The Orange Man Theory
(Pasa - Settembre 2007)
Pasa intervista i The Orange Man Theory...
Per iniziare volete presentarvi ai nostri lettori ed a tutti coloro che ancora non vi conoscono?
Gianni: Ciao, sono Gianni e canto negli Orange Man Theory, un gruppo di
Roma. Suoniamo da quattro anni insieme. Abbiamo all'attivo un paio di
demo e un full-lenght uscito l'anno scorso per Indelirium Records. Ora
ristampato in USA su Supernova Records. Cerchiamo di fare la musica che
ci piace e andare in tour il più possibile...
Cinghio: in effetti io sono un "nuovo" Orange... ero gia amico
della band prima di entrare nel gruppo, alcune volte mi e' capitato in
qualche trasferta di aiutarli quando c'era bisogno di un "bassista
panchinaro sostitutivo all'ultimo minuto". Adesso e' da settembre
scorso che sono ufficiale nella band, e abbiamo gia' condiviso molte
belle esperienze.
"La Teoria Dell'Uomo Arancione", ma di cosa stiamo parlando, di cosa si tratta in realtà e da dove arriva tale monicker?
Gianni: La Teoria dell'Uomo Arancione si riferisce all'uomo
arancione del semaforo pedonale italiano. Mentre l'uomo rosso significa
|fermati| e il verde |attraversa|, l'uomo arancione esprime un
significato ambiguo e incerto. Ti pone davanti a un bivio: scegliere di
attraversare senza avere la minima garanzia che tu possa raggiungere
l'altro marciapiede sano e salvo, oppure restare fermo e aspettare il
verde. Noi abbiamo scelto di "attraversare la strada" formando il
gruppo e iniziando a suonare la nostra musica. Essendo consapevoli del
rischio e delle poche certezze, ma con una grande fiducia nelle nostre
intenzioni. Pensiamo che questa sia la condizione psicologica che
caratterizza il musicista underground più o meno in ogni parte del
mondo.
"Riding A Cannibal Horse From Here To......" è stato registrato negli
States, presso gli studi personali di Steve Austin, frontman e leader
dei pazzoidi Today Is The Day. Come avete vissuto questa importante
esperienza? Che tipo è Steve Austin?
Gabbo: per sapere chi è Steve Austin dovete ascoltare i Today Is The
Day. Lui è in gran parte la sua musica. Una persona che si dedica al
suo progetto non curandosi dei cliché e delle mode che vanno e vengono
intorno è senz'altro un esempio. Ovviamente, come tutti i musicisti per
quanto estremi, è anche una persona normale, un burlone, un padre di
famiglia premuroso, un americano in fissa per le armi ma che ammira
Michael Moore. Contraddittorio e contorto, ma reale, forse come i Today
Is The Day. Per noi lavorare con lui, viaggiare negli States ecc è
stata un'esperienza importantissima, senza dubbio.
Durante tutto il vostro lavoro si alternano in
modo mirabile intermezzi melodici a stacchi decisamente più violenti,
riff Hardcore ad altri di estrazione punk o decisamente rock'n roll
oriented. Da dove arrivano tali influenze? Contribuiscono tutte in
egual misura a formare le vostre tipiche sonorità?
Gianni: I nostri ascolti sono molto eterogenei. Non so se in "egual
misura", ma di sicuro quello che suoniamo è la sintesi delle nostre
influenze.
Cinghio:Alla fine i nostri ascolti sono drasticamente diversi l'un
l'altro... molto piu' di quanto uno si possa immaginare. Ma penso che
anche questo contribuisca in modo molto positivo nella stesura dei
pezzi.
Ho avuto modo di vedervi ed apprezzarvi dal
vivo a Firenze. In sede live acquistate sicuramente in potenza ed in
aggressività e la vostra carica emotiva è davvero notevole. Suppongo
quindi che il suonare dal vivo sia una delle vostre priorità, se non la
prima? E' facile trovare da suonare nel nostro buon paese? Avete avuto
occasione di esibirvi all'estero?
Gianni: Mi spiace che tu ci abbia visto solo quella volta al CPA...
Non eravamo al top della nostra forma e ricordo che i gruppi prima di
noi avevano letteralmente svuotato la sala... Sono felice che tu ci
abbia apprezzato cmq... Suonare dal vivo è fondamentale. Il nostro
scopo è suonare il più possibile e andare in tour ovunque. In Italia
non abbiamo grossi problemi a trovare date e lo facciamo volentieri, ma
suonare all'estero specie in Europa è molto più gratificante. Siamo da
pochi mesi tornati da un tour di dieci date in Germania Olanda e Belgio
e non vediamo l'ora di ripartire. Andare in tour fa crescere il gruppo
e lo motiva ad andare avanti.
Gabbo: sì...peccato che tu abbia visto proprio quel concerto, forse il peggiore...
Solo per la cronaca, visto che ce lo chiedi, le altre occasioni di
suonare all'estero oltre al recente tour in Europa, sono state il tour
in Sud America di questa estate e lo showcase di Supernova Records a
New York City, lo scorso ottobre.
Avete avuto modo di confrontarvi con pubblici
ed ascoltatori molto diversi tra loro. Come è stata la loro reazione
nei vostri confronti e verso la vostra musica?
Gabbo: fare headbanging in modo irregolare porta solitamente degli
scompensi a breve-termine, ma ci si fa l'abitudine...il pubblico più
caloroso probabilmente è stato quello sudamericano, anche se allo
stesso tempo all'inizio erano quelli maggiormente spiazzati dalla
nostra musica. Italiani e europei un po' più preparati "culturalmente"
ma spesso senza corazon...sugli americani non mi esprimo perché abbiamo
avuto ancora pochi contatti...
A livello programmatico ( locali,
strumentazione, palco, backstage ) come sono messi gli altri paesi? Qui
in Italia si vive un po' alla giornata. Che ne dite?
Gabbo: se in Italia si vive alla giornata, allora in Perù non si vive proprio...
A parte gli scherzi, è facilmente immaginabile che la
strumentazione a disposizione nel tour sudamericano sia stata parecchio
alla buona. Però insomma, si apprezza l'impegno e ci si accontenta, non
siamo certo uno di quei gruppi che si mettono a fare gli snob in certe
situazioni...in Germania e Belgio di sicuro gli impianti
migliori...l'Italia vabbè, è li nel mezzo, ma non mi metterei a farne
un dramma.
State già componendo del nuovo materiale? Le vostre sonorità sono sempre le stesse o dobbiamo aspettarci qualcosa di nuovo?
Gianni: sì stiamo finendo di arrangiare il nuovo disco. I nuovi
brani sono più strutturati e ragionati dei precedenti. E anche più
veloci.
In fase compositiva come avviene il tutto? Non
so qualcuno getta un idea e poi gli altri vi lavorano sopra; è un
lavoro di gruppo sin dal principio o cosa?
Gianni: Nasce tutto da un riff creato da uno di noi (suoniamo tutti
la chitarra), poi in fase di arrangiamento sintetizziamo tutte le idee
che abbiamo avuto. Spesso chi ha inventato i riffs ha in mente anche
una struttura su cui si inizia a lavorare tutti insieme cercando di non
snaturare il lavoro del singolo.
Gabbo: ... sì... poi insomma, ognuno ha il suo metodo... io senza un
batterista davanti riesco a fare poco. Gianni invece compone di più da
solo... cmq alla fine è un lavoro di squadra.
Venite da Roma dove la scena sembra essere
abbastanza ampia e consolidata. Conoscete altri gruppi della vostra
città? In generale come vanno i rapporti con le altre band romane?
Gianni: Sì Roma è piena di gruppi. Alcuni ottimi. A parte gli
amici, non abbiamo mai avuto problemi con nessuna band romana perché
siamo persone a modo.
Gabbo: persone a modo? Ma come parli???
In futuro avrete ancora occasione di lavorare con Steve Austin? Se non
sbaglio il vostro lavoro è stato ristampato negli States proprio dalla
sua label?
Gianni: Abbiamo in programma di registrare con Steve anche il prossimo disco, che uscirà per la sua Supernova Records.
Gabbo: le registrazioni del secondo disco dovrebbero essere entro la prossima primavera
Chi si è occupato della copertina del Cd? L'idea è stata sua o ispirata da chi o che cosa?
Gianni: l'artwork l'hanno realizzato Dan e Silvia di Antisocial Studio (http://www.antisocial.it/).
Il Cavallo Cannibale è il protagonista di una storia inventata da me.
La penultima traccia "Riding A Cannibal Horse" parla della vicenda di
un uomo che, travolto da una contingenza particolarmente negativa,
intraprende un viaggio su un cavallo affetto da un virus zombie che lo
rende, ovviamente anche cannibale. Al termine del viaggio riuscirà a
ritrovare se stesso e il suo ruolo all'interno dell'Universo.
Vorrei concludere questa intervista ringraziandovi per la grande
disponibilità dimostrata e lasciando a voi libero sfogo. Ciao e alla
prossima.
Gianni: volevo consigliare l'ascolto degli Sleepytime Gorilla
Museum ai lettori di Shapeless. E' un gruppo che a mio avviso cambierà
la storia del rock. In modo silenzioso ovviamente, come fanno tutti i
veri innovatori.
Gabbo: ...questa frase l'avevo già detta io in un'altra intervista...
Almeno lasciamo i nostri contatti:
http://www.theorangemantheory.com/ - http://myspace.com/theorangemantheory. Ciao e grazie!
Sito internet: http://www.theorangemantheory.com/