Looking 4 A Name
(Danny Boodman - Febbraio 2006)
Un disponibile ed entusiasta Larsen Premoli ci guida, in questa bella
intervista, a scoprire la storia di una interessantissima nuova realtà
del panorama italiano: i Looking 4 A Name. Il progressive metal, venato
di hard rock, è una musica intelligente e coinvolgente che,
sicuramente, piacerà agli intenditori. Non mi resta che lasciare la
parola al tastierista, che ringrazio anche per le belle parole di
incoraggiamento che ci ha rivolto.
Bene, iniziamo subito presentando un po' il progetto Looking 4 A Name...
Il progetto Looking 4 A Name vede la luce dal mio incontro con
Francesco Panico nel 2002: da lì iniziò un lungo periodo di cover e
live con le suddette, fino ad arrivare ad avere in mano un repertorio
ipervasto e ipervariegato! Dopodichè l'ingresso in successione di Mauro
Bonini (batteria) e Federico Ghioni (basso) in sostituzione dei
precedenti elementi ha portato ad una situazione matura per elaborare
del materiale inedito. Così è nato "Looking for..."!
Di solito quando una band ha un nome
particolare come il vostro, c'è sempre dietro una storiella curiosa.
Scommetto che vale lo stesso anche per voi!
Hai vinto la scommessa!! Tutto risale all'ingresso di Mauro Bonini
nella band, proprio a pochi giorni dalla nostra partecipazione ad
importante concorso per band emergenti; abbiamo registrato una demo in
fretta e furia, compilato tutti moduli di iscrizione e a poche ore dal
termine di consegna per l'iscrizione ci siamo accorti di un grosso
quanto sottovalutato problema: non sapevamo cosa scrivere nel campo "IL
NOME DELLA BAND". Be' insomma non sono cose che si decidono cosi in
cinque minuti cosi sul modulo abbiamo scritto 'Looking For A Name' in
attesa di idee brillanti in proposito; be' è successo che il concorso
l'abbiamo vinto e ci siamo affezionati a questo nome decidendo che in
fondo raccontava un po' il nostro stile e modo di comporre. la continua
ricerca, il "non genere" che infondo suoniamo ecc.
Il vostro stile si rifà sicuramente al prog
metal, però è ben presente anche una componente hard rock che rende la
musica più 'calda'. Sei d'accordo?
Si è verissimo, ma in fondo il prog perché è "prog"? Perché ci sono
i tempi storti, le canzoni che durano minutaggi improponibili, o perché
non sai se stai cantando una strofa un ritornello o un bridge? In fondo
il prog in sé non è un genere musicale, è un po' quello che non trovi
definito negli stili e nei generi standardizzati hihi!! (Nonostante
questo è anche vero che il prog ha trovato negli anni i suoi punti
focali standard che portano una composizione a definirla se li rispetta
tale.) Per noi comunque è proprio così, arriviamo da influenze musicali
svariatissime e quando componiamo ci troviamo in saletta dietro gli
strumenti e iniziamo a suonare senza un punto di partenza o un'idea, e
ciò che vien fuori è per forza di cose inaspettato e non calcolato!
Quando prima ti parlavo di "ricerca" mi riferivo ad una ricerca di
qualcosa che noi non conosciamo e che scopriamo man mano che scriviamo
e che i pezzi prendono forma, ma fino all'ultima battuta non sappiamo
cosa stiamo trovando o scoprendo!
Per me è importantissimo che la musica sia calore, sia luce,
troppo spesso mi trovo di fronte a gente che sulla musica urla strilla,
parla di morte, di demoni, di satana (e puttanate simili). Sicuramente
l'hard rock e in primis il blues-style inseriti nel nostro sound
aiutano a colorire una musica che troppe volte, e talvolta giustamente,
è stata definita priva e incapace di comunicare emozioni!
Siete tutti dei musicisti preparatissimi, ma
mi sembra di capire che, per voi, la priorità è la musica in sè, non il
semplice tecnicismo. Cosa ne pensi in proposito?
Perfetto! Spesso perdersi nella tecnica fine a sé stessa porta a
trovarsi di fronte a incredibili numeri circensi che purtroppo però non
ti smuovono le budella come magari sa fare un dannato accordo con la
sesta e la settima più (ahaha!!)..!! Sui nostri nuovi lavori stiamo
lavorando agli arrangiamenti facendo si che praticamente scompaia il
momento solistico fine a se stesso, preferendo momenti in cui tutti e
quattro gli strumenti dialoghino fra loro!! Se la chitarra o il synth
hanno un proprio momento privilegiato c'è u motivo alle spalle, e vuol
dire che in quel momento chi esegue il solo vuole raccontare o
comunicare qualcosa.
In particolare so che tu hai una formazione pianistica ma ti piace suonare un po' di tutto. Come ti sei evoluto come musicista?
Già, come giustamente dici tutto è iniziato in giovanissima età con
lo studio del pachidermico strumento a corda percossa in ambito
prettamente classico, accompagnato col seguire degli anni dai vari
corsi di teoria e solfeggio e canto complementare fino a portarmi al
diploma. a questo punto completamente schifato (beatà ingenuità
giovanile) dalla musica classica mi sono dedicato al Jazz con il grande
maestro Rusca e in seguito con il grande Marco Bianchi, affrontando col
primo la vecchia scuola dello swing e col secondo le fondamenta
dell'armonia jazzistica e degli stili più moderni!
La passione per i synth per gli stili tastieristici l'ho maturata
parallelamente da solo, mentre la scuola di Hammond Style l'ho
ovviamente fatta con il tour di "Vanadium Tribute" con i Fire Trails!
Il chitarrismo e qualche spruzzo di bassismo sono una storia
autodidatta a sé.
Quali sono le vostre (e in particolare le tue) influenze musicali?
Io musicalmente sono una sorta di gran minestrone, nel senso che a
livello i ascolti e di gusto personale spazio moltissimo dall'hardrock
classico (Deep Purple e Led Zeppelin in primis) toccando punte di
adorazione nei confronti degli onnipotenti Pink Floyd, per poi spaziare
nel prog vecchio stile di Yes, Genesis, Jethro Tull. Insomma la vecchia
grande scuola. Seguo moltissimo anche la scena odierna e degli anni
'90: a parte i DreamTheater sto dedicando molta attenzione agli Spock's
Beard e ai progetti solisti di Neal Morse (L'ultimo disco, "?", è
davvero straordinario) o ad esempio i Transatlantic! Infine ascolto di
tutto, se capita del buon blues, magari di Vaughan, o dello swing, o
del pop (di quello fatto bene), vedi Sting, i Police. Insomma non sono
il classico ascoltatore di metal baccanoso, troppo duro, o troppo
pesante. per il resto ben venga di tutto e di più. E in fondo è così
anche per i miei colleghi: Ghioni adora i Marillion, anch'egli gli
Spock's, i Dream Theater, i Rush e i cari Iron Maiden; Panico è più
legato a gruppi come Van Halen, Iron anche lui, e poi come me adora
band di altro stile come i Toto o gli Aerosmith; infine Bucella, che
oltre ad essere anche lui appassionato di prog, adora il jazz, lo
swing, la fusion. DI TUTTO E DI PIU' INSOMMA!
Parliamo un po' del vostro album: come sono nate le composizioni?
Come prima ti raccontavo le composizioni dei L4aN nascono da
nottate dietro agli strumenti senza partire da nulla e sperando di
arrivare da qualche parte! Così sono nati i pezzi principali dell'album
("Shining Hope", "Torn in Two", "Perfect Circle", "Lily").
"Tears from Ocean" era una mia vecchia composizione che abbiamo
ripescato e riarrangiato mentre ovviamente "Overture", invece, è una
composizione quasi scritta a tavolino! Finita la stesura dei brani, che
avviene pressochè in maniera istintiva, cerchiamo di capire il pezzo
cosa ci racconta o di cosa ci parla, e così nascono i testi, seguiti in
grand parte da Francesco ma poi sempre rivisti a otto mani!
Avete mai preso in considerazione l'idea di contattare un cantante di ruolo?
No, abbiamo trovato una situazione in cui lavorare in quattro, e
soprattutto noi quattro, ci dà un equilibrio nel comporre e
nell'arrangiare davvero unico! Francesco oltre ad essere dotato di
un'estensione vocale che di certo non si trova con gli annunci sulle
bacheche, è anche un'ottimo chitarrista! Insomma in questo momento
sentiamo un'alchimia nel quartetto attuale che sarebbe davvero
pericoloso modificare!!
State già preparando del nuovo materiale, se non sbaglio. Puoi anticiparmi qualcosa?
Si, è da settembre che stiamo lavorando assiduamente ad un nuovo
lavoro! Da settembre abbiamo la fortuna di avere dietro le pelli dei
"Looking 4 A Name" Deneb Bucella, veramente un gran batterista!! Questo
ha portato il tassello mancante ad avere quell'alchimia di cui ti
parlavo prima e così è iniziata la stesura di un nuovo lavoro! Ti posso
anticipare che si tratterà di un concept con una storia davvero
intricata e accattivante, dove le lyrics andranno ad interagire
completamente con i temi musicali, che caratterizzeranno e
racconteranno le caratteristiche dei personaggi, degli avvenimenti e
delle emozioni celate nella trama del disco. Il nostro problema più
grosso (dannatamente ridicolo ma altrettanto reale) sarà riuscire a
stare nei dannati 80 minuti del circolare supporto ottico! Stiamo
dedicando moltissime energie a questo lavoro, e non ci diamo termini di
scadenza o di arrivo perché saranno i brani e il materiale stesso a
dirci quando saranno pronti per essere incisi!
Invece, per quanto riguarda gli appuntamenti live, c'è qualcosa in cantiere?
In questo momento la nostra unica preoccupazione è scrivere,
arrangiare, registrare il concept su cui stiamo lavorando da settembre!
Fra l'altro l'ingresso di Deneb Bucella dietro alle pelli dei "Looking
4 A Name" e la nostra concentrazione sul nuovo lavoro ha fatto sì che
non sia stato dedicato moltissimo tempo "al rimontaggio" del live con i
brani di "Looking for..." . comunque per ora nulla in calendario, ci
stiamo dedicando ad un periodo molto intenso di songwriting e studio!
Ovviamente non posso fare a meno di chiederti qualcosa dei Fire Trails! Come sei entrato nella band?
Ti racconto un'altra storiella allora: Era appena iniziata l'estate
2003 e mi trovavo in un locale invitato come giurato in occasione della
finale regionale di un concorso (Rock Targato Italia se non erro.),
quando ad un certo punto si avvicina questo uomo-rock che (dopo il
suggerimento dei miei colleghi di tavolo) scopro essere un certo Pino
Scotto, cantante dei Vanadium... (si noti che si parla di un Larsen
diciottenne che poco poteva saperne a riguardo!). Be', fatte le
presentazioni e raccontatisi il più e il meno il sig. Scotto esce con
la frase che forse ha cambiato un po' la mia vita da quel momento in
avanti: "Ehi, ma non è che conosci un tastierista?". E da lì iniziò la
mia esperienza nei Fire Trails. Tutto il resto è sui libri di storia
ahahah!!
Mi pare che "Third Moon" (ultimo lavoro dei Fire Trails - nd Danny Boodman) stia andando molto bene! Sei soddisfatto?
Sì assolutamente soddisfatto, il disco sta andando molto bene,
abbiamo e continuiamo a ricevere giudizi positivi dalle riviste, dalle
webzine, dai fans. Ai concerti i ragazzi cantano i nostri pezzi, è
un'emzione incredibile. Inoltre l'egregio lavoro che l'etichetta ha
fatto e continua a fare dimostra quanto anch'essa CREDA nei Fire
Trails, portandoci anche all'estero e iniziando a coprire l'Europa!!
Fra l'altro fra marzo e aprile gireremo buona parte d'Italia, siamo già
confermati headliner in molti importanti Festival, fra cui il GODS!!!
Insomma, soddisfatto? Sì, direi proprio di sì!!
Ho visto che qualche giorno fa, con i Fire
Trails, hai fatto da supporto alla data milanese dei Deep Purple! Un
onore non da poco! Cosa puoi raccontami di quella serata?
Posso solo iniziare col dirti che certe cose non possono dirtele
ventiquattro ore prima! Le coronarie avrebbero potuto non reggere
eheheh. Scherzi a parte, come hai giustamente detto, un grandissimo
onore!
Il buon Fede, bassista dei "Looking 4 A Name", ci ha accompagnato
e una volta sul palco a preparare gli strumenti per l'esibizione ha
detto una frase molto esplicativa sull'aria che abbiamo respirato quel
giorno: "Sembra la mattina di Natale, la Gardaland del Rock'n'Roll!".
Il Palalido ci ha accolto alla grande, abbiamo sentito un grandissimo
calore arrivare dagli spalti e dalla platea, potevo vedere le facce di
ragazzi, ragazze, signori e signore che si sono divertiti con noi
durante i nostri 35 minuti on stage: c'era chi conosceva i pezzi, c'era
chi non li conosceva ma cercava di cantarli, e poi il boato di
6.000/7.000 persone. Davvero fantastico, che altro dire?!
Bene, siamo alla fine! Lascio a te la conclusione. Grazie ancora e buona fortuna per tutti i tuoi progetti!
Grazie mille, davvero, ci tengo a spezzare due lancie in questa
"libera conclusione": la prima è per chi come voi offre questo servizio
alla musica, perché sappiamo tutti com'è la situazione in Italia, e se
nuove realtà, nuove band, nuova musica, possono avere qualche speranza
di farsi conoscere, è in gran parte grazie a portali come questo, per
cui un grazie e tanti complimenti per il lavoro e il servizio che
offrite! Con i Looking 4 A Name vi aspettiamo sul nostro sito ufficiale
o se volete sentire qualche mp3 su http://www.myspace.com/l4an/.
Infine approfitto di queste ultime righe per portare l'appello di una
grande persona, nonché di un grande amico, che ha realizzato un
grandissimo progetto: "Rezophonic" è il nome di un album che uscirà il
10 Marzo in tutti i negozi, all'interno troverete della grande musica
suoanta da più di 70 grandi artisti del Rock Italiano (io partecipo
insieme ai FireTrails): il fil-rouge che si cela dietro a questo
progetto e che lega tutti i brani e tutti gli artisti è il grandissimo
Mario Riso. Mario ha realizzato questo disco affinchè tutto il ricavato
sia devoluto a favore dell'AMREF per la costruzione di pozzi d'acqua
potabile! Al di là del disco, che è davvero fantastico, credeteci, vi è
un motivo più importante per acquistare un disco di musica una volta
tanto: "OFFRIRE DA BERE A CHI HA VERAMENTE SETE!". Quei bambini contano
anche su di voi!! Ciao e grazie a tutti!!
Sito internet: http://www.l4an.it/