Novembre
(Pasa - Novembre 2006)
Il nostro prode recensore Pasa, dopo aver commentato la discografia dei
Novembre, ha coronato il suo buon lavoro con questa bella intervista.
Non credo ci sia da aggiungere altro, se non invitarvi a leggere quanto
hanno da dirci i Novembre. Risponde Carmelo Orlando.
Innanzi tutto grazie per la vostra
disponibilità. Siete attivi oramai dal lontano 1990, prima come
Catacomb, in seguito come Novembre; guardandovi indietro, ripercorrendo
le numerose tappe della vostra carriera, tutto è andato come pensavate,
cambiereste qualcosa, vi sareste aspettati maggiori consensi o
quant'altro?
Probabilmente avremmo potuto gestire meglio "Arte Novecento" e
qualche anno dopo avremmo potuto cercare di snellire i tempi di cambio
di etichetta. Per il resto non abbiamo nulla da recriminare.
Novembre. Come mai questo nome? Ha qualcosa a che fare con l'autunno, con i suoi colori ed il suo lento decadere delle cose?
Questa è la domanda che in assoluto ci hanno posto di più da quando abbiamo adottato questo nome.
Il che è una cosa positiva, dato che la domanda nasce dalla sensazione che questo nome lascia.
La cosa più strana è che ci viene posta anche da intervistatori
stranieri. Questo ci da l'idea di come al tempo avevamo visto bene.
Sapevamo che potenza della nostra lingua è devastante. Non c'è niente
da fare, November non suonerà mai come Novembre...
Lo abbiamo scelto perché... boh, mi è saltato in testa ed era
perfetto, ma anche pretenzioso, rischioso, e forse troppo bello per
poter osare di sceglierlo. Ma è proprio questo il nostro punto di
forza, non abbiamo paura di osare, anche dal punto di vista musicale e
purtroppo oggi troppi gruppi ne hanno. Poi ci sono tanti altri motivi
collaterali che forse avrete letto qui e lì; tipo che sia io che mio
fratello siamo del mese di Novembre, che è citato in uno dei miei pezzi
preferiti di De Andrè, che si adatta alla nostra sonorità, ecc...
Avete oramai diversi lavori all'attivo, nel
corso degli anni le sonorità black, più violente, sono andate via via
scemandosi, lasciando spazio ad atmosfere molto più ricche di
malinconia e dolore.
Ma il mondo dei Novembre è proprio così ricco di tristezza?
Non sono d'accordo col fatto che le sonorità black o quelle più
violente siano scemate. Stanno sempre li sotto diversa forma, almeno su
"Materia". Non si può predire come suonerà il prossimo album, proprio
in virtù del fatto che non ci spaventa suonare quello che ci passa per
la testa.
Riguardo alla nostra sfera personale, beh è destinata a rimanere tale.
La vostra formazione ha subito nel tempo
diversi cambiamenti, solo tu e Giuseppe, tuo fratello, siete gli
elementi portanti e presenti su tutti i vostri lavori. Come mai questa
cronica instabilità?
Massimiliano suona con noi dal 95 per poi essere entrato
ufficialmente nel 97. Questo fa si che la nostra è una formazione a
tre, ormai più di un decennio. Riguardo all'avvicendamento dei
bassisti, ci sono tanti motivi; fondamentalmente il problema è che ci
vogliono le palle.
Sono tutti buoni a lamentarsi che le cose non vanno, il metal italiano
qui, il metal italiano lì, ma quando ne hanno l'occasione se la fanno
sotto. Stare in un gruppo con degli impegni come i nostri spaventa. Poi
c'è chi non riesce ad integrarsi perché ha problemi di adattamento
(leggasi, non si sanno comportare), chi pretende di incassare 2000 euro
al mese, e mille scuse simili ma la realtà è che tutti vorrebbero la
minestra pronta ma nessuno è in grado di sapersela cucinare, se mi
passi la metafora...
Comunque, stiamo provando dei ragazzi, speriamo bene.
Per chi scrive la malinconia è la sensazione
fondamentale che fuoriesce dalla vostra musica; anche gli stessi testi
non lasciano trasparire alcuna via d'uscita, così come le stesse
copertine dei vostri lavori, che rappresentano in vero tali sensazioni.
Puoi parlarci di questo aspetto, sempre se di questo si tratta?
Forse sarà un po' deludente ma questo è un aspetto di cui parlo
poco e malvolentieri. Proprio perché ci sono implicati aspetti di vita
personale che cerco di far rimanere tale. In ogni caso ciò che traspare
dai nostri album sono tossine. Sensazioni che mettiamo in testi e
musica proprio per liberarcene. E come le tossine, che ri-respiriamo
solo se costretti, così cerchiamo di non rivivere, di non parlare, di
non esplicare ciò che esprimono i nostri album. Finché è possibile!
Tornando a parlare delle magnifiche copertine
dei vostri lavori. Avete avuto modo di poter dire la vostra sulla loro
realizzazione o avete lasciato tutto in mano ai designer, tra cui
ricordiamo un certo Travis Smith?
Le prime due sono nostre scelte. Per "Classica" e "Novembrine
Waltz" abbiamo dovuto effettuare una scelta fra lavori già quasi
pronti, data la strettezza dei tempi. Mentre per "Materia" il lavoro è
stato più lungo e ci siamo arrivati per gradi. Abbiamo provato
tantissime soluzioni prima di arrivare alla copertina definitiva...
Travis è la persona migliore con cui si possa lavorare.
Lavoro dopo lavoro la nostra lingua,
l'italiano, ha sempre preso più piede all'interno dei testi. Sino a
giungere a "Materia" dove sembra quasi prendere il sopravvento
sull'inglese. Perché questa scelta? E' stata un' evoluzione naturale,
una scelta ponderata, un rischio calcolato o cosa?
Quando si fa il lavoro che facciamo noi non esistono mai scelte.
Lavoriamo sempre e costantemente a briglie sciolte. L'unica scelta che
facciamo è quella, consapevole, di non scegliere. Se razionalizzi, se
ci pensi su, se si effettuano scelte, inevitabilmente si rompe
qualcosa. Il giorno che accadrà una cosa simile ve ne accorgerete
sicuramente e tanti saluti all'unicità della nostra musica.
Volta per volta non faccio altro che assecondare la fonia dei versi che vengono fuori con la musica.
Quasi sempre, una linea vocale viene fuori allegata insieme ad un riff, come un gadget con una rivista.
La linea vocale in questione (che inizialmente consiste solo di
vocalizzi e non di parole precise) per qualche motivo, nasce con una
"fonia" linguistica che può essere italofona o anglofona.
Al momento di scrivere i testi, io mi limito soltanto a sostituire i
vocalizzi anglofoni con versi in inglese e i vocalizzi italofoni con
versi in italiano. Tutto qua.
A proposito dell'italiano, il proporre testi
in lingua madre all'estero vi ha posto qualche problema? Come è stata
la reazione del pubblico in tal senso?
Al contrario, ci vanno matti. I commenti che abbiamo sentito e
letto riportano l'impressione che i due idiomi spesso si fondono e
l'ascoltatore ha quasi l'impressione di capire anche l'italiano.
Ovviamente non è reale, sono sensazioni enfatizzate dal contesto
musicale.
In tutti questi anni la cosiddetta "scena
metal" italiana si è evoluta ed è cambiata intorno a voi, cosa ne
pensate in merito? Vi sentite parte integrante della suddetta? Vi è
stata e c'è collaborazione tra le varie entità e gruppi?
Ho notato che la scena italiana, almeno vista dall'estero, ha avuto
una sua forte crescita nella seconda metà degli anni 90, soprattutto
grazie a Lacuna Coil, Novembre, Necrodeath, Aborym e tutta la scena
Power, ma poi si è come fermata.
Qui a Roma c'è una forte scena di musica molto "intellettuale", se
mi passi il termine, parlo di Klimt 1918, Room With A View, En Declin
ma a parte loro non sento granchè.
Forse una domanda spiacevole ma penso che
possa essere interessante per tutti i vostri fan. Come mai lo split da
una label di un certo spessore come la Century Media e la firma per la
valida Peaceville Record? Cosa questa che mi sembra abbia comportato
notevoli ritardi nell'uscita del vostro ultimo lavoro.
La "valida" Peaceville Record? Non è proprio un bel modo di
riferirsi alla label che ha scoperto Darkthrone, Autopsy, Paradise
Lost, My Dying Bride, Anathema e che ha lanciato Katatonia, Opeth, At
The Gates. Mi pare che stiamo parlando del meglio del meglio del Metal
di sempre...
Ad ogni modo il ritardo di "Materia" non ha nulla a che vedere con
la Peaceville. Abbiamo speso più tempo per curare delle piccole
imperfezioni di mixaggio e per ottenere il meglio per la parte grafica.
La Century, al tempo in cui l'abbiamo lasciata noi, non aveva più
nulla dello spirito che l'ha contraddistinta quando metteva sotto
contratto Tiamat, Asphyx, The Gathering...
Oggi è un etichetta che usa tenere mille band da catalogo, non
promuovendole o interessandosene, tranne il caso in cui vendano
migliaia di copie, e noi non eravamo eccezione. La prospettiva era
quella di fare dischi dopo dischi senza che nulla di rilevante
accadesse oppure di andarsene. Abbiamo esitato un po' ma poi l'abbiamo
fatto.
Penso abbiate avuto la fortuna di suonare
liveshow con numerose e soprattutto storiche band, ultimamente, ad
esempio, con i grandissimi Katatonia o con i Lacuna Coil; com'é suonare
con gruppi provenienti da altre scene, da altre realtà musicali e non?
E soprattutto, se si può dire, qual è la band che in assoluto vi ha
coinvolto in maniera maggiore?
Non credo alla fortuna. Non è che hanno girato la ruota e siamo
usciti noi su 30 band; siamo stati esplicitamente chiamati dalle band
stesse. Fu Mike che ci volle con loro (Opeth) e i Katatonia nel 2001.
Idem per il tour di quest'anno coi Katatonia o per gli show con i
Lacuna e i My Dying Bride.
Tutti i gruppi menzionati fanno parte della nostra stessa scena.
Forse solo i Lacuna Coil hanno un seguito più variegato e la cosa ci ha
permesso di esibirci davanti a tanta gente che altrimenti non avrebbe
avuto modo di ascoltarci. La band più affine al nostro sound sono i
Katatonia (anche se i My Dying Bride hanno avuto un influenza anche
maggiore) e anche grazie al loro nuovo strepitoso album che sera per
sera era piacevole ascoltare i loro show...
Spesso e volentieri avete avuto la voglia ed
il coraggio di proporre cover di brani anche molto lontani dalle vostre
sonorità, come scegliete i pezzi in questione, fanno parte del vostro
background musicale, vi hanno colpito per qualche oscuro motivo o cosa?
Non siamo proprio giovanissimi, siamo tutti attorno ai trenta e la
musica degli anni '80 è stata il nostro involontario pane quotidiano
per circa un lustro; la si sentiva ovunque, bastava che un
elettrodomestico qualsiasi fosse acceso.
Ed accadeva proprio nell'età in cui si formano i gusti musicali (10-12 anni); età in cui certe melodie permeano le proprie ossa.
Ci riteniamo davvero fortunati ad aver vissuto quel periodo, perché
veniva prodotta la migliore musica di sempre e con una frequenza
impressionante. Per tornare a noi (senza abbandonare il discorso),
"Stripped" dei Depeche Mode la vidi a San Remo nel 86. "Cloudbusting"
di Kate Bush, nell'85 rimase nei primi posti in classifica per mesi
(nostalgia di DJ Television); "The Promise" degli Arcadia (sempre '85)
è forse uno dei pezzi che ho ascoltato di più in assoluto.
Diventa poi inevitabile onorarne la memoria rifacendole in chiave nostra.
La produzione è sempre stata una dei fiori all'occhiello dei vostri
lavori, ricordo in tal merito l'utilizzo degli Unisound Studio di Dan
Swanö; ultimamente avete prodotto tutto negli studi di vostra
proprietà. Com'è il prodursi il disco da soli? E' difficile mantenere
uno spirito critico ed oggettivo del tutto? Stare dall'altra parte del
vetro quali soddisfazioni dà?
Non è del tutto esatto; sia "Classica" che "Novembrine Waltz" sono
stati sì registrati agli Outersound, ma mixati all'estero. Il primo ai
Los Angered Studios di Andy La Roque e il secondo da Terje Refsnes
(Tristania, Sins Of Thy Beloved).
"Materia" è stato registrato per metà agli Outersound Studios e metà ai
Finnvox (Helsinki). Mixaggio e editing sempre ai Finnvox.
Per andare alla tua domanda; quando ci si auto-registra senza un
fonico esterno al gruppo si è costretti ad imparare ad essere critici,
altrimenti è un casino. Si usano degli stratagemmi come riascoltare i
pezzi a giorni di distanza o chessò, ascoltandoli ad un volume molto
basso.
Stare dall'altra parte del vetro è comodo ma soprattutto
soddisfacente perché tutto quello che ottieni è solo frutto delle tue
capacità
Eccoci giunti alla fine; quali sono i prossimi
impegni che coinvolgeranno i Novembre? Avremo finalmente la possibilità
di vedervi in tour da headliner? Ed infine concludete quest'intervista
nella maniera che vi sembra più consona ed adatta, non so, saluti,
offese, pubblicità, imprecazioni e tutto quello che vi può saltare in
mente. Grazie.
Abbiamo già iniziato a scrivere il successore di "Materia" e speriamo
anche di riuscire ad organizzare una serie di date live nei primi mesi
del 2007...
Null'altro tranne un grazie per quest'intervista e i nostri indirizzi web: http://www.novembre.co.uk e http://www.mypace.com/novembre1/
Sito internet: http://www.novembre.co.uk