Lars Chris (Lion's Share)
(J.L. Seagull - Giugno 2008)


Dopo alcuni anni di silenzio che hanno fatto pensare al peggio, tornano, più in forma che mai, gli svedesi Lion's Share con un nuovo strepitoso album: "Emotional Coma". Di questo ed altro parliamo con Lars Chris, chitarrista e colonna portante della band.
Un ringraziamento particolare a Stefano Adani per la traduzione dall'italiano all'inglese. Grazie anche a Hellvis, per aver tradotto anche lui le mie domande in inglese, nonostante la febbre.



Hello Chris, benvenuto su Shapeless web-zine.
Mi ha fatto molto piacere l'uscita di un nuovo album dei Lion's Share dopo tanto tempo di silenzio. Ci puoi raccontare brevemente cosa è successo dall'uscita di "Entrance" a oggi.

Ciao a tutti. Alla fine del 2001 avevo completamente esaurito le mie energie dopo essermi occupato intensamente per oltre 8 anni dei Lion's Share, dei tour in supporto agli album e di tutta l'organizzazione che ne seguiva. Dopo tante notti passate sul palco, suonare la chitarra non mi divertiva più. Così ho deciso di mettere la band un attimo in attesa per ricaricare le mie batterie. Inizialmente non ho proprio fatto niente (beato lui). Poi ho fatto alcuni show con gli Europe, che sono da sempre degli amici, e sicuramente la band svedese più famosa: in particolare allo Sweden Rock Festival del 2004. L'ho fatto solo per divertimento, senza nessun impegno. Ho scritto alcune canzoni per vari album, ho registrato qualche assolo in apparizioni qua e là e ho prodotto, scritto canzoni, suonato e mixato un progetto chiamato Audiovision "The Calling", che vede la collaborazione di musicisti come Jeff Scott Soto, Mic Michaeli, Bruce Kulick, Mattias IA Eklundh, Tony Franklin e alcuni ex-membri dei Thunder, Electric Boys etc. Al termine di questa mia pausa, insieme a Sampo Axelsson, abbiamo composto il materiale per il side project Road To Ruin, uscito in Europa per la Metal Heaven Records, cercando ispirazione nell'hard rock melodico degli anni '70. Immediatamente dopo ovviamente ho iniziato a lavorare seriamente per il nuovo album dei Lion's Share.

Come siete arrivati al nuovo contratto e all'uscita di "Emotional Coma"?
Fortunatamente abbiamo sempre potuto trovare il miglior contratto possibile all'uscita di ogni nostro album. I Lion's Share godono di una ottima reputazione e di un numero considerevole di fans, perciò trovare un contratto non è stato un problema. Sono convinto che per le nuove band le cose siano decisamente più complicate.

Come è nata la collaborazione con il cantante degli Astral Doors. E quelle con Bruce Kulick (Kiss) e Glen Driver (Megadeth)?
Ho sentito una clip di Patrik su internet, prima che cantasse negli Space Odyssey nel 2003. L'ho contattato e la musica dei Lion's Share gli è piaciuta, perciò ha deciso di unirsi a noi. In quel periodo io ero nel mio momento di pausa e perciò decidemmo di non rendere ufficiale la notizia, ma iniziammo a comporre canzoni e a registrare demo per il futuro come back. Lo studio che usavamo per i nostri demo era frequentato dal presidente del Kiss Army svedese, così quando Bruce Kulick venne ad un Kiss Expo a Stoccolma lo invitai nello studio per fare un assolo in una canzone. Io sono un fan dei Kiss da quando avevo otto anni ed ero ben felice di avere un elemento della band come ospite. A Bruce sono piaciute molto le canzoni e ha preparato e registrato l'assolo di "Edge Of The Razor". Per quanto riguarda Glen Driver dei Megadeth, lo conoscevo da un paio di anni per il lavoro fatto con l'altra sua band, gli Eidolon. Gli ho chiesto di apparire come ospite in un assolo e lui ha accettato. Siccome era in Canada, ci ha inviato solo il file che lo conteneva. Anche Eric Peterson dei Testament stava lavorando ad un assolo per "Bloodstained Soil", ma sfortunatamente abbiamo dovuto mixare l'album prima che il suo lavoro fosse finito.

Il nuovo album è molto potente e anche la produzione è ottima. Io lo trovo una evoluzione dark di "Entrance", forse grazie alla somiglianza della voce di Patrik con quella di Ronnie James Dio, sei d'accordo con me?
Grazie! Abbiamo speso molto tempo e denaro per realizzarlo e sono felice che piaccia. Inizialmente l'idea era di realizzare un album più oscuro degli altri ma cercando di modernizzarlo, per esempio con un drumming più attuale. Le mie origini sono legate ad un tipo di metal senza l'uso delle tastiere e ora che non avevamo più un elemento della band che le suonasse, per noi è stato un ritorno al passato. L'album è veramente crudo e dalle chitarre molto heavy. Il mio cantante preferito da sempre è Ronnie James Dio, così mi piacciono cantanti dallo stile simile al suo: Tony Martin, Jorn Lande, Russel Allen, etc.. Penso che questo tipo di voce si adatti molto bene al mio modo di scrivere i riffs e le melodie. Il mio modo di suonare rende il massimo con queste potenti caratteristiche vocali, perciò Patrik era la scelta perfetta.

Tutti i vostri album sono stati prodotti da te con ottimi risultati. Hai prodotto anche altre bands? Ti è mai stato chiesto o ci hai mai pensato?
Come ti dicevo ho prodotto e mixato il progetto chiamato Audiovision realizzato nel 2005 che conteneva molti nomi noti del panorama metal. Mi è stato chiesto molte volte di produrre delle band, ma non ne ho mai avuto il tempo. Il lavoro con i Lion's Share è la cosa che mi prende maggiormente e che occupa tutte le mie energie. Ho anche mixato e co-prodotto il side project Road To Ruin, realizzato alla fine del 2007.

Ho sempre trovato dei suoni di chitarra molto potenti nei dischi dei Lion's Share. Siccome molti lettori della 'zine sono anche musicisti, potresti parlarci della tua strumentazione?
Ti ringrazio molto. Nella mia homepage è possibile leggere tutta la mia strumentazione nella sezione che mi riguarda. Io utilizzo due accordature diverse con i Lion's Share, una chitarra è accordata in MI (440) e un'altra in RE. Ho provato il manico della Gibson , ma oltre il dodicesimo tasto diventa troppo stretto per me e per questo mi trovo meglio con il manico Fender. Così ho due stratocaster custom con il Floyd Rose e manico Warmoth. L'unica chitarra non custom che uso è una Washburn N4. Su tutte le mie chitarre sono montati humbuckers Bill Lawrence L-500. Uso il single coil per i puliti e un mix di hunbucker e middle single coil per gli altri suoni. In studio uso solo amplificatori analogici valvolari. Ho una Rivera TBR 1M dal 1988 alloggiata in un grande rack insieme ad alcuni equalizzatori, il tutto controllato da un vecchio sistema di switchaggio Bradshaw. Dal vivo uso anche un Line 6 Flextone HD, facile da usare e pur essendo digitale lavora bene. Sia in studio che dal vivo uso un pedalino Boss Super Overdrive per dare più boost ai miei assoli...mi piacciono molto le frequenze medie che aggiunge. Per "Emotional Coma" ho usato in alcuni assoli un Phase 90 e un Boss Octaver. A volte ho usato anche un E-bow. Non amo gli effetti e per questo i miei suoni sono sempre secchi, distorti e potenti. Siccome alcuni dei miei riffs sono molto complessi, mi piace che la gente che ascolta capisca esattamente quello che stò facendo.

Vi ho visti dal vivo in Italia il 27 Aprile del 1997 e sono subito rimasto colpito dalla vostra musica. Andy Engberg mi piaceva moltissimo. Come mai ad un certo punto le vostre strade si sono divise?
Penso che Andy non fosse molto portato per le esibizioni dal vivo. Così come le cose nella vita cambiano, capita che cambino anche le priorità. Io e lui non abbiamo mai visto le cose allo stesso modo ed è arrivato il momento in cui per la sopravvivenza della band è stato necessario prendere qualcun altro a bordo.

Con l'abbandono di Andy c'è stato un grande cambiamento nella vostra musica che si è allontanata dal prog-metal. E' stata una evoluzione naturale o portata proprio dal suo ritiro.
Andy era probabilmente l'unico a cui piaceva in modo particolare il Prog. Quando cominciammo a suonare avevamo un tastierista fisso nella line up della band, quindi era interessante vedere quali soluzioni potevano essere sperimentate. Il genere che suonavamo all'epoca era molto simile a quello che suonavano tante altre band nel 1994/95. Ci siamo stancati quando il mercato del genere si è saturato nel 1998 con l'uscita di troppe band che suonavano tutte uguali. Del resto è molto più bello suonare cose più dirette dal vivo. La gente non salta e non fa headbanging con il prog metal. Abbiamo così deciso di tornare alle origini e per me è stato naturale suonare nello stile che abbiamo oggi. La cosa è avvenuta un passo alla volta, gradualmente, in ogni nuovo album. Mi ha fatto piacere aver suonato quelle cose, ma oggi non ascolto più niente del genere.

In quasi tutti i vostri album è presente una cover, in "Fall from Grace" addirittura due e alcune sono lontane dal metal, come nel caso di "Flash in the Night". Sciegliete le canzoni da riproporre esclusivamente basandovi sui vostri gusti personali?
Certamente! Diamo sempre la precedenza alle nostre canzoni, ovviamente. Sciviamo con il cuore le nostre canzoni in modo che piacciano prima di tutto a noi. Non seguiamo nessuna moda. Facciamo gli album per noi stessi principalmente e speriamo che possano piacere a più persone possibili. Lo stesso vale per le covers, devono prima di tutto soddisfare i nostri gusti.

Sempre parlando delle cover, sia voi che Jorn Lande avete coverizzato "The Day The Earth Caught Fire" e siete entrambi svedesi. E' una coincidenza oppure i City Boy sono così famosi in Svezia?
E' una grande canzone per chi comincia a suonare. Penso che i City Boy siano diventati più noti in Svezia proprio grazie a queste cover. Hanno comunque alcune ottime canzoni, come per esempio "5705".

Farete un tour e magari verrete anche in Italia? Patrik Johansson vi seguirà anche dal vivo? Come sarà la line-up?
Ovviamente Patrik ci seguirà in tutto quello che faremo. Lui è ora un membro dei Lion's Share a tempo pieno. E' possibile leggere le sue opinioni qui: http://www.lionsshare.org/patrikspeaks.htm . A noi piacerebbe molto venire in Italia, ma non abbiamo un'agenzia che ci procura date da voi. Possono aiutarci i fans. richiedendo la nostra presenza a festivals o nei clubs e sperare che qualcuno ci chiami.

Mi ha colto di sorpresa il side project che stai portando avanti con Sampo Axelsson, Thomas Broman e Matti Alfonzetti, Road to Ruin, ce ne vuoi parlare?
E' un gran disco nello stile melodico di bands come Thin Lizzy, Gotthard, Rainbow, Whitesnake e Deep Purple Mk3. Non volevamo confondere i fans dei Lion's Share mischiando varie influenze di nuovo, come era successo in passato. Così abbiamo tenuto le canzoni più Metal per i L.S. e tutto il resto per questo side project. Io sono da anni un grande fan della voce di Matti e fare un album con lui è stato grandioso. Questo CD è da considerare come un nostro tributo alle band che ci piacciono maggiormente e che amiamo ascoltare. Per saperne di più date un'occhiata a http://www.roadtoruin.org/.

Ti ringrazio per la tua disponibilità. Se vuoi puoi aggiungere qualcosa all'intervista e salutare i lettori di Shapeless. Alla prossima e buon lavoro.
Molte grazie per aver supportato i Lion's Share attraverso tutti questi anni. Siamo orgogliosi di essere apprezzati dai fans italiani. Speriamo di poter tornare in Italia in tour dopo il prossimo album e di bere un buon bicchiere di vino rosso con voi! Cheers!

I really thank you Lars, I hope to see you on tour. Have a good work!




Sito internet: http://www.lionsshare.org/