3RD
D-Day
Etichetta: UK Division Records / Alkemist Fanatix
Anno: 2007
Durata: 33 min
Genere: alternative metal/metalcore/nu-metal
Dei 3rd avevo recensito il MCD "Highest Human Form", pubblicato dalla
Raptures Asylum nel lontano 2000. Ora li ritrovo qui, in questo
pacchetto della Alkemist Fanatix, con il loro primo full-length,
intitolato "D-Day". Non mi dilungo sulle note biografiche, in quanto
possono essere trovate nella recensione del loro vecchio MCD, presente
nei nostri archivi. In questa sede, mi limito ad aggiungere che, nel
2004, i 3rd hanno pubblicato un promo di quattro traccie, mentre nel
corso degli anni la line-up ha subito dei cambiamenti.
La formazione attuale consiste in Cristiano De Divitiis alla voce,
Massimo Barrella alla chitarra, Dario Cuccurullo all'altra chitarra e
alla voce, Marco "Cinghio" Mastrobuono al basso e Mario Iuliano alla
batteria. Questa almeno è la formazione che vedo sul MySpace della band
(http://www.myspace.com/3rd2k6), mentre nel libretto del CD troviamo Luca Carucci al basso.
Le prime sei traccie di "D-Day" sono state registrate tra il febbraio
ed il marzo 2006 presso lo studio Lebowski di Battipaglia (Salerno).
Il CD è aperto dall'introduzione "1944", che prepara il nostro
spirito alle atmosfere del disco: è un breve episodio
industrial/ambient che ricrea atmosfere cibernetiche, oscure ed
allucinate. "1944" spiana la strada a "Empty/Alive", la prima canzone
vera e propria. Si viene immediatamente colpiti dal suono potentissimo
della band, dalle ritmiche precise e secche, e dalla voce rabbiosa ed
espressiva di Cristiano. E salta subito all'orecchio il potenziale
della band, grazie all'ottimo alternarsi di strofe aggressive e
ritornelli melodici. La duttilità del cantante permette al gruppo una
vastissima gamma espressiva, ma non è l'unico elemento di spessore di
questa proposta musicale. Anche l'ottimo lavoro delle chitarre, sia
ritmico che solista, fa la sua parte, e la sezione ritmica non perde un
colpo.
Le medesime coordinate muovono la successiva "Fateless", che non
nasconde qualche velato richiamo al nu-metal, sebbene esso rientri
nelle tante influenze costitutive di un crossover originale, eclettico
e moderno. L'impatto devastante non va a scalfire il potenziale
melodico del gruppo, sempre attento a dosare melodia e potenza, tramite
la creazione di strutture relativamente lineari, perfezionate da
arrangiamenti impeccabili. Ed infatti tanti particolari compositivi
saltano all'orecchio dopo vari ascolti, pronti a stupire l'ascoltatore
sempre alla ricerca di finezze e di colpi di genio.
La title-track parte in maniera sfacciata, e riversa
sull'ascoltatore la solita dose di grinta e sudore. Sì, perchè i 3rd ci
mettono tanta passione, e la qualità della registrazione è riuscita a
catturare la loro attitudine. Come di consueto, la rabbia cieca lascia
il posto ad aperture melodiche, malinconiche ed intense.
Stilisticamente, i salernitani sembrano guardare ad una certa scena
alternativa americana, però non cadono nell'errore classico di molti
gruppi simili, e cioè di ammorbidire eccessivamente la loro proposta
musicale, dando priorità solo ed esclusivamente ai ritornelli melodici.
No, i 3rd fanno male, e al tempo stesso non dimenticano di essere
espressivi e comunicativi. Siamo di fronte ad un gruppo maturo, che non
nega le sue radici metal, e le modernizza grazie ad una selezione
intelligente delle influenze moderne.
Le classiche aperture melodiche trovano in "Vanishing Life" una
formula espressiva un po' diversa, lasciando da parte gli atteggiamenti
più sentimentali, a favore di una potenza ritmica consistente. La
canzone mantiene intatto per tutta la sua durata (a parte una breve
parentesi) un nervosismo di fondo che funge da motore trainante. La
seconda parte è più intensa, ma anche abbastanza malata.
Le canzoni dei 3rd hanno tutte un minutaggio limitato: il gruppo
punta infatti al sodo, e pare sfuggire come la peste qualunque
divagazione. Anche "Ghost" testimonia questa tendenza. E riprende la
consueta formula compositiva. Le ritmiche precise e potentissime sono
ormai un marchio di fabbrica, assieme alla voce bellissima di
Cristiano. E, come sempre, il gruppo alterna momenti di furia ad altri
nei quali danno vita a sonorità gustose accarezzando i propri
strumenti, e non più picchiandoli. La ricchezza espressiva è
sicuramente uno dei punti di forza del gruppo campano.
"Unable" ha forti influenze nu-metal, e stilisticamente ci riporta
un po' sui territori del MCD "Highest Human Form". Le chitarre sono
decisamente meno nevrotiche, ed avanzano con riffoni ribassati ed
insistenti. L'ottimo groove rende interessante il tutto. Ah, alla
batteria siede il session man Giorres, così come nei brani successivi.
Questa canzone faceva parte, come le seguenti, del promo di quattro
traccie citato in precedenza.
"Nothing Safe" procede sulla falsariga del brano precedente, però
siamo vicini allo stile attuale del gruppo. I 3rd si dimostrano
comunque meno irruenti, e puntano in maniera molto maggiore alla
melodia. La componente emo è più accentuata che in precedenza. Ma
queste non sono le uniche differenze di questo brano. Anche il suono è
lievemente differente, più cupo e morbido. Le ultime quattro canzoni
del CD infatti, sono state registrate allo Zapping Sound di Nocera
Inferiore, anzichè nello stesso studio delle altre. Sicuramente la
produzione diversa gioca un ruolo fondamentale, nell'accentuare le
differenze stilistiche.
Con "Mess", comunque, il gruppo torna a sfoderare ritmiche secche
e cattive, sebbene le chitarre continuino ad avere quel suono saturo e
compresso delle ultime traccie. E tutto il brano mantiene intatta una
carica aggressiva che non cala nemmeno nei ritornelli melodici. E'
impossibile rimanere fermi, ascoltando canzoni di questa fattura.
Talvolta la voce di Cristiano è lievemente effettata, e questo dona un
tocco futuristico al tutto. Gran bell'arrangiamento, che include
inserti elettronici.
Chiude "Something More Than Nothing", che non si discosta da
quanto udito in precedenza, e che proprio per questo è altrettanto
bello. Il gruppo ha un suono maturo e coerente con sè stesso, omogeneo,
che è facilmente distinguibile: un gran pregio, a parer mio.
Terminate le dieci traccie, c'è ancora spazio per ben due video:
non sono semplici riprese da concerti, ma veri e propri videoclip.
Quello di "Unable" è in bianco e nero, convulso, e mescola immagini
sgradevoli a riprese del gruppo. Quello di "D-Day" è invece a colori,
anche se l'ambientazione oscura e minacciosa è sempre presente. Molto
ben fatti e professionali, comunque.
"D-Day" è un disco buono, onesto e suonato alla perfezione. Anche
la copertina, dai colori scuri, con un uomo a braccia aperte, in piedi
in mezzo ad un incrocio di binari, e tremendamente evocativa. "D-Day" è
un lavoro perfetto dal punto di vista promozionale, grazie ad una
tracklist equilibrata e all'inserimento di due video molto
professionali. Il gruppo è migliorato tantissimo nel corso degli anni,
ed è sicuramente una delle realtà più intriganti del suo genere, nel
nostro paese. Ragion per cui, cari lettori, i 3rd sono un gruppo da
sostenere, e da gustare lasciandosi conquistare dalla loro musica.
(Hellvis - Giugno 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail 3rd: cristiano3rd@tin.it
Sito 3rd: http://www.3rdweb.it/
Sito UK Division Records: http://www.ukdivision-records.com/
Sito Alkemist Fanatix: http://www.alkemist-fanatix.com/