TOD
(Hellvis - Giugno 2006)
Ci hanno fatto aspettare un po', ma finalmente i Tod hanno risposto
alle nostre domande con cura. Leggiamo quanto Helkor ha da dirci a
proposito del loro full-length, un notevole lavoro di black metal
tradizionale.
Ciao gente! Bentornati su Shapeless! La nostra
ultima intervista risale ai tempi di "Black Vengeance", e molta acqua è
passata sotto i ponti da allora! Cos'è cambiato in casa Tod in questo
lasso di tempo (split con i Cold Void a parte)? Ho visto che la
formazione è stata rimaneggiata!
Sì, effettivamente dalla registrazione del nostro primo demo
("Black Vengeance", 2003) sono successe tantissime cose in casa Tod,
sia per quanto riguarda le uscite discografiche che per i vari cambi di
line-up che hanno continuamente minato la stabilità della band.
Ora finalmente abbiamo una line-up stabile ed affiatata e non aspettiamo altro che rodarla in sede live.
Dopo anni di concerti, partecipazioni a compilation, demo e così via,
cosa si prova ad aver esordito finalmente su full-length? Siete
soddisfatti di come è venuto fuori "Black Metal Manifesto"? Credete che
rappresenti il meglio di quanto i Tod sappiano fare attualmente?
"Black Metal Manifesto" è la summa di tutto il cammino musicale
attraverso il Black Metal underground intrapreso dai Tod dal 2002 fino
al 2005, quindi non possiamo che essere pienamente soddisfatti del
nostro lavoro.
Con questo album abbiamo voluto esplorare tutti i vari aspetti del
Black Metal, naturalmente di quello che noi consideriamo essere il vero
Black Metal, cioè una musica che è pura espressione del malessere
esistenziale, distante anni luce da qualsiasi idea pseudo-politica e da
qualsiasi logica di mercato discografico.
Il Black Metal è solo contemplazione della negatività che è
presente in ogni uomo... e credo che la musica dei Tod riesca a
comunicare tale negatività.
La vostra proposta musicale è come al solito
intransigente, con lo sguardo strettamente rivolto al passato. Si
possono individuare svariate influenze, ecc. ecc. ma... il tutto
funziona alla meraviglia! Ho sempre apprezzato la vostra musica, perché
sapete scrivere canzoni buone. Scrivere canzoni ci riescono (quasi)
tutti; scriverne di buone, beh, un po' meno! Una domanda difficile
quindi: qual è il segreto per scrivere buone canzoni? Da dove traete
ispirazione e come nascono i vostri arrangiamenti?
Secondo me per scrivere buone canzoni bisogna innanzitutto studiare
molto. Con "studiare", non intendo certo studiare la teoria e la
tecnica della musica, ci mancherebbe altro... non sono un grande
estimatore dei "conservatori" e simili, anzi!
Più che altro intendo conoscere a fondo il genere e lo stile
musicale che si vuole coltivare, studiare i "grandi del passato" (nel
caso del Black Metal, i vari DarkThrone, Mayhem, Burzum, Gorgoroth,
Satyricon, ecc.), cercare di coglierne gli aspetti salienti per
riproporli nella propria musica, naturalmente trasfigurati secondo il
proprio gusto, la propria personalità, il proprio feeling.
Poi è indispensabile trovare la giusta ispirazione. Questa non si
trova come vorrebbero alcuni, contemplando una montagna innevata o un
fiordo norvegese o un demone sumero, ma si trova soltanto in
particolari momenti di intima "negatività" che credo accompagnino la
vita di qualsiasi essere umano (da ciò nasce la mia derisione nei
confronti di chi considera il Black Metal un'"Arte Elitaria").
Quello che fa la differenza tra una persona comune e un musicista
Black, è che, mentre il primo cerca di eliminare subito dalla mente
questa negatività, di "distrarsi", il secondo cerca di vivere appieno
le proprie emozioni oscure, per comprenderle, per esserne cosciente (o
a volte per puro masochismo, ma non è il caso dei Tod) e poi cerca di
liberarsene trasferendole nella musica.
Così nascono le canzoni dei Tod; il resto (Satanismo, Politica, Misticismo, Natura, etc) non ci interessa minimamente.
Nonostante, come ho affermato nella domanda
precedente, la vostra musica sia fedelissima alla tradizione, questo
non ha escluso un'evoluzione stilistica. Una traccia come "Suffering,
Beloved" era infatti impensabile (credo) qualche anno fa. Ho adorato
questa sua disperazione ad oltranza, ed i vocalizzi morenti di Pogrom
in alcuni frangenti. In essa diventano evidenti le vostre influenze
anche non strettamente black (ho azzardato My Dying Bride e Cultus
Sanguine). Cosa potete dirmi di questa canzone?
Posso dirti che vedrò di scaricare da E-Mule qualche disco dei Cultus Sanguine, dato che non li conosco e ora sono curioso!
No, a parte gli scherzi, a noi non interessa più di tanto la
tradizione, non siamo dei "passatisti", interessa soltanto la qualità e
il feeling... e qualsiasi disco dei DarkThrone, dei Satyricon o di
Burzum ha più feeling di tutta la discografia dei vari Marduk, Dark
Funeral e simili che impostano tutto il loro sound su suoni pompati,
batterie triggerate e produzioni black/pop.
L'evoluzione stilistica non è una cosa ricercata, ma naturale
(cresce l'uomo, cresce la sua arte). Ma per evoluzione io non intendo
una maggiore e più attenta ricerca melodico/armonica o una progressiva
dilatazione della Forma/Struttura delle composizioni. Magari queste
cose sono importanti per dei musicisti Prog.
Il musicista Black dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla
componente espressivo/emozionale della propria musica, e per
raggiungere questa, molto spesso risulta più efficace "semplificare" le
partiture. Il mio motto è: "Meno note, ma più feeling"!
Credo che "Suffering/Beloved" sia in questo senso uno dei pezzi più
riusciti di "Black Metal Manifesto", nonostante i suoi riff lenti e
ripetitivi. In questo pezzo è inoltre evidente la nostra grande stima
verso band quali Khold e My Dying Bride.
Qual è la vostra canzone preferita di "Black Metal Manifesto", e perché?
Sono almeno tre: "The Black Dying Light" perché può essere
considerato "IL" pezzo dei Tod; in sei minuti si possono trovare tutte
le diverse caratteristiche del nostro sound.
"Suffering/Beloved" perché è il nostro brano più "particolare", intimo e sofferto.
"...And Rebirth" perché è l'unico brano dei Tod che non è stato
composto da una persona sola, ma da tutta la band... la sofferenza
condivisa (non la compassione, attenzione!) può avere un valore più
alto della sofferenza consumata in solitudine.
Avete preso apertamente le distanze dai cliché
tematici del black metal tradizionale, preferendo rivolgere la vostra
attenzione a riflessioni più "adulte". Però la vostra musica, l'artwork
dei vostri lavori, il titolo stesso "Black Metal Manifesto",
suggeriscono erroneamente una vostra completa adesione a ciò che è e
che è stato il black metal tradizionale. Cosa mi potete dire a tal
proposito? Come sono nati il titolo dell'album e il suo artwork?
Partiamo dal titolo "Black Metal Manifesto"; questo disco è il
"Manifesto" del Black Metal secondo i Tod. Abbiamo analizzato e
sviluppato secondo il nostro "sentire" tutte le varie sfaccettature di
ciò che consideriamo essere la musica Black Metal. Potrebbe risultare
anche un po' arrogante e per niente modesto (ma sai chi se ne frega!)
ma sarebbe più o meno come dire: "Questo è quello che secondo noi è il
Black Metal; il resto non lo è, o meglio, non ci interessa!"
Per quanto riguarda l'artwork: ogni giorno sentiamo dire da
qualche becero ragazzino blackettone che il Black Metal è guerra e deve
glorificare la guerra. Molto spesso questa idea abbastanza superficiale
si sposa con un'ideologia Nazi-Fascista ignorante che non c'entra
niente non solo con il Black Metal, ma con la Musica in senso lato.
Per i Tod il Black Metal può rappresentare la guerra, ma non
quella ignorante ed insensata che si combatte con le armi (e per i
soldi), ma soltanto quella "spirituale", la Guerra (con la "G"
maiuscola) dell'Io razionale che combatte contro le proprie passioni
negative, trasfigurandole artisticamente.
Provocatoriamente però abbiamo deciso di utilizzare un'immagine di
copertina che raffigurasse sì la guerra (quella con la "g" minuscola),
ma non dal solito punto di vista Italo-Germanico; abbiamo usato invece
un manifesto di propaganda rivoluzionaria Russa (da qui anche il titolo
"Black Metal Manifesto"!) dove Lenin, col braccio sinistro teso, invita
il popolo Russo a battersi per la propria libertà contro il vecchiume
reazionario occidentale-capitalista.
Ma ci tengo a precisare che in tutto questo non c'è nessuna
intenzione "politica" (ci sono i testi a dimostrare che i Tod non si
occupano mai di argomenti tristi, banali e antiartistici quali la
politica), è solo un modo provocatorio per prendere le dovute distanze
da una certa scena musicale estrema che, forse per impotenza e
frustrazione sociale, si appoggia ad un'etica/estetica Nazi-Fascista
(oltretutto illegale in paesi civili quali l'Italia, la Germania e gli
altri paesi europei).
Ricordo che nell'ultima intervista, a
proposito delle tematiche tristi dei testi di "Black Vengeance", Kvart
aveva affermato questo: "Nel periodo in cui ho scritto i testi riuscivo
solo a cogliere il lato spiacevole di ogni situazione che vivevo, è
stato un periodo terribilmente stressante ma che mi ha anche permesso
di conoscermi a fondo". Alla luce però dei testi presenti sia nello
split, sia in "Black Metal Manifesto", non sembra che la situazione sia
molto migliorata in questi ultimi anni, eheh!! Che dice Kvart dei
testi?
Kvart non fa più parte dei Tod, quindi purtroppo non posso risponderti.
In ogni caso è normale e fondamentale che i testi dei Tod
riflettano l'angoscia di una mente che si addentra nel lato oscuro
della propria personalità...proprio perché scritti in tale condizione
mentale/esistenziale riescono ad adattarsi così bene alla musica, che
nasce in medesimi contesti.
Ci tengo però a precisare che non c'è niente di "patologico" in tutto
ciò... è una "semplice", ma sofferta, ricerca artistico/esistenziale
limitata ai periodi di creazione/ispirazione. Non vogliamo
assolutamente accostarci all'assurdo filone del "Suicide/Depressive
Black Metal"... anzi, ora che ci sono ne approfitto per affermare che i
Tod sono per un'accettazione "Gioiosa-Panica-Nichilista" della vita
nella sua artistica assurdità!
Come siete entrati in contatto con la Eyes Of
The Dead Records? Cosa ci potete dire dei vostri rapporti con questa
etichetta? Siete soddisfatti del suo lavoro?
Siamo entrati in contatto con la "Eyes Of The Dead" per caso. Loro
erano/sono i primi "fan" dei Tod e un bel giorno hanno deciso di
stamparci professionalmente e distribuirci il debut album... e noi
abbiamo naturalmente accettato tale proposta!
Hanno già fatto un ottimo lavoro di promozione/distribuzione del nostro
primo Split-Cd con i Gorath e siamo sicuri che faranno un ottimo lavoro
anche per "Black Metal Manifesto".
Cosa dobbiamo attenderci dai Tod per il futuro? Avete in programma qualche sorpresa? Qualche concerto in giro per l'Italia?
Dopo lo Split-cd con i Cold Void, siamo stati fermi per più di un
anno. Ora ci siamo rimessi finalmente in piedi e siamo ansiosi di
rimetterci a suonare e comporre con la nuova line-up. Sicuramente dopo
l'estate ricominceremo a suonare in giro per l'Italia, abbiamo parecchi
contatti con altre band che ci inviteranno a suonare con loro.
Per il futuro musicale/compositivo invece non so cosa dirti... il
nostro "Manifesto" lo abbiamo già registrato, quindi dal prossimo album
ci sentiremo completamente liberi di suonare quello che ci ispirerà di
più sul momento. Ho una sola certezza... uscirà un nuovo disco dei Tod
solo quando avremo qualcosa di veramente brutto, nichilista e negativo
da comunicare... quindi potremmo metterci un mese o dieci anni. Non è
una bella prospettiva, ma è la verità...non riesco a comporre nulla se
non sono emotivamente "costretto" a farlo.
Bene, questa breve intervista è terminata. A voi le ultime parole...
Grazie alla redazione di Shapeless per lo spazio concessoci!
Chiunque fosse interessato ad ascoltare il nostro "Black Metal
Mamifesto" può ordinarlo direttamente dalla nostra label
(http://www.eyesofthedead.cjb.net/) oppure, più economicamente, può
farselo masterizzare da un amico che ne possiede già una copia!
In ogni caso, saremo eternamente grati a chi metterà in
condivisione su E-Mule il nostro disco... il file-sharing è l'unica
forma veramente democratica e popolare di diffusione artistica!
Sito internet: http://tod.altervista.org/