Requiem Aeternam
(Hellvis - Giugno 2006)
"Philosopher" è un album passato ingiustamente in sordina. Shapeless
non vuole che un bel disco così cada nel dimenticatoio, ragion per cui
eccoci qui ad intervistare Josè, la mente della band.
Ciao Josè! Presenta il tuo gruppo ai lettori italiani!
I Requiem Aeternam si sono formati in Uruguay nel settembre del
1995, quando il nostro primo promo venne inserito nella compilation di
una etichetta/zine uruguagia oggi non più esistente. All'epoca, la
formazione vedeva Lopez (ora il batterista degli Opeth), Mendez (ora
bassista sempre negli Opeth), Magallanes (chitarra) e me (chitarra e
voce). Poco dopo, questi ragazzi hanno lasciato l'Uruguay così ho
dovuto dar vita ad una nuova formazione, con la quale abbiamo
registrato il nostro primo album ("Eternally Dying"), del 1997 ma
pubblicato nel 1998. Dopodiché abbiamo concentrato il nostro lavoro nei
paesi dell'America Latina. Dato che l'Uruguay non è il posto più idoneo
per il metal, abbiamo deciso di trasferirci negli Stati Uniti, per
poter andare avanti con il gruppo. All'inizio del 2003, ho incontrato
Kupiszewski (il bassista attuale) e più tardi Hernandez (ex batterista
degli Immolation). Con questa formazione abbiamo registrato
"Philosopher", ed ora questo lavoro è uscito in Europa attraverso la
Trinity Records di Hong Kong.
Perchè avete chiamato la vostra band Requiem Aeternam?
"Requiem aeternam dona ei, Domine, et lux perpetua luceat ei. Requiescat in pace. Amen.".
Si tratta di una vecchia preghiera cristiana scritta in latino, dalla
quale è stato tratto il nome della band: nel significato di "Eterno
Riposo", Eterno Riposo - nel senso di musica per i morti. Infatti,
questo è il testo stampato sul retro della cover di "Philosopher", con
qualche piccolo cambio: "Requiem aeternam dona ei, Philosophus, et lux perpetua luceat ei. Requiescat in pace."
"Philosopher" è un ottimo album, secondo me! Come hanno reagito critica
e fan nei suoi riguardi? Sei totalmente soddisfatto di questo lavoro?
Le reazioni sono state molto diverse, dato che "Philosopher" mostra
tutta una serie di risultati non comuni, sotto ogni aspetto.
Musicalmente, è stato giudicato molto positivamente da tutti quelli che
l'hanno ascoltato e valutato. Testualmente, alcune persone sono rimaste
molto sorprese a causa dei soggetti filosofici legati all'album, e
conseguentemente le reazioni sono state entusiastiche per alcuni,
mentre altri non hanno dato molta importanza a questo aspetto. Riguardo
alla prova tecnica, la qualità strumentale è stata valutata in genere a
livelli eccellenti nonostante le vocals siano state talvolta
incomprese, visto che sono totalmente atipiche. Comunque, non direi di
essere completamente soddisfatto di tutto questo, non per via del
pensiero dei critici, quanto piuttosto per il fatto che per tutti e due
gli album non ho mai avuto tutto il tempo per finire i processi di
registrazione e di pubblicazione al meglio. Spero per il nostro terzo
lavoro di avere tutto il tempo a disposizione, anche se so già che la
cosa non si realizzerà al 100%.
Quali sono le differenze principali tra "Philosopher" ed il vecchio EP "Eternally Dying"?
Voglio chiarire una cosa: abbiamo registrato l'EP "Eternally Dying"
all'inizio del 1997, ma anche il full-length "Eternally Dying" subito
dopo. L'EP è stato soltanto un test per la band, tanto per sperimentare
un po' in studio prima di registrare l'album completo. Ho voluto
specificare questo perché, per rispondere alla tua domanda, farò
riferimento al full-length "Eternally Dying". "Eternally Dying" è una
raccolta del periodo 1994-1997; "Philosopher" del 1998-2004. "Eternally
Dying" è meno personale di "Philosopher"; potresti trovare un modo
appropriato per definirlo (probabilmente death/black/alternative
metal); "Philosopher" non può essere paragonato ad alcun genere, ragion
per cui definiamo il nostro stile "dialectical metal". La musica di
"Eternally Dying" era alla ricerca di un'identità, la musica di
"Philosopher" - come completa forma di espressione - ha raggiunto questa
meta. Dal punto di vista dei testi, c'è una differenza abissale:
"Eternally Dying" e poesia, "Philosopher" e filosofia. Questa è una
delle caratteristiche distintive di "Philosopher", di introdurre la
filosofia nel nostro modo di intendere l'arte (in questo caso, musica e
letteratura). "Eternally Dying" è meno professionale di "Philosopher;
comunque l'anima è la stessa in ambedue le realizzazioni. Alla fin
fine, "Philosopher", pur essendo diverso, è in qualche modo la seconda
parte di "Eternally Dying"; non possono essere concepite come uscite
isolate, e credimi quando ti dico che tutti lavori dei Requiem Aeternam
saranno diversi ma al tempo stesso i medesimi; questo è ciò che implica
il "dialetticismo": la necessita di un'opposizione per completare il
"significato".
Ho letto che c'è un concept alla base dei
testi di "Philosopher", ovviamente riguardante la filosofia, e che hai
usato stralci dai tuoi "Escritos Prohibidos" per la loro realizzazione?
E' giusto questo?
Come ho già scritto, i Requiem Aeternam sono diventati un miscuglio
di due discipline: musica e filosofia. Con "Philosopher", penso che
abbiamo sviluppato una relazione molto profonda tra le due cose. Non
sarei mai in grado di affermare che i Requiem Aeternam siano una band
che fa soltanto musica, dato che stiamo cercando di cambiare questo
concetto stabilizzato, espandendolo alla letteratura. "Dialectical
metal": così è come abbiamo chiamato il nostro stile, per cominciare a
mettere in mostra questa idea, che in un certo senso va contro alla
visione standard del "heavy metal". In breve, filosofia e musica sono
molto legate, e scinderle è per noi una forma di oppressione dei nostri
compiti. Parlando in generale, la "dialettica" è il metodo di arrivare
alle "verità" tramite le opposizioni. Eraclito è stato uno dei primi
filosofi a scrivere in questa maniera, circa ventisei secoli fa. La
nostra musica è allora una sintesi di contraddizioni, opposizioni,
ineguaglianze; comunque, c'è un risultato concreto nonostante, a prima
vista, questa descrizione possa sembrare anarchica. Mediante le
contraddizioni è realmente possibile trovare il vero significato delle
cose. La nostra musica trae vantaggio da questa idea. L'armonia è il
risultato di un'apparente disarmonia. "Il cambiamento: traccia dopo
traccia, e all'interno di ogni traccia, è una parte dell'idea generale
dell'album. La struttura di questa composizione è basata sua una
variazione costante della musica, ma senza smarrire la sua linea di
sviluppo originaria. La "creazione" è un qualcosa che proviene
dall'interno della mia individualità. La distinzione è una
caratteristica ineluttabile di essa. E' estremamente difficile
descrivere come, per cui penso che il risultato operi come conseguenza,
e la causa sia nascosta in esso. E' iniziato con la fine già presente
in esso; la fine è una parte fondamentale del suo inizio." Questo
paragrafo descrive ciò che è coinvolto nella nostra musica. Per
riassumere: avere abbastanza "distinzione", abbastanza "autenticità",
ma senza perdere attrattiva, è probabilmente la parte più difficile del
nostro processo di composizione. Forse, questa spiegazione è
sufficiente per descrivere cosa potrebbe essere inteso come forma di
"ispirazione", anche se questa parola non è così vicina a ciò che
concepisco come musica artistica.
Oltre alla musica, sei anche uno scrittore ispirato. Stai scrivendo nuovi versi, o forse un libro? Scrivi ancora in spagnolo?
Oltre ad aver pubblicato gli "Escritos Prohibidos" del 2002, ho
prodotto un pugno di scritti in spagnolo sullo stesso soggetto, ma non
ho ancora programmato di pubblicarli. Una delle ragioni principali
della mia venuta negli Stati Uniti, oltre alla musica, era ed è ancora
quella di essere in grado di scrivere in inglese nello stesso livello
del mio spagnolo, e questa è la ragione per la quale, da quando sono
arrivato negli Stati Uniti, ho trattato principalmente con l'inglese.
Infatti, ho praticamente pronto un nuovo lavoro, scritto completamente
in inglese, che penso di pubblicare fra un paio d'anni. Quando questo
sarà finito, vorrei ricominciare a scrivere in spagnolo, dato che penso
di aver raggiunto un livello simile di scrittura in ambedue le lingue.
Quali sono i tuoi piani per il futuro? State preparando un nuovo album? Verrete in Europa per un tour?
Il 2008-2009 vedrà il miglior lavoro dei Requiem Aeternam e mio,
per quanto riguarda musica e scrittura. Nello stesso modo in cui
"Eternally Dying" era incentrato sui paesi dell'America Latina, e
"Philosopher" sui paesi dell'America del Nord, la nostra terza opera
verrà indirizzata ai paesi europei. Questo era il mio piano sin
dall'inizio della nostra storia: essere capace di completare la nostra
promozione in occidente entro quindici anni. Fare un tour in Europa
sarebbe uno dei modi migliori di promuovere il nostro lavoro da voi, ma
lasciamo che il futuro parli da sé.
Bene, questa breve intervista è terminata! A te le ultime parole!
Grazie Hellvis (in italiano, e poi ha messo il mio nome reale anziché Hellvis - nd Hellvis).
Sito internet: http://www.requiem-aeternam.com/