Unloved
(Danny Boodman - Giugno 2005)


Gli Unloved sono una realtà interessantissima proveniente dalla Germania, capace di proporre un metal variegato ed eterogeneo, che difficilmente può essere racchiuso in un genere. Gothic metal, rock, pop, pezzi acustici, reminiscenze folk e sfumature moderne si fondo nei quattro brani del loro MCD intitolato "My Way To Run". Dopo qualche tentativo sono riuscito a mettermi in contatto con Markus, chitarrista della band, che risponde gentilmente alle nostre domande.



Ciao Markus, prima di tutti lasciami dire che il vostro MCD è davvero un ottimo lavoro! Complimenti! Che ne dici di iniziare subito presentando la band ai lettori di Shapeless Zine?
Ciao Danny! Mi sarebbe piaciuto fare questa intervista anche con gli altri ragazzi della band, ma siamo stati in tour e quindi avevamo una montagna di lavoro da terminare, così ti risponderò solo io.
Ti ringrazio molto per i complimenti! Ho provato a leggere la tua recensione e, sebbene il mio italiano non sia un granché, avevo capito che il nostro lavoro ti è piaciuto.
Dunque, cari lettori di Shapeless Zine, noi siamo gli Unloved. Per circa cinque anni abbiamo cercato un modo per definire al meglio la nostra musica, ma ancora non ci siamo riusciti: abbiamo voci femminili, un violinista e le tastiere, però la nostra proposta è basata soprattutto sulle chitarre. Stiamo cercando un modo per esprimere il nostro vero essere e questa strada ci sta conducendo sempre più oltre i confini degli stili e dei generi.

Come mai avete deciso di chiamare la band Unloved?
Nel 1997 avevamo una band che si chiamava Badnews. Un giorno, però, trovammo una registrazione di una band con lo stesso nome: aveva un'orribile copertina che raffigurava tre loschi figuri, vestiti come il peggior stereotipo del metallaro anni '80, con i pantaloni attillati che coprivano delle grosse zucchine a simboleggiare i loro presunti, enormi attributi! Un'immagine davvero capace di perseguitarti la notte o, quantomeno, una copertina che non ti faceva certo prendere sul serio la band. A nessuno di noi piaceva l'idea di portare il loro stesso nome, così decidemmo di trovarne uno nuovo. Poiché le nostre radici affondano nel grunge rock più suicida, come i Nirvana, e nello stile gotico e kitsch di band tedesche come i Goethes Erben, decidemmo di chiamarci Unloved. Da allora la band si è sciolta diverse volte ma sono sempre rimaste, fisse e immutabili, tre costanti: la tastierista Rika, io alla chitarra e proprio il nostro nome, Unloved.

Cosa puoi dirci delle vostre principali influenze?
E' una domanda difficile. Secondo me le nostre influenze non derivano tanto da determinate band che ascoltiamo, quanto piuttosto dalle persone che incontriamo, dai film che guardiamo, i libri che leggiamo e le esperienze che viviamo in prima persona. Gli artisti che amiamo sono così tanti che sarebbe impossibile trovare una sola influenza, senza contare che questo varia da persona a persona: io, ultimamente, sono completamente perso per Björk e Fiona Apple, ma domani potrei passare tranquillamente al death metal. Eppure nessuno di questi è un'influenza sensibile nella musica degli Unloved, no?

In effetti è molto difficile inserire la musica degli Unloved in un genere ben preciso: siete molto originali con elementi che vengono dal gothic metal, dalla musica moderna e perfino dal pop. Se toccasse a te definire la vostra proposta, cosa suggeriresti?
Noi lo chiamiamo semplicemente 'rock'. Probabilmente sarebbe più corretto dire crossover ma, in effetti, nessuno di questi rende davvero l'idea di quello che suoniamo. C'è solo una soluzione: ascoltateci! Comunque la tua descrizione è corretta: è possibile trovare tutti questi elementi nella nostra musica e credo che i fan di questi generi potrebbero tutti apprezzare il nostro lavoro sebbene non sia mai possibile classificarci 'esattamente' come questo o quello. E' musica per persone di mentalità più aperta: non ci chiudiamo in un sottogenere.

Passiamo al vostro MCD "My Way To Run": ti va di spendere due parole per ogni canzone?
Il primo pezzo si chiama "Lost" che parla della classica storia d'amore finita: ti rendi conto che la vostra relazione è arrivata al capolinea e che tutto l'amore che le stai dando non viene corrisposto. La canzone vuole catturare questo tipo di distacco emotivo.
Il secondo brano parla di una storia misteriosa perché a noi, e in particolare alla nostra cantante Shya, piacciono gli elfi e le fiabe con questi personaggi. Sebbene "Il Signore Degli Anelli" sia diventato molto di moda, la nostra "Elbs" parla di tutt'altro genere di elfo, quello che noi tutti conoscevamo dalle fiabe della nostra infanzia. Un elfo di una notte di mezz'estate, forse (si riferisce, suppongo, alla commedia shakespeariana "Sogno Di Una Notte Di Mezz'Estate" dove, appunto, molti dei personaggi provengono dal mondo delle fate - nd Danny Boodman). Quest'elfo viveva nei tempi antichi, quando la gente credeva alla sua esistenza, mentre adesso che tutti hanno smesso di credere alle fate, nessuno riesce più a vederlo. Può essere interpretata come una metafora, se vogliamo, comunque si tratta del pezzo più romantico dell'album, benché sia anche quello più aggressivo: ci piaceva l'idea di un massacro in doppia cassa su una melodia che non avrebbe sfigurato in un programma radiofonico commerciale. Noi non abbiamo paura di ciò che è più 'mainstream', anzi, sferreremo presto il nostro attacco!
Il terzo pezzo è una canzone per gli indecisi: "Kanto Robuso" mostra il monologo interiore di una persona insicura. Rischiare o non rischiare, questo è il problema. Una voce gentile sussurra: "se non rischi, non otterrai mai niente!". Potete ascoltarvela ogni volta che non saprete come agire.
Infine "My Way To Run", che è una canzone molto personale ma con una storia facile da seguire. Non credo sia il caso di scendere troppo nei dettagli per questa canzone. Musicalmente pensavamo di creare un pezzo molto catchy ma, con nostra sorpresa, la maggior parte dei recensori ha considerato "My Way To Run" come il pezzo più progressive e più difficile dell'intero lavoro.

Parliamo un attimo della copertina. E' davvero un ottimo lavoro! E' così 'calda', così lontana dai classici stereotipi delle gothic band. Cosa puoi dirmi in proposito?
Beh, noi non ci consideriamo una gothic band, sebbene ci siano diversi elementi che richiamano quella scena. Volevamo dei colori caldi perché la nostra musica non è fredda. Il cuore degli Unloved sono le emozioni e le emozioni sono quasi sempre calde.
La cover finale è stata fatta da Denis Hafner della Coloure Bpm, una compagnia tedesca di design. Denis è appassionato del suo lavoro quanto lo siamo noi per la musica, così abbiamo trovato la giusta intesa e siamo stati completamente soddisfatti del risultato. Ci sono tanti particolari nascosti collegati ai brani e buona parte di essi sono un'idea di Denis. Ogni canzone ha la sua pagina ma tutte quante sono caratterizzate da un denominatore comune: sensazioni e colori, proprio come la nostra musica. Denis ha ascoltato a lungo le nostre composizioni, è stato coinvolto fin dall'inizio delle nostre sessioni in studio e credo che il risultato si veda.

Una domanda lampo: perché le more? Ci sono more dappertutto nel vostro album!
Sì, le more... "Kanto Robuso" in esperanto significa "La Canzone Delle More". Non è che ci fosse nessuna intenzione particolare nel chiamarla così ma, alla fine, hanno iniziato ad avere un certo significato per noi: le more sono dolci, il loro profumo e il loro colore purpureo sono la promessa di un banchetto ma, per raggiungerle, bisogna passare attraverso le spine. E' un po' la storia delle nostre vite.
Una volta mi è successa una cosa simpatica: dopo aver finito le registrazioni, avevo proprio bisogno di staccare la spina così, con due amici, partimmo per l'Irlanda in macchina, senza una meta ben precisa. Quando finalmente riuscii a sdraiarmi e a rilassarmi, la prima cosa che vidi fu un cespuglio di more. Mi sono accorto, quindi, che dovunque andassimo c'erano sempre le more. E' stato un segno: dopo le registrazioni eravamo pieni di dubbi, avevamo perso l'obiettività, non sapevamo se la nostra musica fosse buona o solo spazzatura... forse l'universo mi stava dicendo che avevamo scelto la strada giusta.

Credo che l'album mostri due facce ben distinte: i primi due brani sono più malinconici, mentre gli altri due sono più accattivanti e moderni. E' stata una scelta ben precisa o si tratta del risultato di un processo creativo spontaneo?
Principalmente la seconda. Abbiamo provato qualche combinazione e alla fine abbiamo messo le canzoni in quest'ordine. "Lost" termina con il piano, proprio come inizia "Elbs" la quale, a sua volta, termina con un tema elettronico. "Kanto Robuso", quindi, inizia con queste chitarre registrate al contrario e campionature elettroniche... e così via. E' un modo per far sì che il lavoro scorra.

Nella vostra biografia leggo (o meglio 'intuisco', visto che è scritta solo in tedesco) che, dopo la registrazione di "My Way To Run", è entrato in line-up un violinista (Matthias). Credo che sia un'ottima scelta. Come mai avete optato per questo strumento?
C'è un equivoco: Matthias è un membro della band fin dal 2000, ma non ha partecipato alle registrazioni. Il motivo è stata la sua mancanza di tempo, a causa del suo lavoro. Non abbiamo potuto farci niente.
Comunque abbiamo davvero dei nuovi membri: Felix al basso e René alla batteria, che sono entrati nella band nell'estate del 2004, quando le registrazioni erano già terminate. Le parti di batteria nell'album sono state suonate da Jens Maluschka dei Disillusion.

State componendo dei nuovi brani per il full-length? Che direzione stanno prendendo le composizioni?
Purtroppo il problema è che non possiamo ancora finanziarci un full-length. Più avanti speriamo di realizzarlo ma, al momento, stiamo preparando un secondo MCD, che completerà la presentazione degli orizzonti musicali degli Unloved o, quantomeno, aggiungerà nuovi aspetti. Non posso ancora dirti i dettagli, ma penso che sarà più profondo e meno diretto. Non cambieremo la nostra musica, ma abbiamo ancora molto da dire oltre "My Way To Run".

Cosa c'è nel vostro immediato futuro?
Stiamo lavorando a un video per "Lost" e, ovviamente, al nuovo MCD. Ci piacerebbe anche registrare un album intero e fare un tour per l'Europa.

Quant'è importante per voi la dimensione live?
Molto importante, in effetti: gli Unloved sono una live band. Cerchiamo di trasmettere tutte le sensazioni dell'album anche sul palco, così cerchiamo di migliorare in continuazione. Se possiamo fidarci del nostro pubblico, ce la faremo! Shya è un'ottima cantante e la voce è una parte fondamentale nei concerti. Spesso acquisiamo molti più fan attraverso i concerti che attraverso il nostro MCD, dove gli ingegneri del suono possono lavorare e ritoccare fino a rendere tutto più bello. Il pubblico però non si lascia ingannare e rende onore a un grande concerto.

Vedremo mai gli Unloved in Italia? Io ci sarò sicuramente!
Ci contiamo! Stiamo lavorando sull'opportunità di suonare all'estero ma la difficoltà principale è la distanza. Se riuscissimo a farci pagare il viaggio, verremmo più che volentieri in Italia! Quando accadrà, te lo faremo sapere!

Bene, siamo alla fine dell'intervista. Lascio a te le ultime parole. Grazie!
Grazie a te! Spero che ti sia piaciuto fare questa intervista quanto è piaciuto a me! Speriamo di vederci presto in Italia!


Sito internet: http://www.unloved.info/