The Sun Of Weakness
(Danny Boodman - Marzo 2008)
Dopo gli Oblivio ecco un'altra intervista con dei grandissimi esponenti
della scena italiana, The Sun Of Weakness, autori di un debutto
eccezionale come "Trompe L'Oeil".
Ciao ragazzi, complimenti per il vostro splendido lavoro! Vi va di
raccontarci un po' la vostra storia? Presentatevi come preferite!
Ci siamo formati nel 2003 per mano di Flavio (batterista); lui ha
coinvolto subito Alessandro in questo progetto nel 2003 e ne è il
risultato il primo omonimo demo. Ma la formazione definitiva si è
delineata l'anno successivo con il secondo demo cd "At the Edge of
Shine", con l'entrata di Alessio alle chitarre e Fabio alle tastiere;
Patrizio che compare nel demo come guest al basso, è poi subito dopo
entrato come membro effettivo.
E' con il successivo mini cd "Landescape" che siamo arrivati al
contratto con la My Kingdom Music e garantito l'esordio col nostro
primo album "Trompe L'Oeil", che è costituito per metà dai pezzi di
"Landescape" e per l'altra metà dalle ultime song composte dalla band.
Dopo l'uscita del disco, data la nostra esigenza in ambito live di una seconda chitarra, è entrato in formazione Michele Armani.
Da dove viene il vostro monicker?
Il nostro moniker ha un significato puramente evocativo che apre
l'immaginazione a vari chiavi di lettura. Cercavamo qualcosa che si
prestasse ad essere interpretata accostandola alla musica,
riflettendola ed in parte dominandone il senso, una sorta di richiamo
suggestivo e concettualmente astratto ma al contempo di facile
comprensione.
"Trompe L'Oeil" è il vostro primo full length... Come state vivendo questo momento? Sentite delle pressioni particolari?
Lo stiamo vivendo bene, siamo soddisfatti di tutto il nostro lavoro, che naturalmente continua nonostante l'uscita del disco.
Rimaniamo comunque con i piedi per terra, dando priorità alla promozione della nostra musica il più possibile.
Un po di stress c'è, è la paura di deludere le attese e non
riuscire a vendere quanto ci siamo prefissati; però il grande assenso
con il quale è stato accolto il disco dalla critica nazionale ed
internazionale ci fa ben sperare, vedremo!
Com'è avvenuta la composizione?
Ha seguito due fasi, visto che nell'album sono presenti i brani di
"Landescape", di meno recente stesura, e poi una fase successiva al
contratto con la nostra attuale casa discografica, che ha visto lo
sviluppo di bozze precedenti che hanno integrato i brani già registrati
e concluso l'album.
La registrazione è avvenuta con molta tranquillità, visto che l'ha
curata Flavio nel suo home studio, dunque abbiamo potuto gestirci il
tempo come meglio credevamo e non tralasciare nulla nella raffinazione
degli arrangiamenti.
Successivamente la fase di missaggio e mastering è stata eseguita
da Giuseppe Orlando nei suoi The Outer Sound Studios; ovviamente lì il
tempo c'era alle calcagna, ed è stato tutto più intenso e stressante.
Come dicevi, nell'album ci sono praticamente
tutti i pezzi del vostro precedente demo, pensate che ci sia uno stacco
tra queste composizioni e quelle nuove?
Sicuramente ci sono delle differenze tra i pezzi di "Landescape" e
quelli composti dopo, quest'ultimi godono di una maggiore ricercatezza
sonora, con strutture più intricate e arrangiamenti ancora più curati.
Io non parlerei di un vero e proprio stacco, è piuttosto un passo
evolutivo che comunque viene in parte limato dall'ordine sparso che
abbiamo dato alla tracklist.
Proprio gli arrangiamenti sono davvero
stupendi e credo diano una marcia in più al lavoro. Date una
particolare attenzione a questo aspetto?
Come dicevo già prima, gli arrangiamenti sono per noi un tassello
fondamentale nella produzione dei brani, probabilmente il più
importante insieme alla scrittura delle note giuste, e ad esso viene
sacrificato la maggior parte del nostro lavoro.
Ciò che fa la differenza è, secondo noi, trovare il giusto
equilibrio in ogni passaggio fra tutti gli strumenti e assegnare a
ciascuno la parte che più combacia con le proprie peculiarità.
Trovare i riff giusti è fondamentale, ma come hai giustamente
detto tu, farli rendere al massimo ti dà almeno una se non due marce in
più.
Perché "Trompe L'Oeil"?
"Trompe l'Oeil", letteralmente "inganno dell'occhio", si rifà ad
una tecnica pittorica che ha come peculiarità la creazione di spazi e
paesaggi fittizi che ingannano lo spettatore, illudendolo con giardini
e stanze grandiose dove in realtà vi è soltanto una parete.
Richiama il leitmotiv del disco, l'ambiguità della personalità
dell'individuo, preso a simboleggiare l'intera umanità, costretta in un
vortice senza ritorno: l'impossibilità di affermare la propria
personalità, a causa del mondo esterno che con i suoi trend, i suoi
stupidi tabù e le assurde imposizioni, finisce per trascinarci in un
sistema di massificazione da cui è difficile chiamarsi fuori.
L'individuo si trova così sospeso in un limbo, costretto a
recitare di continuo parti che non lo riguardano, fino ad ingannare se
stesso oltre che chi lo circonda.
Ormai Roma può vantare una scena piccola ma
florida che vede band come voi, gli Oblivio, Klimt 1918, A Room With A
View e, soprattutto, Novembre. Cosa ne pensi di queste band? Credi che
assieme possiate effettivamente formare una sorta di corrente
stilistica?
L'importanza dei Novembre è indiscussa, sono una delle band di
punta della nostra Italia, e tra i pionieri di un preciso ramo
stilistico a livello mondiale, che ha le sue ripercussioni in parte
anche sul nostro stesso sound.
Credo che sulla strada spianataci in buona parte da loro, è stato
possibile costruire una scena capitolina e non è sbagliato parlare di
una corrente stilistica in questo momento piuttosto florida e
variegata, che sappia reggere la concorrenza di più blasonate realtà
europee.
Voi, invece, cosa state ascoltando in questo periodo?
Ultimamente siamo rimasti molto colpiti dall'ultimo album degli
Ulver e degli Oceansize, dall'esordio dei Ghost Brigade e poi vabbè ci
nutriamo costantemente di alternative, post rock, doom, post core...
Alle vostre spalle c'è un'etichetta che, pur
non avendo gli stessi mezzi delle grandi label, si dimostra di anno in
anno tra le più intelligenti del settore. Come vi trovate?
Ci troviamo bene, c'è quel rapporto personale che tende a perdersi
nelle grandi case discografiche, e che ti permette di pianificare
insieme alcune decisioni.
Francesco agisce spesso sull'onda della sua passione, ed il lavoro
che svolge nel sottobosco undeground ha portato la MKM a far uscire
alcuni dischi di spessore davvero notevole.
State già pensando al prossimo album? Progetti per il futuro?
Stiamo componendo nuovo materiale, abbiamo già due pezzi pronti ed
altri in via di lavorazione; i progetti per il futuro sono svariati,
quello più imminente è l'uscita del nostro primo videoclip.
Speriamo poi di riuscire a suonare fuori Italia il prima
possibile, visto che in Europa stiamo ottenendo ottimi riscontri, e
naturalmente, in tutta Italia.
Altre novità per quanto riguarda il versante live?
Abbiamo suonato da poco con i The Foreshadowing a Roma ed è andata
molto bene, intanto stiamo programmando varie date che ci porteranno a
girare l'Italia.
Stiamo inoltre valutando di affidarci ad una booking per avere una
marcia in più, a breve decideremo. Tengo a sottolineare la grande
importanza che ha per noi l'aspetto live, che rimane il vero punto di
incontro con il nostro pubblico.
È tutto, concludete voi come preferite e salutate i nostri lettori!
Grazie per lo spazio concessoci, invitiamo i lettori di Shapeless a visitare i nostri link ufficiali http://www.thesunofweakness.com/ e http://www.myspace.com/thesunofweakness: grazie e alla
prossima.
Sito internet: http://www.thesunofweakness.com/