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Akompilation III
Etichetta: Akom Production
Anno: 2007
Durata: 68 min
Genere: vari
Ecco di nuovo la Akom Production, al terzo capitolo delle sue
interessanti compilation. Ascoltando queste raccolte della dinamica
etichetta veneta, si può tastare il polso di parte dell'underground, e
spesso e volentieri si possono trovare gradite sorprese. Come al
solito, recensirò la compilation traccia per traccia, perchè reputo sia
l'unico modo di rendere giustizia a questo tipo di pubblicazioni.
Ognuno dei gruppi presenti merita di essere citato, perchè è diritto di
tutti avere uno spazio, per buona o scadente che sia la sua proposta
musicale. Pollice verso quindi verso recensioni come quella della
Akompilation II trovata su un giornale di tiratura nazionale, dove
praticamente non si è scritto nulla di nessuno. Recensire una
compilation senza citare i singoli gruppi è una specie di tradimento
verso le band, che si sono prodigate perchè una loro canzone fosse
pubblicata su CD.
Non divaghiamo comunque, e scusatemi dello sfogo. Passiamo subito al commento della compilation.
In copertina, le solite figure stilizzate industriali hanno
lasciato il posto alla carcassa di un torso umano. L'ocra è il colore
dominante dell'artwork, e fa da sfondo anche alle otto facciate del
libretto. Per ogni gruppo è presente una foto, i contatti e le
informazioni relative alla registrazione. Ho notato che la Akom ha
inserito la nostra zine tra i ringraziamenti, e non posso che
ringraziare a mia volta per questo attestato di stima, senz'altro
ricambiato.
Ad aprire ci pensano gli Agabus (http://www.agabus4.org/),
nostra vecchia conoscenza, con "Responses", tratto dal CD "Last Way
Left". Canzone e lavoro sono già stati recensiti su Shapeless, perciò
il lettore è rimandato a tale recensione per saperne di più. In questa
sede, posso affermare che gli Agabus ci presentano la solita miscela di
grinta e potenza, per un metalcore lontano dalle sue derive più
commerciali. Rabbia panterosa unita a sporadiche sezioni melodiche:
insomma, una formula moderna e relativamente personale per esprimere
tutto l'astio del gruppo verso le ingiustizie del mondo.
Lasciamo l'Italia per la Repubblica Ceca, ed incontriamo così i Liveevil (http://www.liveevil.wz.cz/):
"Extasy" è il loro biglietto da visita. La loro musica è piuttosto
commerciale, un gothic molto elettronico, dall'agile andatura pop. Il
timbro vocale del cantante è profondo e sensuale. Come descriverli?
Immaginatevi i Deathstars che suonino i Pain, con Fernando Ribeiro dei
Moonspell alla voce. Vi siete fatti un'idea? Bene... Brano
interessante, purtroppo poco personale.
I padovani Pink Lizard (http://www.pinklizard.net/)
ci propongono un metal di stampo americano, dalla struttura semplice e
sfacciato. Non male, soprattutto la voce del cantante, dal registro
acuto molto adatto al genere. Di facile ascolto, "Dress Yourself" fila
liscia che è un piacere. La canzone è tratta dal MCD "Rock'n'Roll
Injection".
"In Tempo", dal CD "Sesso, Carta, Forbice", è il biglietto da visita dei veneti Inerdzia (http://www.inerdzia.com/). Punk melodico con voce femminile, suonato con competenza. Aldilà di questo, non credo ci sia altro da scrivere.
I Fankaz (http://www.fankaz.135.it/)
ci presentano un heavy/power cantato in italiano. Molto tirati, dai
suoni pieni, si dimostrano musicisti abili ma piuttosto legati alla
tradizione del genere. "Polvere" è estratta dal CD "Don't Try This At
Home".
"Not Rain All Time", degli Storm Of Damnation (http://www.stormofdamnation.com/),
mi ha lasciato un po' interdetto. Molto breve, registrato in maniera
approssimativa, è un brano che sinceramente non mi ha detto molto. Mi
scusi la band, ma preferisco sorvolare. La canzone proviene a
"Carelessness Of This Stupid World".
Schizzata e dall'anima funky, "Joe Jay Tales And Adventures" ci fa
ben sperare nei Doink (http://www.doink.it/). Una musica fredda, che mi
ricorda dei Primus semplificati.
I napoletani Lisozima (http://www.lisozima.it/)
sono rappresentanti di un "pop" potenziato, che non lesina bordate di
potenza ma che mantiene intatta la priorità melodica. Ho scritto la
parola pop tra parentesi perchè, a dire il vero, "Acufeni" (da "Semino,
l'Accoppiamento Del Tangone") ha una struttura complessa, e dopo una
prima parte diretta, si apre in una sezione strumentale interessante,
che mette in mostra l'abilità nell'arrangiamento. Bravissimi.
Che dire dei Nowhere (http://www.nowhere.mnw.it/)?
Vecchia conoscenza di Shapeless, da sempre la stimiamo e la
promuoviamo. Di conseguenza, giudizio positivo anche per il solido
nu-metal di "Master Of Betrayal", tra l'altro già commentata dal mio
collega Pasa in occasione della recensione di "No Prayer For The
Buyer!". Il lettore è rimandato a tale recensione per maggiori
informazioni.
Che groove e che tiro, i veronesi Safe Crash (http://www.myspace.com/safecrash)!
"Nessun Dio Nella Città Bassa" è un grande esempio di metalcore
violento, col quale gli artisti sputano fuori tutta la loro
aggressività. Tecnica, precisione esecutiva: molto intriganti. Speriamo
di recensire il loro CD "Safe Crash", prima o poi.
I Rottenshore (http://www.rottenshore.com/),
da Latina, si fanno portabandiera di un brutalcore carino, soprattutto
viste le variazioni atmosferiche o l'uso del cantato pulito che
intervallano le esplosioni di potenza. "Light#1/Negli Occhi", da
"Rottenshore", è piacevole ma nulla di più.
"Neve" è la canzone dei Loisir (http://www.myspace.com/loisir),
gruppo fiorentino che suona una musica melodica ma dissonante. Molto
aggressivi, mi convince però poco lo stile vocale sgraziato del
cantante. Dal promo "Reumatismi".
Da Bologna, ecco i Decaying Blossom (http://www.decayingblossom.com/)
col brano "Breath". Bizzarri, anche in questo caso lo stile vocale del
cantante è senz'altro particolare. Può piacere o non piacere. Anche qui
siamo su territori metalcore, con la componente metal in maggior
evidenza. Non sono melodici.
Passiamo a Roma, ai Degenerhate (http://www.degenerhate.com/).
"Running Through The Blood" è una mazzata brutale in mezzo ai denti!
Nessuna pietà per l'ascoltatore: gutturale profondo, riff semplici e
taglienti, tanto groove e potenza. Bravi.. peccato la canzone duri così
poco!
Ecco ora un'altra vecchia conoscenza di Shapeless: i liguri Last Rites (http://www.last-rites.net/),
tra l'altro una band di casa Akom. "Evil Inside", tratta dal CD "Hate",
mette in mostra lo stile dinamico, violento e distruttivo del gruppo.
Il lettore è invitato alla lettura della recensione completa del CD dei
Last Rites, per saperne di più.
Da Cuba, ebbene sì (gran paese, ci sono stato poco tempo fa, e c'è un'appassionata scena metal!), i Saxum (http://saxum-band.tripod.com/).
Molto melodici, legati alla tradizione metal/rock americana, si
dimostrano in grado di suonare buona musica, tra l'altro ben prodotta.
"Focus Your Rage" potrà piacere agli amanti della melodia e dei buoni
assoli.
I baresi Neverise (http://www.neverise.com/)
provano a dimostrare i loro meriti con la grintosa "Into The
Neverwhere", dall'album "Failed". Peccato che, sin dalle prime note, si
capisca dove andranno a parare: death metal melodico di matrice
svedese. Tanti clichè, poche sorpese. Meno male che almeno picchiano, e
comunque non sono peggio di tanti altri. Ma questo stile musicale
comincia veramente a mostrare la corda...
Sempre dalla Puglia, ma questa volta da Lecce, ecco i Clinicamente Morti (http://www.clinicamentemorti.3000.it/).
"Corruzione", dall'album "Obitorio", è una dimostrazione di rabbia, dai
suoni ribassati e dal gutturale sgraziato. Non eccezionale, si fa
ascoltare ma non fa gridare al miracolo.
Anche la seguente "Faith And Excuses" degli Hybrid Cirle (http://www.myspace.com/hybridcircle)
non mi ha fatto impazzire. Un mid-tempo molto melodico, però privo di
mordente e di fantasia. Secondo me, la band dovrebbe cercare soluzioni
musicali più originali, onde ritagliarsi un sound personale e
accattivante. Da "Little Street Pt. 1".
A chiudere, il folle progetto Morte Interna (http://www.myspace.com/morteinterna)
con "Anastasia is Aisatsana". Una musica fuori dagli schemi per taluni,
rumore per altri. Ma ho già recensito i lavori di Morte Interna, e vi
basterà dare un'occhiata all'archivio di Shapeless per sapere vita,
morte e miracoli di questa one-man-band.
Dunque, un terzo capitolo interessante da parte della Akom.
Consiglio ai lettori di acquistarla, anche perchè per molti di voi
potrebbe essere l'unico modo per conoscere gruppi altrimenti poco noti.
Inoltre, acquistandola darete un contributo all'attività della Akom.
(Hellvis - Marzo 2007)
Voto: 7
Contatti:
Akom Production
Via S. Antonino 108
45017 Loreo (RO)
ITALY
Mail: akom_prod@libero.it
Sito internet: http://www.akomprod.com/