Juglans Regia
(carma1977 - Ottobre 2002)


Band dall'esperienza consolidata, gli Juglans Regia, dopo vari demo-tapes, approdano alla realizzazione del primo demo CD, "Prisma", capace di regalarti forti emozioni, ma, come ho già scritto nella recensione, mi lascia il dubbio che verrà capito da una cerchia ristretta di ascoltatori.



Ciao ragazzi, logicamente come prima cosa, parlateci della decennale storia dei Juglans Regia.
Ci siamo formati alla fine del 1991 da un'idea mia e di Alessandro (voce)... abbiamo reclutato in breve tempo David (batteria) e poi abbiamo avuto vari chitarristi e un paio di tastieristi, compreso Lapo, attualmente in formazione. Antonello (chitarra) è entrato negli Juglans Regia ad inizio 1997 ma aveva già suonato con noi nel 1992 (infatti alcune canzoni del nostro primo demo "The Last Gate" uscito a nome Raising Fear nel 1993 furono scritte anche da lui). All'inizio, come accennato prima, ci chiamavamo Raising Fear... eravamo piuttosto influenzati dagli Iron Maiden e dalla NWOBHM. Nel 1994 decidemmo di cantare "anche" in italiano, ed optammo per un nome che non fosse né italiano né inglese.. da qui Juglans Regia (dal latino Noce Reale). A nome Juglans Regia sono uscite varie cassette... "Juglans Regia" nel 1995, "Il Sogno" nel 1997 e "Sinusoide/Grigio" nel 1999... penso si noti che abbiamo cercato nel tempo di personalizzare sempre più la nostra proposta.
Dopo l'uscita di "Sinusoide/Grigio" (gennaio 1999) entrò in formazione il tastierista Lapo e da allora la formazione è la stessa. A marzo di quest'anno è uscito "Prisma", CD autoprodotto o demo-CD, che dir si voglia...

Quali sono le vostre influenze primarie in campo musicale, e in tutto ciò che vi circonda quotidianamente?
In campo musicale direi che ascoltiamo di tutto e quindi abbiamo moltissime influenze, conscie o meno. Siamo cresciuti principalmente con il metal anni '80, col tempo abbiamo iniziato ad ascoltare anche altre cose ed imparato ad apprezzare vari generi musicali.... certo, c'è chi preferisce uno stile e chi un altro, ma complessivamente ascoltiamo di tutto.
Riguardo a tutto ciò che ci circonda... non credo ci sia qualcosa che ci influenza direttamente... certo che stati d'animo, sensazioni, pensieri ecc. influenzano il modo di comporre e di suonare, non solo nostro ma di tutti, credo... penso sia naturale essere influenzati dal quotidiano.

Parlatemi dei vostri ultimi ascolti, quali sono i gruppi recenti che pensate segneranno la strada da seguire?
Non credo che nessuno segni la strada da seguire... noi ascoltiamo la musica che ci piace. Pensa ai Metallica nel 1983 e all'influenza che hanno avuto in seguito nella musica metal... o pensa ai Dream Theater, che pochi notarono all'uscita di "When Dream And Day Unite" nel 1989, ma che poi influenzarono una miriade di gruppi dopo "Images And words"...
Tra i gruppi che ci piacciono ultimamente ti dico Katatonia, Dave Matthews Band, Muse, Ark, Elegy, Coldplay, Tool, Enchant, Threshold... ce ne sono una marea... Engine, In extremo, Fates warning, Dream Theater, Pain Of Salvation... ma ci piace riscoprire anche cose del passato.. ci sono dischi bellissimi, metal e non, che vale la pena almeno provare ad ascoltare...

I testi dell'album sembra abbiano un filo conduttore che li accomuna, è una cosa voluta, quasi a voler creare una sorta di concept, oppure è solo un caso?
Ti dico che è un caso, ma ogni volta che registriamo qualcosa ci accorgiamo che i testi sono in qualche modo legati tra loro... direi che parlano più o meno tutti dell'uomo, sono abbastanza introspettivi... forse "Pioniere" si differenzia un po' dagli altri...

Pensate che il fatto di cantare in italiano possa aprirvi qualche porta in più, per via di una maggiore comprensione da parte del pubblico?
Guarda, sono problemi che non ci poniamo... ti dico comunque che spesso ci è stato detto che l'italiano limita di parecchio la proponibilità della nostra proposta. Io non ci penso e non voglio pensarci. Può darsi che un giorno rifaremo anche una canzone in inglese, boh...
Comunque discorsi tipo "l'italiano si adatta male al genere"... "l'italiano finisce per vocale e l'inglese per consonante", "l'inglese è più cantabile"... beh, mi lasciano un po' interdetto... penso che spesso per pigrizia mentale non si è portati ad accettare cose che suonano un po' diverse dal nostro... ehm... background...

Mi sembra di intuire che il gruppo sia molto affiatato. La fase di composizione è un lavoro di gruppo che svolgete tutti assieme?
Sì, siamo piuttosto affiatati... tutti contribuiscono alla composizione... si parte da uno spunto personale e ci si lavora sopra. Certo che per terminare un brano ci mettiamo del tempo, ma è un metodo che per ora ci soddisfa.

Quali riscontri ha avuto "Prisma", sia a livello di vendite che di critica?
A livello di vendite siamo di poco sopra le cento copie... poi aggiungi gli scambi con alti gruppi, con le distribuzioni, le copie promozionali... complessivamente siamo sulle 350 copie.
Le recensioni, da parte di giornali e web-zine, sono state quasi tutte molto buone e la cosa un po' ci ha sorpreso positivamente!

Siete attivi da dieci anni, quali cambiamenti avete notato nella scena italiana underground e non, quali i pregi e i difetti?
C'è molta più professionalità... inoltre sono aumentate le uscite in maniera esponenziale (quello che prima usciva in un anno oggi esce in una settimana o quasi!). L'underground inoltre si è andato col tempo sempre più settorializzando... ci sono fanzine o web-zine che trattano solo black, solo death, solo nu, solo classic... a me le classificazioni non piacciono e questa per me non è una cosa positiva.
I pregi... direi che c'è un buon fermento a livello di web-zine... ce ne sono tantissime...
Difetti... che per me non ha senso rifarsi pesantemente a modelli stranieri, va bene esserne influenzati, ma bisogna rielaborare il tutto con le proprie capacità. E' un parere personale, ma io non voglio un gruppo che copia gli Iron Maiden, o i Dream Theater, o i Sepultura... ci sono già loro. Inoltre è sì aumentata la professionalità, ma questo a volte non è proprio un bene... ci sono demo totalmente ritoccati o artefatti... batterie triggerate in modo esagerato... che senso ha tutto ciò? E' inutile, a mio avviso, mettere dei passaggi di cassa col trigger e poi dal vivo non sapere come fare per riprodurli... ma questo è un difetto - ripeto, a mio parere - anche di molte produzioni discografiche non propriamente underground...

Sto notando che molti gruppi emergenti, per produrre i loro dischi, mettono in piedi delle etichette personali. Anche voi avete utilizzato questo sistema?
Noi abbiamo registrato il master e poi l'abbiamo fatto stampare... non abbiamo fatto nessuna etichetta... per ora...

Riuscite a portare dal vivo la vostra musica? Trovate difficoltà nel trovare luoghi dove suonare?
A volte riusciamo a suonare dal vivo, anche se non troppo frequentemente... per ora non abbiamo neppure una cover in scaletta e questo non aiuta sicuramente. Comunque suoniamo dove capita... un po' di difficoltà c'è...

Per ora è tutto, vi ringrazio per le risposte e vi lascio lo spazio per chiudere l'intervista come volete.
Rigrazio te, Carlo, per l'intervista, ed i lettori di Shapeless... chi fosse interessato al nostro CD o volesse solo contattarci può scrivere a max@juglansregia.com. Grazie e ciao.

Sito internet: http://www.juglansregia.com/