Svarrogh
(Hellvis - Novembre 2008)


"Yer Su" è la conferma della scelta, ormai definitiva, di Dimo Dimov di accentuare sempre di più il lato folk del suo progetto Svarrogh, con l'abbandono progressivo di tanti stilemi caratteristici del metal. Non un cambiamento improvviso, ben inteso, ma una modificazione per gradi. Qualche eco del passato è ancora ravvisabile, ma Svarrogh ha ormai abbandonato i territori sicuri del passato, per cercare nuove esperienze ed un suono ancora più personale.



Ciao Dimo! Benvenuto su Shapeless per la quarta volta, eheh! Allora, come stai? Sei soddisfatto delle reazioni a "Yer Su"? E come vanno le vendite del CD?
Ciao Mauro, grazie, stai sostenendo Svarrogh dai suoi esordi, e ancora continui! Sto bene - sempre un sacco di lavoro, creatività e caos. E sì, sono molto soddisfatto di questa pubblicazione, tutte le recensioni sono ottime.
Per quanto riguarda le vendite, non è che la cosa mi importi più di tanto, ma certo sarebbe una cosa pessima se l'album non raggiungesse le persone per le quali è stato concepito, gli ascoltatori di una speciale musica underground. E spero che la distribuzione sarà buona in futuro.

Le registrazioni di "Yer Su" hanno avuto luogo durante un periodo molto impegnato della tua carriera musicale, cioè mentre eri in viaggio per l'Europa (e non solo) per via dei concerti. Cos'hai imparato da quest'esperienza? Pensi che tutta questa esperienza dal vivo con Svarrogh possa aver influenzato il tuo songwriting?
Sicuramente sì - nonostante debba dire che siamo proprio distanti dalla mie idea di ciò che dovrebbe essere una valida band dal vivo, dato che Svarrogh è stato sempre e comunque uno progetto di studio, di conseguenza siamo stati costretti a renderci conto che molti elementi, i colori del suono e tanti strumenti non possono essere realizzati od usati sul palco, almeno fino a quando non aumenterà il numero di musicisti, e in questo momento sto riarrangiando un sacco di materiale per i nostri spettacoli dal vivo - infatti Svarrogh conterà in futuro due musicisti in più dal vivo.
Durante i nostri tour ho incontrato persone fantastiche in posti fantastici - questo e alcuni momenti di chiarezza spirituale hanno influenzato il songwriting successivo. Ho anche realizzato che l'underground è ancora molto vivo, nonostante il grande circo della musica. Ed io penso che i concerti ci abbiano dimostrato che dobbiamo ancora migliorare.

Qual'è la tua opinione personale su "Yer Su"? Lo consideri il tuo disco migliore, o semplicemente un'altra evoluzione del tuo suono e del concept?
No, non è il "miglior disco" - nessuno può essere davvero così autoconvinto. Come dici tu è un'evoluzione, una metamorfosi. Ci sono modi diversi di esprimere emozioni prive di parole, e il potere della natura e la trascendenza. Comunque, penso che "Yer Su" contenga le composizioni più complesse di "Svarrogh" fino ad oggi, ed è il più ricco di strumenti.

In "Yer Su", il tuo sound si addentra ancora di più nella scena folk, e l'influenza metal non è niente di più che un indizio. Bene, questa è la prima e la più evidente evoluzione della tua musica. Ma, a partire da "Temple Of The Sun", nonostante la tua musica rimanga legata a salde radici bulgaro/slave, i testi mostrano una specie di approccio più "paneuropeo", ad esempio con l'utilizzo di molti linguaggi europei, non necessariamente slavi. Cosa ci puoi dire di questo?
Io non faccio passi verso nessuna "scena". Io voglio solo fare la musica che mi va di fare. E' una questione di situazioni personali che dà vita ad una canzone, ed io faccio solo le cose che so fare al meglio, dato che io sono principalmente un musicista folk e sento una forte connessione con la musica folkloristica, la natura e la storia, dentro al mio cuore. L'aspetto paneuropeo è molto importante, indipendentemente dal fatto che il tema principale sia bulgaro/slavo - attraverso questa cosa io voglio una connessione europea potente e spirituale (il linguaggio indogermanico e la connessa eredità delle tribù europee), con la sua sorprendente diversità culturale ed etnografica, che dev'essere protetta. E' anche mia intenzione presentare la musica bulgara in un contesto europeo. Comunque, sono contrario alla cosiddetta "Unione Europea".

Qual è la tua canzone preferita di "Yer Su"? La mia preferita è "Holy Water, Earth". Penso sia così evocativa, selvaggia e sinistra. Cosa ne pensi di questa canzone?
Ci avrei scommesso che avresti apprezzato la canzone, dato che Valentina della band italiana Der Feuerkreiner ha cantato in italiano. La sua voce e la mia evocano il risvegliarsi dei fiumi, del cielo, delle pietre e della foresta. Questa canzone è anche un ottimo esempio dell'uso della Gadulka (un violino dei Balcani).
Sì mi piace molto, ma non ho una canzone preferita - questo mai.
In realtà io non voglio essere rinchiuso in nessuna scena, voglio che la mia musica sia ascoltata da chi ami il pagan metal, così come dagli amanti del folk.

C'è un concept alla base dei testi "Yer Su"? Te lo chiedo perché quei vocalizzi malinconici in lituano che infestano il CD dall'inizio alla fine, legano tutte le canzoni come se facessero parte di un unico disegno...
Sì, è proprio così. Yer Su sono gli spiriti della terra-acqua. Queste entità sono parte del pantheon Tangrico, l'antico dinamismo/animismo sciamanico bulgaro. Era praticato dalla tribù bulgare pagane arrivate dalle steppe orientali. Un tema davvero ipnotico e spirituale, con testi rituali.
Il secondo tema dell'album riguarda le Samodive, gli spiriti di donne slave belle e decedute, che vivono nelle foreste.

In "Yer Su" possiamo godere dei contributi di molti ospiti. Puoi introdurli ai nostri lettori?
Certo - innanzitutto abbiamo la cantante folk lituana Gyte Tamosiunaite, che lega le canzoni fra di loro dall'inizio alla fine con i suoi interludi rituali in lituano - è l'asse bulgaro/baltico e, comunque, l'album intero è paneuropeo!
Kostas, del gruppo neofolk greco Defile Des Ames, suona il clarinetto in molte canzoni di "Yer Su". E' un musicista molto bravo, che sta studiando il clarinetto al conservatorio di Parigi.
Il nostro batterista dal vivo (che suona anche i Sagittarius e Allerseelen, e che sarà il responsabile delle linee di basso nelle prossime registrazioni), Marcel P., si è prestato ad alcune belle interpretazioni dal vivo.
Poi c'è Valentina del progetto industrial italiano Der Feuerkreiner. E' la seconda volta che ho un cantante italiano nelle mie composizioni, perché penso che questo linguaggio si adatti molto bene nel concept bulgaro. Ed infine il nostro precedente chitarrista dal vivo, Arioch, che ora è il nuovo bassista dei romeni Negura Bunget

Dall'inizio della tua carriera, la musica che hai proposto è cambiata tantissimo. Il black metal ha lasciato il posto ad uno stile molto personale di folk, arricchito da tocchi industriali. Come sono cambiati i tuoi gusti musicali negli anni? Ascolti ancora musica metal, o ora ascolti di più altri generi musicali?
Ascolto ancora principalmente black metal. E odio ancora la roba melodica. Ma certo, i miei punti di vista ed i gusti stanno cambiando, dato che tutti cambiamo durante i periodi di esperienza e in vista di sviluppi futuri. Penso che sia possibile esprimere sé stessi attraverso le diverse discipline dell'arte e della musica. E sarebbe un peccato se qualcuno si limitasse, anziché arricchirsi di punti di vista e di visioni.
Mi piace molto anche il Dark Ambient e un sacco di musica di industrial estremo.

Hai scritto delle canzoni nuove, nel frattempo? Cosa dobbiamo aspettarci da Svarrogh, in futuro?
Sì, stiamo pianificando uno split con i greci Defile Des Ames e gli sciamani catalani degli Arnica. Il nostro contributo sarà molto diverso (nuovamente).
Stiamo anche lavorando su un nuovo album, che sarà una pubblicazione molto speciale - ti terrò informato di questo.
Dato che i nostri ultimi album erano concentrati soprattutto sul paganesimo e sulla mitologia balzana e bulgara, il nuovo lavoro sarà molto slavo e pagano.

Bene, questa breve intervista è finita! A te le ultime parole.
Grazie per il sostegno che dai a Svarrogh!



Sito internet: http://www.myspace.com/svarrogh