Luctus
(BRN - Ottobre 2007)


C'erano un sacco di buoni motivi per condurre un'intervista con Simonaz, il leader dei Luctus: conoscere più a fondo il gruppo e parlare dell'ottimo split con gli Argharus, ma anche fare dei confronti e scambiare qualche parere riguardo la scena estrema italiana con qualcuno che la conosce bene pur non facendone parte realmente. L'occasione era ghiotta, non potevamo lasciarcela scappare.



Ciao Simonaz, è un piacere per me intervistare un gruppo di valore come i Luctus. E il fatto che tu abbia vissuto per molto tempo in Italia rende il tutto ancora più speciale. Partiamo proprio da qui: quando ti sei trasferito nel nostro paese? E' stato facile ambientarti? Quali sono state le difficoltà più grandi che ti sei trovato ad affrontare?
Ciao Matteo! Innanzitutto grazie per le buone parole riguardo alla mia musica. Sono venuto in Italia circa 10 anni fa a causa di un mandato di lavoro dei miei genitori. Ora sto ultimando i miei studi, dopodiché tornerò per sempre a vivere in Lituania. Ambientarsi qui non è stato difficile visto che ero ancora molto giovane. Le difficoltà maggiori sono state ovviamente quelle linguistiche, ma ben presto le ho superate senza problemi.

Quando hai iniziato a suonare? Ci sono stati altri gruppi prima di Luctus?
Ho cominciato a suonare circa sette anni fa. Inizialmente sì, suonavo in un'altra band, ma preferisco non parlarne visto che sotto quel nome non è stato concluso nulla di concreto. A parte i Luctus, in passato ho fatto da live sessionist per i Throne of Decadence.

Hai un rapporto più stretto con la scena metal lituana o con quella italiana? Di quale ti senti parte? Sarei curioso di conoscere il tuo parere riguardo le maggiori differenze tra le due scene, sottolineando i principali pregi e difetti.
Ho più contatti con la scena lituana, perché torno spesso nella mia terra. Non mi sento parte della scena italiana, perché non sono italiano, nonostante passi tanto tempo in Italia. Sono comunque in ottimi rapporti con band come Lvpvs Infestvs, Throne of Decadence, Kult, Noctifer, Lapis Niger, Zervm ecc...Riguardo alle differenze, beh, certamente la scena black metal italiana è molto più numerosa, di conseguenza è difficile emergere da essa per le realtà underground. Riguardo a pregi e difetti ho notato che qui in Italia purtroppo le band locali non vengono supportate come meriterebbero, soprattutto in sede live.

Noti un modo diverso di approccio al metal estremo qui in Italia rispetto all'estero? Ci sono dappertutto le stesse difficoltà, legate ad esempio alla promozione, distribuzione, organizzazione di concerti e via dicendo?
Beh come ho detto prima a quanto ho notato, le maggiori etichette italiane e gli ascoltatori tendono a ignorare le realtà locali puntando più alla scena estera, mentre da noi in Lituania accade il contrario.

Sai dirmi com'è la situazione in Lituania? Sembra che la scena stia crescendo di continuo. Se non sbaglio, ci sono anche molti gruppi stranieri che vengono a suonare in Lituania, o di passaggio durante i tour, oppure a qualche grosso festival. Però ho anche l'impressione che tutto ruoti attorno alla Ledo Takas Records, forse tuttora l'unico punto di riferimento per il metal estremo. E' corretto?
La scena estrema in Lituania nonostante fosse sconosciuta alla maggior parte del mondo esiste da parecchi anni. Band come Obtest, Anubi, Nahash, Poccolus o Dissimulation erano già attive nei primi anni novanta, proprio quando il black metal cominciò a divagare ampiamente in tutto il mondo. Comunque nonostante l'attività di queste band la scena lituana rimase per lo più nell'underground senza spingersi fuori dai confini. Solo dal 2000 in poi il fenomeno cominciò a crescere facendosi notare anche all'estero. Come hai detto tu, ora ci sono molti più concerti con band straniere da noi (mentre 10 anni fa era quasi un miracolo vedere dal vivo una band dall'estero). C'e' una forte ondata di gruppi giovani che cominciò circa tre anni fa. La Ledo Takas per quanto riguarda la distribuzione e produzione nel campo del black metal è l'etichetta più vecchia e organizzata. A parte questa, ci sono numerose etichette che producono musica folk-elettronica-ambient e organizzano concerti, festival.

Nonostante la distanza, hai mantenuto un legame stretto con il tuo paese d'origine: ad esempio, nei testi delle canzoni usi la tua lingua madre accanto all'inglese. Ci sarà mai spazio anche per l'italiano nelle tue composizioni?
No, non penso proprio che in futuro canterò in italiano (a meno che non decida di fare una cover di qualche band italiana). Anzi, nei prossimi miei album tutti i testi saranno esclusivamente nella mia lingua.

Bene, veniamo finalmente a parlare dello split con gli Argharus. Innanzitutto complimenti, le tue sei canzoni non hanno proprio punti deboli. Hai uno stile riconoscibile, nel quale l'aggressività gioca sicuramente un ruolo fondamentale. A fare la differenza, però, ci sono delle melodie particolari, strane e intriganti. Come sei approdato a questo modo di comporre? Dove trovi ispirazione? Gioca un ruolo importante anche la tua terra natale?
Sì, maggiormente nella mia musica dominano l'aggressività e la velocità. Ma nonostante questi due fattori ho sempre riservato spazio per una certa "melodia" e armonia che contrastasse in un certo modo il caos dominante. I miei primi lavori furono di matrice "depressive", penso che proprio a causa di ciò è rimasta una chiara dose melodica nella mia musica. L'ispirazione la traggo dalle semplici situazioni quotidiane, dal cinema, dalla letteratura, dall'arte. La patria e tutto ciò che mi lega ad essa è indubbiamente uno dei miei punti di riferimento principali.

L'esecuzione precisa è un altro particolare da considerare. Pur non trattandosi di un black metal sofisticato o particolarmente tecnico, ho trovato le canzoni creative e sicuramente di buon livello. Sei d'accordo con me nel dire che, a patto che ci siano le idee in fase compositiva, un buon tasso tecnico aiuta a mettere in pratica quello che si ha in mente e inoltre allontana il rischio di fare sempre le solite cose?
Io ho sempre teso a suonare in un modo sempre più aggressivo e veloce e nel fare ciò è indispensabile una minima dose tecnica. Nonostante ciò non ho mai studiato musica e credo mai lo farò perché penso che certe impostazioni teoriche ostacolino il processo creativo. Credo che non siano la professionalità e il virtuosismo a rendere la musica aggressiva, o violenta.Generi musicali di assai basso livello tecnico come l'hardcore, o il crust ad esempio, mi comunicano molta più violenza e potenza dei generi iper tecnici come il prog, power, o death ultra tecnico. Certo, se poi il non sapere suonare diventa una scusa per suonare male è un altro discorso. Quello che conta di più è l'idea, la passione. Il resto viene da sé.

C'è soltanto un assolo in tutto lo split. E' un aspetto che ci tieni a sviluppare in futuro, oppure non ti interessa più di tanto inserire degli assoli?
L'assolo per me non è un'esibizione di saper suonare bene la chitarra. Per me l'assolo è un'esplosione di violenza e rabbia che contribuisce a scatenare una maggiore violenza nella musica. Credo che in futuro nella mie canzoni se ne sentiranno ancora tanti, sempre più caotici e iper veloci.

La sezione ritmica è incredibile. Avevi già collaborato con Sergejus in passato? Già che ci siamo, vuoi presentarci i session che hanno contribuito alla registrazione di "Sonitus Caeli Ardentis"?
La sessione ritmica nello split è stata registrata dal batterista dei Throne of Decadence, Agares. Tutti gli altri strumenti, compresa la voce, sono stati incisi da me.

Come ti sei trovato ai The Lair Studio? E' stata una scelta obbligata quella di registrare i pezzi proprio a Roma? Sei soddisfatto del risultato?
Nei "The Lair" mi ci sono trovato benissimo. E' lo studio di registrazione dei già citati Throne of Decadence, con i quali ho un rapporto amichevole da ormai parecchi anni, quindi intenderci e' stato facile. Il risultato mi soddisfa certamente, anche se si può fare sempre meglio.

La guerra sembra un tema importante per te. E' un argomento che affronti nei testi, tuttavia è la musica stessa ad avere un carattere belligerante. Al di là delle varie raffiche di mitra e marce militari inserite tra le canzoni, si ha l'impressione che ogni colpo di rullante sia un colpo esploso da un'arma da fuoco. Come è nata questa passione? Ci sono (o ci saranno in futuro) altri temi o atmosfere che intendi esplorare con la tua musica?
La guerra è stata sempre una delle mie tematiche preferite, perché secondo me esprime più di qualsiasi altra cosa la mia personalità e il mio modo di vedere il mondo, l'umanità, me stesso. Anche nel prossimo album la guerra sarà una delle tematiche dominanti, ma sarà trattata in una maniera ancora più distruttiva e violenta.

"Sonitus Caeli Ardentis" è ormai uscito da qualche mese, quindi è possibile tirare qualche somma. Come è stato accolto? Sei soddisfatto, o a conti fatti avresti cambiato qualcosa?
Sì sono molto soddisfatto perché la Ledo Takas ha fatto una vasta promozione in tutto il panorama mondiale, cosa che non mi sarei nemmeno sognato se mi sarei autoprodotto. L'album è stato accolto alla grande, come nemmeno mi aspettavo e sono veramente contento per questa cosa.

Conoscevi già gli Argharus? Cosa ne pensi delle loro canzoni? E' stata la Ledo Takas a decidere di unirvi in uno split oppure vi eravate messi in contatto precedentemente?
Con gli Argharus ci siamo conosciuti poco più di un anno fa. Mi sono sembrate subito delle persone molto convinte di ciò che fanno ed ho avuto ammirazione e rispetto per loro. Proprio in quel momento entrambi avevamo registrato i nostri nuovi lavori e li avevamo inviati alla Ledo Takas sperando in una possibile stampa. E' stata davvero una piacevole sorpresa quando in seguito l'ettichetta ci ha proposto di fare uno split assieme.

Quali mosse dobbiamo aspettarci nell'immediato futuro? Hai già composto qualcosa? Reclutato nuovi membri? Concerti in vista?
E' già pronto il nuovo lavoro, credo di 9 pezzi. Non so assolutamente ne quando ne dove verrà registrato, perché ancora devo arrangiare i pezzi con il batterista. Spero tanto che il nuovo lavoro vedrà luce l'anno prossimo. Per ora credo faremo un paio di live in Lituania e se ci sarà possibilità anche all'estero.

Grazie per la disponibilità. Concludi come preferisci.
Grazie a te. War & Hate!