Oblivio
(Danny Boodman - Febbraio 2008)
"Dreams Are Distant Memories" degli Oblivio è una nuova conferma
dell'altissimo valore della scena italiana grazie ad una musica
intensa, oscura e sognante. Ecco l'intervista realizzata con la band
per conoscere meglio questa validissima realtà nostrana.
Ciao ragazzi, complimenti per il vostro bel lavoro! Che ne dite di
iniziare con una presentazione generale del gruppo? Raccontateci la
vostra storia.
Daniele: Ciao e grazie per i complimenti! In breve, iniziammo come
coverband dei Katatonia con il nome di "For Funerals to Come" e
suonammo all'ex Sonica ( ora Traffic ) diversi brani del mitico "Brave
Murder Day". La lineup definitiva si formò poco dopo e cominciammo a
scrivere qualche brano che diede vita ad un demo, dal titolo "Song For
Unforgettable Suffering". Qualche concerto dopo decidemmo di fare il
tentativo di un lavoro impegnativo e realizzammo un le prime 6 tracce
di "Dreams Are Distant Memories", che ci consentirono di firmare per My
Kingdom Music e che furono successivamente ampliate con le altre 3
tracce per dar vita all'album finale.
Cosa mi dite di "Dreams Are Distant Memories"? Com'è nato? Come si è svolto il lavoro di composizione?
Daniele: E' stato un processo nel quale hanno partecipato attivamente
tutti con le loro idee e tematiche e lo si nota dalla varietà delle
soluzioni musicali presenti in "Dreams Are Distant Memories" che hanno
suscitato anche qualche critica. Ad ogni modo e' un disco che
rappresenta 6 persone...che ci accomuna con ideali e concetti che
vorremmo condividere con chi ascolta...
Parlando del titolo, che significato c'è dietro. È una riflessione sulle teorie che parlano di una vita precedente?
Daniele: Lo ritengo un titolo che riassume un concetto diffuso e
molto attuale, direi quotidiano; è una frase silente che aleggia nella
vita di ognuno, e che si conferma tutti i giorni, un'affermazione
scomoda, da dimenticare nelle maniere più rapide ed indolori...c'è chi
si rassegna, chi si arrabbia e chi soffre, chi continua a sperare e chi
riesce a non badarci...è un'arca di Noè che ci raccoglie tutti e non fa
altro che navigare nel mare di questa vita in tempesta...
Dario: Ha ragione Daniele, è un affermazione scomoda come è
scomodo bene o male tutto quello che diciamo perché induce le persone a
guardarsi dentro. Per le vite precedenti guarda...basta questa di vita
per sentirsi alienato da tutto, il titolo.
Ormai Roma può vantare una scena piccola ma
florida che vede band come voi, i The Sun Of Weakness, Klimt 1918, A
Room With A View e, soprattutto, Novembre. Cosa ne pensi di queste
band? Pensi che assieme possiate effettivamente formare una sorta di
corrente stilistica?
Mario: Personalmente ammiro molto le band che hai citato e con
alcune siamo anche in contatto e in amicizia...per quanto riguarda la
corrente stilistica posso risponderti subito in maniera affermativa. A
Roma oramai si è delineato un genere musicale che penso sia abbastanza
unico, probabilmente generato dalle influenze che la città ha nei
confronti dei suoi figli d'arte. Che poi il motivo conduttore sia la
malinconia è da ricercare nella schiacciante solitudine nella quale ti
getta l'Urbe, in cui vieni praticamente sobbissato dalla massa umana
nella quale va a perdersi il singolo. Ho avuto riscontro di questo in
molti miei amici che studiano a Roma da fuorisede, i quali provano le
medesime sensazioni...
Chi è il vostro ascoltatore ideale?
Daniele: chi ama fermarsi a guardare e riflettere mentre il vortice della vita prosegue il suo imperversare...
Dario: la musica degli Oblivio è musica per persone sensibili, non
voglio sembrare presuntuoso ma ci rivolgiamo a persone con determinate
caratteristiche emotive, invece per quanto riguarda i generi in senso
stretto il nostro pubblico è trasversale: possiamo piacere a chi sente
metal, indie, pop, dark...siamo un gruppo di frontiera in ogni genere
musicale dove siamo collocati per farci inquadrare dalla critica.
E voi, invece, cosa state ascoltando in questo periodo?
Emiliano: Personalmente sto ascoltando gruppi come Alcest,
Oceansize, Dredg, Mew, O.S.I, gli immancabili Pink Floyd, il mio
pianista preferito, Giovanni Allevi, e ovviamente i Novembre.
Mi parlereste un po' dell'artwork? L'ho trovato davvero affascinante...
Emiliano: Fondamentalmente l'idea è stata quella di associare delle
immagini in maniera simbolica a tutto quello che poteva rappresentare
la nostra vita come "band" in quel momento. C'è l'insetto nero,
silenzioso e notturno che rappresenta fedelmente gli Oblivio, il feto,
creatura nascente da una lampadina che, come un'idea geniale,
rappresenta il disco, la nostra creatura che prende sempre più la sua
forma finale. La rosa rappresenta gli "OuterSound Studios" del nostro
Giuseppe Orlando, ed infine ci sono le famose bambole del libretto che
nascono più che altro da una storiella buffa che ci fece ridere a suo
tempo mentre "sealed with a kiss" era in fase di composizione, è da
allora che decisi di incentrare tutto il libretto sulle bambole.
Alle vostre spalle c'è un'etichetta che, pur
non avendo gli stessi mezzi delle grandi label, si dimostra di anno in
anno tra le più intelligenti del settore. Come vi trovate?
Emiliano: Abbiamo trovato la collaborazione con la My Kingdom Music
e quindi con Francesco Palumbo, un'esperienza molto importante. In
primo luogo per la felicità di firmare il nostro primo contratto
discografico e poi per aver incontrato una persona molto disponibile
che ha saputo darci la massima libertà sulle le nostre scelte
stilistiche, senza rigide imposizioni.
Daniele: Le difficoltà in cui si trova il mercato discografico
sono note a tutti ormai, gli Oblivio e molti altri gruppi "nascenti",
devono ringraziare persone come Francesco, che nonostante non possano
contare sui mezzi "major", si impegnano e cercano di dare visibilità e
spazio a band che altrimenti sarebbero rimaste nei gironi, molto spesso
stagnanti, dell'underground.
State già scrivendo del nuovo materiale? Se sì, come si sta evolvendo il vostro sound?
Emiliano: Proprio in questo momento stiamo sfruttando una corrente
compositiva molto favorevole. Le idee per un nuovo disco non mancano, i
ruoli nel gruppo si stanno sempre più consolidando, e il nostro sound
sta acquisendo elementi shoegaze e post rock delle nuove influenze,
senza perdere quel muro ritmico di chitarre distorte, che da sempre
piace agli Oblivio.
E per quanto riguarda i concerti? C'è qualcosa in ballo?
Daniele: Siamo in costante ricerca di serate ed eventi che diano la
dovuta conferma live alla nostra musica, qualcosa si muove, ma risulta
arduo entrare in contatto con persone disponibili e affidabili...
Avete sentito il nuovo album dei Novembre? Io lo sto sentendo in questi giorni e mi sembra davvero splendido.
L'ho trovato fantastico, soprattutto la seconda parte e poi
lasciamelo dire è stato un onore avere su quel CD Francesca: sembra
ieri che incideva sul nostro anonimo primo demo ed oggi sta sul CD dei
Novembre!!!! L'unica critica è che penso sia un gradino sotto "Materia"
ma quello è un disco irrepetibile.
È tutto, concludete voi come preferite e salutate i nostri lettori!
Mario: Innanzitutto grazie dello spazio concesso, e poi ai curiosi
che avranno letto le parole di questa intervista consiglio di andare a
visitare il nostro sito http://www.oblivio.org e http://www.myspace.com/oblivioband, o http://www.mykingdommusic.net/ dove potranno ascoltare alcuni brani tratti dal nostro album o acquistarlo...un saluto a tutti!
Sito internet: http://www.oblivio.org/