Tonka
(teonzo - Aprile 2003)


Ecco l'intervista via mail con Yngve e Bernardo dei Tonka, due ragazzi fedeli al Puro Metallo degli anni '80, con le idee chiare e con grande dedizione alla loro musica. E nonostante questa grande passione per gli anni '80 l'album dei Tonka risulta al passo coi tempi, nel senso che si sente il legame col thrash dell'epoca d'oro, ma non cercano di scopiazzare nessuno, creando musica personale e che non suona sorpassata e vecchia. Insomma, se amate il thrash e cercate qualche gruppo che lo possa portare avanti, allora eccovi accontentati!



Ti va di presentare i Tonka ai nostri lettori, raccontando la storia del gruppo e descrivendo la line-up attuale?
Yngve: Certamente teonzo: sono ben contento di far vedere ai tuoi lettori chi sono i Tonka. E' iniziato tutto nel 1997 quando tre metallari hanno deciso di fare qualcosa. Io ero senza un gruppo, e stavo cercando qualcuno da tormentare. Dopo aver pubblicato due demo, il chitarrista decise di lasciare il gruppo. E poiché non avevamo mai avuto un bassista, nel 1998 entrò mio fratello Bernardo. All'inizio eravamo un gruppo metal piuttosto incazzato, poi la musica diventò più oscura, più melodica e basata sui mid-tempo, questo grazie all'entrata in formazione nel 1999 di un nuovo cantante: Teo era ed è una parte molto importante dei Tonka. Ha una grande duttilità vocale: alcune parti sono molto aspre, quasi estreme, mentre altre parti sono così melodiche ed emotive come gli viene naturale cantarle. Nel 1999 abbiamo pubblicato un EP, e l'anno dopo abbiamo pubblicato un album autoprodotto. L'ottima etichetta underground Metal Age Productions ci ha messo sotto contratto per fare uscire in versione ufficiale quell'album lo scorso anno. Adesso stiamo registrando il successore, che porterà la band ancora più lontano, ossia dentro i regni delle emozioni, del thrash metal ed oltre. Il nome Tonka l'ho tirato fuori io proprio all'inizio della carriera del gruppo. Volevo un nome corto, di presa immediata e che fosse facile da ricordare, insomma un nome che colpisse come i nomi dei vecchi giocattoli che ci divertivamo a demolire da piccoli. E così uscì il nome Tonka.

Voi Tonka mi avete sorpreso per un sacco di motivi... il primo è che suonate una specie di thrash intricato, ed era un sacco di tempo che non mi capitava di ascoltare un gruppo di questo genere. Come mai vi siete messi a suonare questo tipo di musica?
Yngve: Fondamentalmente non abbiamo mai suonato nient'altro. Io e mio fratello avevamo fondato un gruppo techno-thrash ancora nel 1988, che si è poi sciolto nel 1994, quindi le parti intricate a cui ti riferisci sono senza dubbio una componente che risale a quei tempi. Ma devo anche dire che non ci dà fastidio suonare del normale thrash semplice e diretto. Però preferiamo includere delle melodie, dei buoni riff ed alcuni arrangiamenti belli ricercati. In molte recensioni hanno scritto la tua stessa impressione: "sono anni che non sento del thrash fatto così", ecc... E questo è grandioso perché sono molto soddisfatto quando veniamo paragonati a gruppi come i Coroner, i Kreator, gli Anacrusis o vari altri gruppi veramente metal. Prima di tutto siamo dei fan della musica, e solo in seguito siamo dei musicisti.

Un'altra cosa che mi ha sorpreso è stato il fatto che abbiate firmato per la Metal Age. Pensavo che quell'etichetta mettesse sotto contratto solo gruppi della Slovacchia e della Repubblica Ceca, ed invece voi siete norvegesi. Come siete entrati in contatto con la Metal Age, e come siete arrivati a firmare per loro?
Yngve: La Metal Age è un'etichetta che conoscevo bene poiché sono molto attivo nella scena metal underground. Conoscevo l'etichetta, ma i loro lavori non rientravano mai nei miei gusti ottimali. Ma molte cose sono cambiate negli ultimi tempi, visto che hanno incluso nel loro catalogo una grande varietà di gruppi, sia come stile musicale che come provenienza. E' vero che lavorano principalmente con gruppi della loro area, ma credo che sia una cosa tipica di ogni etichetta. I problemi dovuti alle lunghe distanze sono spesso sovrastimati. I Tonka avevano partecipato nel 2000 con una canzone ad un CD compilation chiamato "Grimoire of exhalted deeds". Questo ci ha fatto conoscere a Peter, il manager dell'etichetta, che poi ci ha voluto mettere sotto contratto.

A me piace veramente la produzione di "...This Present Darkness...", visto che riesce ad esaltare l'umore della vostra musica. Siete soddisfatti di come è uscita la produzione? Ed un'altra domanda: nel libretto c'è scritto che l'album è stato "mastered of the puppets", e non semplicemente "mastered" (ossia masterizzato - nd teonzo)... quindi mi chiedo se per caso l'avete registrato nell'Hangar 18, haahhahaha!!!
Yngve: Ha-ha... sì, in effetti abbiamo registrato l'album in un hangar... ma torniamo seri, sono veramente soddisfatto di come è uscita la produzione. Come dici tu, si adatta perfettamente alla musica dei Tonka. Molto organica, viva ed abbastanza realistica per garantire all'ascoltatore che è tutto frutto di persone reali che suonano i loro strumenti: non c'è nessuna parte di batteria elettronica o di doppia cassa programmata. I Tonka puntano tutto sul tiro, sulla melodia, sulla capacità di fare musica figa e non modaiola, sul fatto di essere un gruppo veramente con le palle. Non ci vergogniamo di esprimere quello che sentiamo. Troppi gruppi odierni creano la loro musica soltanto basandosi su qualcosa fatto da qualche altro gruppo là fuori. Noi cerchiamo di personalizzare la nostra musica e di pubblicare del materiale che rifletta le nostre personalità.

Ed ora una domanda banale: che metodo usate per comporre le vostre canzoni?
Bernardo: ...Tu credi che sia una domanda banale? Io credo che sia una domanda intelligente... Chiunque componga della musica deve arrivare a dei compromessi all'interno del gruppo, ed anche all'interno di se stesso. Per quello che ci riguarda, tutto comincia come una passeggiata in un parco, con Bernt (chitarrista) che compone ed arrangia tutte le canzoni a casa sua, e poi invade la nostra sala prove con una faccia splendente, aspettandosi che lo trattiamo come un dio (della tempesta?). Quindi scende l'oscurità su di noi, e cominciamo a svelare il mistero ed il potere che sono nascosti dentro le canzoni. Talvolta è difficile riuscire ad immergersi in una canzone, ed in questi casi aspettiamo e vediamo cosa succede in seguito. A volte cerchiamo di sistemare le canzoni su cui non arriviamo a concordare a causa delle nostre diverse vedute musicali, oppure se qualcuno del gruppo non riesce ad entrare nella sua parte. Quando una canzone ha raggiunto il suo pieno potenziale, allora iniziamo a cercare di catturare l'essere che si nasconde dietro la musica. Tutte le cose create dall'uomo con la sua intuizione e la passione riescono a catturare dentro di sè parte della vita, e riflettono le personalità dei creatori. In poche parole cerchiamo di far uscire la bestia che si trova dentro ogni canzone.

I vostri testi sono di tipo filosofico, ed a volte apocalittico. Dove trovate l'ispirazione per scrivere questo tipo di testi? E credete che siano gli unici temi che potete trattare con la musica dei Tonka?
Bernardo: Per quello che riguarda i Tonka, è importante che non ci dimentichiamo ciò che siamo e dove ci troviamo in questo quadro oscuro e disturbante che è lo stato in cui si trova il mondo, ossia su un livello spirituale invisibile di una imminente catastrofe. Noi come individui non siamo in grado di trascurare questa scalata verso la fine, pertanto questo tema sarà sempre, in un livello o in un altro, una parte integrante del gruppo, perlomeno fino a quando la line-up resterà quella attuale.
Yngve: Penso che Teo scriva dei testi troppo complessi per me per cercare di capirli. Quando credo di essere riuscito ad afferrare l'essenza del suo messaggio, lui mi svela una soluzione completamente diversa, e sebbene stiamo combattendo la stessa battaglia, lui riesce ad andare molto più a fondo. I temi apocalittici sono una grossa parte dell'esistenza dei Tonka, e sono degli argomenti che sentiamo attorno a noi quotidianamente: basta solo dare un'occhiata a quella stupida guerra che si sta svolgendo mentre stiamo parlando. I Tonka sono pienamente capaci di trattare qualsiasi tipo di argomento, ma poiché la maggior parte dei gruppi ha già occupato i temi ordinari, allora i Tonka hanno deciso di prendere una strada apocalittica.

Una domanda a riguardo dell'artwork di TPD. E' un po' insolito per un gruppo thrash, ma riesce ad integrarsi per bene alle atmosfere della vostra musica. Da dove avete trovato le idee per il vostro artwork?
Yngve: Quando abbiamo pubblicato l'album per la prima volta, ossia la versione autoprodotta, c'era un nostro amico che ci aiutava per l'artwork. Non posso dire di non essere d'accordo quando la gente dice che il nuovo artwork sia più bello, ma penso che anche quello originario rendesse giustizia al gruppo. Riguardo l'aspetto della copertina attuale, abbiamo preso alcune delle nostre immagini preferite nella storia dell'arte ed abbiamo creato un libretto che si adattasse alle canzoni, una per una. E' molto importante per noi cercare di creare un'unità tra l'attitudine del gruppo, i testi, la copertina... tutto l'insieme. Sentiamo che la musica sia molto oscura, ma nonostante questo siamo persone molto positive; quindi è stato naturale scegliere delle immagini di tipo piuttosto oscuro che si adattassero ai testi. Penso tu volessi dire che la copertina rifletta le nostre personalità... yeah, puoi dirlo forte.

Ho letto nella vostra biografia che avete dovuto affrontare varie tragedie negli ultimi tempi... credete che queste perdite influenzeranno il vostro approccio alla musica? Ed il fatto di essere metallari vi ha aiutati ad affrontare questi casini?
Yngve: I Tonka sono stati colpiti da varie tragedie, questo è sicuro. Bernardo ed io abbiamo perso entrambi i nostri genitori nel giro di un anno e mezzo, mentre Bernt ha perso sua madre nello stesso periodo. Niente è più duro di perdere le persone a cui si vuole bene. Non so che altro dire riguardo questi episodi. Essere un metallaro è una parte fissa della mia personalità, e non so dire se l'essere metallaro mi sia stato d'aiuto in quei momenti. Sono anche cristiano, il che significa che non vedo la morte come la parte finale dell'esistenza. E sì: questi episodi ovviamente influenzeranno il nostro modo di vivere, di pensare, di comportarsi, e quindi anche il modo in cui si evolveranno i Tonka. I Tonka sono un gruppo organico e seguiranno sempre gli sviluppi personali ed umani dei suoi componenti.
Bernardo: Noi seguiamo un modo molto onesto e personale per tenere le relazioni con gli altri membri del gruppo, e quando queste cose stavano nel momento peggiore, la nostra priorità era sempre quella di prendersi cura l'uno dell'altro e dargli una mano in quello che stava affrontando, se era possibile. Devi capire che l'impatto che queste tragedie hanno su di una persona non può essere misurato o capito, a meno che tu stesso non abbia dovuto affrontare una esperienza simile. Ogni persona vive seguendo la sua storia e i suoi ricordi, quindi quando accadono queste cose una persona ha veramente bisogno di stringersi con gli altri, e non di cercare di capire il dolore della perdita, poiché è una cosa sentita ad un livello più profondo dell'empatia esterna. Ma per quello che riguarda l'essere metallari durante tutto questo, credo di poter parlare per tutti i ragazzi del gruppo dicendo che la musica per noi aiuta a riparare i cuori spezzati, ed è anche un modo per affrontare quello che ti succede dentro, aiutandoti a guarire e a capire i tuoi stati d'animo, e mostrandoti come fare a sopravvivere a quel male chiamato vita.

Yngve, so che suoni anche nei Powercage. Ci puoi dire qualcosa in più riguardo questo gruppo?
Yngve: Avevo il bisogno di esprimere le mie "vere" idee metal, quindi ho messo su un gruppo con un mio amico per cercare di renderle realtà. Abbiamo entrambi, come succede anche nei Tonka, superato i 30 anni, quindi eravamo tutti presenti quando il movimento metal aveva raggiunto il suo culmine negli anni '80. Questo ovviamente si riflette nel nostro approccio alla musica. Mentre i gruppi odierni si buttano sul power metal luccicante e senza "sozzura", noi invece abbiamo scelto di concentrarci su questo. Tutti noi amiamo la NWOBHM, ed i Powercage rappresentano il nostro sforzo onorabile di rendere omaggio ai gruppi di quella era. Partendo dai Thin Lizzy, dai vecchi Priest, passando per qualcosa dei vecchi Metallica fino ai primi Gamma Ray ed i TNT (Norvegia). I Powercage non sono nient'altro che una tribute band con del materiale proprio. Abbiamo pubblicato un EP nel 2001, e stiamo per lanciare un full-length album. Questo è in poche parole lo stato attuale del gruppo.

Oltre a quello porti avanti una fanzine chiamata The Metal Underground Zine (lasciami dire che questo nome non è il massimo della personalità, hehehe), e sei un "vecchio" metallaro. Qual è la tua opinione riguardo la scena metal attuale, sia quella mainstream che quella underground? E quali sono i gruppi emergenti che ti hanno sorpreso negli ultimi tempi?
Yngve: La mia fanzine, The Metal Underground Zine, è il modo che ho per supportare i gruppi che non ottengono riconoscimenti nel mondo commerciale e delle riviste in genere di oggigiorno. Il nome all'inizio era Local Underground Zine poiché era una specie di forum per la nostra scena metal locale... Ma ho deciso quasi subito di renderla internazionale. Visto che ho una bella rete di contatti di gruppi underground spaccaculo e di altre risorse musicali, che senso aveva tenere la zine a livello locale? Volevo far conoscere all'estero la nostra scena metal, e farla arrivare nelle altre scene analoghe. In questo modo la zine sarebbe diventata più importante ed avrebbe aiutato maggiormente i miei amici metallari. So che il nome The Metal Underground Zine è piuttosto scontato, ma l'ho scelto proprio per sottolineare qual era la mia attitudine. Non mi danno fastidio i gruppi famosi. I gruppi più grossi che ho incluso nella zine sono Paul Di'Anno, i Warlord, Wolf, Kreator e Diamond Head. Ma poiché tutti questi gruppi fighi non sono minimamente commerciali ai giorni nostri, allora non ci vedo nulla di sbagliato nell'includerli. Ho incluso anche gruppi come i Twisted Tower Dire, i Sabatan oppure i Warlord assieme ad altri più famosi. Questo è il mio modo di essere. E quando la gente vede la zine, leggono il titolo e sanno che questa zine non è venduta né commerciale. E' fatta solo con pura attitudine, e dalla parte dei fan.

Che ne pensi dei gruppi italiani? Ci sono gruppi italiani che ti piacciono?
Yngve: Non ho ascoltato molti gruppi italiani durante questi 24 anni di metallosità. Ho ascoltato alcune cose, ma nessuna ha raggiunto dei livelli di gradimento elevati. In questi tempi la vostra scena è più forte di quanto lo sia mai stata, credo sia dovuto soprattutto al successo dei Rhapsody... ma sono usciti anche molti gruppi metal veramente sporchi e duri; l'ultimo che ho sentito che difende il verbo del vero metallo sono gli Holy Martyr. Mi sono rotto di tutti questi gruppi power "prodotti-perfettini-luccicanti". Mi scuso se offendo i vostri gusti, ma nomi come gli Stratovarius mi fanno star male (mica devi scusarti, vai vai!!! - nd teonzo). Una volta, nel 1996/97, persino gli Hammerfall avevano pubblicato del materiale decente. Ma una volta che la Pukclear Blast li ha avuti in pugno, allora il gruppo ha perso se stesso. Mi piace il loro debutto, con la sua produzione onesta ed un vero spirito metal. Ma poi la fine.
Poi mi piace il prog. Ma non la solita roba tipo i Tull, Crimson, sebbene mi piacciano alcuni di questi lavori, ma bensì il prog sporco e grezzo degli anni '70. I gruppi sconosciuti, quelli autoprodotti come Gravy Train, Pavlos Dog, Edgar Broughton, Tarkus... Recentemente ho collezionato le uscite dell'etichetta italiana Black Widow. Ho la maggior parte di quelle uscite, in vinile ovviamente, ma credo che ad un certo punto abbiano perso parte della qualità che avevano secondo me agli inizi... Gli italiani comunque sanno la loro sul prog, questo è sicuro.

Tu hai vissuto l'epoca delle lettere cartacee, del tape-trading, delle registrazioni analogiche... ora le persone usano le e-mail, si scaricano gli mp3, registrano la musica in digitale... credi che stiamo perdendo un bel po' di umanità con tutti questi cambiamenti?
Yngve: Sì, continuo a scrivere lettere cartacee come le chiami tu. E continuo a fare scambi di registrazioni quando capita. Continuo anche a registrare in analogico con i miei gruppi appena possibile. E' molto difficile che scarichi qualche mp3. Non voglio essere infastidito da gruppi che mi mandano le proprie canzoni in mp3. Ho bisogno di sentire la musica nella carne. Sono un vecchio metallaro che adora i vecchi tempi, lo sai...
Riguardo la tua domanda, se stiamo perdendo parte della nostra umanità in tutto questo, la mia risposta è assolutamente sì. Non possiamo combatterlo. E' diventato troppo forte. La cosa buona è che tutti i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni, quelli tanto decantanti dai signori "so-tutto-io", non sono riusciti ad uccidere la vecchia tecnologia, ossia i modi "sorpassati" di affrontare vari aspetti della vita, che siano le registrazioni musicali o la guida di una macchina. Ci sono persone vogliono ancora sentire della musica vera, essere in grado di guidare la propria macchina senza un computer, non essere spiati da una telecamera in continuazione... ma la cosa triste di questo è che la maggior parte della gente non parla oppure non vuole tornare indietro...

Immagina che una notte una mucca pazza entri in casa tua e ti freghi la tua copia del "White Album" dei Diamond Head. L'unico modo per riaverlo indietro è una specie di caccia al tesoro, e per riuscirci devi trovare vari oggetti, ossia un numero della bestia, una ruota d'acciaio, una lametta inglese ed un quarzo. In questa caccia al tesoro dovrai affrontare personaggi come il demonio, una strega angelica, la morte con la falce e così via. Poiché il tuo nemico è una mucca pazza, ci sono alcuni animali che la odiano e ti vogliono aiutare, e sono un giaguaro, una mantide religiosa, un corvo ed alcune tigri di Pan Tang. Ora voglio sapere qual è il tuo piano per rientrare in possesso del vinile dei Diamond Head, hehehehe!!!
Yngve: Prima di tutto, nessuno sarà mai in grado di trovare il mio "White Album". Ho una grande paura di perdere i miei gioielli della NWOBHM. Ne ho un sacco, e quando sono fuori per qualche giorno li nascondo tutti... e giuro che è vero. Ma per quanto riguarda la caccia al tesoro, beh, prenderei a calci quella mucca per un bel po'; e caccerei le tigri di Pan Tang perché i loro ultimi lavori fanno schifo. Prenderei con me la mantide religiosa, il corvo ed il giaguaro. Dividerei la battaglia tra i diversi animali: il corvo Gallagher urla dietro al demonio e lo fa tornare all'inferno senza problemi. Il corvo spacca il culo più del demonio per quanto ne so. La mantide religiosa di solito ha un enorme appetito, e persino la morte con la falce sarebbe una buona cena per lei. Ma sarebbe più dura tra il giaguaro e la strega angelica; ma poiché il giaguaro era pazzo per le asce ed amava una donna di Backstreet, allora alla fine risulta vittorioso il giaguaro. Durante la caccia, il numero della bestia sarebbe stato distrutto dagli assassini, mentre il quarzo e la ruota d'acciaio avrebbero trovato posto tra gli altri tesori del mio castello. E la prossima volta devo ricordarmi di uscire con la mia ascia nera, il mio cavaliere maestoso e le bestie di bell'aspetto...
(Per chi legge: se non avete riconosciuto tutti i gruppi della NWOBHM citati allora siete dei poser!!! hahahaha!!! - nd teonzo)

Ok, questo è tutto! A te le ultime parole!
Yngve: Vi ringrazio moooolto del vostro supporto. E' veramente figo collaborare con persone che non lo fanno solo per farsi fighi. Vi auguro tanto metal ed un grosso saluto per la vostra attitudine metallica! Grazie per esservi preso cura dei Tonka ed averci dato l'opportunità di promuovere la nostra musica, le nostre opinioni ed i nostri pensieri. Tenete vivo il metal lì in Italia, ed assicuratevi di dire a tutti i gruppi metal (no black, no death) di contattarmi per essere recensiti e supportati. Un grosso saluto metal da Yjmetal.

Mail: yjmetal@frisurf.no