Silent Scream
(Disconnected - Agosto 2002)


Ecco l'intervista con i padovani Silent Scream, autori di un ottimo power-prog metal. Oltre ad essere molto bravi sono anche piuttosto fusi di testa... beh, ve ne renderete conto leggendo le loro risposte!



Parlatemi del progetto Silent Scream: come vi siete conosciuti, come siete arrivati alla decisione di registrare il demo CD, ecc... Siete tutti della provincia di Padova?
Tutto ha avuto inizio con l'incontro tra Budda (batteria) e Azafuse (basso). Diciamo... una voglia matta di fare del fottuto heavy metal. Ecco che l'embrione si sviluppa con l'innesto via via di Ricky Larssen (chitarra), John Stone (tastiere), Alex The Stokker (chitarra), Dorian Le Fay (voce). Dopo alcune esibizioni live, Blazok (chitarra solista) subentra ad Alex The Stokker. La line-up così formata è stabile da più di un anno, cosa che ci ha permesso di concentrarci sulla preparazione dei nostri pezzi (Ehi! Rigorosamente NOSTRI!) e di continuare un'intensa attività dal vivo, tra le province del Veneto.
Il demo è stata la logica conseguenza di questo lavoro e della necessità di una promozione differente, più ampia. Alla fine in "Silent Scream" non è finita nemmeno la metà del nostro repertorio, che, comunque, si può ascoltare ai nostri concerti. Lo sottolineiamo perché ci teniamo molto che le persone assistano alle nostre performance, ma soprattutto ci fanno piacere consigli, complimenti, critiche... insomma, il confronto con appassionati e musicisti.

I vostri brani sono molto articolati ma ben collegati tra loro: da cosa traete principalmente ispirazione (sia come situazioni che come artisti) e come avviene la stesura dei brani? Di cosa parlano i testi?
"I vostri brani sono molto articolati ma ben collegati tra loro..."
Dunque, visto che si tratta di un complimento, ci dichiariamo decisamente d'accordo! Per quanto riguarda l'ispirazione, beh, Dorian legge (?) un sacco di riviste porno, Budda fa quello che può pensando alle bistecche di maiale, Azafuse consulta solo le muse dei manga giapponesi...
Cioè, in pratica facciamo quello che ci viene, come ci viene!
Non c'è infatti un particolare progetto o schema estetico: ognuno porta delle proposte che vengono vagliate dal resto del gruppo. E' capitato che della stesura di un brano si occupasse una persona sola, ma il più delle volte si è trattato di un lavoro corale. Probabilmente l'unico vero imperativo è non averne. Il discorso sull'ispirazione dipende da stati d'animo, voglia di parlare di un determinato argomento, di riprodurre una particolare atmosfera, dipende poi dalla musica che ognuno ascolta...
Logico: dobbiamo affrontare spesso delle discussioni furibonde, ma alla fine qualcosa viene fuori.
Per quanto riguarda i testi, in genere se ne occupa Dorian.
Rivolgete a lui quindi eventuali reclami per crimini nei confronti dell'arte e della sintassi.

DORIAN: Si, ecco, non è colpa mia se a scuola andavo male in Inglese. Andavo male un pò dappertutto a dire la verità... Dunque, i testi sono piuttosto vari e ci tengo a presentarne qualcuno. Innanzitutto il demo. "Look in Glass" (notare l'abilissimo gioco di assonanza con "looking glass" - specchio) è una canzone sull'identità che non c'è, o meglio, che non è così ovvia e scontata da subito: il protagonista della storia, infatti, acquista un vecchio specchio da un rigattiere che gli assicura provenire sia da Sodoma che da Gomorra. Il ragazzo non ci fa molto caso, ma una volta giunto a casa comincia a essere tormentato da questo specchio che gli mostra delle immagini di lui "disturbanti" e con il quale inizia una furibonda discussione. Alla fine i desideri nascosti e la voglia di libertà svelati dal magico vetro hanno la meglio e il nostro può sfidare il mondo e il pubblico:

...gentle public, i've learned
and a new star is born
But if you want you can show your disapproval!


"Don't judge a book by the cover" dalla frase-manifesto del Rocky Horror Picture Show.
Zelda Zonk è uno degli pseudonimi di Norma Jean Baker, alias Marilyn Monroe, a proposito di identità che cambiano...
Poi, "Crime?" é una semplice costatazione di quanto difficile sia stabilire una cosa giusta o una sbagliata, un po' una scusa per fare un brano vagamente power.
"A Diabolical Meeting" ritorna sulla trasformazione e sull'identità, in modo ironico. Il protagonista muore e va all'Inferno, senza trovarlo peraltro sgradevole, anzi; prima infatti si trova ad adorare Satana:

...Time to pray Black Lord I obey
Open wide my eyes
Here and now a crowd around your crown
Here and now your rise...


poi, dopo aver "notato" che l'Inferno é un paradiso (scusate) per feticisti pieno di supefighe-porno-Private-Penthouse-XXX al lattice (questa è grandiosa!!! - nd teonzo), fa amicizia col padrone di casa il quale gli fa capire che si tratta di un gioco e che, se vuole, anche lui può essere Satana. Infatti, alla fine:

...Time to pray Black Lord you obey
Open wide your eyes
Here and now a crowd around my crown
Here and now my rise


Ganzo, eh?
Proseguendo, "The Fairy" è una poesia di William Blake (basta con Blake, non se ne può più!). Una storia sufficientemente contraddittoria, con amore e odio, tenerezza e violenza insieme, e ambigua ("fairy" è un modo di riferirsi all'omosessuale) come spesso accade con il poeta inglese.
Fuor di demo, ecco "Hands Off My Records", un testo... glam? Cioè, uno ascolta Metal e ha due genitori sfigati, i quali ritrovano vigore solo quando entrano in contatto con la musica del figlio (That's entertainment!), organizzando orge a base di rock duro dove si è visto anche il Reverendo. Niente di male. Il problema è che questi non vogliono più restituirgli i dischi! (grandiosa pure questa!!! - nd teonzo)
Eccoci a "The Ballad of Elrond", tratta da quel libro cheormaituttiquanticipescanoapienemanimetallariintellettualieregisti.
Quindi "Banshee", ballata languida sul folletto che di notte annuncia la morte di qualcuno di importante. Dalle fiabe irlandesi di Yeats.
Poi "Written In The Sand", un po' contro i gesti estremi, belli ma inutili, che in realtà si lasciano dietro solo parole "scritte nella sabbia". Prima un rito di sangue: una bimba strappata dal ventre della madre e offerta al Principe delle Tenebre, poi uccisa e divorata. Quindi le furibonde preghiere verso Dio, nate da un furibondo senso di colpa. Beffarda la parte in cui si invoca il Diavolo, ma ci si vede bussare alla porta Dio, che si scusa per gli impegni del suo "socio" e poi se ne va.
Cosa manca? Ah, sì. "Heavy Metal" e "Soldiers Of Metal" sono classici brani di autoesaltazione da cantare a squarciagola (tra il serio e il faceto, naturalmente!).
Infine rimane un brano strumentale, per il quale però in questa sede risulta troppo complicato districare il complesso intreccio testuale.

I vostri concerti sono molto coinvolgenti, soprattutto trovo veramente notevole la performance di Dorian Le Fay (voce) a cui volevo chiedere questo. Nella tua esibizione è fondamentale la componente teatrale, cosa che oggi viene proposta solo in generi dark/gothic ma in maniera molto più circoscritta e limitata rispetto a quello che fai tu; il tuo show lo trovo più completo e più artistico, cioè come veniva fatto da certe band negli anni '70: come vivi questo "dualismo" tra musica e recitazione, tra cantante ed attore? Inoltre... col caldo che c'era domenica 23/6 al Metalagno come hai fatto ad indossare tutti quei costumi???
Gulp! Quanta carne al fuoco. Da dove cominciare? Vediamo...
Partiamo dal caldo del Metalagno: noi personaggi dello spettacolo dobbiamo saper soffrire (e soffriggere) in qualsiasi momento, in fondo ci danno un sacco di... ehi, un momento, ma al Metalagno non abbiamo preso soldi! Ma allora mi sono lessato le chiappe per niente, solo per la gloria! Ecchissenefrega della gloria!... Dunque, dicevo, dobbiamo farlo anche solo per la gloria. Poi, il problema non è stato tanto quello di indossare questo o quell'abito, ma piuttosto quello di toglierlo, dopo che il calore estremo lo aveva reso praticamente aderente alla pelle, come una sindone!
Riguardo il dark/gothic, non so a cosa ti riferisci di preciso (ai Cure, al Nord Europa...) e quindi non so cosa facciano i musicisti con questo stile: il mio è anche un modo di attirare l'attenzione, dato che mi sento solo e trascurato da un mondo che non mi ama e non mi capisce (sigh! sob!).
In realtà credo che i nostri brani si adattino a essere sottolineati in modo variamente espressivo. Degli anni settanta ho visto i primi Queen, i Genesis, David Bowie, il Rocky Horror, Lou Reed, Zero, Cabaret... Ora adoro King Diamond, Alice Cooper e l'ideale sarebbe un insieme di tutte queste componenti per la varietà di registri a disposizione.
Io non so fare né il cantante né l'attore, tu sei troppo buono, ma mi piacerebbe imparare.

Avete una notevole attività live: in base alla vostra esperienza, cosa ci potete dire riguardo la situazione relativa alle opportunità ed agli spazi offerti alle bands? Andate pure a ruota libera... (guai se un giorno qualcuno decidesse di fare a me questa domanda... he hee!!)
Ehi!... Che diavolo... no!... porc...!
Cazzo! Qui è scoppiato un putiferio: volano le parolacce tra gli sputi, i conati di vomito e le pistole alla tempia... Disconnected, perddio, sono domande da farsi così a bruciapelo?!
Sirena intermittente. Alcuni uomini delle forze dell'ordine si occupano di sedare la rivolta. Ora i Silent Scream sono legati e ammanettati. Possono parlare. Cerchiamo di riassumere.
Caro Disconnected, è un discorso complesso. La musica non ha bisogno solo di intraprendenza e fantasia, ma anche di spazi e legalità. Entrambe sono difficili da ottenere se non si è artisti affermati. Per essere riconosciuti è necessario spendere, i luoghi di prove ed incontri informali devono quasi sempre essere le cantine di abitazioni private. Di solito, poi, va bene quando si riesce a pareggiare i costi delle trasferte per i concerti. In pratica, se non fai jazz o musica classica non fai "cultura". L'heavy metal, nella fattispece, deve lottare contro lo strapotere della musica pop e leggera che domina per ascolti ed immagine.
In realtà si tratta davvero di un discorso lungo. Probabilmente le stesse band del settore dovrebbero cercare di più lo scambio e il dialogo tra di loro, per ottenere informazioni e spazi. Forse anche la professionalità dovrebbe aumentare. Difficile, comunque, quando si è soli.
Per concludere, speriamo che chi legge questa intervista ci faccia sapere la sua opinione.

Siete una band che propone musica propria senza un minimo accenno a cover: che ne pensate di questo fenomeno (le cover band) diventato così popolare negli ultimi anni?
Beh, la cover in sè può essere un sacco di cose: un modo immediato per fare qualche soldo, di mettersi in mostra nella tecnica, di giocare con la musica che piace. Spesso le cover sono addirittura l'unico denominatore comune che unisce un gruppo di musicisti. Non abbiamo una particolare opinione positiva o negativa: dipende. Noi facciamo della musica che componiamo noi e preferiamo così perché quello che vogliamo dire si materializza in questo modo. Non è tanto quastione di coraggio, ma di possibilità, carattere e opportunità.
Certo, se nella distribuzione degli spazi a disposizione si privilegiassero spudoratamente le cover band, per noi sarebbe ovviamente un fatto negativo.

Dal vostro punto di vista che giudizio date della scena metal veneta? Ci sono dei gruppi con cui avete un rapporto più profondo o che secondo voi sono sopra la media?
Sembra che ultimamente dalle nostre parti ci sia un risveglio della musica dal vivo, naturalmente con beneficio delle band metal. Difficile dare un giudizio di tutta la scena regionale, comunque possiamo fare qualche nome, in primis quello degli strepitosi White Skull (la cui fama è inferiore al loro valore, visto che battono decisamente gruppi nazionali come Domine o Rhapsody). Recentemente ci siamo esibiti con gruppi notevoli come gli Hypnotheticall (mastodontici!), Azathoth, Hate's Symphonies...
Vogliamo infine citare Tombarum, Helreidh, Merendine Atomiche (buon viaggio, e buona registrazione!), Alex De Rosso (un grosso in bocca al lupo) e ultimi, ma non meno decisivi, gli assoluti Anarchy-X (mai sentiti?).

A mio avviso il metal è ad un punto morto: credo sia stato sperimentato bene o male tutto o quasi tutto; pertanto, passata la moda del nu-metal, secondo voi su che sonorità si sposterà prossimamente il metal?
Ovviamente il prossimo futuro porterà in trionfo le sonorità dei Silent Scream, vera ed unica cifra del nuovo Risorgimento Metal. Tutti bene o male (cioè, volenti o nolenti) dovranno adeguarsi. Possiamo già prevedere che tra qualche anno l'intera scena mondiale sarà popolata da miriadi di gruppi adoranti che, non potendo fare nulla di migliore, suoneranno esclusivamente le canzoni dei Silent Scream, ovunque e per sempre, in un delirio globale di "Look In Glass" ed incontri diabolici, e persino Britney Spears si farà l'ultimo, definitivo ritocco trangugiando ormoni per assomigliare a Dorian Le Fay, unico mito rimasto quando Madonna già non fa più testo.
E poi...
Ancora sirene intermittenti.
Questa volta sono uomini dal camice bianco con un fare finto-gentile...
Sei posti prenotati alla clinica psichiatrica.
Rumore di trapano in lontananza.
Stanza semibuia, sei volti dallo sguardo fisso.
Ognuno tiene in mano un barattolino di vetro con del materiale simil materia grigia, sotto spirito.
Da lì l'intervista prosegue:
Dunque, il metal (ma, in generale, la musica) non morirà fino a che ci sarà gente che avrà cuore per farla. Questo genere in particolare è morto un sacco di volte ed è sempre risorto. Forse il problema non sta tanto nell'originalità, che comunque è patrimonio di pochi, ma nella concezione di band: perché non fare, ad esempio, degli spettacoli diversi? Magari utilizzando il computer o collaborazioni incrociate tra musicisti e tra generi differenti? Andando avanti, comunque, sarà probabilmente inevitabile non accorgersi che la musica è tanta ed estremamente varia e che il metal non è che una piccola parte del tutto.
E' una questione di cultura. Se noi scrivessimo un'opera rock o metal o checazzoaltro, anche se fosse attuale, interessante, al passo coi tempi, come faremmo a realizzarla?

Domandone originalissimo: i vostri progetti futuri?
Registrare in modo decente i brani non inclusi nel demo.
Scopare.
Registrare con delle variazioni i brani inclusi nel demo.
Scopare.
Aggiungere altri brani al repertorio. (non domandateci verso che cosa saranno orientati, anche perché neanche noi abbiamo molto le idee chiare, viene quello che viene!!!!!)
Scopare.
Ultima cosa: scopare.

Una provocazione: una caratteristica positiva ed una negativa di ogni membro della band... e non barate!!!
DORIAN: il mio membro è gigantesco, e questo è positivo. Idem per gli altri!

Poche righe per dire quello che volete...
Non possiamo non ringraziare Disconnected e teonzo che ci hanno regalato la possibilità di sostenere la nostra prima vera intervista e di sentirci dei divi. Complimenti per il sito di Shapeless e per il modo in cui lo gestite (ce ne fossero!).
Poi ricordiamo a tutti il nostro sito wwweb:
http://www.silentscream.6go.net/
dove, chi volesse, può lasciare le sue tracce nel guestbook, può consultare le schede personali dei componenti del gruppo (c'è solo quella del Budda per ora, anche perché è lui che si è improvvisato webmaster per il nostro sito!!!!!! Budda: e che cavolo migliorerò!!!!), e ovviamente le date e le foto!!!!
Infine... vi salutiamo e non mancate ai nostri live!!!!!!
CIAO