Sed Lex
(Danny Boodman - Giugno 2005)


I francesi Sed Lex, con il loro "De Viris", hanno sfornato un album di altissimo livello; vario, fresco, pieno di influenze e capace di attingere a pieni mani dal periodo d'oro degli anni '70. Con molto piacere, quindi, mi ritrovo a scambiare due chiacchiere con Bruno, chitarrista della band, che mi racconta come nel sangue della band scorra puro e semplice rock'n'roll.



Ciao Bruno! Ho avuto il piacere di recensire il vostro lavoro, "De Viris" e l'ho trovato davvero ottimo! Bene, iniziamo subito con l'intervista: puoi presentare brevemente la band?
La band si è formata nel 1999. Inizialmente io suonavo il basso e cantavo una parte dei brani, Philippe Faugier suonava la batteria, Lean-Luc Maza la chitarra e cantava il resto delle canzoni dell'album. Inoltre, prima dell'arrivo dei nostri nuovi tastieristi, Patrick e Joackim, con noi suonava Jean-Marc.
Questa è la formazione con cui abbiamo suonato per più di due anni ma, dall'ottobre del 2002, io mi occupo di tutte le parti vocali e della chitarra ritmica, mentre Philippe Barrans è diventato il nostro bassista. Nel 2004, infine, Philippe Barrans e Jean-Marc hanno lasciato la band e il loro posto è stato preso da tre nuovi membri: Patrick e Joackim alle tastiere e Stéphane al basso.

Suppongo che il nome della band, Sed Lex, derivi dal proverbio latino "Dura lex, sed lex", giusto? Come mai avete scelto questo nome?
Sì, deriva dal proverbio "Dura lex, sed lex", che significa "La legge è dura, ma è la legge". Parlando invece del nostro logo, da un punto di vista grafico, crediamo che la 'S' di 'Sed' sia molto evocativa: rappresenta un'aquila, un segno di potere. La legge è potere ma, nonostante il detto "La legge è dura, ma è la legge", noi possiamo comunque combatterla con i nostri testi e le nostre canzoni.

Potresti dirmi qualcosa riguardo le vostre influenze?
Nel nostro album volevamo inserire un mucchio di cose: principalmente le grandi band classiche degli anni '70 (Deep Purple, Scorpions, Led Zeppelin, AC/DC, The Who, Status Quo, Thin Lizzy, Uriah Heep, Ufo... e tutti quelli che ho dimenticato). Piuttosto che favorire il nostro lato più 'progressive', cerchiamo di dare spazio prima di tutto alla melodia. Per noi non c'è musica senza melodia e, ciò nonostante, noi non abbiamo niente a che fare con gruppi eccessivamente leggeri: credo che i nostri pezzi non siano esattamente delle ninnananne... (ride - nd Danny Boodman).
Credo che troppe persone si dimentichino delle nostre radici: il Rock'N'Roll!!

In diversi passaggi la vostra musica mi ha ricordato i Rainbow di Ritchie Blackmore, con la loro abilità nell'accostare lunghe ed epiche composizioni a brani accattivanti e melodici. Vi piace la musica di questa indimenticabile band?
Oh certo!! Noi pensiamo che Ritchie Blackmore sia un genio. Nel 2003 siamo stati il gruppo di apertura ad un concerto dei Deep Purple a Toulon, in Francia: era un sogno che si avverava... Adesso nei Deep Purple suona Steve Morse: anche lui è un grandissimo chitarrista e una persona squisita. Inoltre credo che Ritchie Blackmore avesse l'inarrivabile capacità di unire musica classica e rock e sapeva sempre come mettere le sue doti al servizio di ogni cantante con cui ha suonato in tutte le sue band.

Nel vostro sound si possono sentire tantissime influenze legate all'hard rock degli anni '70. Pensate che sia un genere ancora attuale o che sia una musica rivolta soprattutto ai nostalgici?
La risposta a questa domanda la troverai nel testo di un nostro nuovo pezzo, che si intitola "Proud", rivolto a tutti coloro che non amano la musica degli anni '70. Dice: "Forse non riusciremo a emozionarti, forse resterai sordo e cieco. Non importa: noi non siamo qui per farti divertire! La nostra musica è un dinosauro! Un fottuto T-Rex pronto a colpire! E questo ci rende fieri... semplicemente fieri!".

Raccontaci qualcosa sulla nascita di "De Viris".
Non so se si possa considerare una 'nascita'. Piuttosto si tratta di un punto d'arrivo. Volevamo mettere tutto in questo album: tutte le nostre influenze, tutto ciò che ci viene dal cuore, sapendo che sarebbe stato difficile convincere certe persone.

Nel vostro lavoro ci sono un sacco di composizioni molto lunghe come, per esempio, "Eye Of The Moon". E' stata una vostra scelta o, semplicemente, le canzoni sono venute fuori così? Non avevate paura che un CD così lungo avrebbe potuto annoiare l'ascoltatore? Ovviamente io non sono di questo parere...
Grazie! Come ti ho già detto prima, volevamo davvero mettere tutto in quest'album. Ci siamo dovuti fermare solo perché non c'era più spazio nel CD (ride - nd Danny Boodman). Credo, comunque, che possiamo essere orgogliosi del risultato. Al giorno d'oggi ci sono tonnellate di album con produzioni faraoniche, che suonano meravigliosamente ma, in fondo, non dicono niente! Si comportano come delle vere star ma, in realtà, sono i gruppi dei produttori: spesso esistono solo per dimostrare i passi da gigante fatti nel campo delle produzioni musicali. Ma la musica dove andrà a finire di questo passo? E' un cane che si morde la coda!
Negli ultimi cinque anni lo stesso pezzo è stato composto e registrato 12.000 volte da gruppi che nemmeno si conoscono tra di loro, tuttavia hanno tutti un suono magnifico e una confezione perfetta. Ottimo! Il metal però è diventato accademico: i più giovani si dimenticano che il metal, l'hard, quello che vuoi, è prima di tutto rock'n'roll! E il rock'n'roll deve essere pericoloso, altrimenti a chi interessa? In molti ascoltano Céline Dion: in fondo anche nelle sue canzoni, a volte, ci sono le chitarre sature.
Onestamente, credi davvero che questa gente che suona 'Hollywood metal' possa davvero considerarsi parte di quello che dovrebbe essere il pericoloso 'true metal'?

Non molto, in effetti, ma passiamo ad altro: in "Dog's Bite" c'è una bellissima coda in cui voi tutti iniziate una sorta di improvvisazione strumentale, così come veniva fatto nei grandi live set degli anni '70. Questa canzone ha una struttura così 'live' che mi è venuto spontaneo chiedervi quanto sia importante stare su un palco per i Sed Lex.
Noi siamo una live band! Purtroppo viviamo in Francia e qui è difficile riuscire ad esibirsi. Ormai abbiamo deciso di diventare una band di supporto, cosa che siamo riusciti a svolgere al meglio quando abbiamo aperto per i Deep Purple nel 2003 (e ne siamo davvero orgogliosi).

Nella vostra musica c'è una grande varietà di generi: il bell'assolo acustico in "Murderers' Tea", l'ottimo lavoro di pianoforte in "Foundations Of A Dream", l'interludio in pieno stile rock'n'roll in "Dream Of Escape". Sei d'accordo, quindi, quando dico che uno dei problemi principali di tante band hard e metal sia il fatto che ogni canzone suona esattamente come la precedente?
Sì e no... Per esempio, prendi gli AC/DC: suonano la stessa musica da sempre e non è mai noiosa! Lo stesso vale per gli Status Quo. Quando andammo a vederli al Montreaux Jazz Festival, mi sono ritrovato a parlare con un ragazzo che era un fan sfegatato del death metal e sai cosa mi disse della performance degli Status Quo? "Dei giganti!".

Sempre parlando dei vostri bellissimi interludi, non posso fare a meno di citare "Carrousel" con il suo incredibile medley di brani classici. Come è nata l'idea di inserire delle versioni rock di famosissime arie classiche?
Due parole: Deep Purple!
Dunque, nella prima parte "Carrousel" strizza l'occhio sia ai Deep Purple che ai Led Zeppelin. Fin da prima della formazione dei Sed Lex, Jean-Luc aveva in mente questo riff molto 'zeppeliano'. Poi iniziò a suonarci sopra una specie di flamenco e da lì è nato tutto. Jean-Luc ci suggerì di inserire un medley di brani classici per tributare così... Ritchie Blackmore (ride - nd Danny Boodman).
Inserirono alcune parti di Ravel, Grieg e Bach prima di un riff quasi thrash che riporta alla melodia iniziale. Poi da quando io e Jean-Marc siamo entrati a far parte della band, quella sezione non ha mai smesso di evolversi.

Esattamente che brani avete utilizzato? Ho riconosciuto Grieg, Beethoven, Ravel...
E anche Bach. Comunque quella parte cambia ogni volta che la suoniamo.

E cosa puoi dirmi riguardo ai testi?
I testi che scriviamo riflettono la nostra società e le nostre idee sul mondo. Tra i nuovi titoli ci sono "Skillful Man", che parla di religione e "Cathodic Lies" che parla delle menzogne della televisione.

Avete in programma un tour?
Purtroppo no, però il 29 giugno saremo il gruppo di apertura al concerto dei Kansas a Parigi.

Altri progetti per il futuro?
Speriamo di iniziare le registrazioni del nuovo album a settembre.

Ok, siamo alla fine dell'intervista, lascio a te la conclusione.
"I sogni sono fatti per essere vissuti e per far sì che si avverino".
Grazie mille per averci contattati! Ciao!