Moonlight Comedy
(Hellcat - Marzo 2005)


I Moonlight Comedy hanno pubblicato un ottimo CD, suonato molto bene e curato in ogni minimo dettaglio. Perché quindi non fare quattro chiacchiere con loro per saperne di più? Quanto segue è un'intervista che vi farà conoscere meglio questa band e magari vi spingerà ad acquistarne il CD.



Ciao ragazzi e benvenuti su Shapeless. Sono rimasto colpito positivamente dal vostro CD: è prodotto ottimamente e suonato magistralmente. E' mai possibile che nessuno in Italia volesse produrvelo? C'è stato bisogno di spingersi sino in Finlandia per far sì che qualcuno si accorgesse di voi?! E' così difficile emergere in Italia proponendo questo genere musicale?
Ciao e grazie per l'apprezzamento. Le cose sono andate un po' diversamente. Non per stupida vanteria ma devo dire che siamo stati noi a cercare una label che respirasse aria internazionale. La Lion Music è stata la nostra prima scelta fin da quando alcuni di noi, actor V e actor III, hanno potuto collaborarci in altri progetti. Il loro approccio è molto professionale e non si sono mai intromettessi nelle scelte musicali. Era quello che cercavamo e quando l'abbiamo trovato non ce lo siamo fatti scappare.

Come e quando nascono i Moolight Comedy? Vi lega un rapporto di amicizia, o un rapporto un po' più professionale?
I 'light nascono nel 1998 dopo che l'actor III e l'actor V hanno contattato i restanti membri della band con l'idea di formare una line-up che componesse pezzi propri con uno stile quanto più personale possibile. Di fatto siamo riusciti subito a trovare un feeling sia musicale che umano, tanto che dopo sette anni siamo ancora lì a rappresentare il nostro futuro in puro stile Moonlight Comedy.

Il CD si apre con due pezzi (tra i miei preferiti) molto lunghi: un po' più di sette minuti l'uno. Non è pericoloso "investire" da subito l'ascoltatore con un milione di note e stacchi sin dai primi due pezzi? Iniziare con un pezzo più breve ma sempre con un buon impatto, tipo "Second Shadow", non sarebbe stato meglio?
Non ci siamo mai posti questo tipo di problemi. Se un brano è come lo vogliamo noi allora trova quasi da sé la posizione giusta. Di fatto la sequenza dei pezzi era stata stabilita già due anni prima che il disco prendesse vita. Così li abbiamo composti e così dovevano alternarsi.

Non si racchiuderà un piccolo concept, che lega una canzone all'altra, in questo CD? Cosa ne pensate dei concept album tanto in voga nel "prog"?
"The Life Inside" non è un concept. Abbiamo già scritto in passato dei brani collegati tra loro da un messaggio comune, ma non si può decidere di esprimere un'idea complessiva in 7 o 8 brani. Deve venirti come ispirazione istintiva. "The Life Inside" è invece un complesso riepilogativo dei vari momenti che abbiamo attraversato negli ultimi 6 anni. Ogni brano esprime un suo concetto specifico che inizia e finisce con il pezzo, senza confluire nel messaggio del pezzo successivo. Per quanto riguarda i concept CD, riteniamo che se l'idea è azzeccata allora ne vale la pena; ma se lo scopo è rendere solo interessante la parte lirica allora il risultato è spesso pesante e poco scorrevole.

Ascoltando il CD si capisce chiaramente che tutto è curato nei minimi particolari, anche l'artwork e l'immagine dei singoli elementi, presentati al pubblico come "actor" più che musicisti. La band si fa inoltre chiamare "cast". Volete spiegarci il perché di questa scelta e soprattutto chi ha curato e ideato le immagini dell'artwork del CD?
Per ciò che concerne la nostra immagine complessiva la cura è dell'actor IV che, vista anche la sua professione, si è sempre occupato di mettere in opera le idee di tutti noi. Il messaggio Moonlight Comedy è ormai consolidato in una volontà di espressione di un messaggio musicalmente onnicomprensivo. Musica che va udita ma anche vista, gustata, interpretata, altrimenti il risultato è di una distanza siderale tra chi esegue e chi assiste. Se si è attori delle proprie emozioni, non importa come le si esprime, sicuramente la simbiosi con chi hai avanti a te sarà perfetta. Il cast dei 'light vuole interpretare il brano come gli attori fanno con il loro personaggio.

In sede di recensione ho affermato, e lo penso ancora (non mi vogliate male!), che in alcuni pezzi ci sono un po' di forzature ed esercizi di stile. Forse la tecnica si è impossessata del "feeling". Quanto è importante per voi la tecnica musicale e quanto lo è il sentimento? A fine recensione ho spiegato che gli stessi Dream Theater, padri "spirituali" di un genere in continua crescita, molte volte riescono a scrivere i pezzi migliori quando abbandonano i virtuosismi. Cosa ne pensate?
Non posso rispondere a questa domanda se non semplificando al massimo. Un pezzo va giudicato per come è o per quello che induce in chi lo ascolta? Conta la visione del dettaglio o il disegno complessivo? E' una questione di stati d'animo o di orecchio più o meno raffinato? Chiunque si dia una risposta e forse avrà capito quello che cerca in un brano.

Quali sono i vostri gruppi culto per i quali vi siete armati di rispettivo strumento e avete deciso di intraprendere la strada della musica?
Ce ne sono un'infinità e dei generi più svariati. 70's, 90's, mostri sacri e band più underground. In genere, senza voler parlare di un gruppo in particolare, siamo affascinati da realtà capaci di comunicare visivamente oltre che musicalmente.

Oltre ai Moonlight Comedy suonate in altri gruppi? Se la risposta è affermativa, quale altro genere proponete?
L'actor V partecipa a molti b-side project, tra i quali tributi in collaborazione con Mysteria etc. L'actor III ha avviato ormai anche una carriera solista. Ma per maggiore precisione rinvio al nostro sito.

Torniamo al CD: come nasce una canzone in casa Moonlight Comedy? Ho notato che la musica scritta è accreditata sempre a Moonlight Comedy ed i testi, nella maggior parte dei casi, al cantante Emiliano. Non mi direte che le vostre canzoni partono da jam in sala prove poiché mi sembrano un po' troppo "difficili" da improvvisare...
Ebbene è proprio così. E' un'alchimia che si è creata immediatamente in questa maniera e così è rimasta. Componiamo assieme partendo da un'ispirazione singola. Se la serata è quella giusta la struttura del brano viene da sola. Poi ognuno di noi elabora al meglio le proprie parti separatamente con la tranquillità che una sala prove, per ovvie ragioni, non può avere. I testi sono un mio momento di lavoro personale, anche se poi sottopongo tutto alla band per l'avallo finale. Il messaggio, come detto, deve essere sempre e complessivamente 'light.

Più ascolto il vostro CD e più mi colpiscono stacchi, assoli, arrangiamenti, suoni di tastiera o linee vocali. Tutto studiato nei minimi dettagli insomma. Il lavoro credo che vi abbia impegnati molto e quindi gli ascolti che avrete dovuto fare alle vostre canzoni nella pre-produzione dell'album non saranno stati pochi. Detto fra noi, vi riascoltate ancora a casa il CD o le vostre orecchie sono ormai sature? Inoltre qual è il vostro pezzo preferito del CD e perché?
Il lavoro è stato molto lungo e duro, non possiamo negarlo. Ma il risultato ci piace. Ascoltiamo ancora le canzoni, anche se già stiamo lavorando sui brani nuovi perché vogliamo dare un sequel a "The Life Inside" entro quest'anno. Personalmente il brano che mi esalta maggiormente è "Masters Of Your Mask". Lì c'è il mio pensiero più profondo della vita e della musica.

Per quanto riguarda gli spettacoli dal vivo, la vostra scaletta è basata solo sul vostro lavoro o ci sono anche delle cover che proponete? Se sì, in quali cover vi cimentate?
Soprattutto nostri brani, anche se qualche cover dei Dream Theater o dei Vanden Plas ci scappa sempre. Al cuore non si comanda, no?

Spero che arriviate a suonare anche dalle mie parti, Brescia. Ci sono speranze?
Se ci ospiti un mese vitto e alloggio ci penseremo... Scherzo naturalmente. Da aprile parte il nostro progetto live, ma dubito che avremo tempo per un numero elevato di serate. Siamo già lanciati nella nuovo progetto studio e questo, ahimè, mal si associa con i live. Ora che siamo all'inizio dobbiamo concentrarci sull'evoluzione del prodotto Moonlight Comedy e quindi sulla registrazione che è strumento per giungere anche oltre i confini nazionali. Comunque non si sa mai e se giungessimo in quel di Brescia mi raccomando di venirci a trovare. Due chiacchiere tra amici sono una di quelle cose belle della vita che non vanno mai perse.

OK ragazzi, credo di aver esaurito le domande, l'ultima la lascio a voi. Ovvero, nelle varie interviste fatte, ci sarà stata una domanda per la quale avevate pronte delle argomentazioni ma nessuno mai vi ha fatto... Beh, ora potete auto-rivolgervela e rispondervi.
La domanda è: "Che ne pensi del sedere di Jennifer Lopez?"
Risposta: "Credo sia la dimostrazione che la relatività di Einstein potrà anche aver cambiato il mondo, ma vuoi mettere?"
Thanks guys and keep on rockin'.

Mail: info@moonlightcomedy.com
Sito internet: http://www.moonlightcomedy.com/