Svarrogh
(Hellvis - Settembre 2006)
E rieccoci a scambiare due chiacchiere con Dimo Dimov, la mente geniale
che sta dietro al progetto Svarrogh! Molti dei nostri lettori più
affezionati conosceranno bene questo artista, visto che è la terza
volta che scambia due chiacchiere con Shapeless Zine. Per tutti gli
altri, questa è l'occasione per conoscere una delle migliori realtà
della musica metal/folk balcanica. Non mi dilungo oltre: buona lettura!
Ciao Dimo! Come stai? Ti dico subito grazie
per aver concesso la tua terza intervista a Shapeless Zine! Allora,
cosa ci puoi dire di "Kukeri"? Sei soddisfatto delle risposte della
critica, e di tutti i tuoi fan?
Ciao Mauro! E' un piacere "parlare" di nuovo con te! Sto bene, la
mia vita sta subendo alcuni cambiamenti importanti, e questi cambi
stanno avendo un'influenza sulla mia percezione musicale e sulle
tematiche dei testi. Le reazioni a "Kukeri" sono molto migliori
rispetto a quelle avute nei confronti di "Lady Vitosha". Ho ricevuto
recensioni molto buone da quasi ogni parte del mondo, con l'eccezione
della Germania, dove i recensori sono pessimi ed ignoranti (allora
non capita solo in Italia che i recensori guardino con sufficienza alla
propria scena nazionale - Dimo è bulgaro, ma vive da anni in Germania e
suona anche in gruppi tedeschi - nd Hellvis). Perciò, mi viene da
pensare che la mia musica sia abbastanza complicata e complessa da
annoiare i tedeschi. No, sinceramente non guardo alle recensioni. La
maggior parte dei recensori non hanno abbastanza tempo da dedicare ai
tanti dettagli dell'album. La scena metal odierna è esattamente uguale
a qualunque altro campo della civilizzazione moderna: siamo schiavi
della Cronocrazia, il regno del tempo.
A dire il vero, quando ho ascoltato il tuo
nuovo album per la prima volta, ho pensato: "Ma che cazz...?!". Eheh...
Un'introduzione come "The Pashovi Cliffs" mi ha proprio sorpreso. Ho
penato: "Beh, Svarrogh si è dato all'elettronica minimale?!". Poi, dopo
aver ascoltato l'album per bene, e nella sua interezza, ho compreso che
questa introduzione, così come tutti i brani "Kukeri" ("Kukeri Towards
The Sea", ecc.), ha un suo contesto nella quale si incasella alla
perfezione. Cosa ci puoi dire di queste tracce?
I tre intermezzi "Kukeri" sono un luogo di riposo, in mezzo alle
fughe musicali dell'album. Nonostante siano molto minimaliste e
monotone, esse includono frasi liriche importanti dei poeti bulgari
Alexander Vitumski e Peyo Yavorov. Ho anche voluto provare con nuovi
elementi e sperimentare con la musica elettronica, ed una batteria
elettronica in loop. Questo per far sì che "Kukeri Towards The Sea"
potesse essere molto dura, anche senza elementi metal. Bisogna marciare
in avanti...
"Kukeri" esercita un forte impatto
sull'ascoltatore, dimostrandosi molto violento alle volte. Hai voluto
renderlo veramente più brutale, o è una conseguenza della produzione
migliore?
Sì, perchè ho sentito di aver acquisito più esperienza. "Lady
Vitosha" era troppo morbido, e questo non rispecchia correttamente la
mia personalità. Ma "Kukeri" è la conseguenza logica degli ultimi
album, è dovuto essere più veloce, con più contrasti e break. La mia
testa era piena di idee e di dettagli, così ho voluto preservarli,
senza badare al fatto che alcune canzoni fossero "caotiche". Diciamo
che "Kukeri" è più maturo.
Per esempio, durante il periodo del 2002-2003, non avrei mai
scritto canzoni black metal atonali come "Memories In The Dark Of Ages"
o i cambi veloci di "Mourning Mill"
Potrebbe suonare più brutale, anche perchè puoi sentirci tre chitarre per tutto il tempo.
Allora, spiega ai nostri lettori il significato della parola "Kukeri", e quali sono i temi principali delle tue canzoni!
I Kukeri sono danzatori folclorici, vestiti con cuoio animale, lana
e maschere animali. Indossano campane di tutte le grandezze, facendo
rumore e trasportando bastoni di legno per colpire la schiena della
gente, in maniera da auguragli salute, felicità ed una lunga vita. Il
rituale è per gli inverni dolci, un raccolto buono e ricco e per
scongiurare malattie e malanni. Nei tempi passati, questo rituale era
celebrato in quasi ogni villaggio. Oggi è una rarità, se non nei
festival folk. Il rituale include la rapina di una giovane donna da
parte dei Kukeri, simbolizzante i poteri malvagi nel pantheon
folklorico, ma in cui tutto viene poi portato indietro, dopo che i
villaggi hanno compiuto dei piccoli sacrifici.
Questo rituale non è originale soltanto della Bulgaria, ma c'è
anche in Serbia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e tutta la
regione alpina con una forte presenza in Austria.
I miei testi trattano di folklore oscuro e spettrale. Utilizzo anche
alcuni poemi folk. In generale, racconto la storia dei Balcani.
Exoterica con la loro bellezza, maestosità e storie di guerra,
schiavitù, pena, malinconia, amore, speranza, credenza ed esoterica con
il rituale e l'essenza spirituale dei Balcani. Storicamente, potresti
dire che utilizzi l'epoca dell'antica Bulgaria, quando le tribù bulgare
sono arrivate dall'Asia e si sono mescolate con gli slavi nella
Bulgaria danubiana, con i suoi khan ed i suoi re, fino ai tempi
dell'oppressione turca dal tredicesimo al diciannovesimo secolo. I miei
testi includono anche mitologia slava e tangrismo (Tangra, la religione
druidica degli antichi bulgari).
Tempo fa avevi usato il termine "bitov" per descrivere la tua musica. La tua musica è ancora "bitov"?
Sì, certamente la mia musica sarà sempre folk/bitov. Con o senza
metal. Sono in una fase veramente di stanca ora, ho bisogno di un po'
di riposo, di una pausa dal black metal. Sono molto infastidito. Forse
ora lascerò il black metal come una donna vecchia e brutta, per
trovarmi una donna più bella ed in salute come la musica neofolk e
l'avanguardia europea.
Il black metal è musica pop per me. La scena e l'attitudine sono esauste. Una regressione grande e stagnante.
Secondo me, una delle canzoni migliori di
"Kukeri" è "My Dinasty". Mi è piaciuta moltissimo! Suona molto alla
Svarrogh, e mi ha comunicato sensazioni forti. Mi ha fatto provare una
specie di "nostalgia" dei Balcani, sebbene non sia mai stato da quelle
parti, eheh! Cosa ci puoi dire di questa canzone?
Grazie, forse un giorno ti mostrerò la magia balcanica. Per quanto
mi riguarda, sono stato in Italia quasi dieci volte. Se veramente
sentissi della nostalgia, cerca allora di immaginare la mia nostalgia e
me seduto nella mia Nostalgiaplatz (grazie ai Novembre, eheh). Beh, in
primis il tema principale (precisamente, ci sono tre temi principali
divisi in dieci parti) è un tributo al defunto chansonnier bulgaro Emil
Dimitrov. Il secondo tema è tratto da una canzone folk bulgara, che ci
stava molto bene nella musica. E' una canzone molto patriottica, un po'
di soleil noir esoterique e la storia dei Khan. Questa canzone ha un
arrangiamento molto sperimentale, con numerose pause e cambi di tempo.
Un ritmo di 7/8 in 160 bpm che si tramuta in un 3/4 per 180 bpm. "Di fronte a me, c'è una foresta alta che non posso oltrepassare. Mi trasformerò in un uccello, ed arriverò da te".
"The Solitude Of Stara Planina" è una delle tue canzoni più strane.
Penso che tu abbia realizzato una delle prove più introspettive, con le
sue melodie distanti e sinistre, i suoni bizzarri, ecc. Non ho capito
nulla del suo testo, ma questa canzone ha in sè uno strano tipo di
magia. E' la traccia più lunga dell'album, e la meno metal. Parlaci di
questa canzone così strana e magica!
Grazie, questa canzone è del 2004. Non ha mai avuto un finale
perfetto. Non ho mai voluto finire questa canzone, perciò ho aggiunto
una parte doopo l'altra così da formare una canzone infinita, ma in
realtà avrebbe finito con l'essere effettivamente troppo lunga. "Una fiamma vuota sta bruciando tutto... nemmeno le ceneri volano solitarie, ed una ragazza sta raccogliendo queste ceneri".
Beh, è impossibile tradurre questo in un'altra lingua. "Stara Planina"
è, come la chiamiamo noi, quella parte di Balcani che divide la
Bulgaria tra nord e sud. Significa "Vecchia Montagna", che ha visto già
fin troppo, ma rimane sempre da sola... La vita se ne sta andando, ma
la montagna rimane lì. Ho voluto usare la zampogna Kaval (la zampogna
dei pastori) in un modo molto dissonante, così da poterla riportare
alla tonalità con il riff della chitarra. Mi piace cambiare i giochi di
tonalità e di caos/atonalità. "Non ho bevuto vino, nè ho dormito,
sono stato sveglio tutta la ntte e le mie lacrime hanno colmato un
pozzo..." / "Qui è così silenzioso, un silenzio cosmico... Ho paura di
respirare, per non risvegliare ciò che di sinistro hanno le montagne...".
Personalmente, penso che "Kukeri" sia un album tanto buono quanto "Lady
Vitosha". Sono molto diversi, ovviamente. "Kukeri" mostra un'evoluzione
evidente, ma credo che questa evoluzione non sia ancora completata.
"Kukeri" è molto buono, ma penso che tu possa far meglio, e che questo
sia un disco di transizione. Sei d'accordo con me?
Sì, ogni album nuovo è la continuazione del suo predecessore.
Certo, non sarò mai soddisfatto dei miei risultati. Sono sempre alla
ricerca della composizione perfetta e dell'arrangiamento adeguato, e
non li trovo mai. Alle volte la mia mente è vuota, alle volte mi sembra
di camminare sempre nella stessa direzione, senza cambiare nè
progredire. Odio ciò che stagna, perciò ho deciso di lasciar perdere la
musica metal e di concentrarmi sulla musica neofolk d'avanguardia
europea. Voglio provare con nuove sonorità e frequenze ambient.
Che ci dici della Heavy Horses Records? Sei soddisfatto del suo lavoro?
Sì, è un'etichetta più grande della Medusa, ma è sempre underground
ed abbastanza distante dal merdoso circo metal. Markus ha fatto tutto
il possibile, sin dall'inizio, per produrre le magliette di Svarrogh ed
anche un'edizione limitata in custodie metalliche, con incisioni al
laser. E' un uomo col quale può veramente relazionarti, sfortunatamente
troppo spesso occupato dai suoi mille impegni.
Che novità ci sono riguardo ai tuoi altri gruppi e progetti?
Finalmente, abbiamo esordito con gli Hatred Divine grazie all'album
"Blindfolded Eyes...", pubblicato dalla Medusa Rec. Un black metal
molto tecnico e melodico. Adesso stiamo preparando dei nuovi show con
un programma completamente differente.
Ho avuto anche l'onore di suonare la batteria dal vivo per
Allerseelen, un progetto di industrial-folklore del mastermind e genio
Gerhard Petak. Colgo l'occasione per sputare su tutti quelli che non
riescono a comprendere il vero significato della sua musica e dei suoi
testi.
Tempo fa, ho letto un bollettino su MySpace,
un tuo bollettino, nel quale hai scritto una breve dichiarazione contro
l'Unione Europea, rivolgendoti ai lettori bulgari. E' giusto? Pensi che
sarebbe un grande problema l'entrata in Europa della Bulgaria? Penso
che tu abbia delle buone ragioni, visto che conosci bene tutte e due le
realtà, sia quella Bulgara che quella dell'Europa Unita!
L'Unione Europea non è altro che una macchina per soldi, e di
schiavitù economica realizzata obbligando a nuovi regolamenti tutti i
nuovi paesi membri, intendo i prezzi dell'energia o il terrorismo
burocratico sui contadini, e tutti quei produttori la cui vita
lavorativa e la cui esistenza potrebbero venirne distrute.
In Bulgaria lo stipendio medio è di 150-180 euro. La bolletta
mensile dell'elettricità viene a costare più di 100 euro a famiglia.
L'Unione Europea è soltanto amica delle grandi compagnie. Le
piccole fabbriche e i produttori verranno fatti a pezzi. Ogni paese
perde una parte della propria sovranità. Sì, è vero che queste
compagnie sostengono dei nuovi lavori e danno lavoro a tante persone,
nei nuovi paesi. Ma può essere accettata questa schiavità (dei
lavoratori poco pagati)? Mi piace l'idea di un'Europa fraterna, ma non
un caos multiculturale come questo!
Bene, questa breve intervista è terminata. Grazie per la pazienza e per la tua grande musica! Ultime parole?
L'esistenza sarebbe più facile, se la gente si concentrasse sul
vero significato della vita: la vita stessa! Grazie per l'intervista!
Sito internet: http://www.svarrogh.com/