Merendine Atomiche
(Hellvis - Settembre 2006)
"Raw" è il nuovo lavoro di una delle migliori band italiane, e
Shapeless non poteva farsi scappare l'occasione di intervistare le
Merendine Atomiche! Il batterista Luca risponde esaurientemente alla
mie domande via e-mail...
Ciao ragazzi! Allora, passato un po' di tempo
dalla sua pubblicazione, che risultati sta ottenendo il vostro nuovo
lavoro? Come stanno reagendo il pubblico e la critica nei suoi
confronti?
Ciao a tutti. Il disco è uscito a metà maggio in Europa e il 21
agosto in Nord America. I responsi sono stati molto positivi. direi che
quasi il 90% delle persone che hanno recensito "Raw", hanno decisamente
apprezzato la nostra musica e, quindi, siamo molto contenti. Abbiamo
avuto diverse interviste e spazi che prima non ci erano stati concessi,
soprattutto negli Usa, dove, per esempio, appariremo con un intervista
su Metal Maniac. Oltre alle recensioni molto positive e che potete
leggere sul nostro sito, adesso si sta iniziando una campagna
pubblicitaria radiofonica sempre nel Nord America. Il singolo "In The
Cage" è stato al 6° posto dei piu' ascoltati nella settimana passata,
dietro a colossi del metal made in USA, quindi, siamo molto contenti e
speriamo di migliorare nelle prossime settimane e salire in classifica,
dove siamo entrati con il 66 posto. Il tutto fa parte di una campagna
iniziata a giugno nel Nord America, per avere maggior spazio possibile.
Abbiamo ottenuto il nostro primo endorsment. In Europa invece le cose
sono piu' stabili e tranquille. In Italia, direi bene. Nei prossimi
mesi compariremo in diversi magazine conosciuti anche con pezzi di
musica. Nel numero di settembre di Rock Hard ci sarà la nostra "Roads
And Beers" per esempio. Anche qui le reazioni sono state tutte positive
e spero che questo si tramuti in vendite e in possibilità di suonare
live. Per ora siamo molto contenti, ma è ancora presto per tracciare un
bilancio. Direi che dobbiamo attendere almeno fino a fine anno.
In un vostro commento su MySpace, avevate
fatto una battuta che sottintendeva il maggiore interesse nei vostri
confronti del pubblico straniero, piuttosto che quello italiano. E'
stata solo una mia impressione o è vero? Con il nuovo album, pare che
qualcosa stia cambiando?
Non so dove hai letto questo commento (sulla mia pagina di MySpace... - nd Hellvis), però lo confermo, nel senso che non abbiamo alternativa!
In Italia è tutto difficile. Dopo undici anni di estremi sforzi,
ancora, in certe situazioni, non riusciamo ad avere spazio, la gente è
molto attenta a noi, ma non ci da semplicemente spazio. I fans sono
straordinari, ma molte persone preferiscono inveire contro il nome o
per il fatto che è sempre meglio uno straniero e quindi ci "snobba". Il
problema sostanzialmente è questo. Anche nelle nuove generazioni non
c'è il rispetto verso chi ha fatto o si è dato alla musica. Mi ricordo
quando ai primi concerti avevamo la possibilità di suonare con band
piu' importanti di noi e ne eravamo felici e rispettavamo l'anzianità e
i lavori da loro già fatti. Oggi sembra che le nuove generazioni se ne
freghino altamente di tutto. L'invidia imperversa, il rispetto non c'è
e si cerca di arraffare quel che si può anche in modo poco ortodsso. E'
il paradosso della nostra società, viene osannato chi è potente e si
aspira ad essere potenti per sottrargli il posto (in tutte le maniere)
mentre chi si spacca le balle da secoli viene visto come un relitto
della società e non comparabile con band estere, come se per forza la
musica, per essere buona, debba venire da fuori. Tutti, però,
scommetto, sono andati in piazza a far festa per la vittoria della
Nazionale di calcio. In quello siamo "bravi", nella musica no?
Tutto è piu' difficile, in tutti gli aspetti, quindi cerchi di fare
quello che puoi se è la musica a cui tieni. In America, che è un
milione di volte più grande dell'Italia (e quindi un milione di volte
piu' difficile avere spazio), abbiamo trovato, se non altro, un pò piu'
di rispetto e di attenzione che a noi basta. La musica è apprezzata, ci
sono state date delle opportunità e c'è stata collaborazione, cosa che
qui in Italia e in Europa non è mai esistita. Se poi, sei italiano,
quindi in Europa, è una rogna. Così in casa ci sono pregiudizi perchè
sei italiano e magari con un nome "strano" cioè non "conformista"
(strano, perchè dovremmo essere noi metallari gli anticonformisti) e
all'estero, in Europa sei italiano quindi pizza e mandolino...
E' ovvio, a questo punto, che andiamo dove qualcuno ci ascolta e
ci da anche un minimo di opportunità. Nonostante ciò, la critica
musicale qui in Italia è sempre stata positiva. I giornali hanno sempre
apprezzato i nostri dischi, dal primo mini cd a "Raw" e i fans ci hanno
sempre supportato, per quello che hanno potuto.
Sostanzialmente penso che manchi lo spirito di un tempo, quello in cui
tutti i metallari erano amici, in cui si scambiava alacremente un disco
per sentirne la musica. Era una condivisione di un sogno, di un'anima
comune, di sentirsi parte di un gruppo assieme e di essere
anticonformisti. Oggi siamo piu' divisi noi che tutti gli altri generi
tra thrashers, black metallers, gothic, power metal etc etc etc...
tutti fanno a gara per sentirsi piu' sapienti in musica e altri
rivaleggiano contando le amicizie che hanno. Abbiamo sempre cercato di
stare fuori da tutto sto casino e di fare solo quello che amiamo, la
musica, quella che ci viene dal cuore da quando avevamo ascoltato nel
1992 "Vulgar Display Of Power". Penso che le risposte si diano solo con
i fatti. Se qualcuno ci aiuterà, o ci supporterà, noi ne saremo lieti.
L'Italia è casa nostra e vorrei tanto che le cose fossero diverse, ma
fino a che non cambierà qualcosa, non posso fare altro che andare da
chi ci vuole sentire.
Entriamo dunque nel vivo di "Raw" . Già dai
primi ascolti è evidente un rallentamento rispetto a "Walk Across The
Fire", con l'accantonamento parziale di ritmiche tradizionalmente
thrash, a favore di una maggiore pesantezza ed un groove più
consistente. Si tratta di una scelta stilistica ben precisa, o le
canzoni sono nate così, naturalmente?
Sono nate naturalmente. Quando eravamo tornati dall'America
volevamo fare musica durissima, peggio di "Walk Across Fire". Molto HC,
poi, invece, quando ci siamo messi a suonare è uscito quello che in
realtà siamo e amiamo. E' stato tutto un processo naturale e ancora
oggi ne ridiamo ricordando quando volevamo fare canzoni come gli
Hatebreed! Ahahah ci siamo divertiti parecchio perchè con "Raw" abbiamo
lavorato sempre assieme, dal primo all'ultimo minuto. Siamo stati
minuziosi in tutto e appena ci siamo accorti che usciva parecchia
melodia e una metal piu' pesante e meno veloce ci è subito piaciuto.
L'unica cosa che eravamo convinti di fare era quello di diversificare
le canzoni, per renderle piacevoli tutte e quello che ci è venuto ci ha
permesso di fare tutto ciò. Abbiamo riscoperto anche generi che fanno
parte del nostro bagaglio, ma che non pensavamo uscissero con
prepotenza come l'Hard Rock. In molte parti ci sono hard rock melodies
e anche la canzone "We Didn't Know" ne è una dimostrazione e ci è
piaciuto! Il groove che ne usciva man mano ci entusiasmava e abbiamo
continuato per quella via facendoci travolgere da ciò che i nostri
pensieri buttavano fuori.
Non abbiamo mai pensato nella nostra carriera di fare qualcosa per il
mercato o che "funzioni". La musica si fa col cuore e non con la testa,
poi, dove si va non lo so, però è sempre meglio fare quello che si
sente, che essere forzati pur di dire "io ho fatto questo". non conta
nulla. conta quello che sai fare e se l'hai fatto con onestà. a barare
siam capaci tutti. Insomma, è stato un processo divertente e penso che
sarà anche per il prossimo così, anzi, se viene confermata una idea
recente per il possibilite titolo e cover del nuovo disco, sarà ancora
piu' divertente!
Il vostro album precedente, notevole sotto
molti aspetti, mi sembrava talvolta "forzato" nel songwriting. Cioè,
alcune ripartenze, alcuni accostamenti di riff mi davano l'impressione
di essere un po' macchinosi. In "Raw" invece tutte le canzoni filano
via lisce, e non c'è un cambio di ritmo o di riff che sembri goffo e
stridente! Concordate anche voi con questa affermazione? I diciotto
mesi in studio hanno dato i loro frutti?
Sì sì, sono d'accordo. "Walk Across Fire" ha avuto diverse
difficoltà e avevamo meno esperienza, meno tempo a disposizione e non
abbiamo potuto esserci nel missaggio non avendo nemmeno tempo per gli
arrangiamenti. E' stato veramente un correre in mezzo al fuoco e i
risultati per noi erano migliorabili prendendo il disco successivo in
tutta un'altra maniera. Cosi' abbiamo fatto. Ci siamo presi tempo,
abbiamo messo giu' un piano economico e abbiamo scelto tutto
meticolosamente. Il tutto supportati dal nostro manager, cercando di
fare tutto nel miglior modo possibile perchè "Raw" potessere essere
gradini superiore a "Walk Across Fire" e fare sì che potesse mettere
delle basi solide per il futuro. Il nuovo album sicuramente mostra a
nostro avviso dei grossi miglioramenti, soprattutto nella fase degli
arrangiamenti e, come dici tu, nei cambi. Abbiamo sempre pensato che
erano il nostro problema, ma penso che siamo riusciti a migliorarci.
ora dovremo fare ancora di più per cercare di fare qualcosa di meglio.
In "Raw", tutti vi siete espressi ai massimi
livelli. Il cantante, poi, è autore di una prova strepitosa. E' anche
vero che il vostro stile si è sempre più diversificato: thrash quindi,
ma anche hard rock, ma anche metal... talvolta addirittura con venature
Southern rock, tipo "Roads And Beers" (che mi ha ricordato qualcosa
degli Alabama Thunderpussy). Voi, come la vedete questa vostra
evoluzione stilistica e dove pensate che vi porterà in futuro?
Yes! Sì ci piace molto lo stile southern. I Pantera insegnano in
molte canzoni. Sigers, poi, arrivava da esperienze hard rock nel
passato e la sua mano è molto southern. In "Walk Across Fire" era al
suo primo disco e si sente. In "Raw" il legame era ben cementato con
noi, lui era da quattro anni inserito nella band e tutto è stato
diverso. "Raw" ne è la prova. Ci piace molto quel sound. Tutti stiamo
cercando nuove musiche, ci stiamo interessando a diversi generi come il
blues o il jazz o altre cose che possono arricchirci come musicisti e
che, quindi, ci possano dare spunti per i nuovi album. Ci piace anche
il fatto che non sia sempre thrash metal. Noi lo adoriamo, ma questa
volta è venuto così. probabilmente con l'età, anche l'orecchio cambia e
in questo periodo siamo molto più metal hard rock che non thrash metal.
Forse a vent'anni ti ritrovi a voler correre a 600 all'ora e spaccare
tutto. A 29, invece, pensi di suonare, di fare musica, di gustarti ogni
momento con i tuoi amici. E' un mix di cose. Penso che la musica
esprima le persone che siamo in quel momento.
Siete soddisfatti del suono di "Raw"? Vi piacerebbe cambiare qualcosa in questo CD, o è perfetto così com'è?
Direi che ci piace ed è quello che volevamo. "Walk Across Fire" ci
aveva deluso nel suono e per "Raw" volevamo qualcosa di potente, di
spaccaossa. Il suono c'è, la registrazione anche e suona molto bene,
molto potente rispetto a moltissimi altri dischi. E' un ottimo punto di
partenza dove poter fare meglio in futuro, ma siamo contenti di essere
contenti, perchè dopo "Walk Across Fire" l'ambiente non era disteso
perchè non eravamo soddisfatti.
Ho parlato positivamente della "quantità di
colori" che siete in grado di ricreare con i vostri arrangiamenti, pur
senza l'utilizzo di tastiere, effetti sonori e senza tradire il vostro
marchio di fabbrica. Come nascono i vostri arrangiamenti?
Non avevamo mai pensato a seri arrangiamenti negli album precedenti, ma
stavolta sapevamo che dovevamo fare qualche cosa di piu'. In fase di
produzione del disco ci abbiamo lavorato parecchio, soprattutto nella
fase pre studio, ma il massimo è stato toccato in studio con
l'esperienza di Luigi Stefanini del New sin e di Jack Frost alla
co-produzione. Ognuno ha messo le sue proposte, si sono provati diversi
suoni, cose, strumenti, effetti, si è scremato tutto, deciso e messo
dentro. E' stato un lavoro di squadra bellissimo che ricorderò sempre
con grande piacere. Un lavoro di team fatto prima della registrazione,
ma sviluppato e messo assieme al meglio in studio.
Di cosa parlano i testi di "Raw"? Quanto sono
importanti i testi per le Merendine Atomiche? Sono funzionali alla
musica soltanto, o sono fondamentali per la comprensione della vostra
poetica musicale?
I testi di "Raw" sono eterogenei. Parlano di ogni cosa che abbiamo
vissuto in America nella nostra trasferta del 2004 e di varie altre
esperienze vissute assieme. Stavolta, rispetto ai dischi vecchi, non
abbiamo voluto parlare di cose "importanti", perchè eravamo stanchi di
vedere il mondo in negativo. Probabilmente è sempre la questione di
età. A venti vuoi conquistare il Mondo, a trenta ti calmi e con
l'esperienza vedi tutto diverso.
I testi sono ovviamente importanti. Esprimere qualche cosa è comunque
parte del processo musicale. Le giuste parole con la giusta musica
fanno "la" canzone. Nei testi degli album precedenti ho sempre cercato
di esperimere positività con rabbia. Ho sempre cercato di spingere la
gente a seguire i propri sogni, a non mollare, ad andare oltre il muro
di gomma che gli onesti e la brava gente trovano sempre di fronte a
loro. Un risultato perfetto del mix parole e musica è sicuramente
"Blood For Glory" di "Walk Across Fire" ma ce ne sono molti altri in
cui questo argomento prevaleva. E' sempre stato un mio filo conduttore,
soprattutto per l'indifferenza e l'ostilità che ci ha sempre contornato
e che non abbiamo mai capito. Questa volta, invece, ho voluto esprimere
la gioia, la felicità della vita e della condivisione di momenti
importanti con i miei compagni di band. Ho voluto scrivere che la vita
è unica e che va vissuta, sempre in maniera il piu' possibile
equilibrata, ma va vissuta. E in questo ho messo giù tutte le nostre
esperienze come in "In The Cage" o "Roads And Beers", "Raw" ma anche
con testi sulle donne, di cui non avevamo mai parlato in passato come
in "We Didn't Know" e "Shake For Me". Non mancano anche canzoni un pò
più profonde come "Ocean's Shadows" che parla della mia generazione, o
"I Want To Be A Man" in cui discute della lotta tra i nostri sogni e la
bellezza di avere una famiglia e il potersi dedicare a lei, ma anche in
"Peace Means War?" in cui discuto uno dei tanti testi letti per la mia
laurea in storia per poter porre quesiti. Insomma, la vita, quella che
accade, di bello, di buffo, di brutto ma che è vita...penso che per il
prossimo la positività resterà al primo posto. Abbiamo fatto per anni i
metallarsi duri e incazzati, teschi, nero, morte... basta... la vita va
vissuta suonando metal con un buon bicchiere di birra in mano, un
sorriso e tutti assieme!
Che programmi avete per il futuro? Avete già pronte delle nuove composizioni, in vista di un album futuro? Concerti? Tour?
Beh, per adesso e fino a fine anno cercheremo di promuovere "Raw"
il piu' possibile anche se già inizieremo a lavorare su canzoni nuove.
Torneremo on the road in Italia e cercheremo di uscire dal Veneto e
tornare in tutte le regioni per capire cosa è cambiato in questo tempo
passato a produrre "Raw". Stiamo cercando di andare in tour anche in
Europa ma non è ancora sicuro. Dal 2007, invece, ci concentreremo sul
nuovo disco che andremo a registrare ad agosto del 2007 e poi
punteremo, se non cambierà nulla, ad andare negli States per dei tour
seri. Per fare questo, ci vuole la grana e se non la tira fuori la
label ce la dobbiamo pippare noi, quindi, lavoreremo sodo per mettere
da parte i soldi necessari per andare in tour negli States e
pubblicizzare il disco che verrà, sperando di essere in grado di
riproporre musica almeno ai livelli di "Raw". ci sarà meno tempo a
disposizione, ma abbiamo piu' epserienza in tutti i settori, quindi, si
può buttar giù un piano e a noi "piacciono i piani ben riusciti!".
Queste sono le idee che abbiamo in testa, poi, la vita, si sa, ha
sempre degli imprevisti. Spero che siano molto positivi per noi,
altrimenti meglio niente!. Va già bene così. Adesso abbiamo una label
che ci garantisce il disco nei negozi per cui possiamo affrontare
questo piano futuro in maniera per la prima volta piu' serena e senza
l'ansia di dover trovare qualche cosa. Vediamo come andrà!
Qualche contatto interessante con qualche etichetta? O preferite essere liberi?
"Raw" è uscito sotto Mausoleum Records che ci ha garantito per la prima
volta il disco nei negozi e di questo siamo molto contenti. C'è
l'opzione per il prossimo disco che potremmo mantenere se tutto andrà
bene.
In generale direi che è sempre meglio soli che accompagnati da furbi.
Bene, questa breve intervista è terminata. Grazie per la pazienza, a voi le ultime parole!
Grazie a te del supporto che ci stai dando! E un grazie a tutti i
nostri fans che in questi anni ci sono sempre stati vicini!!!
Divertitevi!
Ciao
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