Mysterhydden
(J.L. Seagull - Febbraio 2006)
Dopo aver recensito il loro demo, "Poetry Of The Lost" nel dicembre
2005, è arrivato il momento di fare due chiacchiere con i Mysterhydden,
interessante band romana. A rispondere il cantante Valerio. Ne è uscita
una intervista dalle risposte tutt'altro che banali... leggete,
leggete!!!
Per iniziare, un saluto da parte mia a tutti i Mysterhydden. Chi di voi si è preso la briga di rispondere a queste mie domande?
Innanzitutto grazie a voi di Shapeless per l'opportunità che ci
offrite. Io sono Valerio, il cantante, gli altri della band hanno fatto
il grave errore di lasciarmi carta bianca, eh eh
Come presentereste la band a qualcuno che non
ha mai sentito niente della vostra musica, in modo che si faccia
un'idea precisa di cosa andrebbe ad ascoltare?
Uhm... Benché non ci piaccia etichettare la nostra proposta
musicale, di solito per comodità ci definiamo thrash/prog; thrash per
il sound, il riff-o-rama e la potenza, prog per l'articolazione dei
brani che non è lineare e contiene cambi di tempo, break strumentali e
soluzioni melodiche di primo piano. In sostanza diciamo che siamo una
band che suona fottuto heavy metal! Può bastare?
Nella mia recensione ho messo in evidenza la
presenza, nelle composizioni che fanno parte di "Poetry Of The Lost",
di diverse influenze musicali provenienti un po' da tutte le
manifestazioni del metal. Condividete questo mio parere? Quali sono
queste influenze, per ogni singolo elemento del gruppo?
Mi fa molto piacere che tu l'abbia notato, perché questo è
sicuramente un risultato che ci lusinga in quanto, tra l'altro, noi
amiamo tutte le forme e le sfumature che si celano dietro la parola
"metal". E' chiaro che anche in fase di composizione i nostri
background musicali hanno avuto il loro peso, e il fatto che questi
emergano in maniera omogenea non può che renderci soddisfatti. Nello
specifico ti posso dire che Silvio (batteria) ha come principale
riferimento Black Sabbath e Metallica (vecchia maniera, ovviamente),
Giampiero (basso, che però non è più nella band) era praticamente un
maniaco dei Dream Theater e di tutta la scena progressive più in
generale, Francesco (chitarra) guarda più al thrash sia old school che
moderno e ai gruppi classic, Lorenzo (chitarra) aggiunge anche hard
rock e glam di scuola americana, e per finire io, oltre ai miei adorati
Iron Maiden, pescando dal mucchio ti dico Judas Priest, King Diamond e
Savatage, tanto per non fare nomi... Un bel calderone, non c'è che
dire.
Ho notato che le parti vocali sono sempre ben
inserite nella trama della canzone, cosa che mi capita di sentire di
rado. Spiegate ai lettori di Shapeless come nasce un vostro pezzo.
Partite da una melodia della voce o da un giro di chitarra? O da
tutt'altro? Lavorate tutti insieme alla stesura della composizione o
chi ha l'idea propone agli altri cosa fare?
Eh eh, grazie! Questo riconoscimento mi fa particolarmente piacere
perché delle linee vocali me ne occupo personalmente e ti assicuro che
non è una cosa facile scrivere delle melodie un minimo cantabili sui
riff infernali che quei pazzi tirano fuori. Uahuah, scherzi a parte non
è che abbiamo una formula standard per dar via alla fase di scrittura
del brano. Generalmente partiamo da riff di chitarra che sviluppiamo
poi in sala prove e che assembliamo con altre parti modificandoli e
contemporaneamente creiamo l'ossatura ritmica di basso e batteria.
Intorno a questo scheletro si inseriscono quindi altre sfumature
strumentali che caratterizzeranno poi la canzone; in questa fase già
lavoro sulle linee vocali, anche per dare indicazioni agli altri
ragazzi su come far "girare" il pezzo che sennò, fosse per loro,
andrebbero avanti con dieci minuti di assoli alla Death, uahuah.
Di cosa trattano i vostri testi? Da dove vengono il nome della band e il titolo del nuovo demo?
Oddio... Qua la faccenda si complica! Allora, per cercare di essere
sintetici parto dal titolo del promo che significa "Poetica Dei
Perduti", dove per "perduti" intendo tutto ciò che per un motivo o per
l'altro viene considerato "al di fuori" della società odierna, che
impone i suoi modelli di vita. Non volendo risultare irrispettoso,
riprenderebbe un po' anche il concetto di "emarginati" caro al grande
De Andrè, che per me è un faro illuminante. E se ci pensi la nostra
stessa condizione di amare un qualcosa di così osteggiato e
assolutamente non accettato né condiviso dalla società, come è l'heavy
metal, ci pone automaticamente nella condizione di reietti
intellettuali.
Il testo di "Flame Spawn Alliance" riprende questo discorso
spostandone però l'accento sulla rabbia e sul nostro potere di
scardinare convinzioni e convenzioni di plastica della massa
lobotomizzata, pur essendo sconfitti in partenza. "Of Twilight and
Dancing Chaos" prende spunto dal "Così Parlò Zarathustra" per dare a
ciò di cui sopra una visione alla Nietzsche della questione. "Human
Chrisalis AD" è invece un inno all'affascinante e dolorosa sfida del
poter risorgere dalle proprie ceneri.
Per quanto riguarda il nome del gruppo, viene da un gioco di
parole: riflettevo sul fatto che il metal ha in sé questo valore di
esplorare il lato più oscuro delle cose, e Mysterhydden sarebbe
l'unione di Mystery e Hidden, ovvero "mistero nascosto", ma la radice
parte da "Mister Hyde", che è appunto il nostro lato oscuro, tanto più
che il nostro logo ha una maschera in penombra. Vabbè, insomma, era una
mia masturbazione mentale che non pensavo potesse piacere agli altri
della band, e invece eccoci qua.
Come è nato "Poetry Of The Lost" in studio?
Avete registrato i vari strumenti separatamente, o avete preferito
suonare tutti insieme e ritoccare solo le parti che non vi
soddisfacevano?
No, abbiamo registrato ogni strumento separatamente, traccia per
traccia. Prima la batteria, poi il basso, quindi tutte le ritmiche di
chitarra, poi le parti melodiche e gli assoli, ed infine la voce. I
ritocchi apportati in fase di missaggio sono stati perlopiù a livello
di scelte stilistiche.
La resa sonora è veramente buona; avete
partecipato attivamente alla produzione e al mixaggio o avete lasciato
carta bianca al fonico?
Si, è vero, la produzione è fantastica, e di questo dobbiamo
ringraziare Christian Ice e Simone Scazzocchio dei Temple Of Noise, che
hanno svolto un lavoro egregio. Noi prima di entrare in studio avevamo
le idee chiare riguardo il tipo di sound che desideravamo ottenere, e
ci siamo affidati a quello che riteniamo sia il meglio a Roma.
L'esperienza e i consigli dell'Ice ci hanno aiutato sicuramente più in
fase di registrazione che di missaggio, dove comunque siamo stati molto
presenti per indirizzare le scelte del sound definitivo.
Sinceramente è un po' di tempo che non avevo
per le mani un demo di una band italiana, ma ho l'impressione che le
cose siano veramente cambiate in meglio. Se non fosse stata per la
biografia, vista la bella grafica e la qualità della registrazione,
avrei scambiato il prodotto per un CD ufficiale. Mi confermate che
anche per un demo le cose vengono prese più seriamente che in passato?
Il fatto è che questo promo, oltre che per i media, è stato
concepito soprattutto per le etichette discografiche e, considerando
l'ingente quantità di materiale che arriva loro, devi fare in modo di
riuscire a distinguerti. La grande diffusione di tecnologie per la
registrazione a disposizione di tutti è un'arma a doppio taglio, perché
se da un lato permette di alzare, come giustamente hai sottolineato
tu, il livello qualitativo dei demo, quando solo qualche anno fa la
musica anche se buona veniva penalizzata dagli scarsi mezzi di
realizzazione, dall'altro lato però questo meccanismo fa si che le case
discografiche diventino sempre più esigenti nella selezione del
materiale. E' per questo che abbiamo voluto curare ogni singolo
dettaglio che possa fare la differenza.
Un'altra cosa che salta subito all'orecchio è
la vostra preparazione tecnica. Siete autodidatti talentuosi o c'è
effettivamente dietro uno studio dello strumento?
Ti ringrazio per il complimento anche a nome degli altri. In realtà
un po' tutti e due. Comunque come band non ci possiamo permettere di
trascurare l'esercizio sui rispettivi strumenti, perché altrimenti non
riusciremmo a fare bene neanche le nostre canzoni! Poi la strada del
miglioramento sarà sempre lunga, io poi personalmente mi considero
ancora all'inizio!
Voi siete di Roma; com'è la situazione dei
locali dove si suona live? Avete la possibilità di fare molte serate o
purtroppo anche da voi hanno più spazio le cover band? Durante i vostri
concerti eseguite solo pezzi vostri?
Ahi ahi, hai toccato un tasto dolentissimo! Se è vero che Roma è
una metropoli che offre mille possibilità, per quanto riguarda il metal
purtroppo non è affatto così. In realtà di locali per suonare a Roma ce
ne sono tanti, ma tutti secondo la perversa logica delle cover band. Se
proponi musica originale è molto difficile riuscire a suonare, metal
poi è proprio impossibile. Quindi ti sbatti per trovare date in posti
assurdi che sì e no ti danno la cena, e sembra che ti facciano un
favore, quando poi all'entrata mettono prezzi assurdi. Inoltre non c'è
una vera e propria scena come qualche anno fa, e i pochi appassionati
che provano a organizzare serate il più delle volte ci rimettono. Per
noi la dimensione live è il nostro habitat naturale, e ci divertiamo un
sacco a proporre anche qualche cover, che però ruotiamo spesso per non
ripeterci.
Raccontateci il meglio e il peggio che vi è accaduto durante un concerto.
Eeeh! Giusto in occasione dell'ultimo concerto che abbiamo fatto
dicevo proprio che si potrebbe scrivere un libro su tutte le situazioni
assurde che ci sono capitate nei vari locali dove siamo stati. Per
quanto riguarda il peggio c'è solo l'imbarazzo della scelta: in un live
pub una volta, verso la fine dello show sono entrati i vigili per farci
smettere di suonare a causa dei decibel troppo elevati proprio mentre
stavamo facendo "Carry On" dei Manowar; beh, io li ho mandati affanculo
dal palco e abbiamo continuato raggianti, immaginati tu che situazione!
Il meglio, uhm, fammi pensare... Beh sicuramente vedere (e sentire)
tutta la gente sotto il palco a cantare in coro i ritornelli delle
nostre canzoni, una cosa che dà sempre i brividi. Ah, e anche quella
volta che è arrivato un reggiseno sul palco, eh eh.
Dopo aver fatto girare il demo, avete avuto contatti e proposte interessanti per il prossimo futuro?
Guarda, alcuni management locali, sentito il promo, ci hanno
chiesto di fare qualche data in giro per l'Italia. A livello di
contratti, abbiamo ricevuto risposte di case discografiche che si
complimentavano per il nostro lavoro, ma che al momento non avevano
soldi per produrre altre band. Se non altro ci hanno risposto, di
solito non fanno neanche quello!
Un saluto ai lettori e, se volete aggiungere
qualcosa a queste due chiacchiere con Shapeless, approfittate di questo
spazio per farlo.
A tutti i lettori di Shapeless STAY HEAVY & KEEP THE FAITH ALIVE! Andate sul nostro sito http://www.mysterhydden.it/
e scaricatevi gli mp3 di "Poetry", e a voi della redazione ancora un
grazie a nome di tutta la band per il supporto. Ci vediamo on stage!
Sito internet: http://www.mysterhydden.it/