Tenhi
(Danny Boodman - Ottobre 2006)


Dopo un album affascinante come "Airut:Aamujen" non potevo fare a meno di contattare i Tenhi per una breve chiacchierata. La loro musica, così evocativa e ricca di sfumature, meritava delucidazioni da parte dell'autore principale, Ilmari Issakainen, che potrò fare luce su alcuni degli aspetti più affascinanti della proposta dei Tenhi.



Ciao Ilmari, il vostro nuovo album è davvero splendido: che ne dici di iniziare presentando in generale il progetto Tenhi?
Grazie, anche noi siamo piuttosto soddisfatti di "Airut:Aamujen". I Tenhi sono sulle scene da una decina d'anni, portando avanti il loro oscuro viaggio acustico nelle foreste. È difficile definire a parole il significato di questa band, ma potremmo cercare di descriverlo come una sorta di "ambient" oscura dalle atmosfere folk. Solitamente la stampa ci definisce neo-folk. Di base ci sono tre membri fissi che si occupano della musica senza svolgere un ruolo strumentale predefinito, dato che noi tutti suoniamo diversi strumenti. Finora abbiamo pubblicato tre full-length e qualche MCD e in generale abbiamo ricevuto ottimi consensi dappertutto.

Quali sono le tue influenze musicali?
Le mie influenze sono molto varie, vanno dalla musica classica al thrash metal.

Cosa significa il nome Tenhi?
"Tenhi" è il viaggio. La nostra musica viene composta per essere un viaggio attraverso diversi paesaggi e sensazioni. Da un certo punto di vista è come se cercassimo di dipingere un paesaggio.

"Airut:Aamujen" inizialmente non era stato pubblicato a nome Tenhi, ma a nome Harmaa, come se fosse un side-project. È così?
"Airut:Aamujen" non era un side-project. Avevamo la sensazione che questo lavoro, quando l'abbiamo realizzato, fosse qualcosa di diverso rispetto ai Tenhi. Una delle ragioni era data dal fatto che è stato interamente composto da me e Tyko Saarikko si era occupato solo dei testi e delle parti vocali. Se l'avessimo pubblicato come Tenhi, mi sarei sentito come un dittatore. Poi, però, quando la Prophecy ci ha proposto di ripubblicarlo abbiamo pensato che non fosse più necessaria questa divisione tra Harmaa e Tenhi.

Tu hai composto tutte le musiche: consideri quest'album come un progetto personale?
No, è un progetto mio e di Tyko.

Da cosa nasce la decisione di scrivere un album basato interamente sul pianoforte?
È da tanto tempo che sogno di scrivere un album interamente composto per pianoforte. Quando abbiamo registrato il CD, ho raccolto alcune composizioni che ho creato negli ultimi dieci anni al pianoforte e le ho adattate e riarrangiate, in modo da dare continuità al lavoro. Il piano è uno strumento bellissimo perché è in grado di produrre una scala vastissima di suoni ed emozioni.

Come si diceva prima, tutti voi suonate diversi strumenti: siete degli autodidatti?
Gli altri due membri del gruppo, Ilka Salminen e Tyko Saarikko, sono autodidatti; io ho studiato il piano e le percussioni tantissimo tempo fa, poi ho continuato da solo.

Quali sensazioni cercate di comunicare con la vostra musica?
Ci piace molto la malinconia. Credo proprio che come persone siamo più legati ai lati tristi della vita e questo si riflette nella nostra musica. Oltre a questo direi che si capisce che non siamo persone molto estrose, anzi, al contrario siamo molto introversi.

Quest'album è molto diverso da "Maaäet". Cosa puoi dirmi del prossimo album? Sarà più vicino a questo o a "Maaäet"?
Per ora sembra che il nuovo album abbia preso una direzione stilistica più vicina a "Maaäet". Non sarà un album basato sul piano allo stesso modo di "Airut:Aamujen"; sarà un album dedicato spiritualmente ad un'area della Finlandia che si chiama Savo. Comunque stiamo ancora componendo del materiale, quindi si vedrà.

So che il vostro concept non è solo musicale, ma anche visivo e testuale: cosa puoi dirmi di questi due aspetti del nuovo album?
Per noi l'aspetto visivo e testuale è molto importante: per avere un quadro completo è necessario guardare anche la nostra arte visiva; talvolta una canzone nasce da un dipinto o da un'immagine. La copertina di "Airut:Aamujen" rappresenta l'anima dell'album. Ho avuto l'idea di ritrarre la fuga da questo luogo, dalla realtà, attraverso un percorso mentale. La macchia nera potrebbe essere l'estensione o un riflesso della mente, un'idea che emerge dal subconscio. Comunque può essere anche vista come una metafora della morte: lo spirito che abbandona il corpo.

Da dove prendi ispirazione per la tua musica?
La mia fonte di ispirazione più grande sta nel fare sesso selvaggio, come un animale, nel profondo della foresta. (Mitico!! - nd Danny Boodman)

C'è possibilità per voi di suonare dal vivo?
Sì, qualche volta ci è capitato di suonare dal vivo. Le volte in cui l'abbiamo fatto, abbiamo sempre avuto qualche aiuto per suonare tutti gli strumenti. Il numero ideale per noi è sette: batteria, chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, tastiere, violino e flauto. Al momento non c'è niente di definito, dato che siamo sempre molto impegnati nella composizione e nella registrazione dei nostri lavori. Al momento stiamo lavorando per un doppio album in occasione del nostro decimo anniversario e stiamo producendo un artista finlandese, quindi per ora non abbiamo proprio il tempo materiale per concentrarci sulle date dal vivo.

Bene, è tutto. Concludi come preferisci!
Kiitoksia (ah, chiaro! - nd Danny Boodman).


Sito internet: http://www.tenhi.com/