Sorrows
(Hellcat - Ottobre 2006)


I Sorrows, interessante band rivelazione per il sottoscritto, ci descrivono la propria musica attraverso una manciata di domande. Imparate a conoscere nuove band, e cercate di valorizzare anche le proposte italiane. A seguire un'intervista molto interessante su questa promettente band.
Rispondono alle domande Ed e Richie.



Ciao ragazzi, allora ci raccontate un po' più di voi? Nascita della band, obiettivi, e progetti a breve termine.
Ed: Ciao! Allora, la band l'abbiamo formata ormai sei anni fa come quasi sempre accade sui banchi di scuola, ma anche se eravamo degli studenti delle medie abbiamo sempre avuto bene in mente dove volevamo andare e come volevamo farlo. Nel senso che già un paio di settimane dopo aver iniziato a suonare assieme facevamo pezzi nostri e credo che questo sia stato importantissimo per il gruppo, visto che spesso si tende a fare troppe cover anche perchè i locali richiedono quello, e la parte creativa delle band viene messa in secondo piano.
Richie: Come obiettivi, intanto il principale per ora è fare uscire questo disco dato che ormai sono due anni che ci stiamo lavorando e ci crediamo davvero. Inoltre i riscontri avuti fino ad ora sono decisamente positivi, per cui speriamo in bene. Successivamente vorremmo chiaramente andare in tour il più a lungo possible per portarlo in tutte le parti di Italia, visto che ormai abbiamo una fanbase abbastanza sparpagliata, sia grazie a MySpace che grazie al passaparola.

Ho apprezzato molto il vostro album: la mia unica critica, la lunghezza. Come mai una scelta così "ardita"?
Richie: Il problema della lunghezza ce lo siamo posto anche noi, solo che la prima metà del disco, in partenza, era solo una serie di canzoni che però sembravano legate. Da lì ci è venuta l'idea di provare a fare qualcosa che fosse il più originale possibile, per non dover incombere anche nei soliti paragoni che certo fanno piacere ma spesso poi creano pregiudizi... quindi man mano abbiamo iniziato a creare questo concept e alla fine nessuno dei pezzi avrebbe potuto essere scartato dalla tracklist proprio per un motivo di storia.
Ed: Pensa che ne abbiamo anche scartati altri due di pezzi! Inoltre, anche se posso immaginare che sedici canzoni siano forse un po' troppe da digerire, credo che a un probabile acquirente possa solo far piacere avere così tante canzoni varie e quindi tanta possibilità di "scelta", anche visto il prezzo dei dischi di oggi. In fondo, nel disco c'è di tutto: dal pop-rock melodico a momenti più pop-punk fino agli ultimi pezzi più emo passando attraverso i momenti acustici.

Una curiosità di che parlano i testi? Mi sembra di capire o intuire che il tutto sembrerebbe un concept o qualcosa di simile, sbaglio? (In effetti ho visto che sul sito che avete tutto tradotto, ma per la gente che non ha voglia di leggere ogni singolo testo, magari descrivete voi!).
Richie: Esattamente, come ti dicevamo prima il disco è un concept album in cui ogni pezzo racconta sempre dal punto di vista del protagonista (Matt) cosa succede nella storia.
Matt è nel pieno di una crisi adolescenziale, in quella fase (sfortunatamente credo abbiamo passato tutti) in cui una ragazza ti spezza il cuore e la tua vita diventa un vero e proprio inferno, passando le giornate a chiedersi vari "cosa sarebbe successo se", "e se avessi fatto di più" e cose così. Dal canto suo, la "mangiauomini" Jen lo illude, lo prende in giro fino ad arrivare a spingerlo al suicidio. Alla fine, infatti, Matt decide di compiere questa drastica azione consapevole però -solo successivamente- della stupidità del suo gesto. Come c'è scritto nel sito, però, il suicidio viene condannato essendo una soluzione definitiva ad un problema temporaneo.
Quindi, anche se l'apparenza (la copertina con il ragazzo in terra e la pistola in mano e il retro in cui noi siamo al funerale) potrebbe ingannare, il disco è assolutamente contro il suicidio.

Ci raccontate come avete fatto a trovare così tanti ospiti con cui collaborare?
Ed: Bè abbiamo un po' di amici e si sono dimostrati tutti molto disponibili nel registrare le parti; in più abbiamo voluto inserire nel disco le voci dei due cantanti dei Mr White Rabbit,l'altro gruppo con cui suono, dato che condividiamo con loro anche il produttore Larsen Premoli.
Richie: Inoltre Larsen, suonando nei Fire Trails, ha girato molto ed è stato quindi facile trovare un violoncellista e dei violinisti che anzi, hanno aderito volentieri al progetto. Per gli speaker e la parte di Jen, poi, abbiamo chiesto a dei nostri cari amici che sono venuti a trovarci in studio per far sembrare l'album ancora più completo.
Inoltre, anche nella copertina abbiamo scelto di non mettere nessuno di noi e Matt, il protagonista del disco, è stato "impersonato" da un nostro caro amico che ci segue fin da quando suonavamo davanti a due persone!

Dov'è in quanto tempo è stato registrato il CD?
Ed: In realtà, la gestazione del disco è stata parecchio lunga. Le batterie sono state fatte a luglio 2005; poi da lì noi abbiamo registrato il resto a casa mia durante l'estate e abbiamo fatto girare quei provini.
Richie: Da lì, Larsen si è interessato a noi e ha iniziato a farci lavorare molto sui pezzi in sala prove, per poter arrivare in studio con le idee ben chiare in testa lasciandoci sempre comunque una grande libertà per quanto riguardava i pezzi, che poi sono rimasti invariati a parte appunto qualche arrangiamento di voce e la presenza di tutti quegli ospiti che ti dicevamo prima. Per cui abbiamo registrato bassi e chitarre tra gennaio e aprile nel suo studio e poi le voci in quello più piccolo che ha proprio in casa tra il 15 e il 20 agosto. Poi siamo ritornati in studio. Per le voci di Ed e per il mixaggio finale e il mastering.
Ed: Siamo molto soddisfatti dei suoni e della produzione generale del disco.

Come nasce una canzone in casa Sorrows?
Richie: Come potrai vedere da te, non c'è sempre un autore fisso ma abbiamo pezzi scritti da tutti e tre, pezzi scritti solo da uno di noi e poi riarrangiati da tutti oppure pezzi scritti in coppia. Dipende molto da chi porta l'idea e da come viene sviluppata.
Ed: Spesso le canzoni nascono da uno di noi che porta già melodia, musica e una bozza di testo (la cui stesura per noi ha una grossa importanza) e poi noi li rielaboriamo cercando di tirare fuori il meglio.
Richie: Recentemente invece, le canzoni nascono più in sala che a casa e quindi ci mettiamo giù tutti e tre a scrivere e devo dire che la cosa è molto più bella rispetto allo scrivere da solo e arrivare con il pezzo già pronto. Il nostro problema, come avrai capito, è che scriviamo troppe canzoni!

Citavo nella recensione Green Day o Blink 182 per fare capire a che genere di soud arrivate, ma come ho scritto siete notevolmente meglio nell'arrangiare i pezzi, quali sono le vostre "vere" influenze?
Ed: Di sicuro i Blink e anche i GreenDay sono tra le nostre influenze fin dai primi anni, e credo che bene o male la cosa si senta ancora, per cui noi lo prendiamo ancora come un complimento ben consci del fatto che comunque cerchiamo sia di rendere i pezzi "più nostri" sia di cercare di non limitarci a una semplice copia di un loro pezzo.
Richie: Negli ultimi anni invece ci siamo avvicinati parecchio ad altri generi, come la "nuova ondata emo" (Taking Back Sunday, Motion City Soundtrack, Finch, Alkaline Trio) ma anche gruppi come Muse, The Killers, i Foo Fighters o anche i più nuovi Kooks che ci piacciono davvero tanto. Diciamo che cerchiamo di imparare sempre dalle band che ci piacciono, cercare nuove soluzioni rimanendo sempre comunque il gruppo che siamo con il sound che ormai direi che è abbastanza definito.

Possibile che non vi abbiano ancora notato? Ho visto che non avete nessuna label che vi sponsorizzi o sbaglio?
Richie: No, al momento un'etichetta la stiamo cercando, abbiamo infatti mandato in giro quasi 100 copie del disco e fino ad ora abbiamo avuto un po' di complimenti e anche qualche offerta, e speriamo di poter fare uscire questo disco il prima possibile, davvero, non ne vediamo l'ora! Il problema è forse che siamo sempre stati abbastanza "fuori" dalla scena, nel senso che non siamo amici con gruppi famosi, non frequentiamo molto i siti del genere e probabilmente questo ci ha anche precluso qualche possibilità di avere contatti. Inoltre conta che coi demo precedenti ci abbiam fatto ben poco e non li abbiamo mandati molto in giro proprio perchè volevamo essere convinti al 100% di quello che facevamo, e direi che questa volta lo siamo davvero.

Avete già trovato modo di supportare il vostro CD dal vivo? Se sì dove?
Richie: Le canzoni del disco -almeno, la maggior parte- hanno ormai più di un annetto di vita e quindi ormai il live show è abbastanza rodato, abbiamo cambiato un po' di volte la scaletta, unito alcuni pezzi ma ormai diciamo che abbiamo trovato la formula giusta per far funzionare i pezzi anche dal vivo, nonostante comunque l'assenza di tastiere ed archi. Abbiamo fatto parecchi concerti anche fuori da Milano nel corso dell'ultimo anno, tra Viareggio, Aosta, Roma e più volte a Lodi dove ormai siamo di casa, e sono state tutte date parecchio soddisfacenti. Ed: Inoltre recentemente abbiamo suonato qui a Milano al Transilvania di spalla ai Fire Trails di Pino Scotto (il gruppo dove suona Larsen) e anche lì abbiamo avuto delle belle soddisfazioni.

Come è articolato un vostro spettacolo dal vivo? Il concept lo spezzate o suonate interamente il CD?
Richie: L'idea di suonarlo dall'inizio alla fine è nell'aria già da un po' e credo che se e quando uscirà faremo uno showcase di presentazione sarebbe bello suonarlo dall'inizio alla fine, anche se ci sono alcuni problemi logistici da risolvere (per esempio, al terzo pezzo c'è già una traccia acustica e poi ce ne sono altre sparse qua e là per il CD).
Ed: Per ora, invece, abbiamo trovato un bel modo di suonarlo dal vivo, nel senso che lo facciamo iniziare con la traccia del funerale, poi partiamo con "I Was Killed By My Own Tempting Thoughts" che ha un gran tiro e che parla del momento in cui lui è sul punto di uccidersi per poi fare un salto a mò di flashback con le prime traccie del disco fino ad arrivare alle ultime.

Fate cover? Se si quali gruppi coverizzate?
Richie. Qualche volta nell'ultimo anno in sala abbiamo provato un paio di cover, "Mr. Brightside" dei Killers e "Stockholm Syndrome" dei Muse, ma poi dal vivo non le abbiamo mai portate sia perchè preferiamo comunque dare più spazio ai nostri pezzi e sia perchè spesso c'è troppo poco tempo per fare una cover (25-40 minuti).
Ed: Solo in un paio di date estive abbiamo coverizzato e parodizzato "Applausi Per Fibra" di Fabri Fibra, ma giusto perchè avevamo ancora qualche minuto a disposizione e l'interazione col pubblico andava alla grande. Comunque se mai dovessimo farne ne sceglieremmo una al di fuori del nostro genere più che altro perchè non avrebbe molto senso fare qualcosa di simile a noi.

Il vostro miglior concerto fatto finora?
Richie: Credo che sia quello del 5 giugno 2004, quando abbiamo vinto un concorso, il Music School Contest in cui l'anno prima eravamo arrivati secondi. Più che altro perchè è stata la prima vera soddisfazione che abbiamo avuto come band, e quindi ho un ricordo di quella serata davvero bello.
Ed: Poi ce ne sono stati tanti in cui ci siamo divertiti davvero, ad esempio posso dirti la data di luglio 2006 a Viareggio o un paio di date a Lodi in cui davvero abbiamo dato il meglio avendo anche risposte positive dal pubblico.

Pregi e difetti di una band come la vostra...
Richie: Pregi di sicuro quello di cercare di fare le cose nel modo più personale possibile, rimanendo attaccati ad un genere ma non troppo, cercando come abbiamo fatto con questo disco di uscire un po' dai canoni del pop-punk-emo che sia (un concept, durata lunga, cinque pezzi acustici, grande attenzione ai testi, ecc.)
Ed: Quello di essere in tre a volte è un pregio ed a volte un difetto, nel senso che nel suono live forse ci perdiamo un po' ma per le questioni organizzative è più facile decidere.
Un vero difetto probabilmente sta nell'idea che si fa certa gente vedendoci catalogati come pop-punk o emo-punk e quindi c'è il solito problema dei pregiudizi, ma diciamo che ci stiamo facendo l'abitudine e cerchiamo di ascoltare solo le critiche costruttive, che servono sempre!

Che dire? In bocca al lupo per il vostro futuro e ancora complimenti. Ora come da tradizione (mia), rivolgetevi una domanda che avreste voluto che vi facessi (e che non vi ho fatto) e rispondete...
Ed: Eh crepi, e grazie ancora per i complimenti. Vediamo un po' la domanda... Ah sì, come mai il nome Sorrows (ho sempre sognato che mi facessero questa domanda)? Beh, il nome è stato preso da un pezzo dei Blink182 e avevamo pensato anche di cambiarlo poichè non si sposava bene con il genere che facevamo prima. Quando invece abbiamo avuto una svolta musicale verso una direzione più cupa (almeno per quanto riguarda i testi) ci siamo resi conto che il nome era perfetto ora vi siamo molto legati.
Richie: Beh, più che una domanda io farei un po' di autopromozione: sul nostro sito, http://www.sorrows.it/ potete trovare appena accedete il nostro video per "Goodbye To You", ovviamente realizzato da noi non avendo un'etichetta dietro, e nel sito potete trovare di tutto, dai photo-shoots ai testi+traduzioni alla sezione merchandising (che per ora è il modo migliore in cui potete sostenerci!)
E infine un ringraziamento a voi della Shapeless che siete stati i primi a darci un po' di attenzione e speriamo che non siate gli ultimi!


Sito internet: http://www.sorrows.it/