Rex Inferi
(Danny Boodman - Luglio 2005)
La grande musica, si sa, è intramontabile e il suo valore scintilla
oggi come vent'anni fa. È il caso di "Like A Hurricane", il secondo
lavoro dei Rex Inferi, che ha aspettato più di diciassette anni prima
di venire alla luce.
Ne parliamo con Maurizio, chitarrista e leader della band, che risponde
alle mio domande sul presente e sul passato dei Rex Inferi.
Ciao Maurizio, ho avuto il piacere di ascoltare il vostro ottimo album e ma fa piacere poter fare due chiacchiere con te.
Iniziamo nel più classico dei modi: nella mia recensione ho cercato
di riassumere la vostra storia ma ti chiedo lo stesso di spendere due
parole per presentare i Rex Inferi a chi non li conosca.
Tanto piacere a tutti, sono Maurizio Samorì dei Rex Inferi. Agli
inizi degli anni ottanta fondai il gruppo insieme ad altri musicisti
provenienti da svariate cover band. Nel 1984 registrammo il nostro
primo demo tape ed iniziammo a suonare un po' ovunque finché non
incontrammo Luigi Mazzeri della LM Records che ci propose d incidere il
nostro primo disco "The Damage Has Been Done" dopodiché successero
diverse cose buone, ottenemmo articoli e recensioni positive un po'
dappertutto soprattutto all'estero, così ci mettemmo al lavoro per
preparare "Like A Hurricane", poi purtroppo ultimate le registrazioni
la nostra casa discografica per vari motivi decise di chiudere
momentaneamente i battenti, noi fummo un po' presi dallo sconforto e
sciogliemmo la band.
Normalmente mi capita di chiedere agli artisti
che intervisto, quali sono le loro principali influenze, sia a livello
di songwriting che a livello strumentale. Per te, invece, vorrei
ampliare la domanda, chiedendoti sia cosa ascoltavi e ti appassionava
in quegli anni, quando la band muoveva i primi passi, e cosa invece ti
appassiona adesso, sempre che sia cambiato.
A quei tempi ascoltavo molto hard rock anni '70 e la N.W.O.B.H.M.
Oggi i miei gusti non sono poi cambiati di molto, oltre all'heavy
metal, ascolto musica classica e qualcosa di contemporanea.
Probabilmente la prossima domanda ti è stata
rivolta decine di volte, ma non posso fare a meno di chiedertelo: cosa
significava essere parte di una band heavy metal in quegli anni e,
soprattutto, in Italia?
Avere la propria identità, al di fuori dell'apparire (come va tanto
di moda adesso) o dal successo economico, ma essere se stessi.
Cosa portò allo scioglimento della band nel 1988?
In parte mi sono già espresso, la mancata pubblicazione di "Like A
Hurricane" portò una certa delusione all'interno della band, il
batterista Gianni Lorenzini decise di partire per gli Stati Uniti in
cerca di fortuna, Flavio Portolano, il bassista di lì a poco sarebbe
dovuto partire per il servizio militare ed io continuai a suonare per
conto mio, ma in realtà non fu mai un vero scioglimento ufficiale, a
volte ci si trovava insieme magari solo per fare un po' di casino, poi
per un certo periodo ci mettemmo anche a suonare cover in giro per i
locali sotto un altro nome.
"Like A Hurricane" esce adesso, nel 2005, dopo
diciassette anni dalla sua composizione. Ho visto che l'album è stato
ben accolto non solo su Shapeless 'Zine ma praticamente ovunque. Sei
soddisfatto? Non ti viene mai una punta di rimpianto pensando che, se
le cose fossero andate diversamente, questa bella accoglienza avreste
potuto averla già diciassette anni fa, come meritavate?
Guarda se mi permetti vorrei cogliere l'occasione per ringraziare
tutti; tu e i tuoi colleghi siete stati molto gentili e professionali.
Se a distanza di così lungo tempo, i brani sono ancora apprezzati, vuol
dire che la musica ha raggiunto il suo scopo, e questo è molto
gratificante.
Segui ancora la scena metal? Credi che sia migliorata o senti una certa nostalgia per i 'vecchi tempi'?
Certo frequento ancora gli ambienti metal, il genere che preferisco
è sempre il classic heavy metal, comunque fra le cose nuove ho avuto
occasione di ascoltare cose veramente valide.
Ricevendo il vostro promo, non ho potuto fare
a meno di notare come tutto l'aspetto grafico riportasse alla mente una
certa iconografia che sarà poi cara al black metal: il logo in
caratteri gotici, la copertina in bianco e nero, il demone, il nome
della band... Conosci questo fenomeno musicale? Se sì, cosa pensi
dell'attitudine satanica o malvagia di diversi esponenti del genere?
Beh quando fondammo la band il termine black metal non era ancora
stato coniato, noi della band avevamo in comune una certa passione per
l'esoterismo, ci piacevano band come Black Sabbath, Angel Witch ecc. e
scegliemmo tutti quei simboli che hai menzionato che poi negli anni
successivi sarebbero gli stessi adottati dai gruppi black. Conosco il
fenomeno perché ho diversi amici che suonano quel genere, per quanto
riguarda l'attitudine satanica o malvagia non sono bene informato per
poterne trarre un giudizio specifico.
Ascoltando l'album si può dividerlo in due
diverse sezioni: una prima più veloce e aggressiva e una seconda più
cadenzata ed epica. I brani sono stati composti tutti nello stesso
periodo e, quindi, tutte queste caratteristiche erano presenti
contemporaneamente nella vostra proposta, oppure sono state frutto di
una evoluzione che vi ha portato ad abbandonare composizioni più
'speed'?
I brani furono composti nello stesso periodo, e la nostra
intenzione era quella di proporre un lavoro che variasse da pezzi speed
ad altri un po' più cadenzati o qualche mid-tempo come "Welcome To The
Slaughter".
Le due sezioni sono caratterizzate,
ovviamente, anche dalla presenza di due diversi cantanti. Potresti
raccontarmi qualcosa in proposito?
Durante le registrazioni Chris si ammalò e per completare il lavoro
fu chiamato di comune accordo Alessandro Zazzeri che oltre ad essere un
ottimo cantante era ed è nostro amico da sempre.
Quest'album va considerato solo come un
episodio isolato, come un gioiello riscoperto? Oppure è un nuovo inizio
per i Rex Inferi?
Beh.. vedremo cosa ci riserva la vita.
Altri progetti per il futuro?
Appunto, per ricollegarsi alla domanda precedente, materiale nuovo
da registrare ne avrei parecchio, spero che qualcosa vada in porto.
Bene, siamo alla fine dell'intervista! Grazie
della tua disponibilità e complimenti ancora per il vostro splendido
lavoro. Lascio a te la conclusione!
Grazie tantissimo a te per l'ospitalità ed i consensi. Un saluto a tutti i tuoi lettori e Keep On Metal!