e conoscere
gruppi nuovi. Inoltre, ricordo che la Akom ha anche un mailorder, nel
quale si possono trovare di tanto in tanto delle chicche.
Comunque sia, il prossimo anno pretendo una compilation agli stessi livelli dei volumi 1, 2 e 3!!!
(Hellvis - Giugno 2008)
Voto: 6.5
Contatti:
Akom Productions
Via S. Antonino 108
45017 Loreo (RO)
ITALY
Mail: akomprod@libero.it
Sito internet: http://www.akomprod.com/