Intervista ai Kailash
(Hellvis - Marzo 2007)
Eccomi una nuova intervista ai Kailash. Cerchiamo di saperne di più su
questo grande gruppo, promessa del panorama black nazionale.
Ciao ragazzi. L'ultima volta che vi ho
intervistati, vi chiamavate ancora Krom. Ora Kailash, per ovviare ad
una fastidiosa omonimia. Come mai proprio questo nuovo nome?
Ciao a tutto la staff di Shapeless. Come saprete Kailash è
considerato un luogo sacro, l'incontro di quattro diverse religioni,
nonché il centro fisico e spirituale dell'universo. Una grande montagna
innevata che si innalza per più di 6000 metri; un luogo imperscrutabile
dove modi di pensare, sebbene differiscano tra loro in alcuni punti
particolari, convergono in un unico pensiero... quello di cercare la
natura essenziale di tutte le cose.
Siamo rimasti molto affascinati nel pensare tutto questo e, ci
siamo resi conto come il tutto abbia molte corrispondenze con la nostra
musica. L'incontro di vari stili atti a creare un tessuto armonico che
li comprende.
Tempo fa mi chiedevo come i Kailash non
riuscissero ad incontrare gli interessi di qualche etichetta. Ed eccovi
debuttare ora con la Trazeroeuno. Come è nata questa collaborazione?
Siete soddisfatti di questa etichetta?
La collaborazione è nata attraverso il nostro ex bassista Andrea
(insostituibile), che ci ha messo in contatto con Trazeroeuno, in un
secondo momento ci hanno contatto loro dicendoci che erano rimasti
molto colpiti dalla nostra musica. Detto cio le cose sono andate per il
meglio, hanno sbrigato un ottimo lavoro per la promozione. Per ora
siamo molto soddisfatti per il loro impegno, e sopratutto la cosa molto
interessante del marchio Trazeroeuno è quello di vedere collegamenti
anche attraverso generi molto distanti tra loro, accumunati da una
grande passione per la ricerca di immagini attraveso la musica.
Complimenti per l'artwork, molto ricercato. Quant'è importante per voi, artisti, l'aspetto estetico della copertina di un CD?
Indubbiamente è molto importante.
In "Kailash" avete riproposto le tracce presenti nei demo "Wind Under
The Door" e "Spectrum Token Shift". Due facce diverse dei Kailash,
quella più black nel caso del primo, quella più sperimentale nel
secondo. Non è un azzardo, però, proporre tre strumentali e solo due
canzoni? Artisticamente, la cosa non si discute, ma per attrarre
un'audience vasta, beh, non è che sia a mio avviso una scelta molto
felice!
Se artisticamente la cosa non si discute, a noi basta questo. Tutto il resto non c'interessa.
Com'è cambiata in questi anni l'attitudine
della stampa nei confronti dei Kailash? Mi era stato detto che qualcuno
aveva definito la vostra musica "rumore". Come hanno reagito pubblico e
critica nei confronti di questo album?
La situazione è cominciata a migliorare con l'uscita di "Spectrum
Token Shift". Ancor di più con "Wind Under The Door". Questi due CD
hanno rappresentato una svolta che ci ha permesso di lavorare con
un'agenzia. Per quanto riguarda il nostro ultimo lavoro, la critica ha
risposto in maniera molto positiva... fortunatamente la nostra musica
non è più considerata rumore!
State componendo nuove canzoni per i Kailash? La vostra band è sempre ridotta a trio, o si sono aggregati nuovi elementi?
Sono gia pronti sette nuovi pezzi, praticamente un album che tra
poco registreremo. Per quanto riguarda la formazione è ormai ridotta in
un duo, e vogliamo che rimanga cosi. Al massimo useremo qualche session
dal vivo.
Cosa dobbiamo attenderci dal futuro dei Kailash? Più sperimentazione,
più brutalità, o la semplice riconferma di quanto di buono abbiate
fatto sino ad ora?
Più sperimentazione ma anche più brutalità. C'è da dire che le cose
sono un bel po' cambiate, sempre però rispettando le nostre origini. Il
resto sarà una sorpresa...
Non è frustrante suonare musica così valida, e
vedere che gruppi meno talentuosi di voi ottengono di più? Come reagite
di fronte a queste situazioni?
Per noi è sempre stato motivo di crescita, cioè stimolandoci sempre
di più a far meglio. Diciamo che se siamo diventati dei buoni musicisti
è sopratutto merito di questa situazione che all'esterno può essere
vista come una cosa frustrante ma all'interno, per quanto ci riguarda,
è stato motivo di crescita sia a livello musicale sia a livello umano.
Insomma abbiamo saputo trasformare quei momenti di sconforto in rabbia
positiva.
Che novità ci sono dal fronte Hastur, il vostro altro progetto? So che è sfumato un contratto con la Xtreem Records...
Uscirà il disco per fine aprile sotto Grotesque Productions (http://www.grotesquemusic.com/). Finalmente uno dei nostri progetti sarà distribuito a livello internazionale.
Ma voi amate di più gli Hastur o i Kailash? Eheh, bella domanda!
Indubbiamente i Kailash.
Bene, questa breve intervista è finita. Spiegate ai lettori di Shapeless perchè dovrebbero acquistare assolutamente "Kailash"!
Più che spiegare il perchè, possiamo influenzare una fetta di
ascoltatori a cui piace ascoltare con molta attenzione, a nostro
parere, della buona musica anche riflettendo molto sulle atmosfere
ricreate. Chi ama impatto e semplicità rimanga distante dai Kailash. E'
tutto, grazie tantissimo per il vostro supporto.
Ciao a prestissimo con l'uscita del nuovo lavoro.
Sito internet: http://www.kailashband.com/