Rod Sacred
(Linho - Luglio 2006)


I Rod Sacred suonavano heavy metal e venivano dalla Sardegna. Con questo ho già detto molto: difficoltà nel reperire contatti, poche possibilità di suonare dal vivo, ecc. Eppure, nella seconda metà degli anni '80, il testardo Franco Onnis riuscì a portare all'esordio discografico la band che gli era costata tanto in termini di soldi, energie e notti in bianco... "Rod Sacred" uscì nel 1990, svelò a tanti il talento chitarristico di Martino Vargiu e cadde dopo poco nell'oblio (salvo essere oggi venduto alle mostre e su alcuni cataloghi a prezzi di tutto riguardo).
Shapeless aveva già dedicato un'intervista ai Rod Sacred, precisamente al batterista Joe Del Rio. Franco Onnis però ci ha contattato di recente, chiedendoci se eravamo interessati a sentire anche la sua "campana"; siamo stati ovviamente ben felici di concedergli... "la tastiera", anche in considerazione del fatto che lui era un po' il factotum dei Rod Sacred. Come avrete modo di leggere Franco è ancora oggi, a 43 anni, un fiume in piena, alla faccia di tanti gruppi che pur contattati per un intervista, non rispondono o lo fanno solo dopo mesi... Buona lettura!



Allora Franco.... iniziamo a (ri)parlare della storia dei Rod Sacred. E giusto invitare i lettori a rileggersi quanto dichiarato dal vecchio batterista in un'altra intervista su Shapeless. Le cose sono veramente andate così o... manca qualche passaggio?
Ciao Max, è chiaro che Joe abbia saltato qualche passaggio. Ho formato i Rod Sacred nel 1983 e nel 1986 è arrivato Tonio Deriu e solo nel 1987 ho chiamato Joe e Paolo Bonilli ed i Rod Sacred erano già un nome in tutta la Sardegna perchè avevamo all'attivo tantissimi concerti.
Joe conduceva una trasmissione radio ed era un nostro fan ma era anche un buon drummer ed alla prima occasione l'ho chiamato a sostituire il batterista precedente.
Nel 1988 avevo composto quasi per intero il disco d'esordio e organizzato un primo tour italiano con l'aiuto di Klaus Byron che intanto era diventato per me un grande amico e che tanto mi ha aiutato in quegli anni a far conoscere i Rod Sacred al grande pubblico, così siamo arrivati a registrare il primo album e con in mano alcune canzoni pre-mixate son andato con l'amico Klaus alla Discomagic di Mister Lombardoni che dopo aver sentito due minuti del disco mi ha fatto firmare il contratto.
In seguito mi sono occupato di organizzare diversi tour e decine e decine di concerti.
Diciamo che il primo grosso errore lo abbiamo commesso quando al rientro di un tour in Germania nel 1991 ci siamo fermati ad Hannover ed abbiamo incontrato il direttore artistico della SPV che allora era Jay Landswort (ora non ricordo perfettamente come era scritto il suo nome) e lui con già in suo possesso il nostro disco ci ha proposto immediatamente un contratto di due anni e la partenza immediata di un tour come supporto ad un grosso nome (Helloween).
Ma eravamo giovani ed in quel momento spaesati e senza soldi, in Germania, senza un manager che potesse tradurci il contratto abbiamo avuto paura ed abbiamo chiesto a Jay qualche giorno di tempo promettendogli che la settimana successiva saremmo tornati ad Hannover, da quel giorno lo chiamai decine di volte al telefono ma nego' sempre di essere presente in ufficio... subito dopo Martino uscì dalla band e anche se riuscii con dei session a finire un grosso tour in tutta la Sardegna, i Rod non erano più quella macchina live che tanto funzionava.
Fermare i Rod fu una mia sofferta decisione ma andava presa in quel momento e nella mia mente si definiva una nuova line-up, una band ibrida con Maurizio Cois e Tony La Manna dei Rude Boys, altra storica band sarda che aveva residenza a Londra, e che fece un disco a Londra ai mitici Ebony Studio, io al basso e Joe alla batteria: nacquero i Golden Ace. Era una buona band, componemmo subito molte canzoni stile Rock & Roll americano abbiamo anche registrato un disco in Svizzera agli Atmosphere Studio ma che non uscì mai per seri problemi con il cantante.
Rientrai in Italia e subito mi misi al lavoro per formare i nuovi Rod Sacred con Alex Ledda alla voce io al basso e di nuovo Martino Vargiu alla chitarra e Joe alla batteria. Il mio stile era cambiato: più aggressivo ma anche più tecnico.
Ho organizzato una registrazione agli Officina Studio dei fratelli Cappanera dove registrammo diversi pezzi che avevo in mente per la nuova versione dei Rod. Il promo è piaciuto molto in giro e venne edito da Supporto Italiano, una piccola etichetta sarda che aveva molte idee ma pochi mezzi (vedi più avanti - nd Linho), intanto con Joe non c'era più feeling e decisi di rimpiazzarlo subito con un ragazzino dal nome Ricky Sedda, cuginetto di Martino. Dalla prima prova capii che sarebbe stato grande con noi. Organizzai anche un nuovo tour in molte parti d'Italia una di quelle date la facemmo al Cencio's di Prato (dove era anche presente Claudio di Radio Pistoia) (parla di Claudio Pino di Radio Diffusione Pistoia, meglio noto come Zio Pino o Wolf DJ... uno dei più grossi sostenitori della scena metal italiana e toscana in particolare, dalla fine degli anni '80 ad oggi - nd Linho ) e terminammo il Tour a Cagliari al Teatro tenda con 3000 persone... fu l'apice dei nuovi Rod.
Si fece poi avanti una persona che ci propose di registrare un nuovo disco e nacque "Sucker Of Souls" ma finite le registrazioni non ero soddisfatto della qualità ottenuta; i pezzi li reputo molto validi e suonati bene ma la registrazione non era quello che volevo per i nuovi Rod Sacred (in effetti non ha tutti i torti - nd Linho).
Era il 1998... ero deluso dal sistema discografico italiano, e intanto la mia famiglia cresceva e dopo la nascita della mia seconda bimba decisi di dire basta ai miei sogni di musicista professionista
Dal '99 insieme all'amico di sempre Martino abbiamo formato i Doctor Jack, una tribute band degli Ac/Dc, una band come la avevamo sognata, nata solo per divertirsi e far divertire senza pensieri o sogni.
Ancora oggi esistono i Doctor Jack e abbiamo anche la versione Led Zeppelin che si chiama Doctor Zep, inoltre suono il basso in una tribute band del mitico Vasco Rossi che si chiama Deviazioni Rock, quindi come serate Live ne faccio ancora tantissime ed ora ho fondato una Associazione Musicale che si chiama Rocklandia (http://www.rocklandia.it/) che si occupa di organizzare eventi ed anche una scuola di musica (rock) per tutti i giovani della mia zona che non hanno avuto la fortuna e la testardaggine di farsi notare da qualcuno.
L'ultimo pensiero che mi frulla è quello di tornare a comporre qualcosa perchè sono convinto che, anche se ho dato tutto me stesso per fare musica in Italia, posso ancora fare qualcosa e la voglia mi sta tornando perchè quando mi sveglio la mattina il primo pensiero che ho è quello di suonare...

Hai accennato ai tuoi progetti quindi ti faccio subito una domanda in proposito. Cosa ne pensi delle cover band e del recente fenomeno dei gruppi tributo?
A me piacciono le tribute band che interpretano lo spirito della band culto, ma non mi piacciono i teatrini che tanto vanno di moda oggi cioè band che imitano persino nei gesti e nel modo di vestire un determinato spettacolo, che hanno studiato a memoria davanti ai video: questo sminuisce la capacità di un musicista di tirar fuori la sua vera anima e soprattutto il suo modo di suonare.
Io ci ho messo tanti anni a crearmi un suono ed un modo abbastanza personale di suonare e non vorrei assolutamente suonare come suona tizio o caio, questo generalmente si fa quando si è alle prime armi e serve per imparare i trucchi del mestiere... poi si deve camminare con le proprie gambe.

"Rod Sacred" è l'unico album ufficiale rilasciato dal gruppo. Poi però ci sono stati il demotape "Dark Confusion" e l'album "Sucker Of Souls" nel 1997, che come hai accennato prima non è mai uscito, neppure sotto forma di promo...
"Sucker Of Souls" è stato stampato in 500 copie ma non ho dato il permesso per distribuirle, io ne ho usato 200 per inviarlo ai contatti che avevo e per venderli ai concerti ma non mi sono preoccupato di cercare una distribuzione seria perchè non suonava come volevo io e sminuiva i brani in esso contenuti, che ritengo ancora validi.

Parliamo allora del vostro unico disco ufficiale, un album che ha raggiunto quotazioni abbastanza elevate. La copertina era assai curiosa, non la definirei proprio adatta a un gruppo heavy metal... Riguardo la musica, su tutti a mio avviso spiccava il talento della chitarra solista di Martino Vargiu: era raro sentire assoli con tanto gusto. Che ne pensi? Inoltre, quali rammarichi/rimpianti hai?
Le quotazioni molto alte riguardano soprattutto una certa difficoltà nello scovare quel vinile, ma la rarità non basta, sono convinto che tante persone lo cercano perchè ha rappresentato qualcosa nel panorama metal italiano. La cover è stata un ripiego dell'ultimo minuto in quanto il disco doveva essere intitolato "....Look What I've Got!!" e la cover era una nostra foto molto particolare ma che il fotografo non è riuscito a realizzarla come avevo in mente. Dicembre era alle porte e la Discomagic voleva far uscire il disco prima di Natale ed abbiamo ripiegato per lo stemma della band che era quel Dio sul trono con una Flyng V (tipica chitarra heavy). Per quanto riguarda Marty... che dire? Dovresti sentirlo dal vivo, è monumentale, anche se molti suoi fraseggi sono il frutto di una simbiosi fra me e lui, pensa che ad oggi sono 20 anni che suoniamo assieme!!!!
Di lui posso solo dire che è uno dei pochi chitarristi che hanno quel qualcosa che gli americani chiamano groove e che non si studia sui libri: o lo hai oppure no!! Per anni non ho avuto rimpianti, ho fatto tutto il possibile per emergere in un paese come l'Italia dove la musica è Sanremo, e tutto il resto non conta, ed è la storia di tutti i miei colleghi di quegli anni vedi Vanadium, Sabotage, Shabby Trick, Moon Of Steel, che hanno provato a cambiare le tendenze ed a momenti ci sono riusciti, prima che il Metal ripiombasse nell'oscurità. Oggi penso che sia peggio, non vedo veramente un movimento di band in grado a breve di cambiare queste tendenze. Per finire il discorso ti dirò che alla soglia dei 43 anni mi sta tornando la voglia di fare musica mia...

Quanto tempo dedicavate alla musica? Quante prove settimanali? E per quanto riguarda i contatti, dì un pò com'era quando Internet non esisteva, almeno alla portata di tutti...
Alla musica ho dedicato veramente tanto tempo, tuttora mi alzo la mattina ed il mio primo pensiero è la musica. Non è semplice convivere con questo morbo che ti attanaglia e che ti porta via tante energie e spesso non ti restituisce le sensazioni che tu gli chiedi, ma quando succede è fantastico e nulla al mondo mi fa sentire meglio. Con i Rod Sacred ho sempre provato quattro giorni la settimana e prima di qualche tour importante o di entrare in sala di registrazione provavamo anche sette giorni su sette (alla fine sono queste le cose che fanno la differenza - nd Linho).
I contatti... Bella domanda! Oggi le nuove leve non hanno idea di cosa significhi cercare il successo abitando in un paesino della Sardegna senza i collegamenti via Internet che oggi collegano il mondo con un click!! Tutto si basava sul telefono che gravava sulla bolletta familiare e spesso era difficile contattare le persone o trovare i numeri delle persone giuste, non avevamo certo il cellulare... ma nei primi anni 80 non c'erano neanche le riviste specializzate, a parte qualche fanzine coraggiosa e spesso estera a portare qualche notizia del mondo Metal. Passavo parte della giornata a duplicare demo, fare le cover ed andare alla posta e spedire tutto quanto agli indirizzi di label o di promoter trovati qua e là in riviste o fanzine o indirizzi dati da qualche amico. C'è stato un periodo che facevo anche venti spedizioni al giorno tra lettere e demo... Oggi tutto questo è facilitato dagli mp3 spediti via Internet, e trovare indirizzi utili è la cosa più semplice del mondo.

Hai accennato alla situazione precaria della Sardegna, almeno da un punto di vista logistico. E prima hai accennato anche a "Supporto Italiano". Cosa ricordi del lavoro fatto da Fabio Carta e Fabrizio Maulu? "Supporto Italiano" era a mio avviso un'ottima 'zine, in quel periodo. Realizzarono anche la tape-compilation "Evoluzione Sonora" (1992), che conteneva anche qualche chicca... Che ricordi hai al riguardo
Io non ho mai avuto contatti con Fabio Carta quindi non saprei cosa dire, mentre con Fabrizio Maulu abbiamo avuto all'inizio un buonissimo rapporto, che si è guastato nel tempo.
Nel 1995 stavo cercando una label che producesse l'album che poi è diventato "Sucker Of Souls" ed ero in contatto con diverse etichette del nord Italia che a mio avviso erano molto interessanti ed interessate al mio progetto, ma sono stato contattato da Fabrizio Maulu che in modo molto convincente mi ha convinto a legarmi a Supporto Italiano.
Quindi abbiamo registrato il promo agli Officina Studio dei fratelli Cappanera, tutto stava andando a gonfie vele e ci stavamo convincendo che l'album che intanto avevamo composto sarebbe piaciuto molto.
Qui sono iniziate le difficoltà con Fabrizio soprattutto dovute, credo, a suoi problemi finanziari che lo hanno portato a voler speculare su tutto quello che si faceva, e a me non stava bene una politica del genere senza prima aver dimostrato effettivamente di avere i mezzi per produrre un album seriamente.

Quanti concerti riuscivate a fare in un anno? E quali erano le difficoltà più rosse nell'organizzare un concerto?
Concerti ne abbiamo fatto veramente tanti, non sono mai sceso sotto la media di trenta, quaranta concerti all'anno, spesso anche molto grandi con due o tremila persone: so che sembra incredibile ma sotto questo punto di vista siamo stati molto fortunati. Mi sono sempre occupato in prima persona nell'organizzazione dei concerti nostri e di festival con altri gruppi anche nazionali che sono venuti a suonare da noi, come Cappanera, o Shabby Trick, Sabotage etc... non ho mai trovato serie difficoltà anche perchè organizzare mi appassiona e non risento della pressione, ma devo aggiungere che oggi le cose si sono complicate, più burocrazia, molti problemi di sicurezza e le band che hanno pretese assurde, con il risultato che non si fanno più festival!!!

Hai mai pensato di rimettere insieme i Rod Sacred? E hai mai ricevuto offerte per la ristampa del disco in CD?
Un mese fa ti avrei detto che i Rod non avrebbero più suonato assieme. Oggi ti annuncio che la formazione storica cioè io al basso, Marty Vargiu alla chitarra, Tonio Deriu voce e Joe Del Rio alla batteria suonerà il 22 Luglio al Villasor Rocklandia Festival 2006 a Villasor, il mio paese a 20 Km da Cagliari, in un bellissimo parco (Zona Su Padru).
Anche in questo caso l'organizzazione la curo io, in quanto ho creato una associazione che si chiama appunto Rocklandia che si occupa di cercare di creare un movimento di musicisti che credano nelle loro possibilità, e cerchino di portare avanti una tradizione rock che negli anni 80 e 90 ha lasciato il segno, ma che ora si sta dimenticando. Rocklandia si occuperà anche di organizzare dei corsi di musica a tutti i livelli, dal principiante al musicista esigente: sto formando un cast di istruttori formidabili.
Il mio obbiettivo non è solo l'insegnamento di uno strumento, ma di una filosofia di vita che insegni ai ragazzi soprattutto il non soffrire le delusioni e di guardare sempre avanti e credere nella propria musica!!!
A proposito potete visitare il sito http://www.rocklandia.it/. Il sito è spartano e parte in costruzione ma i fondi sono limitati e me lo sono costruito da solo.
Diverse volte mi hanno chiesto di fare un remastering del disco su CD ma queste richieste non mi sono mai sembrate abbastanza serie e quindi non ho mai fatto nulla. Ma in un futuro prossimo, se trovassi qualche discografico nostalgico, lo farei volentieri.

Dicci qualcosa in più su questa "reunion". E' solo una data o... c'è la speranza/voglia di ritornare in pista?!
La reunion è stata una mia idea, in quanto organizzatore del Rocklandia Festival ho bisogno di un nome che richiami molta gente perché tutte le band che vi suonano in questa prima edizione sono praticamente sconosciute, e si sa il pubblico non è molto propenso ad andare ad ascoltare una sfilza di band sconosciute. La scelta dei Rod è stata obbligata perché nessun nome conosciuto verrebbe a suonare senza nessun compenso, visto che i pochi fondi a disposizione per questa edizione 2006 son pochi e spesi tutti per una buona organizzazione. Quindi ho chiesto ai miei amici di fare questo per aumentare la visibilità di questo festival in modo di convincere le istituzioni ad aiutarci nella realizzazione della prossima edizione, in cui speriamo avere più fondi. Non avevo fatto i conti pero' con la passione, e quando ci siamo ritrovati dopo dieci anni in sala a provare quei pezzi ci siamo divertiti un sacco e come per magia sembravamo dei bambini con un giocattolo nuovo. Ora io non so se questo possa bastare, comunque sono sicuro che in tutti noi un pensierino è passato per la testa.

Compri ancora dei CD e, soprattutto, ascolti ancora heavy metal?
C ne compro pochi, trovo errata la politica degli alti costi quando oggi si può realizzare un disco che suona bene con quattro soldi.
Si ascolto ancora volentieri Heavy Metal ma la mia mente si è aperta su tanti generi senza più i pregiudizi che avevo a 18 anni, e questo mi aiuta a capire meglio certi errori fatti in quel periodo.

Consigliami 5 dischi heavy metal (classici o roba meno conosciuta), cinque dischi di metal italiano e cinque dischi non metal...
Iniziamo dal non metal. Cinque dischi che salverei da una apocalisse...."The Lamb Lies Down On Broadway" dei Genesis, "The Wall" dei Pink Floyd, "Made in Japan" dei Deep Purple, "Quadrophenia" degli Who e per finire il primo Led Zeppelin. Per quanto riguarda l'heavy classico direi "Diary of a Madman" di Ozzy, "One Night At Budokan" di Michael Schenker, "Bump Ahead" di Mr Big, "Defender Of The Faith" dei Judas Priest e "Killers" dei Maiden.
Arriviamo all'Italia... "Una Vita Per Il Rock" della Strana Officina, "Hoka Hey" dei Sabotage, "Passions" dei Moon Of Steel, "Bad Ass" dei Shabby Trick e concedetemelo "Rod Sacred 1" (tre toscani su cinque...- nd Linho).

Chiudi a tuo piacimento...
Che dire. Ringrazio Max e tutti gli amici di Shapeless per questa intervista che, dopo tanto tempo, mi ha fatto ricordare quanto è stato fatto con fatica in Italia, e soprattutto quanto c'è da fare per far sì che un enorme movimento musicale non venga sprecato sull'altare di facili ed illusori guadagni. Si sa i musicisti sono nati per soffrire, in tanti facciamo divertire e facciamo passare tante serate spensierate agli assidui sostenitori del rock! Ma in pochi ce la fanno ad emergere ed a poter dire di fare i musicisti di professione, ma comunque vada ricordate: "The Rock Will Never Die"!!!!