Pathos
(Hellvis - Novembre 2003)


Dalla provincia americana dello stato di Washington, ecco i Pathos. No, non si tratta di una band che fa dell'atmosfera il suo punto di forza. Anzi, si tratta di una ghenga di picchiaduro che vogliono far musica che rimanga incisa sulla vostra pelle! La loro proposta musicale si fa ancora più interessante ad un ascolto approfondito: la preparazione tecnica è altissima e i brani sono strutturati e complessi, senza però avere cali di tensione. I Pathos fanno un death/grind che spesso flirta con il black più thrashione.
La mia recensione di "Perdition Splits The Skies" è stata entusiastica. Invito il lettore a non sottovalutare questa band. Nel frattempo potete leggervi questa intervista condotta via e-mail alla quale hanno risposto i disponibili Abe ed Owen.



Ciao gente! Che reazioni ha suscitato "Perdition Splits The Skies" nel pubblico e nella critica? Siete soddisfatti dei responsi?
Abe: In genere abbiamo ricevuto dei buoni responsi, gli ascoltatori sono stati impressionati dalla nostra abilità musicale (specialmente per quanto riguarda la batteria) ed apprezzano molti dei nostri elementi creativi.
Owen: Sì, sinora abbiamo ricevuto buoni responsi e recensioni da parecchie fanzine differenti nonché da altre band. Siamo abbastanza contenti di ciò che abbiamo fatto con quest'album pertanto è gratificante sapere che qualcuno lo apprezzi.

Siete una band di Spokane, WA. Ci sono tante band che suonano death/grind dalle vostre parti?
Abe: No, a Spokane proprio no. C'è un'altra death metal band chiamata Rutah e suoniamo spesso con loro ma, a causa della mancanza di una scena del nostro tipo di musica, ci sembra di far nascere dei fan da individui insospettabili.
Owen: Suoniamo con un sacco di band hardcore e robe simili qui in città. Ci sono molte più band death e grind di Portland o Seattle che, comunque, sono città relativamente vicine.

Non è complicato emergere per chi suona questa musica lontano da grandi centri del brutal death come Los Angeles, per esempio?
Owen: Sì, di fatto è così... ma non possiamo farci molto adesso. Nel posto in cui viviamo funziona così. Alle volte discutiamo di trasferirci nel futuro prossimo in città più grandi così da rendere le cose più semplici, in qualche modo.
Abe: Sì, ma questo forse ci aiuta a sviluppare la nostra personalissima idea riguardo a che tipo di musica dovremmo suonare.

Cosa ci potete dire dei testi di "Perdition Splits The Skies"? C'è un riflesso della vostra vita nelle parole che scrivete? Cosa volete comunicare all'ascoltatore?
Abe: Lascio rispondere Owen.
Owen: I testi di "Perdition" parlano di molte cose diverse ma hanno in comune lo stesso tipo di sguardo deviato verso la vita. Cerco di variare sempre quando scrivo così che non viene mai sviluppato un tema o roba simile; praticamente i testi in genere hanno a che fare con le cose a cui sto pensando quando mi metto a buttare giù le parole... Negli ultimi tempi questo ha fatto sì che i testi siano un pochino più personali rispetto alla nostra produzione passata. Penso di voler comunicare il modo in cui vedo le cose che mi circondano e che effetto hanno su di me.

Cosa vi influenza di più durante la composizione dei brani? Quali sono le vostre fonti di ispirazione?
Owen: Io mi occupo poco della composizione e concentro la mia attenzione sui testi, ma quando scrivo e adatto le parole alla musica cerco sempre di trovare battiti o armonie che penso possano essere interessanti e via di questo passo.
Abe: Ci sono troppe cose che influenzano la mia musica, sono ispirato dai passaggi tecnici, dalla creatività intellettuale e l'organizzazione. Spingo sempre la mia band a provare cose diverse, forse troppe, ma ci sono anche alcune cose che tutti quanti non apprezziamo. In definitiva ci influenziamo l'un con l'altro.

Avete mai pensato di tenere dei concerti fuori dagli USA? Magari in Europa?
Owen: Cerchiamo di suonare il più possibile, solo che è veramente difficile farlo su più larga scala. Abbiamo suonato in Canada ma ora non mi farebbero passare la frontiera a causa di alcuni problemi che ho avuto qualche anno fa (ma che spero saranno presto risolti). Penso che piacerebbe a tutti noi suonare in Europa ma non credo che abbiamo ancora i contatti per far questo.
Abe: Certo, si tratta solo di una questione di soldi. E noi siamo tutti poveri.
Owen: Sì, vero anche questo.

Quali band vi hanno influenzato di più, secondo voi? Quanto è importante per voi avere un suono originale?
Abe: Non riesco proprio a scegliere una band. Sono cresciuto ascoltando hardcore e crust/punk rock ma a volte li trovo poco musicali. Direi che sono stato influenzato dalle black metal band ma è la musica classica quella che mi ha influenzato di più. Penso inoltre che le micro-melodie del black metal si riferiscano sempre alla musica classica. Per quanto riguarda l'avere un suono originale penso che già ne abbiamo uno e, unendo questo alle nostre similitudini sonore, un ascoltatore troverà ancora più idee originali nella nostra musica.
Owen: Abe ed io siamo cresciuti assieme pertanto in qualche modo i nostri background musicali sono molto simili. Liricamente sono stato influenzato da qualche vecchia punk band al grind, e certamente dal death e dal black... per non parlare poi dei libri che ho letto. L'originalità è un fattore veramente importante per tutti noi credo, così come la sincerità. Penso che per quanto riguarda il far musica per noi vada bene suonare e basta anziché decidere a priori cosa fare e suonarlo solo perché sembra strano o diverso da quanto stanno facendo gli altri.

Bene, l'intervista è finita. Avete ancora qualcosa da dire ai nostri lettori?
Abe: Ascoltate il nostro CD: è diverso, profondo e contiene musica intensa.
Owen: Sì e visitate anche il nostro sito internet... Siate liberi di mandarci e-mail, ci piace avere a che fare con altri servitori del metallo della morte. E grazie per l'intervista!

Sito internet: http://www.pathoskills.com/